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Non è risarcibile il danno esistenziale da affezione per la perdita di animali

Pubblicato il: 19/09/2007


Non può essere riconosciuto il danno esistenziale da affezione nel caso di perdita di un animale, seppure a cui la parte fosse fortemente legata da un vincolo di affezione.
E' quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della
Corte di Cassazione con sentenza 27 giugno 2007, n. 14846.
La S.C. ha, così, confermato la pronuncia della Corte d'appello di Bologna che aveva negato a due coniugi il risarcimento del danno esistenziale, a seguito della perdita, in conseguenza di un sinistro, dell'amato.
Secondo il Collegio, infatti, la perdita di un animale da affezione, non sembra riconducibile sotto una fattispecie di un danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente protetta.

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Risarcibile il danno esistenziale dell'automobilista bloccato nel traffico

Pubblicato il: 19/09/2007


E' risarcibile il danno esistenziale subito da un automobilista che, a causa del traffico, ha perso un'importante occasione di lavoro.
E' quanto stabilito dalla storica sentenza emessa dal giudice di pace di Bolzano, Mirta Pantozzi, in data 14.09.2007.
Il G.d.P. ha, infatti, ha condannato la Società Autostrada del Brennero SpA, colpevole di non aver segnalato la presenza di code all'atto dell'entrata in autostrada.

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L'incidente stradale causato dall'apertura dello sportello legittima la sospensione della patente

Pubblicato il: 09/09/2007


Anche gli incidenti stradali causati dall'apertura di sportelli senza la dovuta attenzione, rientrano nella fattispecie discilinata ex art. 2054 c.c., che nell’ampio concetto di circolazione comprende anche la situazione di arresto o di sosta di un veicolo su strada o area pubblica di pertinenza della stessa. E' quanto stabilito dalle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione che con sentenza n. 13226/2007 hanno rigettato il ricorso presentato da un automobilista che si era visto sospendere la patente a causa di un incidente che aveva provocato e che, a suo dire, non era direttamente collegato alla circolazione stradale ma causato dall’apertura dello sportello della propria auto.

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Il Fondo Vittime della Strada risarcisce il danno anche se a provocare la morte è stato un ignoto

Pubblicato il: 08/09/2007


Si potra' ottenere un risarcimento danni dal Fondo per le vittime della strada anche senza denuncia contro ignoti. E' quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione che ha ribaltato le pronunce prima del Tribunale e poi della Corte di Appello di Salerno, che avevano avevano negato il risarcimento ai genitori di un ragazzo morto in un incidente, rei di non aver denunciato il fatto. Per la Suprema Corte, infatti, 'l'omessa denuncia non e' idonea, in se', a escludere che il danno sia stato causato da un veicolo non identificato'

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Lo stato di ebbrezza del pedone investito non esclude la responsabilità del conducente

Pubblicato il: 01/09/2007


Il conducente è tenuto a vigilare al fine di avvistare il pedone, in quanto l'avvistamento dello stesso implica la percezione di una situazione di pericolo che impone al conducente di porre in essere una serie di accorgimenti, quali moderare la velocità e, all’occorrenza, arrestare la marcia del veicolo, al fine di prevenire il rischio di un investimento.
Non è idoneo ad escludere la responsabilità del guidatore, quindi, l’asserito comportamento colposo del pedone, che proceda barcollando ed in stato di alterazione.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, con sentenza n. 27740/2007.

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Il danno morale da perdita di congiunto va risarcito indipendentemente dalla esistenza di un rapporto di convivenza

Pubblicato il: 26/08/2007


Con sentenza n. 14845/2007, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di danno da perdita da congiunto, ed in particolare di danno morale. Secondo la Cassazione, la predetta voce di danno deve essere liquidata ai familiari delle vittime della strada anche nell’ipotesi caso in cui il defunto non conviva più con loro. Difatti, secondo la S.C. se il fattore della convivenza esalta maggiormente il vincolo della vita in comune, la comunione di affetti e di solidarietà ben può sussistere anche nel caso di una scelta di vita autonoma del figlio, essendo i vincoli spirituali altrettanto stretti e degni di tutela.

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La competenza degli ausiliari del traffico si estende al solo divieto di sosta

Pubblicato il: 31/07/2007


Nuova pronuncia della Corte di Cassazione in materia di competenza degli ausiliari del traffico. Con sentenza n. 16777 la seconda sezione civile della Suprema Corte ha stabilito che la cpmpetenza dei c.d. "vigilini" si estende alle sole violazioni di divieto di sosta. La Corte, che ha così accolto il ricorso promosso da un'automobilista avverso una sentenza del giudice di pace di Roma, ha ribadito come il legislatore abbia avuto cura di puntualizzare che le funzioni dell'ausiliare riguardano soltanto le violazioni in materia di sosta e limitatamente alle aree oggetto di concessione, poiche' la loro attribuzione e' apparsa strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalita' dei parcheggi, che concorre a ridurre, se non a evitare, il grave problema del congestionamento della circolazione nei centri abitati.

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Il giudice che riduce l’ammontare di diritti ed onorari indicati nella nota spese ha l'obbligo di motivare il criterio adottato

Pubblicato il: 30/07/2007


Il giudice che riduca l’ammontare complessivo di diritti ed onorari indicati nella nota prodotta dalle parti, ha l’obbligo d’indicare il criterio di liquidazione adottato, in modo da consentire il controllo di legittimità sulle variazioni effettuate, attesa l’inderogabilità dei compensi per le prestazioni di avvocato e procuratore sancita dall’articolo 24 legge 794/42. E' qaunto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8295 del 03/04/07. La S.C. ha così confermato l'orientamento già consolidato in materia con le sentenze n. 13085/06, 8158/03, 11483/02, 5005/99, 10864/98.

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L'applicazione, da parte del giudice, delle tabelle del danno biologico per la determinazione del danno morale non può prescindere dalla valutazione della fattispecie concreta e della reale entità del danno

Pubblicato il: 23/07/2007


In tema di risarcimento del danno la liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l'applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette tabelle (elaborate da alcuni uffici giudiziari), ancorchè non rientrino nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né risultano recepite in norme di diritto, come tali appartenenti alla scienza ufficiale del giudice. La liquidazione equitativa del danno morale, poi, può essere legittimamente effettuata dal giudice sulla base delle stesse tabelle utilizzate per la liquidazione del danno biologico, portando, in questo, caso alla quantificazione del danno morale,
in misura pari ad una frazione di quanto dovuto dal danneggiante a titolo di danno biologico – purché il risultato, in tal modo raggiunto, venga poi personalizzato, tenendo conto della particolarità del caso concreto e della reale entità del danno, con la conseguenza che non può giungersi a liquidazioni puramente simboliche o irrisorie. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione III civile, con sentenza n. 394 dell'11 gennaio 2007.

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Danno non patrimoniale- elementi costitutivi del danno

Pubblicato il: 22/07/2007


Il danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c., è diversamente dal danno patrimoniale ex art. 2043 c.c., danno scaturente dall’evento dannoso di carattere atipico, che si compendia nella triplice accezione del danno morale soggettivo, quale mero dolore o patema d’animo interiore; del danno biologico, consistente nella lesione all’integrità psicofisica accertabile in sede medico-legale; del cosiddetto danno esistenziale,
qaule pregiudizio che determina una modifica peggiorativa della personalità da cui consegue uno sconvolgimento delle abitudini di vita, con alterazione del modo di rapportarsi con gli altri nell’ambito della comune vita di relazione. E’ quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, che con sentenza n. 9861 del 24 aprile 2007 è tornata a pronunciarsi sul danno non parimoniale.

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Offrire una soluzione bonaria della controversia non integra confessione stragiudiziale

Pubblicato il: 22/07/2007


L'offerta di una parte di dirimere bonariamente una controversia non è idonea ad essere utilizzata dalla controparte qaule confessione stragiudiziale. Tuttavia essa riguarda soltanto le dichiarazioni contenute in tale offerta concernenti gli elementi di fatto concretamente ed attualmente oggetto della controversia, e non anche le dichiarazioni che, pur essendo contenute nell'offerta medesima, non integrano viceversa l'oggetto del contrasto e, quindi, della relativa proposta di transazione. E' qaunto stabilito dalla corte di Cassazione civile con sentenza n. 15233 del 05/07/07

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Se il giudice di primo grado liquida il danno biologico sulla base di vecchie tabelle, chi fa appello deve esibire le nuove in giudizio

Pubblicato il: 12/07/2007


In tema di determinazione e liquidazione del danno biologico, qualora il giudice di primo grado abbia provveduto alla liquidazione equitativa ricorrendo ad una delle tabelle elaborate presso i vari uffici giudiziari, ma abbia errato nell'apllicazione della tabella stessa, riconoscendo così al danneggiato una somma inferiore a quella dovuta, l'appellante ha l'onere - nel rispetto del principio della specificità dei motivi di impugnazione posto dall'art. 342, comma 1, del c.p.c. - di rappresentarlo puntualmente al giudice d'appello, producendo, se del caso, la documentazione necessaria a dimostrare l'erroneità della lquidazione. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 13676 del 11 giugno 2007.

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In materia di rapporto di causalità nella responsabilità extracontrattuale, l'agente rispondere per l'intero danno causato dalla sua condotta anche se con il concorso di circostanze naturali

Pubblicato il: 12/07/2007


In materia di rapporto di causalità nella responsabilità extracontrattuale, in base ai principi di cui agli articoli 40 e 41 del cp, qualora la condotta abbia concorso insieme a circostanze naturali alla produzione dell'evento, e ne costituisca un antecedente causale, l'agente deve rispondere per l'intero danno, che altrimenti non si sarebbe verificato. Non sussiste, invece, nessuna responsabilità dell'agente per quei danni che non dipendono dalla sua condotta, che non ne dipendano dalla sua condotta, che non ne costituisce un antecedente causale, e si sarebberio verificati ugualmente senza di essa. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 13400 dell'8 gugno 2007.

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La multa è valida anche se l'indirizzo indicato nel verbale è inesatto

Pubblicato il: 10/07/2007


Con sentenza n.15030/2007, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di multe, respingendo il ricorso di un automobilista che aveva dedotto la nullità del verbale impugnato, stante l'errata indicazione del numero civico della sua abitazione. La Cassazione, che ha confermato la pronuncia del Giudice di Pace che aveva dichiarato valida la contravvenzione, ha infatti sottolineato che anche se l'indirizzo non e' del tutto esatto le multe vanno pagate e un numero civico sbagliato non comporta nessuna influenza sul piano delle garanzie difensive essendo il verbale pervenuto alla reale destinataria e non essendo, peraltro emersi o dedotti casi di omonimia.

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Il.padrone è sempre responsabile delle azioni commesse dal proprio cane, anche se di razza domestica e mansueta

Pubblicato il: 08/07/2007


Un cane, anche se non è un pitbull o un rottweiler ma anzi è domestico e mansueto, può comunque diventare pericoloso se lasciato incustodito. Ed il padrone deve sempre risponderne. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la discussa sentenza n.25474 del 2007, che ha così rigettato il ricorso del padrone di un incrocio tra un pastore tedesco ed un maremmano, che dopo essersi allontanato dal giardino di casa approfittando del cancello aperto aveva azzannato la vicina. La Cassazione, quindi, disapplicando di fatto il decreto del Ministero della Salute contenente la lista delle razze cosidette pericolose, ha ribadito che pericolosi per l'altrui incolumità devono ritenersi non soltanto gli animali la cui ferocia è caratteristica naturale e istintiva , ma tutti quelli che, sebbene domestici, possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze.

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In caso di mancato uso delle cinture di sicurezza il passeggero risponde solo con la sanzione pecuniaria

Pubblicato il: 28/06/2007


In caso di mancato uso delle cinture di sicurezza il passeggero risponde solo con la sanzione pecuniaria e non già con la decurtazione dei punti. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sez. II, con sentenza n. 6402 del 19 marzo 2007, che ha accolto il accolto il ricorso del Ministero della Difesa e dell’ufficio territoriale del Governo di Potenza proposto contro una decisione del Giudice di pace di Viaggiano che aveva annullato completamente il verbale di accertamento nei confronti di un uomo che viaggiava senza cintura di sicurezza su un’ auto di un amico.

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Per i danni subiti dall'utente della strada la PA è responsabile ex art. 2043

Pubblicato il: 19/06/2007


In ordine ai danni subiti dall’utente in conseguenza di dell’omessa o insufficiente manutenzione di strade pubbliche, il referente normativo per l’inquadramento della responsabilità della Pa non è costituito dall’art. 2051 c.c., che sancisce una presunzione inapplicabile nei confronti della Pa con riferimento ai beni demaniali, quando risulti l’oggettiva impossibilità di un esercizio del potere di controllo di essa sulle strade in custodia, in dipendenza del loro uso generale e diretto da parte dei terzi e della notevole estensione di tali beni; ma dall’articolo 2043 c.c., che impone, nell’osservanza della norma. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Bari con sentenza n. 407 del 13 febbraio 2007.

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Per i danni provocati dalla circolazione dei veicoli concessi in leasing è responsabile il solo utilizzatore e non il concedente

Pubblicato il: 03/06/2007


In caso di danni provocati dalla circolazione di autoveicoli concessi in locazione finanziaria (leasing) il corresponsabile con il conducente ai sensi dell'art. 2054, comma 3, C.C. è esclusivamente l'utilizzatore del veicolo e non il concedente-proprietario. E’ quanto statuito dalla sentenza n. 10424/2007 della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione cjhe ha così confermato l’orientamento gi formatosi in materia (cfr. Cass. 25/05/2004, n. 10034 ;Cass. 25.5.2004, n. 10034; Cass. n. 12192/1999).

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Autovelox. La multa è nulla se il dispositivo non è segnalato

Pubblicato il: 03/06/2007


Con sentenza n. 12833 del 31 maggio 2007, La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di validità delle multe elevate per eccesso di velocità tramite i dispositivi Autovelox. La Corte ha rigettato il ricorso promosso dal Ministero dell’Interno contro la sentenza del G.d.P. di Lagonegro che aveva dichiarato nullo il verbale di contestazione sul rilievo che la prescritta informazione agli automobilisti della presenza dell’autovelox fosse condizione di legittimità dell’eventuale verbale di contestazione.
La Suprema Corte di legittimità ha così giudicato il ricorso manifestamente infondato alla stregua dell’inequivoco disposto dell’art. 4 L. 168/02, secondo cui dell’utilizzazione ed installazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità deve esser data informazione agli automobilisti. Essa infatti, precisa la Corte, costituisce una norma di carattere imperativo, che non consente all’interprete di disapplicarla in ragione di un’asserita, ma inespressa “ratio”, che ne limiterebbe l’efficacia nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla p.a.; e la cui riscontrata inosservanza determina, come rilevato dal Giudice di Pace, la nullità dell’opposto verbale, perché emesso in violazione di legge.

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E’ escluso il risarcimento del danno per infortuno in “itinere”, qualora l’evento sia stato cagionato da colpa del lavoratore

Pubblicato il: 24/05/2007


Se il dipendente pubblico subisce un infortunio in itinere mentre si reca al luogo di lavoro con il proprio automezzo per causa imputabile solo a se stesso non deve essere riconosciuta la causa di servizio. E’ quanto statuito dal Consiglio di Stato che ha confermato la pronuncia con la quale il Tar Lazio, ha respinto il ricorso dell’istante avverso la deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell’INPS di rigetto della sua domanda intesa ad ottenere il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle lesioni dallo stesso subite a seguito di incidente stradale, in cui era rimasto coinvolto con la propria autovettura, mentre si recava al luogo di lavoro. Il massimo organo di giustizia amministrativa ha così confermato l’assunto del Tar che ha individuato la ragione dell’infondatezza del ricorso, nel fatto che l’incidente in questione è stato causato da un errore di guida inescusabile del ricorrente, che si è immesso in una importante via di comunicazione, senza fermarsi allo “stop”. Sotto questo profilo, è parso legittimo il deliberato del Consiglio di Amministrazione che ha denegato il riconoscimento richiesto, dal momento che la condotta del ricorrente integra gli estremi della colpa grave, per cui, ai sensi dell’articolo 1 del regolamento Organico, deve essere escluso il nesso di causalità tra il servizio prestato e l’infortunio subito “in itinere”.

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