Elenco Approfondimenti


Dividendi di fonte estera percepiti da soggetti residenti

In via generale si rileva che non devono essere più inclusi nell'imponibile IRPEF gli utili percepiti da persone fisiche residenti al di fuori dell'esercizio di impresa in relazione a partecipazioni non qualificate in società estere. Infatti anche agli utili di fonte estera derivanti da partecipazioni non qualificate si applica la ritenuta a titolo d'imposta del 12,50 per cento prevista per gli utili di fonte italiana. Continuano, invece, ad essere inclusi nel reddito complessivo imponibile i dividendi da partecipazioni qualificate


Dividendi di fonte estera percepiti da soggetti non residenti

In via generale si rileva che la disciplina degli utili da partecipazione (e dei redditi ad essi assimilati) è contenuta nell'articolo 89 del DPR n. 917/1986, il quale dispone che tali redditi, se percepiti da soggetti IRES, siano esclusi dalla formazione del reddito del soggetto ricevente per il 95 per cento del loro ammontare. Se tali redditi sono percepiti da soggetti residenti in relazione a partecipazioni societarie non qualificate, allora sono soggetti ad una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 12,50 per cento.


Paradisi fiscali

PARADISI FISCALI: WHITE LIST E BLACK LIST Innanzitutto si rileva che viene considerato paradiso fiscale uno Stato che: - prevede una imposizione fiscale ridotta o l'assenza di imposizione - l'assenza di trasparenza in ambito normativo - il rifiuto di politiche a sostegno dello scambio di informazioni con altri paesi - la mancanza di disposizioni che prevedono il requisito dell'esercizio di attività effettiva sul territorio nazionale.


Norma antiabuso

In via generale si rileva che i governi, all'interno dell'Unione europea, hanno competenza esclusiva per quanto riguarda i livelli dell'imposizione diretta, ovvero l'imposta sui redditi individuali e sugli utili societari, a condizione che tali imposte siano compatibili con il mercato unico e con la libera circolazione dei capitali, ossia non ostacolino gli investimenti transfrontalieri.


Disciplina fiscale delle Controlled foreign companies (Cfc)

In via generale si rileva che la normativa riguardante le cosiddette controlled foreign companies (cfc) è stata introdotta dall'articolo 1 della Legge 21 novembre 2000, n. 342, con efficacia dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento di individuazione dei regimi di Stati o territori a fiscalità privilegiata di cui all'articolo 127bis, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (cosiddetta black list).


Residenza fiscale delle persone fisiche

In base all'art. 2, comma 2 TUIR sono considerate residenti le persone fisiche che per la maggior parte dell'anno, ossia per un periodo di almeno 183 giorni (184 per gli anni bisestili) anche non continuativi, rientrano in determinate ipotesi previste dalla legge.


Donazione azienda: imposta e adempimenti

In caso venga posta in essere una donazione di azienda occorre verificare se l'imposta sulle donazioni sia dovuta. Sono infatti presenti casi di esenzione dall'applicazione dell'imposta e franchigie.


Disciplina generale imposta su successioni e donazioni

L' art. 6, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262 ha riformato l'imposizione indiretta gravante sui trasferimenti a titolo gratuito, per successione o per donazione di beni e diritti. In sede di conversione, la L. n. 286 del 24 novembre 2006 ha ridefinito la disciplina introdotta dal D.L. n. 262/2006, ripristinando le imposte di successione e donazione, di cui al D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 .


Imputazione del reddito da parte degli eredi di socio di S.n.c.

L'art. 5, co. 1 TUIR afferma che ""i redditi delle società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice residenti nel territorio dello Stato sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili". Il principio sancito dal citato articolo non sempre è stato sufficiente a regolamentare le varie fattispecie che prendono sostanza per effetto di eventi molto diffusi quali varie tipologie di cessione di quote sociali, recesso del socio, successioni o donazioni.


Successione azienda condotta in affitto

Quando un imprenditore individuale che ha concesso in affitto la sua unica azienda decede in pendenza di contratto occorre stabilire come procedere secondo corretti comportamenti civilistici e fiscali.


Donazione azienda: imposta e adempimenti

Dal punto di vista dell'imposta sulle donazioni occorre ricordare che alle donazioni di azienda si applica l'imposta sulle donazioni. Esistono tuttavia casi in cui viene assicurata l'esenzione dall'imposta tuttavia occorre rispettare specifiche condizioni


Donazione azienda con patto di famiglia

La donazione, al contrario della successione testamentaria, permette al titolare di trasferire l'azienda quando è ancora in vita, garantendogli comunque un controllo sulla continuità della prosecuzione dell'attività del complesso aziendale.


Aspetti civilistici problematici di successioni e donazioni

La disciplina civilistica in materia di successione e donazione risulta alquanto rigida in quanto dettata con la finalità di tutelare i diritti di tutti i potenziali soggetti interessati alla successione dell'imprenditore. Il titolare dell'azienda si trova quindi ad incontrare vincoli normativi che ne limitano decisamente le potenziali scelte circa l'individuazione del suo successore al "timone" dell'impresa.


Disciplina generale delle imposte sulle successioni e donazioni

L' art. 6, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262 ha riformato l'imposizione indiretta gravante sui trasferimenti a titolo gratuito, per successione o per donazione di beni e diritti. In sede di conversione, la L. n. 286 del 24 novembre 2006 ha ridefinito la disciplina introdotta dal D.L. n. 262/2006, ripristinando le imposte di successione e donazione, di cui al D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 .


Continua l'incubo dei contratti finanziari pericolosi

Il risparmio tradito a causa di contratti pericolosi torna alla ribalta a seguito di recente sentenza della Corte di Cassazione la quale conferma che gli swap venduti alle imprese nel 1992 dal Credito Italiano erano una truffa.


Programma Visione Europa: un prodotto ancor più "pericoloso" di MyWay e 4You.

Con sentenza della Corte di Appello di Milano, che ha ribaltato l'esito del giudizio di primo grado, Il Monte dei Paschi di Siena è stato condannato a risarcire un aderente al Programma Visione Europa.


Polizze Performance: Compagnia condannata

Dal Tribunale di Milano arriva la prima sentenza a favore dei risparmiatori sulle ormai famose polizze Performance, con la condanna della Cnp Unicredit Vita al rimborso in favore dell'attore.


Carte di credito: le trappole delle revolving

Il differimento dei rimborsi costa caro se non si presta massima attenzione alle clausole contrattuali, non si verifica la trasparenza del contratto e, soprattutto, non si controlla il Taeg.


Banche e Assicurazioni: in attesa di un nuovo rapporto con il consumatore.

Cresce l'attenzione del legislatore italiano e comunitario verso il rapporto con il cliente, cui corrisponde un adeguamento, lento e non indolore, da parte del Sistema ed una revisione delle strategie, che dovranno essere improntate ad un'offerta di prodotti più chiari e comprensibili.


Contenzioso in materia di anatocismo bancario

Illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dalla clientela alle Banche in quanto basata su un uso negoziale e non su un uso normativo come esige l'articolo 1283 del codice civile.