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Per la gomitata di un alunno al compagno che suonava il flauto è responsabile il Ministero dell’Istruzione

Pubblicato il: 14/06/2009


Per superare la presunzione di responsabilità, che ex art. 2048 cod. civ. grava sull’insegnante per il fatto illecito dell’allievo, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di impedire l’evento a causa della sua repentinità, ma è necessario anche dimostrare di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole alla produzione del danno. Nel caso di specie la latitudine della prova incombente sul Ministero deve estendersi alla dimostrazione dell’avvenuta adozione di misure preventive necessarie a consentire sia la libertà dei movimenti degli allievi, sia l’ordinato svolgimento della lezione.
La valutazione circa il raggiungimento o meno della prova liberatoria, da parte dell’amministrazione attiene al merito della vicenda ed è pertanto insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 22 aprile 2009, n. 9542)

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Il danno non patrimoniale derivante dalla perdita del rapporto parentale deve essere liquidato tenendo conto della durata temporale del pregiudizio derivato ai congiunti per la scomparsa del proprio caro

Pubblicato il: 14/06/2009


Il danno non patrimoniale derivante dalla perdita del rapporto parentale subita a causa della commissione di un fatto astrattamente configurabile come reato, deve essere liquidato tenendo conto della durata temporale del pregiudizio derivato ai congiunti per la scomparsa del proprio caro.
Il Giudice dovrà, in particolare, tener conto del fatto che nell’ipotesi di danno parentale, presumibilmente la ferita rappresentata dal decesso del congiunto rimarrà a lungo aperta, essendo irrilevante che, al momento della morte, l’aspettativa di vita del soggetto fosse inferiore rispetto a quella media a causa delle infermità che lo affliggevano.
(Corte di Cassazione, sez. III civile – sentenza 11 febbraio 2009 n°3357).

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La società di gestione dei fondi d'investimento è tenuta a risarcire i danni arrecati ai risparmiatori dai dipendenti della società incaricata del collocamento

Pubblicato il: 11/06/2009


La società di gestione dei fondi d'investimento è tenuta a risarcire i danni arrecati ai risparmiatori dai dipendenti della società incaricata del collocamento. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n.12994/2009. La S.C. ha accolto il ricorso di due coniugi siciliani che avevano investito i propri risparmi in fondi gestiti, consegnando al responsabile dell'agenzia della loro città due assegni dei quali si era appropriato senza procedere all'investimento. La società mandante si deve considerare sempre responsabile per i danni provocati dagli agenti, anche se operano in forma societaria, dal momento che la responsabilità della mandante interessata al collocamento concorre con la colpa diretta della società che ha agito. Non si può consentire, infatti, che essa si sottragga alle rigorose norme in tema di responsabilità delle società finanziarie nei confronti degli investitori per il solo fatto che i soggetti cui ha affidato la distribuzione delle quote del fondo operano in forma societaria.

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L'albergatore è responsabile dei beni dei clienti anche in assenza di servizio di custodia

Pubblicato il: 11/06/2009


Nel caso di riconoscimento della colpa dell'albergatore per deterioramento, distruzione o sottrazione di beni dei clienti la responsabilità è piena e dunque non può essere applicata la limitazione nel risarcimento del danno prevista dal codice civile all'articolo 1783 (pari a 100 volte il prezzo della camera). (Cass. 10493/09)

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La distrazione del danneggiato può escludere il nesso di causalità ed risarcimento da incidente domestico

Pubblicato il: 06/06/2009


Ai fini del raggiungimento della prova per presunzioni, le soglie minime di gravità, precisione e concordanza richieste dall'art. 2729 cod. civ. e la possibilità di ritenere come ammessi, ai sensi dell'art. 232 cod. proc. civ., i fatti dedotti nell'interrogatorio formale, cui il convenuto non abbia ingiustificatamente risposto, sono valutate dal giudice di merito alla luce del complessivo contesto, sostanziale e processuale, con la conseguenza che i fatti possono ritenersi di volta in volta provati o non provati all'esito di una valutazione caso per caso e che quest'ultima non è sindacabile in sede di legittimità purchè adeguatamente e congruamente motivata. Nella specie, proposta azione risarcitoria da parte di persona che, nel badare alla manutenzione dell'appartamento di un parente assente, era inciampata in un tappeto lasciato arrotolato sul pavimento, il giudice di merito, con valutazione considerata corretta dalla S.C., aveva ritenuto non raggiunta la prova sia del nesso di causalità tra la caduta della persona e la posizione dell'oggetto sia della colpa del proprietario dell'immobile(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 13 marzo 2009, n. 6181).

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Gli obblighi di manutenzione dell'ente pubblico proprietario di una strada aperta al pubblico transito riguardano sia i marciapiedi laterali sia le banchine

Pubblicato il: 02/06/2009


Premesso che il suolo su cui sorge l'edificio, per il quale vige la presunzione di comunanza tra i condomini, è soltanto quello occupato e circoscritto dalle fondamenta e dai muri perimetrali esterni, consegue che gli obblighi di manutenzione dell'ente pubblico proprietario di una strada aperta al pubblico transito, al fine di evitare l'esistenza di pericoli occulti, riguardano sia i marciapiedi laterali sia le banchine, gli uni e le altre facendo parte della struttura della strada, secondo quanto previsto dall'articolo 3 del codice della strada.
(Corte d'Appello Caltanissetta Civile, Sentenza del 2 aprile 2009)

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Dei danni cagionati dall'allagamento per la rottura della serpentina dell'impianto posta sotto la pavimentazione di una sola unità immobiliare risponde in via esclusiva il proprietario o il conduttore dell'appartamento

Pubblicato il: 02/06/2009


Dei danni cagionati da un allagamento provocato dalla rottura della serpentina dell'impianto di riscaldamento posta sotto la pavimentazione di una sola unità immobiliare risponde in via esclusiva il proprietario o il conduttore dell'appartamento da cui è originato l'allagamento e non l'intero condominio, operando la presunzione di comproprietà di cui all'art. 1117 c.c. soltanto per la parte di dell'impianto di riscaldamento che rimane fuori dai singoli appartamenti e non pure con riferimento alle condutture che si addentrano nelle unità immobiliari.(Tribunale Milano Sezione 10 Civile
Sentenza del 21 febbraio 2009, n. 2381)

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E' escluso il diritto al risarcimento per le lentenzze della macchina burocratica della PA.

Pubblicato il: 31/05/2009


La peculiarita' del danno non patrimoniale viene individuata nella sua tipicita', avuto riguardo alla natura dell'articolo 2059 cit., quale norma di rinvio ai casi previsti dalla legge (e, quindi, ai fatti costituenti reato o agli altri fatti illeciti riconosciuti dal legislatore ordinario produttivi di tale tipo di danno) ovvero ai diritti costituzionali inviolabili, presieduti dalla tutela minima risarcitoria, con la precisazione, in quest'ultimo caso, che la rilevanza costituzionale deve riguardare l'interesse leso e non il pregiudizio consequenzialmente sofferto e che la risarcibilita' del pregiudizio non patrimoniale presuppone, altresi', che la lesione sia grave (e, cioe', superi la soglia minima di tollerabilita', imposto dai doveri di solidarieta' sociale) e che il danno non sia futile (vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi o sia addirittura meramente immaginario).
Ne consegue che è escluso il diritto al risarcimento per le lentenzze della macchina burocratica della PA.. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 9 aprile 2009, n. 8703)


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In tema di responsabilità per danni da beni della PA, qualora non sia applicabile l'art. 2051 Cc., l'ente risponde ex art. 2043, che non limita la responsabilità ai soli casi di comportamento colposo per ipotesi di insidia e trabocchetto

Pubblicato il: 30/05/2009


In tema di responsabilità per danni da beni della PA, qualora non sia applicabile l'art. 2051 Cc., l'ente risponde ex art. 2043, che non limita la responsabilità ai soli casi di comportamento colposo per ipotesi di insidia e trabocchetto. Pertanto, al danneggiato spetta dimostrare che l'anomalia del bene sia stato causa del danno, mentre alla PA grava l'onere di provare i fatti impeditivi della propria responsabilità. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile,Sentenza del 9 aprile 2009, n. 8692)

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Ai fini dell'accertamento della penale responsabilità del medico per colpa omissiva, non può prescindersi dall’invididuazione del nesso causale oltre il ragionevole dubbio

Pubblicato il: 30/05/2009


Ai fini dell'accertamento della penale responsabilità del medico per colpa omissiva, non può prescindersi dall’invididuazione del nesso causale in base ad un giudizio contro fattuale condotto sulla base di una generalizzata regola di esperienza o di una legge scientifica universale, né tantomeno dall’individuazione di tutti gli elementi concernenti la causa dell’evento lesivo: solo così sarà possibile analizzare appieno la condotta omissiva colposa del medico, e verificare così se l’evento lesivo, ipotizzata come realizzata la condotta dovuta, sarebbe stato evitato "al di là di ogni ragionevole dubbio”. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 11 marzo 2009, n. 10819)

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E’ configurabile il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale allorquando le immissioni di fumo passivo costringano i danneggiati a modificare le proprie abitudini casalinghe

Pubblicato il: 30/05/2009


E’ configurabile il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, nella fattispecie del danno-conseguenza, allorquando le immissioni di fumo passivo costringano i danneggiati a modificare le proprie abitudini casalinghe. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Ordinanza del 31 marzo 2009, n. 7875)

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La presenza di lavori in corso o di anomalie del manto stradale devono essere sempre segnalati

Pubblicato il: 23/05/2009


La presenza di lavori in corso o di anomalie del manto stradale devono essere sempre segnalati. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 11709/2009, con la quale la S.C. ha accolto il ricorso di un'automobilista che aveva urtato contro il cancello e il muro di confine di un'abitazione danneggiando la vettura parcheggiata all'interno. I giudici di merito hanno riconosciuto la sua responsabilità esclusiva nel sinistro a causa dell'elevata velocità mentre il conducente sosteneva che a determinare l'incidente era stata la presenza di un tombino sporgente non segnalato che gli aveva fatto perdere il controllo dell'auto. La Cassazione ha ritenuto illogica la motivazione nella parte in cui ha escluso che l'omessa segnalazione di lavori stradali e di un tombino sporgente potessero aver avuto qualunque rilevanza causale in ordine all'incidente. Infatti, spiega la Cassazione, anche ammesso che il conducente tenesse una velocità eccessiva la presenza di un cartello di segnalazione del pericolo gli avrebbe consentito di adottare manovre di emergenza necessarie a evitare l'incidente o a limitarne le conseguenze dannose. Ne consegue, conclude il collegio, che la vicenda deve essere nuovamente analizzata dai giudici di merito per individuare le rispettive colpe.

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La legge sulla procreazione assistita è in parte costituzionalmente illegittima, laddove prevede la produzione di non più di tre embrioni per volta, da impiantare contemporaneamente

Pubblicato il: 21/05/2009


La legge sulla procreazione assistita è in parte costituzionalmente illegittima, laddove prevede la produzione di non più di tre embrioni per volta, da impiantare contemporaneamente (perché viola l'articolo 3 della Costituzione sotto il duplice profilo del principio di ragionevolezza e di quello di uguaglianza, in quanto il legislatore riserva il medesimo trattamento a situazioni dissimili) e laddove non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna.

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Il proprietario o utente dell'animale è sottratto alla responsabilità presunta ex art. 2052 c.c. se non è provato il nesso di causalità tra il comportamento dell'animale e il danno causato

Pubblicato il: 17/05/2009


In tema di danno cagionato da animali, il proprietario o utente dell'animale, per sottrarsi alla responsabilità presunta ex art. 2052 c.c., è, sì, tenuto a fornire la prova del caso fortuito - che può consistere anche nel fatto del terzo, o nella colpa del danneggiato - ma solo dopo che sia stato dimostrata in modo univoco la sussistenza del nesso di causalità tra il comportamento dell'animale e il danno causato. (Cass., Sentenza 20 aprile 2009, n. 9350)

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L'obbligo risarcitorio dell'avvocato nei confronti del cliente è proporzionalmente ridotto per effetto dell'incidenza causale che ha avuto il cliente nella determinazione del danno

Pubblicato il: 17/05/2009


In seno al rapporto avvocato-cliente, l’attività riferibile al cliente che, più di ogni altra, è suscettibile di incidere sull’opera professionale e sul relativo esito è rappresentata, senza dubbio, dalla corretta e completa trasmissione delle informazioni inerenti alla vicenda concreta affidata alle cure del legale. Ne deriva la proporzionale riduzione dell’obbligazione risarcitoria, gravante a carico del professionista, in funzione della incidenza causale che, nella produzione del danno, ha avuto il comportamento colposo dello stesso cliente.
(Cassazione civile , sez. III, sentenza 02.04.2009 n° 8016)

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Non è esclusa la responsabilità del gestore del museo anche se il danneggiato è andato via senza chiedere aiuto per recarsi in un ospedale di sua fiducia

Pubblicato il: 17/05/2009


Non è esclusa la responsabilità del gestore del museo anche se il danneggiato è andato via senza chiedere aiuto per recarsi in un ospedale di sua fiducia.(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 22 aprile 2009, n. 9526)

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Deve essere riconosciuto il diritto del nascituro al risarcimento del danno in caso di somministrazione alla madre di farmaci nocivi durante la gravidanza

Pubblicato il: 12/05/2009


Deve essere riconosciuto il diritto del nascituro al risarcimento del danno in caso di somministrazione alla madre di farmaci nocivi durante la gravidanza. Il concepito infatti ha diritto a nascere sano con la conseguenza che i medici sono tenuti a indennizzarlo se hanno violato il dovere di una corretta informazione (ai fini del consenso informato) in ordine alla terapia prescritta alla madre (e ciò in quanto il rapporto instaurato dalla madre con i sanitari produce effetti protettivi nei confronti del nascituro) sia del dovere di somministrare farmaci non dannosi per il nascituro stesso. (Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 11 maggio 2009 n. 10741)

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Il danno biologico per la lesione del diritto alla salute va tenuto distinto dal diritto alla vita, sebbene si tratti di beni connessi

Pubblicato il: 12/05/2009


Il danno biologico per la lesione del diritto alla salute va tenuto distinto dal diritto alla vita, sebbene si tratti di beni connessi. Il bene della salute, infatti, è una qualità di quello alla vita, ma è diverso dal primo e entrambi fatto a diritti distinti. La lesione della integrità fisica, pertanto, quando abbia esito letale non si può considerare una sottoipotesi di lesione alla salute in senso proprio. Deriva da quanto precede, quindi, che nel caso di lesioni mortali, non può negarsi autonoma rilevanza alle lesioni rispetto alla morte, poiché si tratta di eventi che incidono su beni giuridici che sono diversi e, quindi, lesivi di diversi corrispondenti diritti. Non si può, in particolare, escludere la configurabilità di un danno biologico per la perdite del bene salute, anche nel caso in cui dalle lesioni sia derivata la morte della vittima, se questa èrimasta in vita, in condizioni di menomata integrità fisiopsicica, per un apprezzabile periodo di tempo, successivo alle lesioni. In questo caso nel patrimonio del soggetto leso si è maturato un diritto di credito al risarcimento del danno, che è trasmissibile ai suoi eredi, che potranno conseguirlo iure hereditatis nei confronti dell'autore dell'illecito. Quando, invece. la morte del soggetto sia intervenuta subito dopo le lesioni, specie se di notevole gravità, non si realizzano le condizioni per la maturazione del diritto al risarcimento del danno biologico e di quello morale, sicché esso non rientrata in quella parte del patrimonio che è trasmesso ai suoi eredi e da costoro esercitabile iure hereditatis.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 3 settembre 2007, n. 18537)





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Perche' sorga la responsabilita' per custodia del depositario non e' richiesta la dimostrazione di uno specifico accordo tra le parti, essendo sufficiente, oltre alla consegna, che il soggetto abbia accettato di tenere il bene presso di se' nell'ambi

Pubblicato il: 05/05/2009


Perche' sorga la responsabilita' per custodia del depositario non e' richiesta la dimostrazione di uno specifico accordo tra le parti, essendo sufficiente, oltre alla consegna, che il soggetto abbia accettato di tenere il bene presso di se' nell'ambito della propria sfera di influenza e di controllo. Cio' ovviamente sino a prova contraria, nel senso che e' onere del soggetto chiamato a rispondere dei danni dimostrare che la consegna si iscrive in un rapporto cui e' estranea la responsabilita' per custodia, ad esempio perche' si tratta di mera locazione di spazi, come in relazione all'offerta di servizi portuali nel contratto di ormeggio (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile
Sentenza del 27 marzo 2009, n. 7529)

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Può trovare applicazione la convenzione la Convenzione di Bruxelles in caso di viaggio premio organizzato dall'azienda

Pubblicato il: 03/05/2009


Può trovare applicazione la convenzione la Convenzione di Bruxelles in caso di viaggio premio organizzato dall'azienda, con la conseguenza che l'azienda potrebbe essere costretta a risarcire i danni subiti dai viaggiatori. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 2 aprile 2009, n. 8012)

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