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La distruzione delle intercettazioni, i cui risultati non possono essere utilizzati a seguito di una pronuncia di inutilizzabilità, può essere disposta solo dopo che la pronuncia sia divenuta irrevocabile
Pubblicato il:
25/10/2009
La distruzione delle intercettazioni, i cui risultati non possono essere utilizzati a norma dell'articolo 271 c.p.p., commi 1 e 2, non puo' essere disposta in esecuzione di una dichiarazione di inutilizzabilita' intervenuta nel procedimento incidentale "de libertate", perche' presuppone una statuizione di inutilizzabilita' processualmente insuscettibile di modifiche, che faccia escludere la possibilita' di utilizzazione futura nell'ambito del processo. (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 18 giugno 2009, n. 25590)
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Nelle A.S.L. in assenza di delega spetta al direttore generale lobbligo di osservanza delle norme di prevenzione e sicurezza
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25/10/2009
Per "datore di lavoro" negli enti pubblici deve intendersi chi in concreto abbia il potere gestionale sui luoghi di lavoro; nel caso di un'Azienda sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale questo potere gestionale, in mancanza di alcuna delega, spetta al direttore generale (sull'accentramento di tutti i poteri di gestione, nonche' della rappresentanza, al direttore generale, v. Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, articolo 3, come modificato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, articolo 4, lettera d)).
Il Decreto Legislativo n. 81 del 2008, articolo 2 infatti prevede espressamente che nelle pubbliche amministrazioni di cui al Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, articolo 1, comma 2, per "datore di lavoro" si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione. Solo nel caso in cui un funzionario non avente qualifica dirigenziale sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attivita', e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa, sullo stesso ricadono gli obblighi di prevenzione.(Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 17 luglio 2009, n. 29543)
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Non è punibile chi, nel corso di un reality, riferendosi a un avversario di gioco lo definisca «pedofilo»
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25/10/2009
In tema di diffamazione nel valutare la portata offensiva di un'espressione verbale occorre avere riguardo al contesto nel quale essa è inserita. Ne consegue che non è punibile chi, nel corso di un reality, riferendosi a un avversario di gioco lo definisca «pedofilo» dal momento che quel tipo di programma televisivo ha la caratteristica di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti, secondo uno schema oggi abusato, che non può sfuggire ai soggetti direttamente coinvolti. (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 23 settembre 2009, n. 37105)
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Ostentare la propria infedeltà con il coniuge intregra il reato di maltrattamenti in famiglia
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22/10/2009
L'infedeltà ostentata rende certa l'esistenza di una condotta dell'imputato reiteratamente e abitualmente prevaricatrice, tendente a umiliare e sottoporre la congiunta a sofferenze fisiche e morali, così da renderle penosa l'esistenza. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che con sentenza del 28 settembre 2009, n. 38125 ha affermato che correttamente i giudici del merito hanno ritenuto integrato il reato in esame dalla «continua serie di insulti, prepotenze, meschine cattiverie», tra le quali linfedeltà ostentata, perpetrata dal marito ai danni della moglie, ritenendo, altresì, attendibile la versione fornita dalla moglie (in primo grado la sua versione dei fatti non era stata ritenuta credibile) che "non aveva manifestato alcuna animosità nei confronti del marito tanto che non aveva avanzato alcuna pretesa risarcitoria.
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E' imputabile del reato di furto in abitazione, con l'aggravante di cui al n. 2 dell'art. 625 del c.p., colui che sottragga l'auto regolarmente parcheggiata nel garage condominiale
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22/10/2009
E' imputabile del reato di furto in abitazione, con l'aggravante di cui al n. 2 dell'art. 625 del c.p., colui il quale, attraverso l'uso di un cacciavite, si impossessi dell'autovettura regolarmente parcheggiata in un garage, sottraendola al legittimo proprietario, allo scopo di trarne profitto. La circostanza in forza della quale il furto risulti eseguito con strumenti atti allo scasso, all'interno di un parcheggio condominiale, considerato a tutti gli effetti pertinenza dell'abitazione della persona offesa e l'uso della violenza, consistito nella forzatura della serratura e nella sostituzione della centralina di accensione, costituiscono circostanze atte a determinare la penale responsabilità dell'imputato. (Tribunale Bari Sezione 2 Penale, Sentenza del 2 marzo 2009, n. 218)
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Integra il reato di appropriazione indebita la condotta di colui che impedisce doopo la separazione all'ex di andare a riprendere la macchina e gli effetti personali
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20/10/2009
Il delitto di appropriazione indebita si consuma nel momento in cui l'agente tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente la sfera delle facolta' ricomprese nel titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del titolare, in quanto significativo dell'immutazione del mero possesso in dominio Cass., sez. 2, 13.6.2007 in Ced Cass., rv. 237850 (m). Da tale principio, affermato dalla giurisprudenza, si desume che il reato in questione, e' consumato nel momento in cui il soggetto agente esercita la signoria sul bene uti dominus e non e' necessario che la parte offesa debba formulare un'esplicita e formale richiesta di restituzione dello specifico bene oggetto della interversione del possesso.
Ne consegue che integra il reato di appropriazione indebita la condotta di colui che impedisce doopo la separazione all'ex di andare a riprendere la macchina e gli effetti personali. (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 24 settembre 2009, n. 37498)
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Commette il reato di tentata estorsione il parcheggiatore abusivo che che, con atteggiamento intimidatorio, minaccia l'automobilista di un danno grave alla propria integrità fisica e ai membri della sua famiglia
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19/10/2009
Correttamente nel comportamento del «parcheggiatore abusivo» che, con atteggiamento intimidatorio, minaccia l'automobilista di un danno grave alla propria integrità fisica e ai membri della sua famiglia (nella specie, la minaccia era consistita nell'aver dichiarato di potersi avvalere, ove necessario, dell'intervento di una famiglia di «pregiudicati»), al fine di costringerlo a pagare il parcheggio della propria autovettura (nella specie, la pretesa era corrispondente alla somma di euro 1,50), viene ravvisato il reato di tentata estorsione e non le ipotesi meno gravi di cui agli articoli 393 (esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone) e 610 (violenza privata) del codice penale. (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 12 maggio 2009, n. 20072)
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Il committente non è responsabile dei danni subiti dai dipendenti dell'appaltatore ed alla cui sicurezza deve provvedere ques'ultimo
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18/10/2009
In tema di infortuni sul lavoro, deve escludersi la sussistenza di profili di responsabilità del committente nel contratto di appalto per inosservanze alle misure di prevenzioni che non attengano ai rischi comuni dei lavoratori dipendenti del committente stesso e dell'appaltatore, ma riguardino i soli dipendenti dell'appaltatore, giacché l'obbligo di cooperazione posto a carico dei datori di lavoro al fine di predisporre e applicare le misure di prevenzione e protezione necessarie non può intendersi come obbligo del committente di intervenire in supplenza dell'appaltatore tutte le volte in cui costui ometta, per qualsiasi ragione, di adottare le misure di prevenzione prescritte a tutela soltanto dei suoi lavoratori, poiché la cooperazione, se così la si intendesse, si risolverebbe in un'inammissibile ingerenza del committente nell'attività propria dell'appaltatore al punto di stravolgere completamente la figura dell'appalto. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 9 luglio 2009, n. 28197)
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Non è confiscabile il profitto del delitto di peculato
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17/10/2009
A fronte di una disposizione normativa che limita inequivocabilmente la confisca per equivalente al solo "prezzo" del reato, deve ritenersi esclusa l'interpretazione estensiva dell'articolo 322ter, comma primo, ultima parte, del Codice penale.
(Corte di Cassazione Sezioni Unite Penale, Sentenza del 6 ottobre 2009, n. 38691)
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E' legittimo il sequestro preventivo del c/c di famiglia per l'impiegato pubblico indagato per corruzione
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16/10/2009
La presunzione di illecito accumulo si estende a tutti i beni, la cui titolarita'-disponibilita', non sia riconducale ad un individuato e lecito cespite, oppure ad un verificato e legittimo provento patrimoniale. Ne consegue che è legittimo il sequestro preventivo del c/c di famiglia per l'impiegato pubblico indagato per corruzione. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 21 luglio 2009, n. 30360)
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La non punibilità per l'eventuale consumo di gruppo impone la prova rigorosa da parte dell'imputato di un acquisto comune della sostanza con contributi finanziari di tutti
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14/10/2009
Per ritenere la sussistenza di una codetenzione di droga per c.d. uso di gruppo deve attribuirsi rilievo alla provata destinazione dello stupefacente ad un suo comune collettivo consumo personale anche progressivo nel tempo e non ad una destinazione ad un uso collettivo contestuale secondo l'odierna piu' rigorosa disciplina. Ne consegue che nessuna scriminante può essere riconosciuta anche se l'acquisto è fatto per offrirlo agli amici a meno che non si fornisca prova dell'acquisto nomine alieno. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 18 agosto 2009, n. 33422)
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L'ingiuria rivolta contro una suocera da diritto anche alla moglie a richiedere il risarcimento del danno
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13/10/2009
L'ingiuria rivolta contro una suocera da diritto anche alla moglie a richiedere il risarcimento del danno.
Difatti anche se gli epiteti e le volgari espressioni di disprezzo si riferiscono ad altro soggetto, quando sussiste uno stretto legame parentale fra la persona alla quale le espressioni offensive sono comunicate e quella destinataria delle offese, non vi e' dubbio che ne derivi una lesione del decoro della stessa interlocutrice. (Corte di Cassazione Sezione 5 Civile
Sentenza del 16 settembre 2009, n. 35874)
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La stipula di un preliminare può rappresentare raggiro idoneo se si accompagna al precostituito proposito di non adempiere e il patrimonio del soggetto passivo ne sia rimasto di conseguenza depauperato
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10/10/2009
Anche in assenza di qualsiasi messa in scena, la stipula di un contratto preliminare di vendita (o piu' propriamente, come nel caso in esame, di un contratto di compravendita con riserva della proprieta' al venditore sino al pagamento dell'intero prezzo) puo' rappresentare raggiro idoneo ove si accompagni al precostituito proposito di non adempiere, sufficiente ad integrare, sul piano del dolo, l'elemento intenzionale del reato, e il patrimonio del soggetto passivo ne sia rimasto in conseguenza depauperato. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 7 settembre 2009, n. 34538)
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Il reato di violenza sessuale di gruppo è configurabile anche nell'ipotesi che gli autori del fatto siano soltanto due
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07/10/2009
Il reato di violenza sessuale di gruppo (articolo 609-octies del Cp), che presuppone la «partecipazione di più persone riunite» ad atti di violenza sessuale di cui all'articolo 609-bis del Cp, è configurabile anche nell'ipotesi che gli autori del fatto siano soltanto due, non essendo a tal fine necessario che l'atto sessuale sia compiuto contemporaneamente da tutti i partecipanti, essendo invece sufficiente la mera presenza di tutti, anche se l'atto viene poi posto in essere a turno da ciascuno dei partecipanti. Ciò in quanto l'elemento caratterizzante del reato è la presenza nel luogo del fatto di tutti i partecipi nel momento in cui viene posta in essere l'azione violenta o intimidatoria, cui la vittima non può sottrarsi per la più efficace costrizione esercitata da una pluralità di persone presenti sul posto, anche se appunto l'atto sessuale sia posto in essere da uno solo dei partecipi o da costoro a turno. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 16 giugno 2009, n. 24804)
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Il titolare dell'impianto non è responsabile se qualcuno annega nella piscina chiusa al pubblico
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05/10/2009
Il titolare dell'impianto non è responsabile della morte di colui che decide di bagnarsi nella piscina in orario di chiusura dell'impianto, in assenza del bagnino, malgrado il divieto espresso dal gestore, senza essere in grado di nuotare. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 17 giugno 2009, n. 25437)
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Non commette alcun reato il padre che dona al figlio il bene pignorato se la donazione è stata trascritta prima del pignoramento
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03/10/2009
Ai fini del pignoramento immobiliare, la trascrizione assume unimportanza determinante per dare vita al vincolo dindisponibilità relativa a favore del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nellesecuzione. Proprio perché lessenza del pignoramento consiste nel creare tale vincolo dindisponibilità, la trascrizione ha in questo caso funzione costitutiva e non meramente dichiarativa, con leffetto che il pignoramento, anche tra creditore e debitore, si perfeziona solo dal momento della trascrizione e non da quello anteriore della notificazione. Ciò posto, non può ritenersi che limmobile donato dallimputato debitore al proprio figlio sia stato sottratto al pignoramento, in quanto tale atto introduttivo dellesecuzione forzata, al momento della donazione, non era stato ancora perfezionato. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 28 settembre 2009, n. 38099)
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Non integra reato il fatto di nascondere nellauto del compagno un cellulare con risposta automatica
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03/10/2009
Gli art. 615 bis c.p. e 617 bis c.p. tutelano la riservatezza, o meglio la libertà morale delle persone, individuabile in rapporto allambiente e agli strumenti di comunicazione. La disposizione dellarticolo 615 bis c.p. tutela la riservatezza di notizie ed immagini e fa riferimento ai soli luoghi indicati nellarticolo 614 c.p., e cioè labitazione e la privata dimora. Orbene lautovettura che si trovi sulla pubblica via non è ritenuta, dalla giurisprudenza della Suprema Corte formatasi essenzialmente in materia di intercettazione tra presenti, luogo di privata dimora (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 9 luglio 2009, n. 28251).
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Integra il reato di peculato d'uso la condotta del consigliere comunale che anche sporadicamente utilizzi l'auto blu per questioni personali
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30/09/2009
Integra il reato di peculato d'uso la condotta del consigliere comunale che anche se in via episodica ed occasionale utilizzi l'auto blu per questioni personali. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale
Sentenza del 18 giugno 2009, n. 25541)
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I figli che abbandonano il genitore anziano e non autosufficiente per andare in vacanza sono punibili
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28/09/2009
Giusta lettera dell'articolo 591 c.p., la vecchiaia, al pari di altre non specificate, e' intesa causa d'incapacita' dell'offeso di provvedere a se stesso, alternativa all'infermita' fisica o mentale della persona abbandonata. Essa implica la "cura" della persona incapace, se non la sua "custodia", perche' le siano assicurate le misure necessarie per l'igiene propria e dell'ambiente in cui vive. Pertanto l'abbandono integra in tal caso l'estremo di condotta criminosa, da cui dipende l'evento di pericolo.(Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 4 agosto 2009, n. 31905)
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In tema di furto d'auto l'esistenza di un semplice coneno antifurto non esclude l'aggravante dell'esposizione della cosa alla pubblica fede nè la violenza sulle cose
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27/09/2009
Se e' vero che nel reato di furto, la circostanza aggravante della esposizione del bene alla pubblica fede non sussiste qualora la tutela dello stesso risulti garantita da congegni idonei ad assicurare una sorveglianza assidua e continuativa, e' tuttavia principio consolidato nella giurisprudenza di legittimita' quello secondo cui in tema di furto d'auto, la circostanza aggravante dell'esposizione alla pubblica fede e' compatibile con quella di violenza sulla cosa, quando a bordo del veicolo sia stato montato un (semplice) congegno antifurto, che non elimina il pubblico affidamento della res. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 24 aprile 2009, n. 17604)
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