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Il procedimento di adottabilità che si svolge sin dall'inizio in forma camerale contenziosa, impone la nomina di un curatore speciale al minore

Pubblicato il: 19/06/2009


Il procedimento di adottabilità che si svolge sin dall'inizio in forma camerale contenziosa, impone la nomina di un curatore speciale al minore (che trova conforto normativo anche nei principi costituzionali in tema di protezione dell'infanzia, di giusto processo e di diritto di difesa, nonché nei principi generali sia della Convenzione di New York del 20 novembre 1989 che della Convenzione europea di Strasburgo del 25 gennaio 1996), affinché questi sia autonomamente rappresentato in giudizio e tutelato nei suoi preminenti interessi e diritti in funzione dei quali il procedimento si è aperto e che si pongono in posizione potenzialmente configgente con quella dei suoi genitori e rappresentati legali. Ne discende che la mancata nomina del curatore speciale al minore determina la nullità assoluta dell'intero giudizio di merito (insanabile e rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado di esso), conseguente al vizio di costituzione del rapporto processuale e alla violazione del principio del contraddittorio. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 4 maggio 2009, n. 10228)

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Il genitore che riconduce i figli nel Paese di residenza abituale, contro la volontà dell'altro, non commette una sottrazione internazionale di minori

Pubblicato il: 17/06/2009


Il genitore che riconduce i figli nel Paese di residenza abituale, contro la volontà dell'altro, non commette una sottrazione internazionale di minori. E' quanto chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 13936/2009. Secondo la Corte al padre non poteva essere contestato nulla dal momento che subito dopo il rimpatrio, secondo i servizi sociali, i piccoli avevano recuperato tutte le abitudini precedenti, lo stretto rapporto con i nonni paterni e la frequenza regolare e serena nella scuola materna. Non si trattava quindi di un allontanamento dallo Stato di residenza, ma di un "semplice ritorno a casa".

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Il Ministero dell'Istruzione è tenuto a risarcire i danni subiti da uno studente durante l'orario di scuola

Pubblicato il: 30/04/2009


Per superare la presunzione di responsabilità che grava sull'insegnante per il fatto illecito dell'allievo non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di porre in essere un intervento correttivo "dopo l'inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno ma è necessario anche dimostrare di aver adottato in via preventiva tutte le misure disciplinari e organizzative idonee a evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale. (Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 22 aprile 2009 n. 9542)

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I genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dall’art. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore convivente, debbono dimostrare di averlo sorvegliato ai fini educativi

Pubblicato il: 30/04/2009


I genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dall’art. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore con essi convivente, debbono dimostrare non solo di averlo adeguatamente educato ai sensi dell’art. 147 c.c., ma anche di averlo sorvegliato ai fini educativi. Sicché l’assenza di colpa in educando non giova ai genitori convenuti con l’azione di risarcimento se vi è stata colpa in vigilando, e viceversa.
(Cass, Sezione I, Sentenza n. 9556 del 22/04/2009)

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La madre anoressica ha diritto di vedere i propri figli anche se presso l'abitazione dei nonni materni e con la sorveglianza degli operatori sociali

Pubblicato il: 26/04/2009


Non è sindacabile in sede di legittimità, ove sorretta da motivazione immune da vizi logici, la valutazione operata dal giudice di merito in ordine all'utilità per il figlio minore di conservare il legame con il genitore non affidatario, ancorché questi sia affetto da una patologia invalidante e vi sia il rifiuto del minore ad avere rapporti con il medesimo. Nel caso di specie la Corte ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di merito che avevano riconosciuto il diritto di visita della madre anoressica, seppure limitandolo a un incontro settimanale presso l'abitazione dei nonni materni e con la sorveglianza degli operatori sociali.
(Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 13 marzo 2009, n. 6200)

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Il minore non può essere privato del cognome paterno solo perchè il padre è assente

Pubblicato il: 23/03/2009


La circostanza che un padre sia venuto ai propri obblighi naturali, lasciando la figlia priva dell'apporto affettivo non giustificla provazione della minore del cognome. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 27 febbraio 2009, n. 4819)

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L'articolo 731 Cp, che punisce il mancato rispetto dell'obbligo di istruzione dei minori si applica solo fino alle scuole medie

Pubblicato il: 19/02/2009


La norma contravvenzionale di cui all'articolo 731 del Cp non è una norma penale in bianco avente un contenuto meramente sanzionatorio dell'obbligo scolastico previsto da varie leggi di ordine pubblico che si sono succedute nel tempo, ma prevede una specifica condotta costituita dall'inosservanza dello specifico obbligo scolastico dell'istruzione elementare nonché, in virtù dell'estensione effettuata con l'articolo 8 della legge 31 dicembre 1962 n. 1859, dell'inosservanza all'obbligo di far frequentare ai minori la scuola secondaria di primo grado, sino al conseguimento della licenza di scuola media ovvero sino al compimento del quindicesimo anno quando il minore abbia osservato per almeno otto anni l'obbligo scolastico. è da escludere, quindi, che la norma possa sanzionare eventuali inosservanze all'obbligo di istruzione oltre la scuola media di primo grado. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 27 novembre 2008, n. 44168)

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In tema di rimpatrio del minore, la residenza abituale coincide con il centro dei suoi legami affettivi

Pubblicato il: 18/01/2009


In tema di sottrazione internazionale di minori la nozione di residenza abituale del minore, prevista dall'articolo 3 della Convenzione dell'Aja del 1980, va individuata con riferimento al luogo in cui il minore, in virtù di una durevole e stabile permanenza, anche di fatto, ha il centro dei propri legami affettivi, non solo parentali, derivanti dallo svolgersi in detta località della sua quotidiana vita di relazione, il cui accertamento è riservato all'apprezzamento del giudice del merito, incensurabile in sede di legittimità, se congruamente e logicamente motivato. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 16 febbraio 2008, n. 3798)

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L'istruttore di nuoto non risponde ex art. 2051 c.c. per i danni subiti dalla minore che frequentando un corso di nuoto in piscina, scivola urtando violentemente contro il bordo della vasca

Pubblicato il: 28/12/2008


Dei danni riportati dalla minore che frequentando un corso di nuoto in piscina, scivola urtando violentemente contro il bordo della vasca, l'istruttrice ne risponderà a titolo di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c. Perché l'evento dannoso sia imputabile a titolo di responsabilità da cose in custodia, è necessario che lo stesso si sia verificato per effetto di un'insidia della cosa e che il convenuto abbia, in virtù del suo rapporto con la cosa, l'obbligo di esercitarvi la sua prudente vigilanza al fine di impedire che produca danni a terzi. Ne deriva che incombe sull'attore provare l'esistenza del nesso di causalità tra la cosa e l'evento lesivo mentre al convenuto, custode, spetta fornire la prova che l'evento è stato determinato da un fattore esterno, imprevedibile ed inevitabile. Nel caso di specie l'istruttrice avrebbe dovuto dimostrare che l'evento lesivo sofferto dalla minore non era stato determinato dalle caratteristiche specifiche dello scivolo della piscina bensì da elementi esterni che da soli avrebbero determinato comunque l'evento.

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Lo stato di adottabilità del minore non decade solo perchè una zia è disponibile a tenerlo con sé

Pubblicato il: 13/12/2008


Ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità, la dichiarata disponibilità di uno dei parenti entro il quarto grado a occuparsi del minore non è sufficiente, di per sé, a escludere la situazione di abbandono, dovendo comunque il giudice accertare in concreto che detta disponibilità, pur dettata da sinceri propositi, non appaia meramente velleitaria e obbiettivamente inattuabile, alla stregua della situazione di fatto esistente al momento in cui essa viene manifestata; dovendo la stessa essere suffragata da elementi oggettivi che la rendano credibile. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 31 ottobre 2008, n. 26371)

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Commette reato la maestra che assume un atteggiamento aggressivo ed iroso con i propri alunni

Pubblicato il: 03/12/2008


Commette reato la maestra che assume un atteggiamento aggressivo ed iroso con i propri alunni. fatto che, secondo quanto riferito da alcuni bambini, la docente li aveva talvolta relegati per punizione al buio nel bagno chiudendo la porta, non implicava affatto che la porta venisse chiusa a chiave, ma questo non esclude la responsabilità dell’imputata, ed ha in proposito stabilito che risponde del reato di abuso dei mezzi di correzione, la maestra che assume un atteggiamento aggressivo e iroso nei confronti dei bambini, giungendo al punto di pronunciare insulti e infliggere umiliazioni prive di giustificazione. (Corte di Cassazione, Sezione Sesta Penale, sentenza n.38778/2008)

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Ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità, la dichiarata disponibilità di uno dei parenti entro il quarto grado a occuparsi del minore non è sufficiente, di per sé, a escludere la situazione di abbandono

Pubblicato il: 01/12/2008


Ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità, la dichiarata disponibilità di uno dei parenti entro il quarto grado a occuparsi del minore non è sufficiente, di per sé, a escludere la situazione di abbandono, dovendo comunque il giudice accertare in concreto che detta disponibilità, pur dettata da sinceri propositi, non appaia meramente velleitaria e obbiettivamente inattuabile, alla stregua della situazione di fatto esistente al momento in cui essa viene manifestata; dovendo la stessa essere suffragata da elementi oggettivi che la rendano credibile. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 31 ottobre 2008, n. 26371)

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È configurabile il reato di minaccia nella condotta dell'insegnante che prospetti a una sua allieva una ingiusta bocciatura

Pubblicato il: 17/11/2008


È configurabile il reato di minaccia nella condotta dell'insegnante che prospetti a una sua allieva una ingiusta bocciatura. Nella specie, la minaccia era infatti stata ricollegata, secondo la ricostruzione del giudice di merito, a un atteggiamento ritorsivo dell'insegnante nei confronti della madre dell'allieva, che lo aveva contestato durante un'assemblea dei genitori (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale
Sentenza del 24 settembre 2008, n. 36700).




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E' punibile il genitore che non manda i figli alle scuole medie

Pubblicato il: 16/10/2008


Chiunque, investito di autorita' o di potere di vigilanza sopra un minore, omette di impartirgli o di fargli impartire la istruzione sino al conseguimento della licenza di scuola secondaria di primo grado, ovvero sino al compimento del quindicesimo anno quando il minore abbia osservato per almeno otto anni l'obbligo scolastico, e' punito con l'ammenda fino a trenta euro. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale
Sentenza del 16 settembre 2008, n. 35396)

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La condotta tenuta dal genitore in pregiudizio agli interessi del minore, consente l'emissione di un provvedimento di affidamento endofamiliare

Pubblicato il: 20/09/2008


La condotta tenuta dal genitore in pregiudizio agli interessi del minore, consente l'emissione di un provvedimento di affidamento endofamiliare, temporalmente illimitato, a favore dei parenti entro il quarto grado aventi rapporti significativi con il minore stesso, restando impraticabile sia la via dell'adozione legittimante, stante l'inesistenza dello stato di abbandono, sia quella dell'adozione in casi particolari, per carenza dei presupposti di legge. (Tribunale per i Minorenni L'Aquila Civile, Decreto del 18 ottobre 2007)

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Sì all'aggiunta del cognome del padre naturale anche a sette anni dalla nascita del minore

Pubblicato il: 16/09/2008


Il figlio maggiorenne, la cui filiazione nei confronti del padre sia stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, può, a sua scelta, valutando direttamente il proprio interesse al riguardo, assumere o meno il cognome del padre, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre, senza che nessuno dei due genitori possa opporsi alla sua scelta. Ove, invece, il figlio sia minore d'età, detta scelta va compiuta, in forza del terzo comma dell'articolo 262 del Cc, dal giudice, che dovrà valutare l'interesse del minore in relazione ad esso, tenendo conto dell'esigenza di tutela del diritto alla già acquisita identità personale in relazione al cognome in precedenza attribuitogli, nell'ambito dell'ambiente sociale in cui vive, con una valutazione contrassegnata da un ampio margine di discrezionalità, frutto di un ponderato apprezzamento dell'interesse del minore, all'uopo tenendo conto di ogni specifico elemento della fattispecie concreta. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile,Sentenza del 6 giugno 2008, n. 15087)

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Dal momento della ammissione dell'allievo si instaura un vincolo negoziale che impone all'istituto scolastico di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dello stesso

Pubblicato il: 25/07/2008


L'accoglimento della domanda di iscrizione e la conseguente ammissione dell'allievo determina l'instaurazione di un vincolo negoziale che impone all'istituto scolastico di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, e ciò anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a sé stesso. Tale sorveglianza, poi, è esercitata in concreto attraverso gli insegnanti, ragione per cui tra il precettore e l'allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell'ambito del quale il precettore assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e di vigilanza onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona. (Tribunale Roma Civile, Sentenza del 16 gennaio 2008, n. 1149)

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Farsi lavare il fondoschiena da un minore è violenza sessuale

Pubblicato il: 21/07/2008


Farsi lavare il fondoschiena da un minore, benché tra l'adulto e il piccolo ci sia confidenzialità dovuta a rapporti genitoriali o di affidamento,è un atto con chiara ''finalita' erotica'' tale da ''incidere negativamente sul regolare sviluppo della sfera sessuale'' del minore e costituisce quindi reato. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 20 giugno 2008, n. 25214)

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Nel giudizio promosso per il riconoscimento della filiazione naturale la valutazione delle prove può provenire anche da elementi presuntivi

Pubblicato il: 17/07/2008


Nel giudizio promosso per il riconoscimento della filiazione naturale la valutazione delle prove, che può provenire anche da elementi presuntivi secondo un procedimento basato sull'id quod plerumque accidit, rimane nella discrezionalità del giudice del merito; la stessa può legittimamente trarsi anche dal solo comportamento delle parti da valutarsi globalmente tenendo conto, ove ricorra, anche dal rifiuto delle parti di sottoporsi a eventuali esami ematologici e genetici. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile
Sentenza del 16 aprile 2008, n. 10051)

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I provvedimenti inerenti all'affidamento dei figli naturali sono di comptenza del tribunale ordinario

Pubblicato il: 11/07/2008


I provvedimenti inerenti all'affidamento dei figli naturali, all'esercizio della potestà, nonché al mantenimento dei figli stessi e agli altri profili economici conseguenziali, rientrano nella competenza per materia del tribunale ordinario, e non del tribunale per i minorenni, in forza della L. 54/06. (Tribunale per i Minorenni di Milano civile
Decreto 12.05.2006)

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