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Il giudice ha l'obbligo di rigettare la richiesta di patteggiamento mancante del computo della diminuzione "fino a un terzo" della pena
Pubblicato il:
30/07/2009
In tema di procedimenti speciali, il giudice ha l'obbligo di rigettare la richiesta di patteggiamento mancante del computo della diminuzione "fino a un terzo" della pena, in quanto tale diminuzione, configurandosi come effetto tipico del rito, è prevista dalla legge come obbligatoria e non facoltativa. (In motivazione la Corte ha ulteriormente precisato che la mancata diminuzione non può essere "compensata" applicando nell'estensione massima una diminuente diversa, quale la riduzione per un'attenuante o per il tentativo). (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale
Sentenza del 5 marzo 2009, n. 9888)
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E' illegittimo il doppio sequestro preventivo sugli stessi beni anche se le imputazioni sono concorrenti
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26/07/2009
In virtù del principio del "ne bis in idem" non è consentita la moltiplicazione dei titoli cautelari relativi alla stessa esigenza cautelare nei confronti dello stesso bene all'interno del medesimo procedimento(Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 17 aprile 2009, n. 16668)
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Commette reato il marito che falsifica una lettera di assunzione per la "ex" al fine di ottenere la riduzione dell'assegno di mantenimento
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25/07/2009
Commette il reato di cui all'articolo 485 Cp, ossia "Falsità in scrittura privata", colui che falsifica una lettera di assunzione per la ex moglie allo scopo di produrla nel giuridizo di separazione ed ottenere la riduzione dell'assegno di mantenimento. (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 27 aprile 2009, n. 17732)
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La competenza in ordine alla convalida dei provvedimenti del questore conseguenti a turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive spetta al G.i.p.
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24/07/2009
La competenza in ordine alla convalida dei provvedimenti del questore conseguenti a turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive spetta al G.i.p. presso il tribunale nel cui circondario ha sede l'ufficio di polizia che ha imposto le prescrizioni stesse, anche se i fatti che hanno dato luogo a queste ultime siano stati commessi in altro circondario.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 15 aprile 2009, n. 15744)
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Il progettista dei luoghi di lavoro è responsabile della morte dei lavoratori provocata da errate scelte progettuali in quanto è destinatario degli obblighi in materia antinfortunistica
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24/07/2009
Il progettista dei luoghi di lavoro è destinatario degli obblighi in materia antinfortunistica e dunque, nel compiere le scelte progettuali, deve tenere conto dei principi generali di prevenzione della sicurezza e della salute dei lavoratori. In applicazione del principio la Corte ha ritenuto il progettista di uno scavo responsabile per la morte dei lavoratori deceduti nella sua esecuzione a causa di uno smottamento del terreno, in quanto lo stesso non aveva svolto le indagini geologiche e geotecniche pure imposte nel caso di specie dalla legge e, conseguentemente, non avendo adeguatamente valutato il rischio di crolli, aveva omesso di prevedere la realizzazione di adeguate protezioni atte a prevenirlo..
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la sospensione condizionale della pena non può essere riconosciuta al minore socialmente pericoloso
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22/07/2009
Nel processo penale minorile, solo laddove sia esclusa la pericolosità sociale del minorenne, è possibile passare all'ulteriore fase di opzione nella risposta giudiziaria in termini di sospensione condizionale della pena, oppure di concessione del più ampio beneficio del perdono giudiziale. Al fine di compiere tale valutazione, mentre la pericolosità sociale è una qualità, un modo di essere del soggetto, anche minorenne, da cui si deduce la probabilità che gli commetta nuovi reati, la capacità criminale, che esiste sempre, in misura più o meno accentuata, per il fatto stesso che tale persona ha già commesso il reato, costituisce, quindi, una attitudine soggettiva alla commissione dei reati stessi. Ne discende che la capacità criminale è, quindi, il genus e la pericolosità sociale la species, poiché la prima è solo possibilità, mentre la seconda è probabilità, più o meno accentuata, di compiere illeciti penali. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 1 aprile 2009, n. 14380)
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Integra violenza sessuale qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idonea ad incidere sull'altrui libertà di autodeterminazione, a nulla rilevando l'esistenza di un rapporto di coppia coniugale
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19/07/2009
In tema di reati contro la libertà sessuale, nei rapporti di coppia di tipo coniugale non ha valore scriminante il fatto che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali e li subisca, quando è provato che l'autore, per le violenze e minacce precedenti poste ripetutamente in essere nei confronti della vittima, aveva la consapevolezza del rifiuto implicito della stessa agli atti sessuali. Nel caso di specie l'imputato non si era limitato ad usare modalità irrispettose nei riguardi della moglie per ottenere prestazioni sessuali, ma aveva messo in atto un vero e proprio regime dispotico, connotato da vessazioni, arroganza, percosse, proibizioni ed imposizioni di ogni genere, ed in particolare aveva più volte compiuto comportamenti minacciosi (anche con armi), intimidatori ed anche violenti al fine di ottenere rapporti sessuali, essendo ben consapevole dell'opposizione e comunque della volontà contraria della moglie ad avere tali rapporti, la quale peraltro, pur senza opporre una resistenza fisica solo per non provocare violente reazioni da parte dell'imputato, manifestava comunque, magari anche solo con gesti, il proprio dissenso in modo inequivocabile (Cassazione, Sezione Terza Penale, Sentenza del 25 giugno 2009 n. 26345).
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Nel caso di rapporto sessuale non protetto commette il reato di lesioni personali colui che comunica allaltra di essere affetta da sindrome HIV
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19/07/2009
Nel caso di rapporto sessuale non protetto, qualora una delle parti non comunichi allaltra di essere affetta da sindrome HIV, sussiste il nesso causale ex art. 40 c.p. tra la condotta e levento di lesioni personali gravissime, non rilevando laffermazione che la probabilità di contagio a seguito di un unico rapporto sessuale è pressoché nulla.(Corte di Cassazione, sez. V penale, sentenza 17 dicembre 2008 26 marzo 2009 n°13388)
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Nel caso di rapporto sessuale non protetto commette il reato di lesioni personali colui che comunica allaltra di essere affetta da sindrome HIV
Pubblicato il:
19/07/2009
Nel caso di rapporto sessuale non protetto, qualora una delle parti non comunichi allaltra di essere affetta da sindrome HIV, sussiste il nesso causale ex art. 40 c.p. tra la condotta e levento di lesioni personali gravissime, non rilevando laffermazione che la probabilità di contagio a seguito di un unico rapporto sessuale è pressoché nulla.(Corte di Cassazione, sez. V penale, sentenza 17 dicembre 2008 26 marzo 2009 n°13388)
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Nel caso di violazione del Codice della Strada costituente reato, il verbale di accertamento non è autonomamente impugnabile
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19/07/2009
Nel caso di violazione del Codice della Strada costituente reato, il verbale di accertamento non è autonomamente impugnabile, in quanto privo di natura sanzionatoria, avendo esclusivamente funzione di atto interno diretto solo a portare a conoscenza del giudice penale la "notitia criminis" e a sottoporre al Prefetto la situazione di pericolo ai fini della adozione della misura cautelare della sospensione della patente. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Ordinanza del 23 maggio 2008, n. 13388)
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Se l'assemblea è inerte l'amministratore non è responsabile della rovina dell'edificio
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19/07/2009
In caso di mancata formazione della volonta' assembleare e di omesso stanziamento dei fondi necessari a porre rimedio al degrado che da luogo al pericolo non puo' ipotizzarsi alcuna responsabilita' dell'amministratore per non avere attuato interventi che non era in suo materiale potere adottare e per la realizzazione dei quali non aveva, nella veste, le necessarie provviste, ricadendo in siffatta situazione la responsabilita' in capo ai proprietari e a ciascun singolo condomino, indipendentemente dall'attribuibilita' ai medesimi dell'origine della situazione di pericolo (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale, Sentenza del 21 maggio 2009, n. 21401; Cass., Sez. 1 , n. 15759 del 6.2.2001, , De Marco, rv. 219488; Sez. 1 , n. 6596 del 17.1.2008, Corona).
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L'appalto a terzi, con autonomia organizzativa di impresa non esonera l'appaltatore dall'obbligo di garanzia, a fini antinfortunistici,
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19/07/2009
L'appalto a terzi, con autonomia organizzativa di impresa, dell'attività di manutenzione delle macchine di uno stabilimento industriale, non esonera l'appaltatore dall'obbligo di garanzia, a fini antinfortunistici, nei confronti di chiunque si trovi sul luogo di svolgimento dei lavori (fattispecie di infortunio occorso a dipendente del committente, con qualifica di preposto). (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale,Sentenza del 2 maggio 2003, n. 20045)
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Il reato di introduzione e commercio nello Stato di prodotti con segni falsi, tutela la fede pubblica e non gli acquirenti
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19/07/2009
Il reato di introduzione e commercio nello Stato di prodotti con segni falsi, tutela la fede pubblica - intesa come affidamento nei marchi o nei segni distintivi -e non gli acquirenti ; ai fini della sua configurabilità, pertanto, è del tutto irrilevante che l'acquirente sia in grado, avuto riguardo alla qualità del prodotto, al prezzo, al luogo dell'esposizione nonché alla figura del venditore, di escludere la genuinità del prodotto, in quanto ciò che rileva è esclusivamente la possibilità di confusione tra i marchi e non già quella tra i prodotti (Tribunale Bologna Penale, Sentenza del 17 marzo 2009, n. 763).
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Non è diffamazione criticare aspramente il provvedimento di un magistrato
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16/07/2009
In tema di diffamazione nei confronti di un magistrato, il provvedimento giudiziario può essere oggetto di critica anche aspra, in ragione dell'opinabilità degli argomenti che li sostengono, ma non è lecito trasmodare in critiche virulente che comportino il dileggio dell'autore del provvedimento stesso.
(Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 20 gennaio 2009, n. 2066)
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La testimonianza del minore parte offesa può essere assunta, anche da sola, come prova della colpevolezza purché sottoposta a rigoroso esame circa la sua attendibilità
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14/07/2009
La testimonianza del minore parte offesa può essere assunta, anche da sola, come prova della colpevolezza purché sottoposta a rigoroso esame circa la sua attendibilità. La valutazione del giudice sulla credibilità della persona offesa, in mancanza di altri elementi di conferma della deposizione testimoniale, e a fronte di circostanze apparentemente contrastanti, deve essere fondata su precisi criteri di inferenza.(Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 15 aprile 2009, n. 15897)
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I delitti di rapina o di furto si consumano non appena l'agente si sia impossessato della cosa
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11/07/2009
I delitti di rapina o di furto si consumano non appena l'agente si sia impossessato della cosa e cioe' non appena la cosa sottratta passi nell'esclusiva detenzione e nella materiale disponibilita' del predetto, con conseguente privazione, per la vittima, del relativo potere di dominio o di vigilanza. Ne consegue che anche un possesso temporaneo della res vale ad integrare il momento consumativo, giacche' anche in tal caso le possibilita' di recupero della refurtiva sono legate al necessario ricorso, da parte del soggetto passivo del delitto, alla violenza o ad altra decisa pressione sull'agente e, quindi, mediante una reazione di segno opposto all'azione delittuosa .
(Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 2 aprile 2009, n. 14537)
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La sostituzione della custodia cautelare in carcere ex articolo 275 Cpp scatta solo di fronte a un impedimento assoluto del genitore ed è esclusa quando ci si può rivolgere a familiari o enti in grado di prendersi cura del minore
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11/07/2009
Ai fini dell'applicabilità del divieto di custodia in carcere di uno dei genitori di un bambino di età inferiore ai tre anni, previsto dall'articolo 275 comma 4, del Cpp, qualora l'«assoluto impedimento» a dare assistenza alla prole addotto dall'altro genitore consista nell'attività lavorativa, è da ritenere che tale attività non possa essere considerata automaticamente impeditiva della possibilità di assicurare assistenza al figlio, anche piccolissimo, poiché il lavoro dell'unico genitore o di entrambi i genitori consente in via generale di prendersi cura dei figli, anche eventualmente con l'aiuto di familiari disponibili o con il ricorso a strutture pubbliche o private abilitate. Del resto, proprio l'uso dell'avverbio «assolutamente» da parte della richiamata disposizione, fa riferimento a situazioni gravi ben diverse dall'attività lavorativa ordinaria, anche considerate le provvidenze legislative a favore del genitore che lavora (riduzione dell'orario di lavoro, possibilità di assentarsi dal lavoro in caso di malattia del bambino) e gli istituti sostitutivi ed economici (nidi, scuole dell'infanzia pubbliche e private ecc.). (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale
Sentenza del 11 marzo 2009, n. 10767)
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L'imprenditore che dimostra di non aver pagato le retribuzioni non può essere condannato per omesso versamento dei contributi previdenziali
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05/07/2009
Il reato di cui alla Legge n. 638 del 1983, articolo 2 non è configurabile senza la materiale corresponsione delle retribuzioni. Trattandosi di un elemento costitutivo del reato, la dimostrazione del materiale esborso delle somme e, quindi, della effettuazione delle ritenute, deve essere fornita dalla pubblica accusa, in quanto, diversamente argomentando, si verrebbe ad esonerare in ogni caso l'accusa dall'onere di provare la sussistenza di un fatto che costituisce un elemento integrativo della fattispecie e ad addossare, per contro, alla difesa l'onere di provare l'esistenza di questo fatto (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 14 maggio 2009, n. 20255).
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Lo spacciatore risponde della morte del "cliente" solo se questa era concretamente prevedibile
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30/06/2009
Nell'ipotesi di morte verificatasi in conseguenza dell'assunzione di sostanza stupefacente, la responsabilità penale dello spacciatore ai sensi dell'articolo 586 del Cp per l'evento morte non voluto richiede che sia accertato non solo il nesso di causalità tra cessione e morte, non interrotto da cause eccezionali sopravvenute, ma anche che la morte sia in concreto rimproverabile allo spacciatore e che, quindi, sia accertata in capo allo stesso la presenza dell'elemento soggettivo della colpa in concreto, ancorata alla violazione di una regola precauzionale (diversa dalla norma penale che incrimina il reato base) e a un coefficiente di prevedibilità ed evitabilità in concreto del rischio per il bene della vita del soggetto che assume la sostanza, valutate dal punto di vista di un razionale «agente modello» che si trovi nella concreta situazione dell'«agente reale» e alla stregua di tutte le circostanze del caso concreto conosciute o conoscibili da quest'ultimo.Corte di (Cassazione Sezioni Unite Penale, Sentenza del 29 maggio 2009, n. 22676)
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In materia di falso, la relazione d'asseverazione del progettista allegata alla denuncia d'inizio d'attività edilizia (DIA) ha natura di "certificato"
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30/06/2009
In materia di falso, la relazione d'asseverazione del progettista allegata alla denuncia d'inizio d'attività edilizia (DIA) ha natura di "certificato", sicché risponde del delitto previsto dall'art. 481 cod. pen. il professionista che redige la suddetta relazione di corredo, attestando, contrariamente al vero, la conformità agli strumenti urbanistici.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 19 gennaio 2009, n. 1818)
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