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La mancata apposizione delle firme sulla busta contenente l'offerta può comportare l'esclusione dalla gara se il bando lo prevede

Pubblicato il: 15/11/2010


Con la sentenza n. 7219/2000 del 30 settembre 2010, la sezione V del Consiglio di Stato è tornata ad affrontare la questione della regolarità formale dell'offerta in sede di gara di appalto. Più precisamente i Giudici di Palazzo Spada hanno riformato una sentenza del Tar Torino che aveva valutato come sproporzionata la sanzione dell'esclusione dalla gara di una ditta per mancata apposizione delle firme sui lembi laterali della busta contenente l'offerta. Il Consiglio di Stato ha quindi accolto l'appello proposto dalla ditta controinteressata, rilevando che l'apposizione delle firme sui lembi della busta contenente l'offerta può comportare l'esclusione dalla gara ove prevista dal bando. Consiglio di Stato, 30 settembre 2010 n.7219

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Non può essere condannato al risarcimento del danno il Comune che ha imposto al bar l'orario di chiusura anticipato

Pubblicato il: 08/11/2010


In sede di giudizio di risarcimento del danno derivante da provvedimento amministrativo illegittimo, l'illegittimità dell'atto costituisce indizio presuntivo della colpa, restando a carico dell'amministrazione l'onere di dimostrare la scusabilità dell'errore per contrasti giurisprudenziali sull'interpretazione della norma, per la complessità del fatto ovvero per l'influenza di altri soggetti (Cons. St. Sez. V, 20 luglio 2009, n. 4527), elementi questi liberamente valutabili dal giudice al fine di escludere la colpevolezza, non potendo l'imputazione avvenire sulla base del dato meramente oggettivo dell'illegittimità del provvedimento (Cons. St. Sez. V, 13.4.2010, n. 2029). Nella specie, l'amministrazione ha fornito piena dimostrazione dell'assenza di imputabilità di ogni responsabilità a titolo di dolo o di colpa, data la molteplicità di richieste di intervento provenienti da soggetti pubblici e privati, l'emergenza della situazione creatasi a causa del livello dei rumori percepiti dall'interno delle abitazioni, la necessità di intervenire prontamente, il giustificato affidamento sulla sussistenza dei presupposti per l'adozione dell'ordinanza contingibile ed urgente come unica misura idonea a fronteggiare immediatamente la situazione di inquinamento acustico e di pericolo per l'ordine, la quiete e la salute pubblica Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 17 settembre 2010, n. 6979

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E' inammissibile il ricorso contro il provvedimento con il quale l'amministrazione comunale comunica l'avvio del procedimento volto all'adozione del provvedimento di sgombero

Pubblicato il: 20/10/2010


E' inammissibile il ricorso avente ad oggetto l'impugnazione del provvedimento con il quale l'amministrazione comunale abbia comunicato al ricorrente l'avvio del procedimento volto all'adozione del provvedimento di sgombero dell'area abusivamente occupata e della diffida all'occupante a rilasciare l'immobile entro e non oltre il termine perentorio di 15 giorni dal ricevimento dell'atto impugnato. Detti atti, attesa la loro valenza meramente endoprocedimentale, difatti, sono inidonei ad incidere negativamente sulla sfera giuridica del ricorrente. Ne consegue che l'atto gravato nel caso di qua, non costituendo titolo per esercitare alcun potere repressivo nei riguardi dell'occupante ai fini del rilascio dell'immobile in questione, non può essere oggetto di autonoma impugnazione. Tribunale Amministrativo Regionale Lazio - Roma Sezione 2, Sentenza del 15 ottobre 2010, n. 32835

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La cessione di prodotti in omaggio da parte degli artigiani ai clienti è vietata in quanto costituisce un'illecita promozione ed è assimilata alla "vendita al dettaglio"

Pubblicato il: 28/07/2010


In tema di sanzioni amministrative per violazioni concernenti la disciplina relativa al settore del commercio, rientra nella nozione di commercio al dettaglio, ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 114, la cessione diretta al consumatore finale di bibite in lattina e di acqua in bottiglia quando essa - ancorché avvenuta a titolo gratuito, senza un diretto pagamento di una somma di denaro - non sia dettata da spirito di liberalità, ma sia diretta a perseguire un obiettivo di natura promozionale e di fidelizzazione della clientela, volta ad incrementare i profitti aziendali derivanti dalla vendita dei prodotti (pollo allo spiedo ed altri alimenti) preparati e cucinati dal cedente. (Fattispecie relativa a violazione riguardante il commercio al minuto su area privata in esercizio di vicinato di merci appartenenti al settore merceologico "alimentare" - bibite in lattina e acqua in bottiglia - senza la prescritta comunicazione al Comune, di cui al combinato disposto degli artt. 7 e 22 del d.lgs. n. 114 del 1998). Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 29 aprile 2010, n. 10411

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I Comuni hanno l'obbligo di assumere provvedimenti per evitare che gli animali randagi arrechino disturbo alle persone, nelle vie cittadine

Pubblicato il: 14/06/2010


I Comuni hanno l'obbligo di assumere provvedimenti per evitare che gli animali randagi arrechino disturbo alle persone, nelle vie cittadine. Ne consegue che grava sul Comune la responsabilità per i danni subiti a seguito dell'aggressione di un cane randagio. A nulla rileva la circostanza che il danneggiato sia un anziano che si e' spaventata ed e' caduta, per il timore di essere morsa dall'animale che le abbaiava contro, manifestando intenzioni aggressive. Difatti, anche le persone anziane debbono poter circolare sul territorio pubblico, senza essere esposte a situazioni di pericolo, ed in particolare a quelle che l'ente pubblico e' espressamente obbligato a prevenire, quali il randagismo. Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 28 aprile 2010, n. 10190

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Sono valide le ordinanze - ingiunzioni prefettizie irroganti sanzioni per illeciti amministrativi sottoscritte da vice-prefetti vicari (nelle sedi che li prevedono)

Pubblicato il: 08/06/2010


Le ordinanze - ingiunzioni prefettizie irroganti sanzioni per illeciti amministrativi sono legittime non solo se emesse e sottoscritte da vice-prefetti vicari (nelle sedi che li prevedono), il cui potere di sostituzione del prefetto deriva direttamente dalla legge, ma anche da altri funzionari o vice - prefettizi quali tale potere sia stato delegato dal titolare, in virtù del principio generale del diritto amministrativo comportante la delegabilità, negli uffici della pubblica amministrazione gerarchicamente organizzati, dei provvedimenti che non siano espressamente riservati dalla legge alla competenza funzionale del capo dell'ufficio Corte di Cassazione civile, sez. II, sentenza 10.05.2010 n° 11283

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La sospensione feriale dei termini non si applica alle opposizioni avverso le contravvenzioni proposte al Prefetto in via amministrativa

Pubblicato il: 08/05/2010


La disciplina sulla sospensione dei termini dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, posta dall'art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, riconnettendosi alla necessità della difesa tecnica in giudizio, vale per i soli termini processuali, non potendo così trovare applicazione al termine di sessanta giorni, dalla contestazione o dalla notificazione dell'accertamento di una violazione del codice della strada, stabilito dall'art. 203 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, per proporre ricorso in via amministrativa al prefetto, che ha riguardo ad attività da compiersi nell'ambito di un procedimento amministrativo. Né, in ragione della inapplicabilità della disciplina sulla sospensione feriale all'anzidetto termine di cui all'art. 203 citato, è dato apprezzare un "vulnus" agli artt. 24 e 3 Cost. (donde, la manifesta infondatezza della relativa questione di legittimità costituzionale) posto, rispettivamente, che: 1) il procedimento dinanzi al prefetto è privo del carattere giurisdizionale e, quindi, non richiede l'esplicazione della difesa tecnica; 2) la diversità di situazioni, tra l'impugnazione del verbale dinanzi al prefetto e quella, in via alternativa, dinanzi al giudice di pace, ex art. 204-bis dello stesso codice della strada, che determina l'instaurarsi di un vero proprio giudizio, giustifica il loro differente trattamento in relazione alla sospensione feriale dei termini. Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 22 febbraio 2010, n. 4170

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Va rigettata la domanda di risarcimento del danno subito per effetto del silenzio - rigetto alla domanda di iscrizione nell'Albo delle Imprese

Pubblicato il: 25/03/2010


Non è fondata la pretesa risarcitoria avanzata dal ricorrente relativamente ai danni che assuma di aver subito per effetto del silenzio - rigetto serbato in merito al ricorso proposto all'Albo Nazionale avverso il diniego di iscrizione alla sezione regionale dell'Albo delle imprese dedite alla gestione dei rifiuti ed al conseguente ritardo dell'iscrizione, ove siffatta pretesa non risulti adeguatamente provata. La risarcibilità del danno da ritardo presuppone, infatti, che sia fornita la prova dell'ascrivibilità del ritardo a colpa dell'Amministrazione; ciò non sussiste nell'ipotesi in cui, come nel caso di specie, il ricorrente abbia contribuito al ritardo omettendo di produrre l'autorizzazione della vettura in uso al trasporto di cose. Detta circostanza deve ritenersi idonea ad escludere la colpa dell'amministrazione con conseguente infondatezza del gravame esperito. Consiglio di Stato Sezione 6, Sentenza del 17 settembre 2009, n. 5546

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Il limite di dieci anni nell'ambito dei quali il beneficiario del contributo per le ristrutturazioni è tenuto a dare in locazione l'abitazione ristrutturata o ad abitarla personalmente può essere incrementato dall'Amministrazione comunale

Pubblicato il: 21/03/2010


L'art. 11, comma 6, lett. b), della legge n. 798 del 1984 dispone l'obbligo per i beneficiari dei contributi di "abitare o utilizzare gli immobili interessati per un periodo non inferiore a dieci anni a partire dalla data di ultimazione degli interventi, ovvero a locarli per lo stesso periodo alle condizioni concordate con il comune, che tengano conto del reddito dell'immobile prima del restauro o del risanamento e delle spese sostenute, ridotte del contributo ricevuto". Il limite di dieci anni imposto dalla legge è minimo e l'Amministrazione comunale ha il potere di aumentarlo a seconda di circostanze che ricadono nella propria sfera discrezionale. In tal caso se tale termine non viene rispettato il beneficiario decade dal'agevolazione. Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 23 febbraio 2010, n. 1060

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Il ricorso esperito per l'annullamento del provvedimento di diniego del permesso di costruire è fondato e meritevole di accoglimento ove fondato sull'asserita insufficiente motivazione

Pubblicato il: 21/02/2010


Il ricorso esperito per l'annullamento del provvedimento di diniego del permesso di costruire è fondato e meritevole di accoglimento ove fondato sull'asserita insufficiente motivazione. Ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 241 del 1990, infatti, nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente sono tenuti a comunicare tempestivamente all'interessato i motivi che ostacolano l'accoglimento dell'istanza, prima dell'adozione del definitivo provvedimento negativo. La ratio di detta previsione risiede nella necessità di garantire che, nel termine di dieci giorni, il destinatario del provvedimento reiettivo, possa presentare per iscritto proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti ed osservazioni. Tribunale Amministrativo Regionale Liguria - Genova Sezione 1, Sentenza del 6 febbraio 2010, n. 313

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I comproprietari ed occupanti gli appartamenti sovrastanti e finitimi con un locale adibito a discoteca hanno diritto di accesso ad ogni ad ogni atto e/o provvedimento amministrativo relativi alla nascita ed allo sviluppo dell'attività esercitata

Pubblicato il: 12/02/2010


I comproprietari ed occupanti gli appartamenti sovrastanti e finitimi con un locale adibito a discoteca sono titolari di un interesse concreto, diretto e personale a che tale discoteca venga esercitata in base a licenza amministrativa legittima (Cfr: T.A.R. Veneto, Sez. II, 11 settembre 1986, n. 29). Ne consegue che questi hanno diritto di accesso ad ogni atto e/o provvedimento amministrativo relativi alla nascita ed allo sviluppo dell'attività esercitata. E' quanto stabilito dal T.A.R. Campania con sentenza del 15 dicembre 2009, n. 8743. Tribunale Amministrativo Regionale CAMPANIA - Napoli Sezione 5, Sentenza del 15 dicembre 2009, n. 8743

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In materia di sanzioni amministrative, in pendenza del ricorso al Prefetto non sussiste alcun titolo esecutivo che possa dar luogo alla emissione di una cartella esattoriale di pagamento

Pubblicato il: 31/01/2010


In materia di sanzioni amministrative, in pendenza del ricorso al Prefetto Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ex articolo 203 e dunque fino a quando quest'ultimo non decide in proposito, non sussiste alcun titolo esecutivo che possa dar luogo alla emissione di una cartella esattoriale di pagamento. Ne consegue che fino a tale momento non può essere preteso il pagamento in modo coattivo. La Corte di Cassazione ha quindi censurato la sentenza impugnta secondo la quale soltanto l'accoglimento del ricorso al Prefetto, meramente facoltativo, determina l'annullamento del verbale di accertamento impugnato Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 14 dicembre 2009, n. 26173

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Il fermo amministrativo è una sanzione amministrativa accessoria e non integra il reato di cui all'art. 334 c.p.

Pubblicato il: 13/01/2010


Il fermo amministrativo non può essere ricondotto alla nozione di sequestro amministrativo, avuto riguardo ai due distinti profili che attengono il principio di tassatività e determinatezza delle fattispecie penali ed al divieto del ricorso per analogia in malam partem. Per tale ragione non può ritenersi violato l'art. 334 c.p. quando la materialità della condotta di sottrazione abbia ad oggetto beni sottoposti a provvedimento di fermo amministrativo. Trattasi infatti di una sanzione amminsitrativa accessoria e non di una misura cautelare. Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 19 novembre 2009, n. 44498

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Deve essere confiscato il motorino truccato guidato dal minore ma di proproetà del genitore

Pubblicato il: 06/01/2010


Della violazione amministrativa commessa da minore degli anni diciotto, incapace "ex lege", risponde in via diretta, a norma dell'art. 2, secondo comma, della legge n. 689 del 1981, applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada (art. 194), colui che era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, che, pertanto, non può essere considerato persona estranea alla violazione stessa. Ne consegue che, in caso di circolazione di minore alla guida di ciclomotore non rispondente alle prescrizioni indicate nel certificato di idoneità tecnica, ben può essere ordinata la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore in relazione alla violazione dell'art. 97, comma sesto, del codice della strada, senza che sia applicabile, nella specie, l'art. 213, comma sesto, dello stesso codice, che esclude detta misura qualora il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa. Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 14 ottobre 2009, n. 21881

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L'arenile fa parte del demanio marittimo anche se una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada pubblica, non implicando tale evento la sua sdemanializzazione

Pubblicato il: 12/11/2009


Nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare e la spiaggia, anche l'arenile, ovvero quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, e la sua natura demaniale - derivante dalla corrispondenza con uno dei beni normativamente definiti negli articoli 822 del Codice civile e 28 del Codice della Navigazione - permane anche qualora una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada pubblica, non implicando tale evento la sua sdemanializzazione, così come lasua attitudine a realizzare i pubblici usi del mare non può venir meno per il semplice fatto che un privato abbia iniziato ad esercitare su di esso un potere di fatto, realizzandovi opere e manufatti
(oltretutto senza il permesso della competente Pubblica amministrazione, come verificatosi nella specie). Del resto, per i beni appartenenti al demanio marittimo, non è possibile che la sdemanializzazione sia realizzabile in forma tacita, risultando necessaria, ai sensi dell'articolo 35 del Codice della Navigazione, l'adozione di un espresso e formale provvedimento della competente autorità amministrativa, avente carattere costitutivo.
(Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 11 maggio 2009, n. 10817)

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Deve essere sanzionato sul piano disciplinare l'avvocato che ottenuto il pagamento della somma dovuta all'esito di un'azione esecutiva, abbia avviato una nuova procedura esecutiva

Pubblicato il: 02/11/2009


Integra violazione dei doveri di dignita', correttezza e probita' la condotta del professionista che, ottenuto il pagamento della somma dovuta all'esito di un'azione esecutiva, abbia avviato una nuova procedura esecutiva per somme non dovute e quietanzate e per spese che, in sede esecutiva, erano state compensate dal giudice dell'esecuzione. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 9 settembre 2009, n. 19402)

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L’amministrazione non può inibire la realizzazione degli impianti di telefonia sulla sola base del rinvio alla destinazione urbanistico-edilizia di una determinata area

Pubblicato il: 11/10/2009


Come la generalizzata esclusione della possibilità di installare impianti di telecomunicazione in intere aree del territorio comunale si giustifica solo se sorretta da scelte improntate a ragionevolezza, così l’amministrazione non può inibire la realizzazione degli impianti di telefonia sulla sola base del rinvio alla destinazione urbanistico-edilizia di una determinata area. (TAR Toscana-Firenze, sez. II, ordinanza 23.01.2009 n° 80)

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Il capotreno e i controllori possono chiedere ai viaggiatori a bordo dei treni i documenti di identità per rilevare le generalità di chi infrange le regole di viaggio

Pubblicato il: 05/10/2009


Il capotreno e i controllori possono chiedere ai viaggiatori a bordo dei treni i documenti di identità per rilevare le generalità di chi infrange le regole di viaggio. Difatti, anche dopo la trasformazione delle Ferrovie dello Stato in spa, gli addetti alle ferrovie che come il capotreno o il controllore dei biglietti provvedono alla contestazione dei fatti e alle relative verbalizzazioni, nell'ambito di attività di prevenzione e accertamento, sono pubblici ufficiali muniti di poteri autoritativi e certificativi. (Cassazione 38389/2009)

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Il medico della Asl non ha diritto di ereditare i pazienti del "de cuius"

Pubblicato il: 30/09/2009


Il medico della Asl non ha diritto di ereditare i pazienti del "de cuius".
Non vi e' infatti altro diritto, in forza della convenzione, che non sia quello di poter essere liberamente scelto dai pazienti, nella zona assegnata, in base ad una manifestazione di volonta' assolutamente libera e incoercibile, fondata com'e' su un'adesione fiduciaria intuitu personae. Non vi e', per contro, ne' e' astrattamente ipotizzabile, un minimo garantito nel numero dei pazienti o un diritto esclusivo cui possa in qualche modo correlarsi la successione automatica nei rapporti di assistenza in essere presso il medico sostituito, perche' deceduto.

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Il riconoscimento di debiti fuori bilancio da parte dell'ente presuppone l'esistenza di un'obbligazione validamente assunta dall'amministrazione

Pubblicato il: 14/07/2009


Il riconoscimento, da parte dei comuni, province o comunita' montane, di debiti fuori bilancio, ai sensi del Decreto Legge 2 marzo 1989, n. 66, articolo 24, (conv., con modif., nella Legge 24 aprile 1989, n. 144) e del Decreto Legge 12 gennaio 1991, n. 6, articolo 12 bis, (conv., con modif., nella Legge 15 marzo 1991, n. 80), rientra in un regime provvisorio che consente di far salvi gli impegni di spesa in precedenza assunti senza copertura contabile, ma non innova in alcun modo alla disciplina che regolamenta la stipula dei contratti da parte della P.A., ne' introduce una sanatoria per i contratti eventualmente nulli o comunque invalidi; sicche' il predetto riconoscimento presuppone necessariamente l'esistenza di un'obbligazione validamente assunta dall'ente locale, anche se sprovvista di copertura finanziaria, e non puo' costituire esso stesso fonte di obbligazione (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 2 aprile 2009, n. 8044).

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