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Questa guida ha funzione meramente esemplificativa e non esaustiva delle problematiche afferenti la materia. Per esporre il tuo caso ad uno dei nostri professionisti, guarda le modalità operative e scopri come è semplice richiedere una consulenza o assistenza legale.

Al via il Fondo di Solidarietà anti-crisi per i mutui prima-casa

Dopo tre lunghi anni di gestazione, dal 15 novembre le famiglie in difficoltà con le rate potranno richiedere alla Banca la sospensione dei pagamenti fino a diciotto mesi.


La misura, promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è destinata a coloro che hanno perso il lavoro, hanno subito la morte o la condizione di non autosufficienza di un familiare, hanno sostenuto spese mediche o di assistenza domiciliare, spese per interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull’immobile posto a garanzia del mutuo oppure hanno subito un forte aumento della rata per il finanziamento, acceso a tasso variabile. All’iniziativa possono accedere i clienti che hanno sottoscritto finanziamenti, per l’abitazione principale, d’importo non superiore a 250.000 euro e che hanno un reddito equivalente Isee non superiore a 30.000 euro annui.

Gli interessati potranno presentare i moduli di richiesta alla Banca presso la quale è stato acceso il mutuo insieme alla documentazione richiesta. La Banca invierà, entro dieci giorni, la richiesta (con la relativa documentazione) alla Consap (società a capitale interamente pubblico, che gestisce il Fondo per conto del Ministero delle Finanze), che, a sua volta, accerterà l’esistenza dei requisiti e rilascerà entro quindici giorni dal ricevimento della documentazione il nulla-osta. Entro cinque giorni dal ricevimento della risposta la banca comunicherà al beneficiario la sospensione, che dovrà essere applicata entro i successivi trenta giorni lavorativi. Tenuto conto del procedimento sopra descritto dunque i primi stop alle arte non saranno effettivi prima del 2011.
 
Il Fondo di Solidarietà non ha scadenze temporali e funzionerà sino all’esaurimento della dotazione, pari per il momento, a venti milioni di euro. Alla luce della limitatezza dell’ammontare complessivo appare consigliabile muoversi da subito per garantirsi il diritto al supporto finanziario, anche perché l’erogazione seguirà il criterio temporale di presentazione delle domande. Durante il periodo di sospensione la Banca potrà chieder al cliente la parte della spesa interessi non rimborsata dal gestore del Fondo, cioè lo spread (ovvero il guadagno dell’Istituto di credito). La quota capitale slitterà invece in avanti nel tempo ed in questo modo la durata originaria del finanziamento aumenterà di un tempo pari al periodo di sospensione. La sospensione (attenzione:non è cancellazione) può essere richiesta per non più di due volte, a patto che non sia stato iniziato un procedimento esecutivo con la notifica dell’atto di pignoramento. L’iniziativa sopra descritta va ad aggiungersi al “Piano Famiglie” varato dall’A.B.I. e dalle Associazione dei consumatori lo scorso febbraio. Tale iniziativa, di dimensioni più limitate, prevede la sospensione fino a dodici mesi delle rate dei finanziamenti sulla prima-casa per chi ha subito fra il 2009 ed il 2010un evento negativo come la perdita del lavoro, la cassa integrazione, la morte o l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza di un familiare e riguarda i mutui di importo sino a 150.000 euro stipulati da clienti con reddito imponibile annuo non superiore a 40.000 euro.

Per aderire a tale iniziativa c’è tempo sino al 31 gennaio 2011. Non va dimenticato però che lo stop alla rata comporta lo slittamento in avanti dell’intero piano d’ammortamento e che durante la moratoria continuano a maturare gli interessi, quindi il rimborso del mutuo rischia di rivelarsi più oneroso nel futuro.
Alta nota iniziativa anti-crisi è l’Avviso comune, rivolto alle piccole e medie imprese: accordo siglato il 3 agosto 2009 tra Ministero dell’Economia, A.B.I. ed altre rappresentanze. Tale iniziativa è ancora attuale, in quanto le imprese hanno ancora tempo, per chiedere la sospensione, sino al 31.01.2011, a seguito della proroga della stessa. I rimedi per battere il caro-rata si sono dunque accavallati in questo periodo: oltre alle misure varate dalle singole regioni e quelle similari adottate in via autonoma, precedentemente, dalle singole Banche, vanno ricordati i rimedi (rinegoziazione-surroga-trasferimento) previsti dalla Bersani-bis (Dl 7/2007, convertito nella legge 40/2007) , da ultimo, la chanse offerta dalla convenzione per la rinegoziazione dei finanziamenti sottoscritta tra A.B.I. e Governo il 24.06.2008, con la quale è stata offerta la possibilità, a coloro che avevano sottoscritto un contratto di mutuo per la prima casa a tasso variabile, la possibilità di riportare l’importo della rata sui livelli del 2006 (seppur a rischio di dover pagare di più e soprattutto più a lungo). E tutto ciò, mentre in Italia torna la voglia di mutuo: il valore medio dell’erogato è schizzato a 135.000 euro, il massimo storico mai raggiunto! I tassi bassi ed i prezzi delle case in discesa spingono infatti le richieste di nuovi finanziamenti. L’italia è prima nella crescita degli erogati! Nonostante quindi che i dubbi sull’evoluzione della congiuntura permangano sensibili si registrano più mutui nuovi per comprare la prima casa o per investire i propri risparmi nel mattone. Un investimento fruttifero e mai a rischio di tradimento. Ed in tale situazione cresce l’appeal del tasso fisso.
 
Il dubbio infatti è sempre lo stesso: variabile o fisso (il tasso)? Apparentemente non c’è storia; con i tassi euribor (tassi di breve termine -1,3,6 mesi, ai quali sono indicizzati i mutui variabili, la cui oscillazione è frutto delle attese a breve termine che si creano sul costo del denaro della B.C.E.) praticamente raso-terra e le prospettive di un mantenimento della politica monetaria espansiva, il favore per la rata oscillante sembra più che giustificato (nonostante l’aggiunta dello spread o margine pe le singole banche). Ma, l’elemento di novità nel tumultuoso mercato dei mutui, arriva piuttosto dall’Irs o Eurirs (tasso medio lungo termine scelto dalle Banche per definire le rate dei finanziamenti a tasso fisso, con andamento correlato ai titoli di Stato europei, in particolare il Bund tedesco), che è ai minini storici.
Quindi per chi vuole godere della tranquillità del tasso garantito questo è il momento giusto per sottoscriverlo. Ed anche per questo surroghe e sostituzioni segnano il passo: le famiglie preferiscono ricorrere alla rinegoziazione con gli Istituti di credito. 

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