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Semplificazioni di taluni adempimenti in ambito pubblico e privato rispetto a trattamenti per finalità amministrative e contabili

Pubblicato il: 04/07/2008


Il Garante ha emanato con provvedimento del 19/06 alcune prescrizioni dirette a semplificare gli adempimenti previsti dal Codice Priavcy (Decreto Legislativo 196/2003) per l'intero settore pubblico e privato, in relazione alle correnti attività amministrative e contabili, in particolare nei riguardi di piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani.

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Ingegneri e dati nell'archivio dell'ente previdenziale

Pubblicato il: 04/07/2008


Si può scegliere lo studio professionale come domicilio per ricevere la corrispondenza
Gli ingegneri possono indicare l'indirizzo dello studio professionale come domicilio eletto per ricevere la corrispondenza dell'ente di previdenza al quale sono iscritti. È quanto precisato dal Garante nell'accogliere il ricorso di un ingegnere che ha richiesto di integrare i dati conservati negli archivi dell'Inarcassa, l'associazione che assicura la previdenza e l'assistenza obbligatoria di ingegneri e architetti liberi professionisti, con quelli relativi al proprio domicilio.

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Le aziende che raccolgono dati dei loro clienti, anche di quelli potenziali, non possono tenerli a tempo indeterminato

Pubblicato il: 02/07/2008


Con provvedimento del 19 maggio 2008 il Garante per la Protezione dei dati personali ha imposto una società di individuare, entro il 15 luglio, tempi massimi di conservazione dei dati personali raccolti e utilizzati. Ne consegue che le aziende che raccolgono dati dei loro clienti, anche di quelli potenziali, non possono tenerli a tempo indeterminato.

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Il Garante della Privacy sul censimento dei nomadi

Pubblicato il: 29/06/2008


Il Garante per la protezione dei dati personali, anche con riferimento alle odierne notizie di stampa circa l'eventuale ricorso a forme di rilevazione anche biometriche (impronte digitali) estese pure ai minori, per finalità di identificazione o di censimento di comunità di nomadi, rilevando che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione, che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori, ha deliberato di chiedere informazioni alle Autorità competenti e in particolare ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli.
(Comunicato stampa - 26 giugno 2008 del Garante della Privacy)

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Segnalazione del Garante della Privacy al Governo per la regolmentazione della videosorveglianza nei condomini

Pubblicato il: 22/06/2008


Il Garante per la protezione dei dati personali ha segnalato al Parlamento e al Governo l'opportunità di valutare l'adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti relativi al trattamento dei dati personali determinati dall'installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini, materia allo stato non disciplinata specificamente.

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La pubblicazione della notizia relativa alla presentazione di una denuncia penale e alla sua iscrizione nel registro delle notizie di reato costituisce lecito esercizio del diritto di cronaca

Pubblicato il: 26/05/2008


La pubblicazione della notizia relativa alla presentazione di una denuncia penale e alla sua iscrizione nel registro delle notizie di reato, oltre a non essere idonea di per sé a configurare una violazione del segreto istruttorio o del divieto di pubblicazione di atti processuali, costituisce lecito esercizio del diritto di cronaca ed estrinsecazione della libertà di pensiero previste dall'art 21 Costituzione e dall'art 10 Convenzione europea dei diritti dell'uomo, anche se in conflitto con diritti e interessi della persona, qualora si accompagni ai parametri dell'utilità sociale alla diffusione della notizia, della verità oggettiva o putativa, della continenza del fatto narrato o rappresentato.
(Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 22 febbraio 2008, n. 4603)




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Illegittima la diffusione dei dati relativi ai redditi dei contribuenti sul sito Internet dell'Agenzia delle entrate

Pubblicato il: 08/05/2008


L'Autorità Garante per la privacy ha concluso l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani ribadendo l'illegittimità ella modalità utilizzata dall'Agenzia. L'Agenzia delle entrate dovrà quindi far cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità.


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Schema preliminare del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria

Pubblicato il: 26/04/2008


Con provvedimento del 17 marzo 2008 il Garante della Privacy ha elaborato ha adottato lo schema perliminare del Codice di Deontologia e di buona condotta per il trattameno dei dati persanali effettuto per svolgere investigazioni.

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Non è penalmente sanzionata la condotta degli appartenenti ad agenzie private di investigazione che installino apparati di intercettazione ambientale tra presenti in autovetture private

Pubblicato il: 21/04/2008


Nessuna norma incriminatrice tutela la riservatezza delle persone che si trovino in un'autovettura privata sulla pubblica via, conseguendone che non è penalmente sanzionata la condotta degli appartenenti ad agenzie private di investigazione che installino apparati di intercettazione ambientale tra presenti in autovetture private. Infatti, le norme incriminatrici di cui agli articoli 617-623 del Cp tutelano solo la riservatezza delle comunicazioni o conversazioni effettuate attraverso strumenti utilizzati per «comunicare a distanza» (telegrafo, telefono, comunicazioni informatiche o telematiche); l'articolo 615 bis del Cp, a sua volta, nel punire le interferenze illecite nella vita privata, fa riferimento ai soli luoghi indicati nell'articolo 614 del Cp, e cioè l'abitazione o la privata dimora, mentre l'autovettura che si trovi in una pubblica via non è ritenuta, da sempre nel diritto vivente, luogo di privata dimora; mentre è parimenti inapplicabile, riguardando il trattamento illecito dei dati personali, la normativa in tema di privacy (decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196).(Corte di Cassazione, Sezione 5 Penale, Sentenza del 18 marzo 2008, n. 12042)

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Le trattative per comporre bonariamente una vertenza, le proposte, le concessioni e persino le rinuncie a scopo transattivo di una delle parti non rappresentano un riconoscimento del diritto altrui

Pubblicato il: 21/04/2008


Le trattative per comporre bonariamente una vertenza, le proposte, le concessioni e persino le rinuncie a scopo transattivo di una delle parti, se non raggiungano l'effetto desiderato, non avendo come proprio presupposto l'ammissione, totale o parziale, della fondatezza della pretesa avversaria e non rappresentando, pertanto, un riconoscimento, anche solo implicito, del diritto altrui (giusto disposto dell'articolo 2944 del codice civile), non possono avere efficacia interruttiva della prescrizione, né integrare gli estremi della rinuncia tacita a far valere la prescrizione stessa, non costituendo fatti incompatibili in via assoluta (senza, cioè, possibilità di diverse interpretazioni) con la volontà di avvalersi di tale causa estintiva del diritto altrui, così come richiesto dall'articolo 2937 comma 3, del codice civile. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 6 marzo 2008, n. 6034)

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Non è penalmente sanzionata la condotta degli appartenenti ad agenzie private di investigazione che installino apparati di intercettazione ambientale tra presenti in autovetture private

Pubblicato il: 19/04/2008


Nessuna norma incriminatrice tutela la riservatezza delle persone che si trovino in un'autovettura privata sulla pubblica via, conseguendone che non è penalmente sanzionata la condotta degli appartenenti ad agenzie private di investigazione che installino apparati di intercettazione ambientale tra presenti in autovetture private. Infatti, le norme incriminatrici di cui agli articoli 617-623 del Cp tutelano solo la riservatezza delle comunicazioni o conversazioni effettuate attraverso strumenti utilizzati per «comunicare a distanza» (telegrafo, telefono, comunicazioni informatiche o telematiche); l'articolo 615-bis del Cp, a sua volta, nel punire le interferenze illecite nella vita privata, fa riferimento ai soli luoghi indicati nell'articolo 614 del Cp, e cioè l'abitazione o la privata dimora, mentre l'autovettura che si trovi in una pubblica via non è ritenuta, da sempre nel diritto vivente, luogo di privata dimora; mentre è parimenti inapplicabile, riguardando il trattamento illecito dei dati personali, la normativa in tema di privacy (decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196). (Corte di Cassazione, Sezione 5 Penale, Sentenza del 18 marzo 2008, n. 12042)

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Occorre un consenso specifico del cliente per l'uso dei dati a fini di marketing

Pubblicato il: 30/03/2008


"Anche quando raccolgono via web, a fini di marketing, informazioni su gusti abitudini o preferenze dei clienti, le catene alberghiere devono richiedere uno specifico consenso per poter utilizzare quei dati. Per le finalità di marketing e di promozione commerciale la richiesta di consenso deve essere chiaramente distinta dal resto della scheda normalmente utilizzata per la raccolta dei dati ai fini della fornitura del semplice servizio alberghiero". E' quanto stabilito dal Garante della Prrivacy con provvedimento del 31 gennaio 2008.

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L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha disposto l'attivazione del blocco per le chiamate satellitari e per servizi interattivi a sovrapprezzo

Pubblicato il: 06/03/2008


Con provvedimento del 19 febbraio 2008, il Garante per le Garanzie nelle Comunicazioni ha stabilito che dal 30 giugno le chiamate satellitari, per servizi interattivi a sovrapprezzo potranno essere effettuate solo a seguito dell'inserimento di un PIN. Inoltre tutti gli utenti che non abbiano manifestato una volontà contraria avranno automaticamente attivato il blocco selettivo delle chiamate.

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Stop ai nomi dei debitori negli atti delle vendite giudiziarie e nelle aste on line

Pubblicato il: 27/02/2008


Stop ai nomi dei debitori negli atti delle vendite giudiziarie e nelle aste on line. Gli uffici giudiziari e i professionisti delegati alle operazioni di vendita di immobili messi all'asta non devono indicare negli atti pubblicati, anche on line, il nominativo del debitore e ogni altro dato personale che possa identificarlo direttamente. E' quanto ha stabilito il Garante della Privacy con provvedimento del 7 febbraio 2008, pubblicato sulla G.U. n. 47 del 25 febbraio 2008.

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Non commette reato chi filma in casa propria i rapporti intimi con la convivente, anche senza il suo consenso

Pubblicato il: 01/02/2008


L'art. 615 bis del Codice Penale tende a tutelare la riservatezza della vita individuale contro le interferenze illecite nella vita privata di ognuno, ma sempre che tali interferenze provengano da terzi, rimasti estranei alla conversazione oggetto di registrazione. Per questa ragione la Corte di Cassazione con sentenza 14 gennaio 2008, n. 1766
ha stabilito che non può essere condannato per "interferenze illecite nella vita privata" chi filma in casa propria i rapporti intimi con la convivente, registrando questi in una videocassetta mai diffusa a terze persone.

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Il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis cod.pen.) richiede il dolo generico

Pubblicato il: 30/12/2007


Il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis cod.pen.) richiede il dolo generico, consistente nella volontà cosciente dell'agente di procurarsi indebitamente immagini inerenti la "privacy" altrui. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione 1 Penale, che con sentenza del 12 giugno 2003, n. 25666 ha ritenuto sussistente tale reato nel caso di installazione di una videocamera collocata in modo da riprendere la soglia di casa e l'ingresso della autorimessa della parte offesa.

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Le telecamere negli spogliatoi sono vietate

Pubblicato il: 01/12/2007


La videosorveglianza negli spogliatoi, se riprende le persone, è proibita. E' quanto stabilito dal Garante per la tutela dei dati personali con provvedimento del 8 marzo 2007. In detto atto, infatti, il Garante ha specificato che non è illecito l’uso della videosorveglianza per tutelarsi da possibili danni o furti, ma devono essere messi in atto accorgimenti tecnici mirati a non effettuare riprese dirette delle persone che fruiscono degli spogliatoi. Ne consegue che deve ritenersi vietata l' installazione di telecamere senza il rispetto di detti accorgimenti.

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Il Garante della privacy ha indviduato delle regole guida nella disciplina della banca dati del DNA

Pubblicato il: 24/09/2007


Con una segnalazione del 21 settembre rivolta al Parlamento e al Governo in relazione alle iniziative legislative per la creazione di una banca dati del Dna a fini di sicurezza e giustizia, l'Autorità Garante per la Privacy ha manifestato la necessità di un intervento normativo, indicando le garanzie da assicurare alle persone.
La banca dati dovrebbe avere esclusive finalità specifiche di identificazione delle persone, pertanto in conseiderazione "della particolare delicatezza e natura dei dati genetici, che riguardano peraltro non soltanto l'individuo, ma il suo intero gruppo biologico, nella banca dati non devono essere conservati campioni biologici (es. capelli, saliva, liquidi), ma profili (sequenze alfanumeriche). Devono essere applicati sistemi di analisi che non consentano di individuare patologie di cui sia eventualmente affetto l'interessato".

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Non si possono richiedere dati sui pazienti visitati nelle zone ztl per annullare le multe effettuate

Pubblicato il: 07/09/2007


Con provvedimento del 14 giugno 2007, il Garante per la protezione dei dati personali, si è pronunciato sui limiti da imporre ai comuni nelle richieste, avanzate nei confronti dei medici che per ragioni di servizio abbiano avuto accesso a zone ztl, delle generalità o altre informazioni che identifichino le persone visitate a domicilio.
Il Garante, nello specifico, ha vietato ai medici di presentare documenti contenenti dati personali dei pazienti per la contestazione delle multe. Ed ha imposto ai comuni il divieto di effettuare indagini sui dati anagrafici del paziente e luogo e ora della visita, essendo incompatibili con le norme sulla protezione della privacy.

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Il giudice che riduce l’ammontare di diritti ed onorari indicati nella nota spese ha l'obbligo di motivare il criterio adottato

Pubblicato il: 30/07/2007


Il giudice che riduca l’ammontare complessivo di diritti ed onorari indicati nella nota prodotta dalle parti, ha l’obbligo d’indicare il criterio di liquidazione adottato, in modo da consentire il controllo di legittimità sulle variazioni effettuate, attesa l’inderogabilità dei compensi per le prestazioni di avvocato e procuratore sancita dall’articolo 24 legge 794/42. E' qaunto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8295 del 03/04/07. La S.C. ha così confermato l'orientamento già consolidato in materia con le sentenze n. 13085/06, 8158/03, 11483/02, 5005/99, 10864/98.

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