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L'accesso e la permanenza senza titolo in un immobile e nella relativa area, avvenuto in modo arbitrario e cioè senza alcun titolo abilitativo, e la permanenza sul posto, dimostra la volontà di occupare il bene e cioè di sottrarlo all'altrui disponib
Pubblicato il:
28/11/2008
L'accesso e la permanenza senza titolo in un immobile e nella relativa area, avvenuto in modo arbitrario e cioè senza alcun titolo abilitativo, e la permanenza sul posto, dimostra la volontà di occupare il bene e cioè di sottrarlo all'altrui disponibilità. L'esistenza di un intento di recupero conservativo dell'immobile per una destinazione conforme all'interesse degli agenti e/o di altri, non esclude l'elemento soggettivo del reato, dato che il perseguimento di una finalità sociale non legittima l'impossessamento del bene sotto il profilo soggettivo.
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Ai fini dell'usucapione, un manufatto, per quanto stabilmente infisso al suolo, non è di per sé stesso un bene immobile
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10/11/2008
Un manufatto, per quanto stabilmente infisso al suolo, non è di per sé stesso un bene immobile, suscettibile di essere acquistato per usucapione attraverso il possesso qualificato ventennale, in quanto è necessario che lo stesso abbia, ai fini della sentenza, anche una individualità catastale.
(Tribunale Lodi Civile, Sentenza del 23 giugno 2008, n. 428)
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Prima di sanzionare gli abusi edilizi occorre definire i procedimenti di concessione in sanatoria
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27/10/2008
I provvedimenti di repressione degli abusi edilizi per i quali è stata presentata tempestivamente la domanda di condono non possono essere adottati dalla pubblica amministrazione che ancora non si è pronunciata sulla richiesta di concessione in sanatoria.(Tribunale Amministrativo Regionale LAZIO - Roma, Sentenza del 2 ottobre 2008, n. 8705)
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L'esitenza dei requisiti per l'abitabilità si può accertare nel corso del giudizio
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23/10/2008
In tema di licenza di abitabilità di immobile oggetto di compravendita, qualora si sia formata la fattispecie di assenso delineata dall'articolo 4 del Dpr 425/1994, il costruttore-venditore che, al momento del rogito o anche nel corso del giudizio, offra la documentazione attestante la regolare presentazione dell'istanza e il decorso del tempo, ha assolto quanto dovuto ai fini dell'abitabilità (oggi agibilità) dell'immobile promesso in vendita. Sorge tuttavia a suo carico l'onere, a richiesta del notaio rogante o dell'acquirente, di comprovare che l'istanza sia stata presentata con il dovuto corredo documentale. In caso di contestazione in sede giurisdizionale circa la sussistenza di fatto dei requisiti urbanistici e igienico sanitari, ove la contestazione non sia meramente esplorativa e dilatoria, ma puntuale e specifica, in modo da consentire una verifica mirata, è solo possibile - da parte dell'autorità giurisdizionale procedente - rivolgersi all'ente locale competente perché manifesti espressamente se ravvisa la sussistenza delle condizioni per l'abitabilità dell'immobile. In assenza di riposta alla richiesta di informazioni del giudice, si deve far luogo a istruttoria ed eventuale accertamento tecnico per giungere a una pronuncia sul punto controverso, che avrà effetto limitatamente alle parti contraenti in contesa. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 7 ottobre 2008, n. 24729)
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In tema di cooperative per la costruzione di alloggi economici e popolari, e, in particolare, di controversie inerenti ai rapporti sociali, la giurisdizione esclusiva è del giudice amministrativo
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22/10/2008
In tema di cooperative per la costruzione di alloggi economici e popolari, e, in particolare, di controversie inerenti ai rapporti sociali, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo richiede la sussistenza non solo del requisito soggettivo, ossia la qualificazione della cooperativa come sovvenzionata dallo Stato, ma altresì del requisito oggettivo, consistente nella fruizione del contributo statale per la costruzione degli alloggi.
(Tribunale Bari Sezione 4 Civile, Sentenza del 24 giugno 2008, n. 1563)
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La revoca dell'assegnazione di un'area per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica comporta l'automatica caducazione anche della relativa convenzione
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17/10/2008
La revoca dell'assegnazione di un'area per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica comporta l'automatica caducazione anche della relativa convenzione, e ciò in quanto l'atto di assegnazione di un lotto di edilizia residenziale pubblica e la relativa convenzione attuativa compongono entrambe la fattispecie complessa della concessione amministrativa ed istituiscono tra concedente e concessionario un rapporto unitario, di tal che il venir meno di uno dei due atti di cui la fattispecie si compone comporta la caducazione anche dell'altro atto.
(Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 25 giugno 2007, n. 3637)
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Urbanistica ed edilizia - Strumenti pianificatori - Discrezionalità amministrativa - Situazioni consolidate - Onere motivazionale
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05/10/2008
Pur essendo pacifico che l'amministrazione, in occasione dell'adozione degli strumenti pianificatori, gode di un ampio potere discrezionale che la esonera in termini generali da un preciso e puntuale onere motivazionale e che tale onere risulta altresì attenuato anche in sede di risposta alle osservazioni presentate dai soggetti interessati dalla variante in corso di adozione/approvazione, è altrettanto pacifico che l'amministrazione non può comunque ignorare le situazioni da tempo esistenti e quindi, seppure in misura attenuata, deve rispondere alle istanze da questi avanzate. (Tribunale Amministrativo Regionale VENETO - Venezia Sezione 1, Sentenza del 22 settembre 2008, n. 3027)
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L'installazione e l'uso di una canna fumaria non risultano essere soggetti a permesso di costruire, né ad altri titoli autorizzatori
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05/10/2008
L'installazione e l'uso di una canna fumaria per un semplice camino domestico non risultano essere soggetti a permesso di costruire, né ad altri titoli autorizzatori (cfr. Sez. V, n. 38372008). (Tribunale Amministrativo Regionale CAMPANIA - Napoli Sezione 4
Sentenza del 1 agosto 2008, n. 9709)
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L'acquirente di un fondo che sia stato oggetto di occupazione acquisitiva difetta di legittimazione attiva se ha acquistato il bene dopo l'intervenuta occupazione acquisitiva
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23/09/2008
Difetta di legittimazione attiva per la proposizione della domanda di risarcimento dei danni da illegittima occupazione acquisitiva di un fondo il soggetto che abbia acquistato il bene dopo l'intervenuta occupazione acquisitiva, essendosi ormai definitivamente verificato l'effetto traslativo del bene a titolo originario (per accessione invertita) in favore della P.A.
(Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 23 maggio 2008, n. 13358)
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Le violazioni delle prescrizioni dettate per la progettazione e l'esecuzione delle costruzioni soggette ad azione sismica integrano i gravi difetti, di cui l'appaltatore è responsabile
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22/09/2008
Le violazioni delle prescrizioni dettate, in base alla legge n. 64 del 1974 (ed attualmente dal d.P.R. n. 380 del 2001), per la progettazione e l'esecuzione delle costruzioni soggette ad azione sismica integrano i gravi difetti, di cui l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente ai sensi dell'art. 1669 cod. civ., incidendo esse sulla sostanza e stabilità degli edifici o delle altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, non potendo essere sovrapposte alle prescrizioni normative anzidette, in quanto recanti delle presunzioni assolute, una diversa individuazione degli stati limite delle strutture e diversi modelli di calcolo delle azioni simiche e dei loro effetti. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile
Sentenza del 4 giugno 2008, n. 14812)
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Concessione di alloggi di servizio in favore di dipendenti dell'ex Amministrazione delle Poste - Determinazione della durata
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21/09/2008
In tema di concessione di alloggi di servizio per il personale postelegrafonico, poiché l'art. 33 del regolamento ministeriale di attuazione 19 luglio 1984, previsto dall'art. 9 della legge 10 febbraio 1982, n. 39, determinava le modalità temporali della concessione degli alloggi di servizio, fissando la durata massima di tre anni e consentendone la rinnovazione tacita, per una sola volta, per altri tre anni, risulta legittimo, scaduto detto termine, il ricorso da parte di Poste Italiane S.p.A. al contratto di locazione assoggettato alla legge n. 392 del 27 luglio 1978. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 13 giugno 2008, n. 16006)
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Piani urbanistici; programma P.R.U.S.S.T.; accordo quadro; silenzio inadempimento dell'Amministrazione
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20/09/2008
Nei casi in cui un Accordo quadro che approvi il programma P.R.U.S.S.T. contempla, quale termine ultimo per la conclusione del procedimento, non può ammettersi declaratoria della illegittimità del silenzio dell'Amministrazione prima ancora dello spirare del detto termine che, solo, potrebbe dar luogo alla violazione dell'obbligo di provvedere. In specie, anche ove la previsione dell'Accordo quadro potesse essere intesa come riferita alla ultimazione degli interventi, certo è che alla data del 15 ottobre 2007 (notifica del ricorso di 1° grado) non poteva fondatamente essere allegata la mancata ultimazione degli stessi nell'anno 2008. (Consiglio di Stato Sezione 4 Sentenza del 5 settembre 2008, n. 4240)
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Sulla nozione di "volume tecnico" in tema di reati edilizi
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30/07/2008
In tema di reati edilizi, «volumi tecnici», per la cui realizzazione è sufficiente la denuncia di inizio attività e non il permesso di costruire, sono i volumi - non utilizzabili né adattabili ad uso abitativo - strettamente necessari a contenere ed a consentire l'eccesso di quelle parti degli impianti tecnici che non possono, per esigenze tecniche di funzionalità degli impianti stessi, trovare allocazione all'interno della parte abitativa dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche. Non sono tali, invece, i locali che assolvono «funzioni complementari» all'abitazione. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale
Sentenza del 21 maggio 2008, n. 20267)
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Non sono suscettibili di sanatoria (cosiddetto condono edilizio), le nuove costruzioni realizzate, in assenza del titolo abilitativo edilizio, in area assoggettata a vincolo imposto a tutela degli interessi paesistici
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17/06/2008
Non sono suscettibili di sanatoria (cosiddetto condono edilizio), ai sensi dell'articolo 32 del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003 n. 326, le nuove costruzioni realizzate, in assenza del titolo abilitativo edilizio, in area assoggettata a vincolo imposto a tutela degli interessi paesistici: trattasi, infatti, di ipotesi esclusa dal condono dal comma 26, lettera a), dell'articolo 32 citato. In tale situazione, quindi, il giudice non deve applicare la sospensione del procedimento penale, ai sensi degli articoli 38 e 44 della legge 28 febbraio 1985 n. 47, in attesa dell'eventuale definizione della relativa procedura amministrativa, giacché vale il principio generale in forza del quale il giudice, già prima di sospendere il processo, deve effettuare un controllo in ordine alla sussistenza delle condizioni legittimanti l'accesso alla procedura sanante (data di esecuzione delle opere; stato di ultimazione delle stesse secondo la nozione fornita dall'articolo 31 della legge n. 47 del 1985; rispetto dei limiti volumetrici; eventuali esclusioni oggettive della tipologia d'intervento dalla sanatoria; tempestività della presentazione, da parte di soggetti legittimati, di una domanda di sanatoria riferita alle opere abusive contestate nel capo d'imputazione). Mentre nel caso in cui il giudice sospenda il processo in assenza dei presupposti di legge, la sospensione è inesistente e il corso della prescrizione non è interrotto.
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Non sono condonabili le nuove costruzioni residenziali realizzate in zone soggette a vincolo imposto prima della costruzione a tutela degli interessi paesaggistici
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07/06/2008
Non sono suscettibili di sanatoria, ai sensi del Decreto Legge n. 269 del 2003, articolo 32 convertito nella Legge n. 326 del 2003, le nuove costruzioni residenziali realizzate in assenza di titolo abilitativo edilizio in zone soggette a vincolo imposto prima della costruzione a tutela degli interessi paesaggistici.
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Estinzione del reato ed abuso paesaggiustivco n
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07/06/2008
La Legge n. 308 del 2004 articolo unico, comma 37, avente efficacia immediata, ha introdotto un'ipotesi di estinzione di qualsiasi illecito penale in materia paesaggistica e, quindi, in primo luogo di quello di cui al Decreto Legislativo n. 42 del 2004, articolo 181 per i lavori compiuti su beni vincolati entro e non oltre il 30 settembre del 2004, senza la prescritta autorizzazione o in difformità da essa, a condizione che intervenga ex post l'accertamento di compatibilità paesaggistica rispetto ai valori sottoposti a tutela, la norma parla genericamente di "lavori compiuti su beni paesaggistici" senza escludere espressamente alcuna tipologia edificatoria.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 3 aprile 2008, n. 13986)
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Sospensione del procedimento penale per illeciti edilizi in pendenza dell'istanza di condono
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03/04/2008
La sospensione del procedimento penale per illeciti edilizi, in pendenza dei termini per la presentazione dell'istanza di condono o in pendenza dei termini per la definizione amministrativa, richiede la previa verifica da parte del giudice della sussistenza dei requisiti astrattamente previsti dalla legge per l'applicabilità del condono. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 28 febbraio 2008, n. 9126)
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L'ordine di demolizione del fabbricato abusivamente costruito può essere pronunciato solo dal giudice della cognizione con la sentenza di condanna
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22/02/2008
L'ordine di demolizione del fabbricato abusivamente costruito, già previsto dal comma nono dell'articolo 7 della legge n. 47 del 1985 ed ora dal comma nove dell'articolo 31 del testo unico sull'edilizia approvato con D.P.R. n. 380 del 2000, può essere pronunciato solo dal giudice della cognizione con la sentenza di condanna alla quale è parificata quella pronunciata a norma dell'articolo 444 c.p.p.. Ove siffatta pronuncia venga omessa, all'omissione non si può porre rimedio né con la procedura degli errori materiali, di cui all'articolo 130 c.p.p., perché non si tratta di errore materiale, né da parte del giudice dell'esecuzione, non rientrando tale competenza tra quelle attribuite al giudice dell'esecuzione dall'articolo 676 c.p.p. L'unico rimedio esperibile è costituito dall'impugnazione del pubblico ministero. (Corte di Cassazione penale, Sez. III, sentenza 30 gennaio 2008, n. 4751).
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Qualora vengano appaltati lavori di riparazione o modifica di preesistenti edifici non trova appliczione l'art. 1669 c.c.
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12/02/2008
Qualora non ricorra la costruzione di un edificio o di altre cose immobili, destinate per loro natura a lunga durata, ma un'opera di mera riparazione o modificazione di preesistenti edifici o di altre preesistenti cose immobili, destinate per loro natura a lunga durata, la norma dell'articolo 1669 del Cc non è applicabile, potendo invece trovare applicazione, se ne ricorrono le condizioni, la disciplina sulla responsabilità dell'appaltatore, per difformità e vizi dell'opera, di cui all'articolo 1667 del codice civile. (Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile,Sentenza del 20 novembre 2007, n. 24143)
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La sopraelevazione dell'ultimo piano dell'edifico da parte di un condomino non conferisce agli altri condomini il diritto alla riduzione in pristino se la domanda è sorretta dalla mera deduzione della violazione delle norme urbanistiche
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30/01/2008
La sopraelevazione dell'ultimo piano dell'edifico, da parte del condomino che ne sia proprietario, non conferisce agli altri condomini il diritto alla riduzione in pristino nel caso in cui la relativa domanda sia sorretta dalla mera deduzione della violazione delle norme urbanistiche in ordine al divieto di aumentare la volumetria degli immobili, atteso che le disposizioni locali che pongono tale divieto, rispondendo ad interessi pubblici e non essendo dirette a regolamentare i rapporti tra privati, non hanno carattere integrativo delle disposizioni del cod. civ. in materia di proprietà edilizia.
(Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza del 17 ottobre 2006, n. 22224)
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