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La costruzione su fondo altrui di opere e manufatti appartenenti a privato obbliga al risarcimento del danno non già il Comune che ha dato luogo all'occupazione (tenuto all'indennizzo relativo), ma l'autore dell'illegittima detenzione del bene dopo l
Pubblicato il:
12/01/2008
La realizzazione senza titolo di opere e manufatti di natura privata su terreno altrui, pur se conformi agli strumenti urbanistici ed autorizzati dall'autorità comunale, è disciplinata non dalla regola dell'occupazione appropriativa, ma dalla specifica disposizione dell'art. 934 cod. civ. che, ponendo il principio dell'accessione, stabilisce che la costruzione si incorpora al suolo ed appartiene immediatamente al proprietario di questo, senza attribuire rilevanza alcuna alla sua consistenza o alla sua destinazione né alla coincidenza o meno degli interessi dell'esecutore con quelli della collettività, pur rivelati da una dichiarazione di pubblica utilità, conseguendo da ciò che la costruzione su fondo altrui di opere e manufatti appartenenti a privato (nella specie, un condominio), pur in attuazione di un piano particolareggiato, ma in assenza di provvedimenti di esproprio o asservimento, configura un fatto illecito di natura permanente, che obbliga al risarcimento del danno non già il Comune che ha dato luogo all'occupazione (tenuto all'indennizzo relativo), ma l'autore dell'illegittima detenzione del bene dopo la scadenza del periodo di occupazione, per non aver consentito al proprietario il pieno ed esclusivo godimento del fondo.(Corte di Cassazione, Sezione 1 Civile,Sentenza del 8 novembre 2006, n. 23798)
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L'indennità di sopraelevazione è dovuta dal proprietario dell'ultimo piano di un edificio condominiale anche per la trasformazione dei locali preesistenti mediante l'incremento delle superfici e delle volumetrie indipendentemente dall'aumento dell'al
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09/01/2008
L'indennità di sopraelevazione è dovuta dal proprietario dell'ultimo piano di un edificio condominiale ai sensi dell'art. 1127 cod. civ. non solo in caso di realizzazione di nuovi piani o nuove fabbriche, ma anche per la trasformazione dei locali preesistenti mediante l'incremento delle superfici e delle volumetrie indipendentemente dall'aumento dell'altezza del fabbricato. Tale indennità trae fondamento dall'aumento proporzionale del diritto di comproprietà sulle parti comuni conseguente all'incremento della porzione di proprietà esclusiva e, in applicazione del principio di proporzionalità, si determina sulla base del maggior valore dell'area occupata ai sensi dell'art. 1127 quarto comma cod. civ.. (Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civile,sentenza del 30 luglio 2007, n. 16794)
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Il comune non può ordinare la demolizione di un manufatto realizzato in occupazione del suolo pubblico dopo avere avallato per trent'anni detta situazione
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29/12/2007
E illegittimo lordine di demolizione ingiunto a distanza di oltre trenta anni dalloccupazione del suolo comunale e dalla realizzazione del manufatto, ove dette situazioni, ben note al Comune, siano state sempre avallate da numerosi atti, con i quali è stata espressa costantemente la volontà di lasciare inalterata la situazione posta in essere dall'occupante, salvo a regolarizzarla mediante la cessione del terreno (stradale) dismesso ed occupato.
E' quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo, sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), con sentenza 4 dicembre 2007 n. 924
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Sopraelevazione su costruzione di proprietà aliena sul confine
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28/11/2007
La costruzione in sopraelevazione su costruzione sottostante di proprietà aliena, che già sorga al confine con area appartenente allo stesso proprietario di quest'ultima, ove sia allineata in verticale a quella preesistente può proseguire in altezza, sulla stessa linea di questa, senza che vi sia obblig di arretrarla rispetto alla linea.
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Il rilascio della concessione in sanatoria, che opera sotto il profilo meramente urbanistico, comporta l'estinzione del reato
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21/11/2007
Il rilascio della concessione in sanatoria, che opera sotto il profilo meramente urbanistico, comporta l'estinzione del reato, che ha effetto anche nei confronti dei corresponsabili dell'opera abusiva, pur se costoro non abbiano proprosto l'istanza di concessione. La presentazione dell'istanza per la costruzione, realizzata in violazione della disciplina urbanistica, non implica però la sospensione della causa civile, promossa dall'appellato, proprietario sottostante, per far valere, nel rapporto di vicinato, gli effetti di detta violazione, perchè quella sanatoria opera esclusivamente nel rapporto pubblicistico con l'amministrazione comunale, senza interferenze sui diritti dei terzi. (Corte D'Appello di Roma, sezione III, sentenza 6 febbraio 2007, n. 563)
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La destinazione ad albergo non è incompatibile con la costituzione del regime condominiale
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12/11/2007
Nel caso di un edificio o di un complesso di edifici destinato ad albergo, in presenza dei presupposti di fatto e di diritto del condominio, configurati dallesistenza di più unità immobiliari appartenenti a persone diverse e di cose, servizi ed impianti destinati allsuo comune, la destinazione ad albergo non impedisce la costituzione del regime condominiale; per conseguenza, la costituzione del condominio non dipende dal mutamento della destinazione. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, con sentenza del 29 gennaio 2007, n. 1786
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In caso di trasferimento in proprietà agli assegnatari di alloggi di edilizia economica e popolare già assegnati in locazione semplice in caso di mancata indicazione del prezzo o di stipula di contratti preliminari di compravendita con prezzo provvis
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06/11/2007
Riguardo al trasferimento in proprietà agli assegnatari di alloggi di edilizia economica e popolare già assegnati in locazione semplice, lo scambio di consensi che si verifica quando alla domanda di riscatto dell'assegnatario di alloggio, inviata prima dell'entrata in vigore della legge n. 513 del 1977 ed opportunamente confermata in ottemperanza al disposto dell'art. 27 della stessa legge, sia seguita l'accettazione da parte dell'istituto, con comunicazione del prezzo di cessione, esaurisce il procedimento amministrativo, attribuendo all'assegnatario - ed agli eredi - il diritto a pretendere la valutazione della domanda e di ottenere il risarcimento del danno per la perdurante inerzia dell'amministrazione, ma non determina l'acquisizione della proprietà dell'alloggio fino alla formale stipulazione del contratto, e neppure integra, in quanto caratterizzato da connotazioni pubblicistiche, un contratto preliminare di compravendita suscettibile di esecuzione in forma specifica.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione Sezioni Unite civili con sentenza 17.05.2007, n. 11334.
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L'indennità di espropriazione dovuta al proprietario di un fondo va determinata secondo il criterio previsto dall'art. 5 bis, comma 1, della legge n. 359 del 1992
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03/11/2007
L'indennità di espropriazione dovuta al proprietario di un fondo, incluso in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare come area edificabile, va determinata secondo il criterio previsto dall'art. 5 bis, comma 1, della legge n. 359 del 1992 a nulla rilevando che al momento dell'imposizione del vincolo preordinato all'esproprio il fondo stesso avesse, secondo le originarie previsioni del piano regolatore generale, destinazione agricola. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 31 maggio 2007, n. 12771)
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Il propriteario di un fondo ha diritto di accedere alla visione dei documenti relativi al procedimento di rilascio del titolo abilitativo attivato dal vicino
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31/10/2007
Il proprietario di un fondo limitrofo ha diritto al rilascio di copia di tutti gli atti del procedimento attivato dal vicino per ottenere il titolo abilitativo edilizio, a nulla rilevando la circostanza che il permesso sia o meno rilasciato, ovvero che il diniego sia o meno impugnato dal richiedente. Al vicino spetta infatti l'accesso a tutti gli atti del procedimento, o in qualità di titolare del diritto di visione fino a quando il procedimento non sia stato concluso, ovvero quale titolare del diritto di accesso, quando il procedimento sia stato definito.
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Danno da occupazione appropriativa di immobile
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26/10/2007
"Lillecito in cui consiste loccupazione appropriativa è la realizzazione dellopera pubblica senza che sia emesso il rituale decreto di esproprio. Ciò posto, in tema di realizzazione di opere stradali, a fini dellindividuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative non esime il delegante dai poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere l'ente stesso corresponsabile dell'illecito, sicché spetta al delegante l'onere di allegare e dimostrare di aver esercitato i propri poteri di controllo e di stimolo, conseguendone che il fatto stesso della mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio nel termine di durata dell'occupazione legittima è sufficiente a far presumere, in assenza di contrarie risultanze processuali, il mancato esercizio di tali poteri, ben potendo estendersi il disposto dell'art. 2 1. 7.2.1961 n. 59 e dell'art. 8 reg. 25.5.1895 n. 350, che impone all'Anas il controllo sull'esecuzione dei lavori, anche alle procedure inerenti l'acquisizione dei suoli necessari alla realizzazione delle opere di viabilità. Pertanto per individuare i soggetti tenuti a risarcire il danno da occupazione appropriativa si applicano i principi della responsabilità extracontrattuale avendo lobbligazione natura solidale e potendo il proprietario del fondo, per ottenere il risarcimento, rivolgersi indifferentemente contro ciascuno oppure soltanto alcuni dei soggetti che hanno preso parte alla vicenda". (Corte di Cassazione
Sezione prima civile Sentenza del 9 ottobre 2007, n. 21096)
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La potestà della stazione appaltante di chiedere chiarimenti e integrazioni è volta a superare le regole particolarmente formalistiche previste nelle procedure di selezione del contraente
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11/10/2007
La potestà della stazione appaltante di chiedere chiarimenti e integrazioni è volta a superare le regole particolarmente formalistiche previste nelle procedure di selezione del contraente. L'operatività di siffatto principio non può spingersi fino al punto da configurare l'esistenza in capo all'amministrazione di un potere discrezionale volto a porre rimedio a eventuali insufficienze o inadempienze della impresa partecipante, soprattutto laddove le stesse appaiano imputabili esclusivamente alla impresa. e' quanto stabilito dal Consiglio di Stato, con sentenza n. 4674 del 6 settembre 2007.
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L'esenzione del permesso di costruire non sempre è una diretta conseguenza della natura precaria del manufatto
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09/10/2007
In materia urbanistica, al fine di ottenere l'esenzione dal permesso di costruire, la natura precaria di un manufatto non desumersi dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore ma deve essere ricollegata all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione. Ciò significa che non trova applicazione con riferimento ad un manufatto smontabile e non infisso al suolo.
E' quanto stabilito dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilianacon sentenza n. 719 del 4 settembre 2007.
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Deducibili gli interessi passivi di un mutuo dalle imprese di costruzione
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17/09/2007
Le imprese edili potranno dedurre gli interessi passivi di un mutuo ottenuto per una ristrutturazione, anche nell'ipotesi in cui il lavoro non sia ancora iniziato.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 16115/2007. La S.C. ha, tuttavia, posto dei limiti a detto principio, precisando che al fine della deducibilità, occorre che tali costi siano indicati in dichiarazione e messi debitamente in bilancio.
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Il giudice che riduce lammontare di diritti ed onorari indicati nella nota spese ha l'obbligo di motivare il criterio adottato
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30/07/2007
Il giudice che riduca lammontare complessivo di diritti ed onorari indicati nella nota prodotta dalle parti, ha lobbligo dindicare il criterio di liquidazione adottato, in modo da consentire il controllo di legittimità sulle variazioni effettuate, attesa linderogabilità dei compensi per le prestazioni di avvocato e procuratore sancita dallarticolo 24 legge 794/42. E' qaunto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8295 del 03/04/07. La S.C. ha così confermato l'orientamento già consolidato in materia con le sentenze n. 13085/06, 8158/03, 11483/02, 5005/99, 10864/98.
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Il proprietario è responsabile delle opere abusivamente realizzate dal conduttore nellimmobile locato
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03/07/2007
L'ordinanza di demolizione, pur ascrivendosi alla categoria delle misure amministrative di natura sanzionatoria, non è correlata a un accertamento di dolo o colpa del soggetto cui si imputa la trasgressione. La responsabilità amministrativa per l'esecuzione dell'ordine, quindi, può coinvolgere anche il proprietario del terreno indipendentemente dalla consapevolezza dell'abuso. Tutto ciò senza tenere conto della responsabilità civile che possa seguire al pregiudizio subito dal proprietario per la realizzazione dell'opera abusiva e, dunque, per le conseguenze amministrative derivate, in quanto tale responsabilità concerne la sfera di rapporti tra il proprietario dell'area e il costruttore.
E' quanto stabilito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5519/2007, che ha così rigettato il ricorso promosso dal proprietario di un immobile sul quale il conduttore aveva realizzato delle opere abusive.
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In caso di occupazione appropriativa, la prescrizione del diritto al risarcimento del danno decorre dalla realizzazione dell'opera o dalla trasformazione del fondo
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14/06/2007
Nell'occupazione appropriativa o acquisitiva, il termine quinquennale da cui decorre la prescrizione del diritto a pretendere il risarcimento del danno decorre dalla data di scadenza della occupazione legittima, se l'opera è realizzata nel corso di tale occupazione, oppure al momento della irreversibile trasformazione del fondo (coincidente con la modifica dello stato anteriore del bene) se essa è venuta dopo quella scadenza o in assenza di decreto di occupazione di urgenza ma sempre nell'ambito di valida dichiarazione di pubblica tilità dell'opera. E' quanto stabilito dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione con sentenza n. 7981 del 30 marzo 2007.
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E valido e vincolante tra le parti il contratto preliminare di compravendita di un terreno, seppure non sia allegato il certificato di urbanistica
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13/06/2007
E valido e vincolante tra le parti il contratto preliminare di compravendita di un terreno, seppure non sia allegato il certificato di urbanistica, a condizione che essa venga fornito alla conclusione del definitivo o per la sentenza di esecuzione specifica dellobbligo di concludere di contratto definitivo, di cui allart. 2932 c.c..
E quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 9857 del 24 aprile 2007, ha altresì precisato che lart. 18 della Legge n. 47 del 1985 nel prevedere la nullità per gli atti tra vivi aventi per oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni, quando non a essi non sia allegato il certificato di ostinazione urbanistica contenente le prescrizioni riguardanti laera interessata, si riferisce esclusivamente ai contratti che, di per sé, determinando leffetto reale indicato dalla norma e non anche a quelli con effetti obbligatori, come il contratto preliminare.
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Le sanzioni amministrative in campo edilizio debbono essere comminate all'attuale proprietario del manufatto
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14/05/2007
Con sentenza n. 1608 dell 8 marzo 2007 il T.A.R. della Campania, si è pronunciato sul ricorso promosso da A.F. avverso la determinazione del Comune di Napoli che comminava a suo carico una sanzione pecuniaria di euro 1000,00 per la realizzazione di opere abusive consistenti in un soppalco di circa 9 mq impostato a circa mt. 2,70 dal calpestio ed a mt. 1,60 dalla copertura, esponendo come unico motivo di impugnazione, che detto manufatto era di vecchissima fattura e comunque preesistente al 30.12.1974, data egli acquistava lo stesso dai precedenti proprietari. Il T.A.R. rigettava il ricorso sullassunto che premesso e non concesso che sia possibile evincere dagli atti di causa che la data di realizzazione dellabuso sia certamente anteriore a quella di acquisto, ciò non vale ad escludere la legittimità della sanzione amministrativa irrogata allattuale proprietario. Le sanzioni amministrative in campo edilizio infatti, sulla scorta della finalità preminente di ripristino della legalità, vengono applicate sulla base dei principi di obbligatorietà, tipicità e vincolatezza; conseguentemente, la relativa imputazione avviene - contrariamente a quanto sostenuto in memoria da parte ricorrente - in termini di responsabilità oggettiva (tanto che la sanzione segue l'immobile, applicandosi anche al proprietario attuale ed essendo trasmissibile agli eredi), né occorre espressa, specifica o diversa valutazione di ulteriori interessi pubblici contrari. In particolare, con riferimento alle sanzioni pecuniarie, è indifferente ai fini della legittimità della sanzione per un abuso edilizio l'individuazione dell'effettivo responsabile dell'abuso, perché le sanzioni pecuniarie di cui all'art. 10, l. 28 febbraio 1985 n. 47 e all'art. 34 per il loro carattere ripristinatorio.
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Natura dell'atto di concessione edilizia e revoca anteriore alla comunicazione
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03/05/2007
Sebbene la concessione edilizia non sia un atto recettizio e, come tale, sia idonea ex se a produrre gli effetti suoi propri fin dal momento della sua emanazione, indipendentemente dalla sua comunicazione allinteressato, non sussiste in capo a costui un affidamento qualificato in ordine al completamento della procedura e alla conservazione di tale provvedimento. E quanto stabilito dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 25536 del 30 novembre 2006. A detta della Corte, fino al momento della comunicazione linteressato è titolare di un interesse legittimo (pretensivo) ad ottenere il rilascio ed il provvedimento concessorio può bene essere annullato in autotutela prima di detta comunicazione, in quanto l interesse del destinatario non ancora consolidatosi, non può prevalere sullinteresse pubblico allordinario assetto urbanistico.
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Legittima la clausola di bando che impone, a pena di esclusione, la presentazione della polizza di assicurazione
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28/03/2007
E’ legittima la clausola di bando che richiede, a pena di esclusione, la presentazione della polizza di assicurazione di cui all’art. 103 del DPR. n. 554. Questo è quanto statuito dal TAR della Campania con sentenza n. 224 del 7 marzo 2007.
Il giudice amministrativo ha così respinto il ricorso promosso da una società partecipante alla gara, relativa ai lavori di sistemazione idraulica a difesa di centri abitati e riqualificazione ambientale, indetta da un Consorzio di Bonifica, la quale sosteneva che il bando , nella parte in cui richiede la polizza assicurativa, deve considerarsi in contrasto con norme di legge, che non prevedono tale onere, ed impone un ingiustificato incombente a carico dei partecipanti, che è riservato alla fase di esecuzione dell’appalto.
Sul punto il TAR, nella sentenza in commento, ha precisato come non possa in alcun modo sostenersi l’illogicità o l’eccessiva onerosità della clausola de qua, tenuto conto che la garanzia per i danni da esecuzione va senz’altro prestata prima dell’esecuzione dei lavori e non sembra irrazionale che una stazione appaltante possa tutelarsi sotto questo profilo già in sede di esame delle offerte.
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