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Responsabilità medica
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La responsabilità del sanitario ricorre quando questi non abbia adoperato tutta la prudenza, diligenza e perizia, dovute nel caso di specie.
La perdita del diritto alla vita (danno tanatologico), quando è determinata da un evento lesivo determina la nascita di un diritto al risarcimento in capo agli eredi a carico dell'autore dell'evento dannoso.
La responsabilità - nei confronti del paziente danneggiato - del sanitario dipendente di una struttura pubblica sarebbe di tipo extracontrattuale con la conseguenza della prescrizione del diritto del paziente al risarcimento nel termine di 5 anni.
Chiunque abbia la necessità di sottoporsi a cure mediche, deve essere messo in condizione di dare preventivamente il proprio consenso "libero ed informato".
La mancata diagnosi di una malformazione del feto, è astrattamente idonea ad impedire alla madre l'esercizio del diritto all'aborto: in tali casi si può prospettare un'ipotesi di risarcimento dei danni che ne conseguono (sia per il nascituro sia per i prossimi congiunti).
Il codice disciplina specificamente le ipotesi in cui il sanitario affronti patologie che non siano state particolarmente studiate dalla scienza medica o siano sconosciute, ecc..
Il diritto di richiedere un risarcimento del danno, derivante da responsabilità medica, è limitato nel tempo: si estingue se il titolare non lo esercita per un periodo determinato dalla legge secondo i casi.
La responsabilità civile del medico ricorre quando siano lesi la vita o l'integrità psico-fisica di un soggetto.
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