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Imposta di registro - Atti societari - Fusione per incorporazione - partecipazione totalitaria al capitale della incorporata - aliquota proporzionale - applicabilità

Pubblicato il: 26/06/2010


Massima - In tema di imposta di registro, la Direttiva comunitaria n. 69/335/CEE e successive modifiche ed integrazioni non osta alla riscossione dell'imposta proporzionale nell'ipotesi di fusione per incorporazione ad opera di società che detenga una partecipazione totalitaria nella società incorporanda, non potendo tale operazione inquadrarsi nella fattispecie dei conferimenti dell'intero patrimonio societario in altra società di capitali remunerati esclusivamente mediante attribuzione di quote sociali. Sent. n. 19006 del 10 settembre 2007 (ud. del 10 luglio 2007) della Corte Cass., Sez. tributaria

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Irpeg - Reddito d'impresa - Determinazione - Fattispecie - Disavanzo di fuzione - iscrizione ad avviamente - sussiste legittimità

Pubblicato il: 24/06/2010


Costituisce ius receptum nella giurisprudenza di legittimità il principio secondo il quale è pienamente legittima l'iscrizione in bilancio del disavanzo di fusione da annullamento, realizzato per l'incorporazione di una società che deteneva una partecipazione totalitaria al capitale dell'incorporata, mediante imputazione alla posta "avviamento" con conseguente deducibilità delle relative quote di ammortamento. Tuttto ciò rappresenta un indubbio vantaggio per il contribuente Sentenza . n. 20424 del 28 settembre 2007 (ud. del 4 luglio 2007)

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Accertamento - Soggetti verificati - Operazioni straordinarie - Fusione per incorporazione

Pubblicato il: 24/06/2010


Massima - La natura sostanziale e non processuale degli atti impositivi notificati al contribuente non osta all'applicazione del regime delle nullità afferenti gli atti processuali, disciplinato dall'art. 156 del codice di rito. Conseguentemente, laddove un atto intestato alla società incorporata sia notificato alla società incorporante, l'erronea indicazione del soggetto destinatario, non è suscettibile di inficiarne gli effetti nei confronti del soggetto subentrato a titolo universale nella posizione giuridica tributaria dell'ente estinto. Sent. n. 6347 del 10 marzo 2008 (ud. del 16 gennaio 2008) della Corte Cass., Sez. tributaria -

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Imposta di registro Fusione per incorporazione - esclusione

Pubblicato il: 24/06/2010


Relativamente alla fusione tra società, deve valutarsi se l'atto per il quale è stata corrisposta l'imposta proporzionale di registro, assolta ai sensi dell'art. 4 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 - di cui si chiede la restituzione, contenga una fusione per incorporazione "propria" (e, come tale, non sia assoggettabile, alla stregua del diritto comunitario, ad imposta proporzionale di registro) o non, piuttosto, una fusione per incorporazione "impropria" che, per converso, la normativa dell'Unione europea ritiene assoggettabile alla predetta imposta. Nel caso di incorporazione di una società la quale detiene la totalità delle azioni o delle quote dell'incorporata, la direttiva del Consiglio n. 69/335/CEE, come modificata dalle direttive n. 73/80/CEE e n. 85/303/CEE, non osta alla riscossione dell'imposta proporzionale di registro poiché siffatta operazione non può inquadrarsi nella fattispecie regolata dalle norme comunitarie dei conferimenti dell'intero patrimonio societario in altra società di capitali, remunerati esclusivamente mediante attribuzione di quote sociali, visto che già tutte le quote od azioni appartengono all'incorporante. In altre parole, non si realizza, nella specie, alcun spostamento o movimento di capitali o, comunque, modifica dell'assetto societario e, quindi, difettano i presupposti della tutela apprestata dalle norme comunitarie alla libertà di circolazione dei capitali medesimi. Sent. n. 13225 del 16 luglio 2004 (ud. del 25 febbraio 2004) della Corte Cass., Sez. tributaria

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Imposte e tasse - Normativa comunitaria - Applicazione - Inderogabilità

Pubblicato il: 24/06/2010


Il regime giuridico contenuto nelle Direttive comunitarie, così come interpretato dalla Corte di Giustizia, deve essere applicato, essendo ancora pendente la controversia sul debito d'imposta, nel giudizio di cassazione anche indipendentemente da uno specifico motivo o da un'espressa istanza di parte e, quindi, senza la necessità di una valutazione sull'autosufficienza del ricorso [applicazione alla disciplina dell'art. 4, nn. 1, lettera c), e 2, lettera b), della Direttiva n. 69/335CEE, così come modificata dalle Direttive n. 73/80/CEE e n. 85/303/CEE). (1) Il regime giuridico contenuto nell'art. 4, nn. 1, lettera c), e 2, lettera b), della Direttiva n. 69/335/CEE, così come modificata dalle Direttive n. 73/80/CEE e n. 85/303/CEE, deve essere applicato in conformità all'interpretazione della Corte di Giustizia secondo cui l'incorporazione di una società il cui capitale è interamente detenuto dall'incorporante non determina alcun trasferimento di capitali (fenomeno che le Direttive intendono favorire), e quindi non può beneficiare dell'agevolazione fiscale prevista da tale normativa. (2) Sent. n. 26948 del 18 dicembre 2006 (ud. del 6 luglio 2006) della Corte Cass., SS.UU.

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Imposta di registro - Agevolazioni per le società incorporate

Pubblicato il: 24/06/2010


Massima - Il regime giuridico contenuto negli artt. 4, n. 1, lett. c), e 4, n. 2, lett. b) della direttiva 335/69/CEE, così come modificata dalle direttive 73/80/CEE e 85/303/CEE, deve essere applicato in conformità all'interpretazione della Corte di Giustizia secondo cui l'incorporazione di una società il cui capitale è interamente detenuto dall'incorporante, non determina alcun trasferimento di capitali (fenomeno che le direttive intendono favorire), e, quindi non può beneficiare dell'agevolazione fiscale, prevista da tale normativa; ed ove erroneamente l'imposta sia stata versata in misura fissa, l'Amministrazione ha l'obbligo di procedere all'applicazione dell'imposta proporzionale in base alla normativa comunitaria che vieta gli aiuti di Stato. Sent. n. 12168 del 15 maggio 2008 (ud. del 14 novembre 2007) della Corte Cassazione

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Società - Fusione per incorporazione - mancato notifica avvenuta fusione

Pubblicato il: 24/06/2010


In mancanza di un'espressa revoca, da parte della società da fusione, del mandato conferito a suo tempo dalla società fusa, il procuratore costituito in primo grado continua a rappresentare nel processo la società da fusione, anche se la controparte notifica a lui un atto d'impugnazione intimato alla società fusa, in forza di quella peculiare forma di continuità identitaria tra società partecipanti alla fusione, che, pur nelle loro variegate modificazioni soggettive, è propria dell'istituto della fusione societaria. In sostanza, se la società da fusione succede nei cosiddetti stati di scienza (cfr. Corte di cassazione 11 aprile 2003, n. 5716) Sent. n. 21161 del 6 agosto 2008 (ud. del 30 aprile 2008) della Corte Cass., Sez. tributaria

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Registro - Imposta - Società - Fusioni - Agevolazioni - Art. 4 della Tariffa

Pubblicato il: 24/06/2010


l'indagine sul presupposto per l'esenzione del tributo proporzionale, e cioè l'esistenza di un effettivo conferimento nel capitale dell'incorporata, può essere introdotta per la prima volta nel giudizio di legittimità, poichè ne dipende la applicazione della normativa nazionale ovvero di quella comunitaria e quindi l'osservanza del principio di effettività del diritto comunitario affermato dalla giurisprudenza sulla base dell'art. 10 del Trattato CEE Sent. n. 21313 del 7 agosto 2008 (ud. del 13 giugno 2008) della Corte Cass., Sez. tributaria

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Imposte sui redditi - Accertamento - Contrasto all'elusione - Fattispecie

Pubblicato il: 24/06/2010


Massima - Il diritto comunitario e nazionale accordano al contribuente piena autonomia negoziale al fine di esercitare la propria attività economica stabilendo altresì il divieto di perseguire quale unico scopo delle operazioni il conseguimento di un vantaggio fiscale altrimenti indebito. Ai fini dell'applicazione dell'art. 37-bis, D.P.R. n. 600/1973 in tema di attività elusive, la disposizione deve essere integralmente soddisfatta in ogni presupposto: carenza di valide ragioni economiche, aggiramento di disposizioni, illegittimo risparmio d'imposta) né la medesima costituisce fonte per l'irrogazione di sanzioni atteso che il disconoscimento degli effetti dei negozi nei confronti dell'Amministrazione finanziaria rappresenta essa medesima ammenda per il contegno del contribuente. Sono ammessi in deduzione i costi sostenuti in relazione ad operazioni poste in essere con soggetti residenti nei paesi aventi regime fiscale privilegiato laddove il contribuente abbia documentalmente soddisfatto l'onere di dimostrazione dell'effettiva attività svolta dall'operatore economico e dell'interesse alla conclusione delle operazioni. Sent. n. 6 del 28 gennaio 2009 (ud. del 15 luglio 2008) della Comm. trib. prov. di Vicenza, Sez. III

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Imposte dirette - Società - Disavanzo di fusione - Avviamento - Legittimità

Pubblicato il: 24/06/2010


In tema di imposte sui redditi d'impresa, - ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 123, sia nel testo originario che in quello modificato dalla L. n. 67 del 1988, art. 7, comma 6, che non ha modificato sostanzialmente la disciplina di cui al D.P.R. n. 598 del 1973, art. 16, - il disavanzo di fusione realizzato per incorporazione da parte di una società che già possedeva l'intero capitale sociale dell'incorporata e che procede alla fusione senza aumentare il proprio capitale sociale e annullando tutte le quote rappresentative dell'intero capitale sociale dell'incorporata, può, nel regime previgente al 1 gennaio 1995 (data di entrata in vigore della L. n. 724 del 1994, il cui art. 27, ha introdotto il principio di neutralità fiscale delle fusioni), essere iscritta in bilancio alla voce avviamento. Ne consegue, ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 68, comma 3, la legittimità della deduzione fiscale della quota di ammortamento. Sent. n. 20630 del 25 settembre 2009 (ud. del 23 aprile 2009) della Corte Cass., Sez. tributaria - Pres. Prestipino, Rel. Polichetti

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