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Se mancano le scritture contabili, bastano i conti bancari a dimostrare la pretesa del Fisco

Pubblicato il: 21/10/2008


A mente dell'art. 51 D.P.R. n. 633/1972 in tema di accertamento ai fini Iva, non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione finanziaria di avviare il contraddittorio con il contribuente, né tale omissione inficia la legittimità dell'accertamento, in quanto il confronto tra contribuente e Amministrazione finanziaria può avvenire in sede processuale. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 20 giugno 2008, n. 16837)

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L'albergo produce tanti rifiuti ed è giusto che paghi lo smaltimento molto più caro di un'abitazione

Pubblicato il: 21/10/2008


L'albergo produce tanti rifiuti ed è giusto che paghi lo smaltimento molto più caro di un'abitazione.
Non rileva il carattere stagionale dell'attività, che eventualmente può giustificare una riduzione a discrezione del Comune: legittima la tariffa assai più elevata di quella praticata ai privati. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 28 maggio 2008, n. 13957)

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E' dovuta l'imposta sulle pubblicità per le targhe di uno studio professionale quando sono esposte in un luogo aperto al pubblico

Pubblicato il: 01/10/2008


In tema di imposta sulla pubblicità – che si applica, ai sensi dell'art. 6 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 639, quando i mezzi pubblicitari siano esposti o effettuati 'in luoghi pubblici o aperti al pubblico o, comunque, da tali luoghi percepibili' – il presupposto dell'imponibilità va ricercato nell'astratta possibilità del messaggio, in rapporto all'ubicazione del mezzo, di avere un numero indeterminato di destinatari, che diventano tali solo perché vengono a trovarsi in quel luogo determinato. Il detto presupposto sussiste, pertanto, rispetto ad una targa indicativa di uno studio di avvocato esposta in un cortile, il quale, pur se privato, debba ritenersi 'aperto al pubblico', perché accessibile durante il giorno ad un numero indeterminato di persone.

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E' valido il controllo sui conti personali soci e amministratori ai fini dell'accertamento redditi SPA

Pubblicato il: 28/09/2008


Ai sensi dell'art. 51, secondo comma, nn. 2 e 7 del d.P.R. 633/72, l'acquisizione, degli istituti di credito, di copia dei conti bancari intrattenuti con il contribuente e l'utilizzazione dei dati da essi risultanti ai fini delle rettifiche e degli accertamenti (se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto nelle dichiarazioni o che non si riferiscono ad operazioni imponibili), non possono ritenersi limitate, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati alla società, ma riguardano anche quelli formalmente intestati ai soci, amministratori o procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di singoli dati od elementi di essi. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 15 luglio 2008, n. 19362)

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Il commerciante che non fa lo scontrino può subire la sospensione della licenza

Pubblicato il: 27/09/2008


In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, l'art. 12, comma 2, d.lgs. 471/1997 – il quale prevede la sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio ovvero dell'esercizio dell'attività medesima nel caso in cui siano state accertate nel corso di un quinquennio tre distinte violazioni dell'obbligo di emettere la ricevuto o lo scontrino fiscale – ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nell'art. 16, comma 3, d.lgs. 472/1997, cosicché l'irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest'ultima disposizione. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 5 settembre 2008, n. 22459)

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In tema di ICI, gli spazi verdi sono soggetti a riduzione

Pubblicato il: 27/09/2008


In tema di ICI, i parametri per la determinazione del valore delle aree fabbricabili sono fissati esclusivamente dall'art. 5, comma 5, D. Lgs. n. 504 del 1992 […] ed il citato art. 5, al fine della determinazione dell’imposta de qua, fa riferimento al 'valore venale in comune commercio' delle suddette aree. Ne consegue che le aree in questione devono essere considerate nel loro complesso, prescindendo dalla destinazione che ciascuna porzione di essa in concreto avrà dopo la realizzazione del processo edificatorio, solo all’esito del quale potranno distinguersi i 'fabbricati' dal resto. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 23 luglio 2008, n. 20256)

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Commette il reato di frode fiscale il professionista che sposta i suoi capitali (derivanti dall'esercizio della professione) in un cd. paradiso fiscale

Pubblicato il: 22/09/2008


Commette il reato di frode fiscale il professionista che sposta i suoi capitali (derivanti dall'esercizio della professione) in un cd. paradiso fiscale.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale con sentenza n. 27.02.2008, n. 8743. Secondo la S.C. per il reato ex art. 3 d. lvo n. 74/2000 ricorrono sia l'azione esecutiva che la soggettività richieste dalla norma incriminatrice, a nulla valendo la pretesa facilità con cui gli inquirenti hanno potuto 'parzialmente' ricostruire i movimenti contabili ed i sottesi profili di frode, avuto riguardo ai sistematici ed integrati mezzi fraudolenti, posti in essere dai ricorrenti: quali l'avere fatto versare le somme di denaro, relative all'attività professionale di odontoiatra […], in conto bancario intestato a […]; l'avere spostato i capitali all'estero; l'avere la […] trasferito la propria residenza nel Principato di Monaco e, più di recente, nell'avere costituito una società denominata […] s.r.l. con sede a […], con l'intento di deviare su di essa l'attività economica per eludere i controlli dell'Autorità, e con ciò rendere difficoltoso l'accertamento fiscale.

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L'Irap va pagata anche sulle attività diverse da quelle svolte in forma associata e anche se non vi sono collaboratori

Pubblicato il: 22/09/2008


L'esistenza di una autonoma organizzazione, costituente il presupposto per l'assoggettamento ad imposizione dei soggetti esercenti arti o professioni, indicati nell'art. 49, comma primo, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi i casi di soggetti inseriti in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse, non deve essere intesa in senso soggettivo, ma oggettivo, nel senso di esigere un apparato esterno alla persona del professionista e distinto da lui, risultante dall'aggregazione di beni strumentali e/o di lavoro altrui; che tale organizzazione è riscontrabile ogni qualvolta il professionista, si avvalga, in modo non occasionale, di lavoro altrui, o impieghi beni strumentali eccedenti, per quantità o valore, il minimo comunemente ritenuto indispensabile per l'esercizio dell’attività, costituendo indice di tale eccedenza, fra l'altro, l'avvenuta deduzione dei relativi costi ai fini dell'Irfep o dell'Iva, ed incombendo al contribuente che agisce per il rimborso dell'imposta, indebitamente versata, l'onere di provare l'assenza delle predette condizioni. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 10 luglio 2008, n. 19138)

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Violati i principi di uguaglianza tra i contribuenti europei

Pubblicato il: 19/09/2008


La Repubblica italiana ha violato gli obblighi derivanti dalla sesta direttiva Iva e l'obbligo di leale cooperazione rinunciando, con il condono 1998-2001, all'accertamento delle operazioni imponibili relative all'imposta sul valore aggiunto. E' quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea con sentenza del 17.7.2008.

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Ai fini della determinazione della base imponible ICI basta l'astratta edificabilità dell'area

Pubblicato il: 12/09/2008


In materia di espropriazione per pubblica utilita' (la quale fornisce valide soluzioni al fine di determinare se un'area sia fabbricabile o meno ai fini dell'ICI ove permangano dei dubbi) - nel sistema introdotto dalla Legge n. 359 del 1992, articolo 5 bis caratterizzato dalla rigida dicotomia tra "aree edificabili" ed "aree agricole" - il riconoscimento della edificabilita' (che non si identifica ne' si esaurisce in quella di edilizia abitativa) postula l'indagine circa la destinazione attribuita dagli strumenti urbanistici all'area, la vocazione edificatoria del suolo potendo essere ricavata anche dalla realizzabilita' degli interventi di natura pubblica a mezzo iniziativa privata (direttamente come previsto dal NTA od a seguito accordi di natura complessa come di fatto poi avvenuto con l'"accordo di programma") o promiscua pubblico-privata, solo ove risultino precluse tutte quelle forme di trasformazione riconducibili alla nozione tecnica di edificazione potendo parlarsi di inedificabilita'. (Cass. 19161/04).
(Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 17 luglio 2008, n. 19619)

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L'evasione dell'Irap all'estero non legittima il mandato di arresto europeo

Pubblicato il: 21/07/2008


Dal MAE e dalla documentazione allegata si ricava una evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto assimilabili a corrispondenti obblighi tributari previsti dall'ordinamento italiano (IEPEF, IVA). Stante il disposto dell'art. 5 del d. lsl. 10 marzo 2000 n. 74, in tema di omessa dichiarazione relativa alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, appare dunque rispettato il requisito della punibilità nel nostro ordinamento con la reclusione pari o superiore a tre anni, non rilevando che in passato, sotto il regime del d.l. n. 429 del 1982, conv. nella l. n. 516 del 1982, analoghe violazione fossero punite nell'ordinamento italiano a titolo di contravvenzione, non dovendo l'autorità giudiziaria italiana investita di un MAE occuparsi della applicazione di pene ma solo della compatibilità, nei limiti previsti della legge, delle previsioni penali contenute nell’ordinamento dello Stato membro con quelle interne.
Invece, la contestazione dell'omesso pagamento dell'imposta comunale sull'attività di impresa non trova riscontro in una analoga fattispecie criminosa dell'ordinamento italiano. Anche ammettendo che tale imposta possa corrispondere alla imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) prevista dall'ordinamento tributario italiano, per le varie condotte relative al mancato pagamento di essa non sono contemplate ipotesi di reato ma solo violazioni amministrative.(Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 9 luglio 2008, n. 28139)

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In presenza di opere eseguite all'immobile adibito a studio professionale, le spese relative possono essere dedotte nel loro intero ammontare per il periodo di imposta nel quale dette spese sono state sostenute se trattasi di piccole manutenzioni

Pubblicato il: 21/07/2008


In presenza di opere eseguite all'immobile adibito a studio professionale, le spese relative possono essere dedotte nel loro intero ammontare per il periodo di imposta nel quale dette spese sono state sostenute se trattasi di piccole manutenzioni, rientranti nella categoria di cui all'art. 1576 c.c., ovvero quelle che risultino dipendenti non da vetustà o caso fortuito, ma da deterioramento prodotto dall'utilizzazione del bene, alla stregua di una valutazione d'insieme della modesta entità del loro valore economico e della destinazione dell'immobile; invece, in presenza di opere che si connotano quali lavori di ristrutturazione dell'immobile, la deduzione delle spese relative si esegue in quota annuale di ammortamento. (Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile,Sentenza del 17 giugno 2008, n. 16350)

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La detassazione del lavoro straordinario

Pubblicato il: 13/07/2008


Con la Circolare congiunta 49/2008 l'Agenzia delle Entrate congiuntamente con il Ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti in merito alla nuova disciplina sulla detassazione degli straordinari, introdotta con il decreto legge 93 /2008, che prevede per il secondo semestre del 2008, l’applicazione in via sperimentale di un’imposta sostitutiva del 10% su premi di produttività e straordinari, riservata ai lavoratori del settore privato con qualsiasi tipo di contratto.

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Sul trattamento fiscale del regime fiscale del leasing finanziario e locazione commerciale di immobile strumentale

Pubblicato il: 07/07/2008


Le parti possono effettuare collegamenti fra diversi negozi giuridici, in modo da perseguire un risultato economico unitario, tuttavia tale collegamento non fa venir meno la causa giuridica di ogni singolo contratto e con essa il relativo regime giuridico e fiscale. E' quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate con Risoluzione 4 luglio 2008, n.278.

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Le somme che tarsnsitano sul conto di un professionista consentono si imputano direttamente a ricavi dell'attività di lavoro autonomo svolta dal medesimo

Pubblicato il: 22/06/2008


In tema di accertamento delle imposte sui redditi ai sensi degli artt. 32 e 39 del d.P.R. 600/1973, i dati raccolti dall'Ufficio in sede di accesso ai conti correnti bancari di un professionista consentono, in virtù della presunzione legale contenuta nella detta normativa, di imputare gli elementi da essi risultanti direttamente a ricavi dell'attività di lavoro autonomo svolta dal medesimo, salva la possibilità per il contribuente di provare che determinati accrediti non costituiscono proventi della detta attività e che pertanto, in relazione alla suddetta presunzione concernente gli elementi risultanti dagli accertamenti bancari, si determina una inversione dell'onere della prova, per cui […], deve ritenersi che l'amministrazione abbia fornito la prova dei fatti costitutivi della maggiore pretesa tributaria e spetta al contribuente fornire adeguata e specifica prova contraria. (Corte di Cassazione, Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 5 giugno 2008, n. 14847)

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Ai fini del cd. redditometro è indicativo il fatto di utilizzare, per un certo numero di ore, una collaboratrice domestica in casa

Pubblicato il: 13/05/2008


Ai fini del cd. redditometro, sono indicativi del maggior reddito, tra le altre cose, sia il fatto di possedere un'auto sia il fatto di utilizzare, per un certo numero di ore, una collaboratrice domestica in casa.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con sentenza dell' 11 aprile 2008, n. 9654.

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L'esenzione ICI non può essere riconosciuta se la destinazione sociale dell'immobile di proprietà di un ente soggettivamente esente si associa ad attività diversa

Pubblicato il: 08/05/2008


In tema di Ici, nel caso risulti accertato, in fatto, che la destinazione sociale dell'immobile di proprietà di un ente soggettivamente esente rientra nel paradigma della norma agevolativa ma in concreto si associ a essa attività diversa, non contemplata, l'esenzione non può essere riconosciuta, stante il divieto non solo di applicazione analogica, ma anche di interpretazione estensiva posto dall'articolo 14 delle preleggi delle leggi speciali, che derogano alla norma generale.
(Corte di Cassazione, Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 13 maggio 2005, n. 10092)

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In caso di omessa notifica di un atto presupposto, la cartella esattoriale successivamente notificata è nulla

Pubblicato il: 18/03/2008


L’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell'atto consequenziale notificato e tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta o di impugnare, per tale semplice vizio, l'atto consequenziale notificatogli, rimanendo esposto all'eventuale successiva azione dell'amministrazione, esercitabile soltanto se siano ancora aperti i termini per l'emanazione e la notificazione dell'atto presupposto, o di impugnare cumulativamente anche quest'ultimo (non notificato) per contestare radicalmente la pretesa tributaria: con la conseguenza che spetta al giudice di merito, interpretare la domanda proposta dal contribuente al fine di verificare se egli abbia inteso far valere la nullità dell'atto consequenziale in base all'una o all'altra opzione.
(Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civile, Sentenza n. 5791/2008)


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Imposta di bollo su assegni bancari o postali

Pubblicato il: 15/03/2008


Con Circolare 7 marzo 2008, n. 18, l’ Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito all'imposta di bollo su assegni bancari o postali oppure su assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciati in forma libera in base alle disposizioni previste dalla nuova normativa antiriclaggio di cui al D.Lgs. n. 231/2007.

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In tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla rettifica del reddito complessivo delle persone fisiche, è legittima l'applicazione agli anni anteriori dei coefficienti presuntivi di reddito

Pubblicato il: 14/03/2008


In tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla rettifica, con metodo sintetico, del reddito complessivo delle persone fisiche, è legittima l'applicazione agli anni anteriori dei coefficienti presuntivi di reddito adottati ai sensi della L. 30/12/1991, n. 413 art. 1 posto che, rimanendo sul piano dell'accertamento e delle prove, l'applicabilità dei cosiddetti redditometri, contenuti in decreti ministeriali emanati successivamente al periodo di imposta da verificare, deve ritenersi insita nel D.P.R. 29/9/1973, n. 600 art. 38. Grava sul contribuente che contesti l'applicazione di tali coefficienti l'onere di dimostrare in concreto che il proprio reddito effettivo è diverso ed inferiore a quello scaturante dalle presunzioni adottate dall'Ufficio. (Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile, Sentenza 05.02.2007, n. 2400)

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