Ti segnaliamo che..
Qui puoi leggere ogni giorno le sentenze e le notizie giuridiche più interessanti.
Oltre 36 news in Agenti di commercio sono presenti nella nostra banca dati.
1
E' obbligato al risarcimento del danno il mediatore che non informa il compratore del pignoramento sull'immobile
Pubblicato il:
07/10/2011
In tema di mediazione immobiliare, durante lo svolgimento della mediazione l'agente deve muoversi seguendo l'ordinaria diligenza richiesta al professionista, a pena di una condanna per truffa e anche di dover risarcire la parte lesa. Se è vero, infatti, che il mediatore non è tenuto a svolgere indagini di natura tecnico-giuridica, come l'accertamento della libertà dell'immobile oggetto del trasferimento, mediante le visure catastali e ipotecarie, tuttavia è comunque tenuto ad un obbligo di corretta informazione secondo il criterio della media diligenza professionale, e ciò comprende, in positivo, l'obbligo di comunicare le circostanze a lui note o comunque conoscibili con la comune diligenza che si richiede al mediatore, e, in negativo, il divieto di fornire informazioni su circostanze che non abbia controllato. (Nel caso di specie, una agenzia locale aveva fatto sottoscrivere un contratto preliminare di acquisto di un fondo rustico - con relativo anticipo e pagamento della commissione - senza però aver informato l'acquirente che sull'immobile gravava un'ipoteca giudiziale).
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 19 settembre 2011, n. 19095
Dettagli
La clausola che attribuisca al mediatore il diritto alla provvigione anche nel caso di mancata effettuazione dell'affare per fatto imputabile al venditore è inefficace in quanto vessatoria
Pubblicato il:
22/11/2010
La clausola che attribuisca al mediatore il diritto alla provvigione anche nel caso di mancata effettuazione dell'affare per fatto imputabile al venditore può presumersi vessatoria, e quindi inefficace a norma dell'articolo 1469-bis del Cc, in quanto d'importo manifestamente eccessivo, e comunque il compenso per l'attività esplicata dal mediatore e l'adeguatezza del correspettivo per l'ipotesi di mancata conclusione dell'affare dovranno essere apprezzati dal giudice, anche nel senso del significativo squilibrio delle prestazioni e dunque per l'inefficacia della clausola ex articolo 1469-quinquies, comma 1, del codice civile.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 3 novembre 2010, n. 22357
Dettagli
In materia di contratto di agenzia, la violazione da parte del del preponente del diritto di esclusiva avvenuta in modo sporadico non legittima la risoluzione del contratto
Pubblicato il:
12/01/2010
Nel contratto di agenzia, pur nella sostanziale diversità delle rispettive prestazioni e della relativa configurazione giuridica, per stabilire se lo scioglimento del contratto stesso sia avvenuto o meno per un fatto imputabile al preponente o all'agente, tale da impedire la possibilità di prosecuzione anche temporanea del rapporto, può essere utilizzato per analogia il concetto di giusta causa di cui all'articolo 2119 del Cc, previsto per il lavoro subordinato; il giudizio sulla sussistenza di una giusta causa di recesso costituisce valutazione rimessa al giudice di merito e incensurabile in sede di legittimità ove sorretto da un accertamento sufficientemente specifico degli elementi di fatto e da corretti criteri di carattere generale ispiratori del giudizio di tipo valutativo. Ne consegue che, secondo la Corte di Cassazione, non sono idonee a concretare giusta causa di recesso la violazione da parte del preponente del diritto di esclusiva avvenuta in modo sporadico e di scarsa incidenza sull'economia complessiva del rapporto o il fatto del preponente che solleciti il pagamento di importi già incassati a causa di disguidi amministrativi che concreterebbe secondo l'agente condotta diffamatoria presso i clienti a danno di quest'ultimo.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 15 aprile 2009, n. 8948
Dettagli
Le sentenze di accertamento (così come quelle costitutive) non hanno l'idoneità ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato
Pubblicato il:
25/10/2009
Al di fuori delle statuizioni di condanna consequenziali, le sentenze di accertamento (così come quelle costitutive) non hanno l'idoneità, con riferimento all'art. 282 c.p.c., ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato, atteso che la citata norma, nel prevedere la provvisoria esecuzione delle sentenze di primo grado, intende necessariamente riferirsi soltanto a quelle aventi contenuto di condanna suscettibili dei procedimenti di esecuzione disciplinati dal terzo libro del codice di rito civile.
(Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 26 marzo 2009, n. 7369)
Dettagli
La controversia sul procacciamento d'affari senza vincolo di stabilità è di competenza del giudice di pace
Pubblicato il:
21/07/2009
Qualora la parte convenuta in giudizio contesti la competenza del giudice adito secondo le regole ordinarie (nella specie, del giudice di pace) ed affermi la competenza per materia del giudice del lavoro, perché il giudice possa escludere "ictu oculi" l'esistenza di un rapporto ex art. 409 cod. proc. civ., occorre che l'inesistenza di rapporti di competenza del giudice del lavoro si desuma dalle asserzioni delle parti, nel corso e nei limiti dell'esame delibativo dell' oggetto della controversia che il giudice deve compiere ai fini della verifica della propria competenza, senza la necessità di procedere ad ulteriori indagini e senza che rilevino questioni riguardanti il merito della controversia. Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la delibazione del rapporto compiuta dal giudice di pace, che aveva escluso che l'attività di collaborazione nell'attività di produzione dei contratti di assicurazione nel ramo vita, per conto di una compagnia assicuratrice, potesse essere inquadrata, "prima facie", come rapporto di agenzia o collaborazione coordinata e continuativa, qualificandola come procacciamento di affari senza vincolo di stabilità sulla scorta dell'organizzazione dei collaboratori in struttura piramidale, del compenso con provvigioni calcolate sui contratti stipulati da ciascuno e conclusi dai collaboratori inseriti nella struttura dal collaboratore più elevato, con responsabilità del gruppo dei propri collaboratori, dell'assenza dell'obbligo, per il collaboratore, di promuovere affari per conto della mandante o di eseguirne le direttive, infine, della libertà di attivarsi o meno per la conclusione di affari e di organizzare l'espletanda attività (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 25 maggio 2009, n. 11998).
Dettagli
Il preponente nell'ambito del contratto ex articolo 1742 Cc, può occasionalmente concludere affari nella zona assegnata in esclusiva all'agente
Pubblicato il:
11/07/2009
Nel contratto di agenzia, pur nella sostanziale diversità delle rispettive prestazioni e della relativa configurazione giuridica, per stabilire se lo scioglimento del contratto stesso sia avvenuto o meno per un fatto imputabile al preponente o all'agente, tale da impedire la possibilità di prosecuzione anche temporanea del rapporto, può essere utilizzato per analogia il concetto di giusta causa di cui all'art. 2119 c.c., previsto per il lavoro subordinato; il giudizio sulla sussistenza di una giusta causa di recesso costituisce valutazione rimessa al giudice di merito e incensurabile in sede di legittimità ove sorretto da un accertamento sufficientemente specifico degli elementi di fatto e da corretti criteri di carattere generale ispiratori del giudizio di tipo valutativo. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile
Sentenza del 15 aprile 2009, n. 8948)
Dettagli
L'agente non può recedere dal contratto di agenzia per giusta causa sulla sola base dellomesso versamento da parte del preponente delle somme (esigue) su un basso numero di contratti
Pubblicato il:
30/05/2009
Non sussiste giusta causa di recesso senza preavviso dellagente dal rapporto di agenzia sulla sola base dellomesso versamento da parte del preponente delle somme (esigue) su un basso numero di contratti direttamente conclusi dalla preponente e di un ammontare complessivamente ridotto.
Il recesso senza giusta causa dal contratto di agenzia, in particolare, deve consistere in un fatto tale da porre in grave crisi lelemento fiduciario delle parti, secondo un accertamento che è riservato la giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità, se congruamente e logicamente motivato. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 15 aprile 2009, n. 8948)
Dettagli
Il diritto del mediatore alla provvigione sorge per effetto della messa in relazione delle parti
Pubblicato il:
26/04/2009
Il fondamento del diritto al compenso in favore del mediatore è da ricercarsi nella circostanza che l'attività di mediazione - che si concreta nella messa in relazione delle parti - costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione dell'affare. Deriva da quanto precede, pertanto, che qualora sia stato concluso - tra le parti messe in relazione dal mediatore - un contratto preliminare, sono indifferenti, ai fini del diritto alla provvigione, le vicende successive che nella specie possano condurre le parti stesse a non concludere il contratto definitivo. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 5 marzo 2009, n. 5348)
Dettagli
Il diritto ad ottenere un compenso per l'attività di mediazione prestata non nasce né dal conferimento formale dell'incarico di mediazione, né dal consenso implicito ad avvalersi dell'attività di un mediatore
Pubblicato il:
13/02/2009
Il diritto ad ottenere un compenso per l'attività di mediazione prestata non nasce né dal conferimento formale dell'incarico di mediazione, né dal consenso implicito ad avvalersi dell'attività di un mediatore. Quello che è necessario e sufficiente per la nascita del diritto a vedersi corrisposta la provvigione sull'affare è la mera conclusione dello stesso grazie all'intervento del mediatore - indipendentemente da una partecipazione attiva alle successive trattative - ed il fatto che le parti abbiano conoscenza della qualità di mediatore del soggetto che le mette in contatto e possano decidere se avvalersene oppure no. E' onere del mediatore, peraltro, provare di aver palesato la propria qualifica, prova che può essere fornita anche per presunzioni. (Tribunale Genova Sezione 3 Civile, Sentenza del 23 aprile 2008, n. 1734)
Dettagli
L'attivita' di promozione propria del contratto di agenzia può riscontrarsi nell'attivita' del soggetto che si limiti solo ad illustrare i pregi e le caratteristiche del prodotto
Pubblicato il:
07/10/2008
L'attivita' di promozione propria del contratto di agenzia può riscontrarsi nell'attivita' del soggetto che, pur agendo per conto dell'imprenditore interessato alla conclusione dell'affare, si limiti solo ad illustrare i pregi e le caratteristiche del prodotto, senza procedere alla "conclusione del contratto", che e' l'obiettivo al cui perseguimento l'articolo 1742 c.c., finalizza l'attivita' dell'agente. L'appunto che deve muoversi al Giudice di merito e' di aver letto sommariamente la sentenza n. 6482 del 2004 di questa Corte, sopra citata, ingenerando il dubbio che dalla sua lettura possa trarsi la conclusione che la semplice attivita' di divulgazione, pur integrata da altri elementi, possa autonomamente configurare il contratto di agenzia. Questa Corte, invece, con la sentenza indicata, in relazione alla particolare fattispecie esaminata dal Giudice di merito, aveva approfondito particolarmente il concetto di "promozione", individuandone le caratteristiche e i contenuti conformi alla norma di legge, ma aveva lasciato ben fermo il punto che l'esistenza del contratto di agenzia e' legata al riscontro che il soggetto che svolge l'attivita' promozionale abbia anche partecipato attivamente alla conclusione del contratto, a nulla rilevando che le condizioni di stipula del contratto siano legate a schemi e contenuti negoziali predeterminati dal preponente (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 8 luglio 2008, n. 18686).
Dettagli
L'indennità di cessazione del rapporto, cui ha diritto l'agente, è cumulabile con l'ulteriore diritto al risarcimento del danno da illecito
Pubblicato il:
26/07/2008
Il comma 4 dell'articolo 1751 del Cc, secondo cui la concessione all'agente dell'indennità di cessazione dal rapporto non priva comunque l'agente medesimo del «diritto all'eventuale risarcimento dei danni», si riferisce a danni ulteriori da fatto illecito, contrattuale o extracontrattuale, connesso, ad esempio, alla violazione dei doveri informativi, al mancato pagamento di provvigioni maturate, a fatti di denigrazione professionale, all'ingiuriosità del recesso del proponente, all'induzione dell'agente prima della risoluzione del rapporto a oneri e spese di esecuzione del contratto poi inopinatamente risolto. La suddetta disposizione configura, infatti, una ipotesi di risarcimento al di fuori di quello da fatto lecito (cessazione del rapporto), considerato nel comma 2 dello stesso articolo 1751, consentendone la cumulabilità con un diverso e ulteriore danno da illecito (contrattuale o extracontrattuale), sempre che sussistano nella condotta del proponente i requisiti soggettivi e oggettivi di detto illecito.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 10 aprile 2008, n. 9426)
Dettagli
L'obbligazione di pagamento della provvigione spettante all'agente per l'attività svolta deve essere corrisposta al domicilio del creditore
Pubblicato il:
23/07/2008
Le obbligazioni del preponente, per il pagamento di provvigioni e di altri diritti previsti dalla legge o dal contratto in favore dell'agente, in quanto determinabili mediante semplici operazioni di calcolo, devono considerarsi liquide ed esigibili e vanno, quindi, adempiute - a norma dell'articolo 1182 comma 3, del Cc - presso il domicilio del creditore, dove si radica, conseguentemente, il forum destinatae solutionis, agli effetti della competenza per territorio, ai sensi dell'articolo 20 del Cpc. In senso contrario non depone la necessità - per la determinazione di dette obbligazioni - di disporre degli accertamenti in corso di causa, atteso che il riferimento alla semplicità delle operazioni di calcolo va inteso nel senso che siano precostituiti nella legge o nel titolo i criteri per l'esecuzione delle operazioni e gli astratti elementi di calcolo e non anche che questi ultimi siano certi per essere incontroversi o già concretamente accertati. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 3 marzo 2008, n. 5743)
Dettagli
L'iva è dovuta dai rappresentanti di commercio se non riescono a dimostrare l'esistenza di un accordo per cui debbono anticipare il prezzo dei beni acquistati per conto di altri
Pubblicato il:
27/05/2008
L'iva è dovuta dai rappresentanti di commercio se non riescono a dimostrare l'esistenza di un accordo per cui debbono anticipare il prezzo dei beni acquistati per conto di altri.
Difatti, è necessaria la dimostrazione di un patto che facesse carico all'uno di anticipare i prezzi dovuti dall'altro: solo un accordo in tale senso avrebbe potuto superare la presuntiva riferibilità di quei movimenti ad attività commerciale soggetta ad IVA del titolare dei conti correnti.
Dettagli
Nella determinazione dell'indennità di cessazione, limporto calcolato ai sensi della normativa legale deve prevalere su quello, inferiore, che spetterebbe al professionista in applicazione di regole pattizie, individuali o collettive
Pubblicato il:
13/04/2008
Il sesto comma dellarticolo 1751 Cc («le disposizioni sono inderogabili a svantaggio dellagente») nel testo sostituito dallarticolo 4 del D.Lgs 303/91 che ha dato attuazione alla direttiva comunitaria, deve essere interpretato dal giudice nel senso che questo deve sempre applicare la normativa che assicura allagente il risultato migliore e, nel caso esaminato, limporto calcolato ai sensi della normativa legale deve prevalere su quello, inferiore, che spetterebbe al professionista in applicazione di regole pattizie, individuali o collettive.(Corte di Cassazione, sezione lavoro, n. 8483 DEL 2 aprile 2008)
Dettagli
L'iscrizione nel ruolo dei mediatori deve essere provata da colui agisce in giudizio per il pagamento della provvigione
Pubblicato il:
09/04/2008
Ai fini del riconoscimento del diritto del mediatore alla provvigione la sua iscrizione nel relativo ruolo quale condizione dell'azione deve essere provata da chi agisce in giudizio per il pagamento della provvigione laddove l'eccezione di nullità del contratto a causa del difetto di detta iscrizione costituisce un'eccezione in senso lato rilevabile d'ufficio dal giudice. (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 8 febbraio 2008, n. 3127)
Dettagli
Sull'indennità suppletiva di clientela
Pubblicato il:
30/03/2008
Lindennità suppletiva viene corrisposta dal proponente e deve essere agguagliata alle provvigioni relative agli affari conclusi ed è soggetta a particolari regole e limitazioni, previste dagli accordi economici collettivi succedutisi nel tempo, che non trovano corrispondenza nella disciplina legale della indennità di fine rapporto. Nello specifico essa ha origine e disciplina esclusivamente collettiva, ed è dovuta solo se il contratto a tempo indeterminato si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all'agente.
Dettagli
Incarico conferito dal venditore al mediatore mediante l'adesione ad un annuncio pubblicitario e diritto alla provvigione
Pubblicato il:
25/03/2008
In tema di mediazione, nel caso in cui l'incarico sia stato conferito dal venditore al mediatore mediante l'adesione ad un annuncio pubblicitario con il quale veniva promessa esclusivamente all'alienante la gratuità della prestazione, il giudice non può negare il diritto alla provvigione attribuendo rilievo solo al momento generatore dell'accordo, senza valutare, ai sensi dell'art. 1362 secondo comma, cod. civ., il comportamento complessivo delle parti anche posteriore alla conclusione del contratto e dunque tutti gli elementi allegati dal mediatore a sostegno del suo diritto. (Nel caso di specie la S.C. ha cassato la pronuncia del giudice di merito per aver omesso di valutare, al fine d'indagare la comune intenzione delle parti, circostanze rilevanti quali l'avvenuto pagamento in anticipo della provvigione da parte del venditore, l'emissione di fattura da parte del mediatore, le dichiarazioni dell'acquirente in ordine ad un accordo che prevedesse il pagamento di una somma complessiva di danaro a carico di entrambe i contraenti in favore del mediatore a titolo di provvigione ed aver dato rilievo esclusivamente al tenore dell'offerta al pubblico). (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 20 dicembre 2007, n. 26968)
Dettagli
Ai fini del diritto alla provvigione del mediatore, per "conclusione dell'affare" deve intendersi il compimento di un atto in virtù del quale sia costituito un vincolo che dia diritto di agire per l'adempimento dei patti stipulati o, in difetto, per
Pubblicato il:
29/02/2008
Per "conclusione dell'affare", dalla quale a norma dell'art. 1755 cod. civ. sorge il diritto alla provvigione del mediatore, deve intendersi il compimento di un'operazione di natura economica generatrice di un rapporto obbligatorio tra le parti, di un atto cioè in virtù del quale sia costituito un vincolo che dia diritto di agire per l'adempimento dei patti stipulati o, in difetto, per il risarcimento del danno; sicché, anche la stipulazione di un contratto preliminare di compravendita di un immobile è sufficiente a far sorgere tale diritto, sempre che si tratti di contratto validamente concluso e rivestito dei prescritti requisiti e, quindi, della forma scritta richiesta "ad substantiam" (artt. 1350 e 1351 cod. civ.). (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 19 ottobre 2007, n. 22000)
Dettagli
Agente ed indennità di cessazione del rapporto
Pubblicato il:
26/02/2008
L'articolo 1751 c.c., comma 6, si interpreta nel senso che il Giudice deve sempre applicare la normativa che assicuri all'agente, alla luce delle vicende del rapporto concluso, il risultato migliore, siccome la prevista inderogabilita' a svantaggio dell'agente comporta che l'importo determinato dal Giudice ai sensi della normativa legale deve prevalere su quello, inferiore, spettante in applicazione di regole pattizie, individuali o collettive". (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 16 gennaio 2008, n. 687)
Dettagli
In tema di previdenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, il maggior massimale contributivo per l'agente "monomandatario", si fonda sull'esigenza di compensare la difficoltà di raggiungere contribuzioni più elevate
Pubblicato il:
16/01/2008
In tema di previdenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, il maggior massimale contributivo, previsto dall'art. 6 della legge 2 febbraio 1973 n. 12 per l'agente "monomandatario", si fonda sull'esigenza di compensare la difficoltà di raggiungere contribuzioni più elevate, a causa dell'esercizio dell'attività svolta per un solo proponente; pertanto, il diritto dell'agente monomandatario alla contribuzione su un più alto massimale sorge in funzione dell'esercizio effettivo dell'attività così particolarmente connotata, a prescindere dall'assunzione formale di uno specifico obbligo da parte del proponente. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile,sentenza del 3 agosto 2007, n. 17080)
Dettagli
1