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Il Ministero dell'Istruzione è tenuto a risarcire i danni subiti da uno studente durante l'orario di scuola
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30/04/2009
Per superare la presunzione di responsabilità che grava sull'insegnante per il fatto illecito dell'allievo non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di porre in essere un intervento correttivo "dopo l'inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno ma è necessario anche dimostrare di aver adottato in via preventiva tutte le misure disciplinari e organizzative idonee a evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale. (Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 22 aprile 2009 n. 9542)
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I genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dallart. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore convivente, debbono dimostrare di averlo sorvegliato ai fini educativi
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30/04/2009
I genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dallart. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore con essi convivente, debbono dimostrare non solo di averlo adeguatamente educato ai sensi dellart. 147 c.c., ma anche di averlo sorvegliato ai fini educativi. Sicché lassenza di colpa in educando non giova ai genitori convenuti con lazione di risarcimento se vi è stata colpa in vigilando, e viceversa.
(Cass, Sezione I, Sentenza n. 9556 del 22/04/2009)
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AAlla luce della eliminazione della categoria di danno esistenziale come categoria autonoma di danno, non è risarcibile il danno da stress
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30/04/2009
Alla luce della eliminazione della categoria di danno esistenziale come categoria autonoma di danno, non è risarcibile il danno da stress sopportato dallattore per i disagi patiti ai fini dellottenimento dellannullamento in sede di autotutela di una cartella esattoriale. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile
Sentenza del 9 aprile 2009, n. 8703)
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Commette il reato di rifiuto di atti d'ufficio il chirurgo che in servizio di reperibilità si rifiuti di operare
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29/04/2009
Correttamente viene ravvisato il rifiuto di atti d'ufficio (articolo 328, comma 1, del Cp) a carico del chirurgo in servizio di reperibilità il quale, in violazione di quanto imposto dall'articolo 25 del Dpr 25 giugno 1983 n. 348, successivamente sempre richiamato o ripreso dai contratti collettivi nazionali dell'area medico-veterinaria del servizio sanitario nazionale, sebbene sollecitato dai medici suoi colleghi presenti in ospedale a intervenire in relazione a una ravvisata urgenza di un intervento chirurgico, rifiuti indebitamente di recarsi in ospedale per sottoporre a visita il paziente infermo: si è in presenza, infatti, di un obbligo formale posto a carico del medico di raggiungere il presidio nel più breve tempo possibile dalla chiamata e di sottoporre il paziente a nuova valutazione, previa visita medica, impregiudicata ovviamente ogni successiva determinazione discrezionale sull'effettuazione o meno dell'intervento chirurgico. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 30 dicembre 2008, n. 48379)
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Grava sulla ASL, e non sul Comune, l'onere di risarcire il danno subito da colui che sia stato morso da un cane randagio
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28/04/2009
In seguito al riordino del servizio sanitario conseguente al d.lgs. n. 502 del 1992, risulta reciso il "cordone ombelicale" fra Comuni e USL (così Corte cost., 24/06/2003, n. 220) con la trasformazione delle unità sanitarie locali in aziende sanitarie locali e con il mutamento della configurazione giuridica di queste ultime, non più strutture operative dei comuni, ma aziende dipendenti dalla regione, strumentali per l'erogazione dei servizi sanitari di competenza regionale. In tale prospettiva - con riferimento ad una controversia di risarcimento danni verificatisi successivamente alla soppressione delle USL e fondata sull'omessa vigilanza sui cani randagi, affidata dall'art. 6 della L.R. 3 aprile 1985, n. 12, regione Puglia alla competenza dei servizi sanitari delle unità sanitarie locali - è stato affermato (con sentenza del 7/12/2005, n. 27001) il principio, applicabile mutatis mutandis anche al caso secondo cui la legittimazione passiva spetta alla locale azienda sanitaria, succeduta alla USL, e non al Comune, sul quale, perciò, non può ritenersi ricadente il giudizio di imputazione dei danni dipendenti dall'evento. Nella specie, il risarcimento danni conseguente al fenomeno di randagismo è regolato nell'ambito della legge-quadro 14 agosto 1991, n. 28 e da leggi regionali; in particolare la legge 24 novembre 2001, n. 16 della regione Campania che ha affidato le relative competenze ai servizi veterinari delle A.S.L. (che, a mente dell'art. 5 lett. c) della legge regionale, "attivano il servizio di accalappiamento dei cani vaganti ed il loro trasferimento presso i canili pubblici"). Ne consegue, inoltre, che la locale azienda sanitaria deve essere considerata soggetto giuridico autonomo rispetto al Comune di Pozzuoli. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 3 aprile 2009, n. 8137)
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La casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un'attivita' suscettibile di valutazione economica e deve essere risarcita in caso di sinistro
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28/04/2009
La casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un'attivita' suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell'espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale (come tale, autonomamente risarcibile rispetto al danno biologico) quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacita' lavorativa. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 19 marzo 2009, n. 6658)
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L'effetto della compensatio lucri cum damno si verifica esclusivamente allorché il vantaggio e il danno siano entrambi conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento
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26/04/2009
L'effetto della compensatio lucri cum damno, che si riconnette al criterio di determinazione del risarcimento del danno, ai sensi dell'articolo 1223 del Cc, si verifica esclusivamente allorché il vantaggio e il danno siano entrambi conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento, quali suoi effetti contrapposti e non quando il fatto generatore del pregiudizio patrimoniale subito dal creditore sia diverso da quello che invece gli abbia procurato un vantaggio. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 5 marzo 2009, n. 5287)
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Il condominio è responsabile della caduta nelle scale causata dalla presenza di acqua e sapone sui gradini
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26/04/2009
Il condominio ha la custodia delle scale utilizzate per il passaggio per accedere agli appartamenti ivi ubicati e sussiste, pertanto, la sua responsabilità qualora uno dei condomini cada in dette scale a causa della presenza di acqua e sapone sui gradini, specie qualora, da un lato, la particolare colorazione variegata e scura del marmo non renda immediatamente percepibile, provenendo dall'interno, la presenza dell'acqua sul pavimento, dall'altro, l'assenza di segnaletica e di personale addetto al caseggiato, renda ancora più difficile percepire la presenza del pericolo. Del resto il singolo condomino fa un uso dei luoghi consono alle finalità posandovi i piedi per uscire dal caseggiato, quindi facendone un uso conforme ai principi dell'ordinaria diligenza e prudenza. (M.Fin.)
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L'organizzazione di una gara sportiva connotata secondo esperienza di elevata possibilità d'incidenti dannosi è da riguardare come esercizio di attività pericolosa
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26/04/2009
L'organizzazione di una gara sportiva connotata secondo esperienza di elevata possibilità d'incidenti dannosi, non solo per chi vi assiste ma anche per gli atleti, è da riguardare come esercizio di attività pericolosa, ancorché in rapporto agli atleti nella misura in cui li esponga a conseguenze più gravi di quelle che possono essere prodotte dagli stessi errori degli atleti impegnati nella gara. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 13 febbraio 2009, n. 3528)
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L'attività medico-chirurgica per essere considerata legittima necessita dell'acquisizione del consenso informato rilasciato dal paziente
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26/04/2009
L'attività medico-chirurgica per essere considerata legittima necessita dell'acquisizione del consenso informato rilasciato dal paziente, salve le eccezioni previste dalla legge. Non ricorre però alcuna fattispecie penale nel caso in cui il medico, pur in assenza di un valido consenso del paziente, abbia agito secondo la lex artis e l'intervento si sia concluso con esito benefico per la salute del paziente, da intendersi come miglioramento della patologia da cui lo stesso era affetto. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Penale, Sentenza del 21 gennaio 2009, n. 2437)
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Il medico che, all'interno di una struttura sanitaria complessa, riveste funzioni apicali è titolare di un pregnante obbligo di garanzia
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26/04/2009
In tema di colpa professionale, il medico che, all'interno di una struttura sanitaria complessa, riveste funzioni apicali è titolare di un pregnante obbligo di garanzia ed è, pertanto, tenuto a garantire la correttezza delle terapie praticate ai pazienti. In forza di detto principio il Dirigente di una struttura sanitaria operante all'interno di una Casa circondariale è stato ritenuto responsabile, a titolo di colpa omissiva, del decesso di una detenuta affetta da tubercolosi, per non avere diagnosticato in tempo la malattia, avendo omesso di assicurare l'esecuzione degli accertamenti diagnostici e della visita infettivologica prescritti da un medico consulente esterno (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 19 gennaio 2009, n. 1866).
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Per il riconoscimento del danno da morte non bastano tre giorni di agonia
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20/04/2009
Il danno cosiddetto "tanatologico" o da morte immediata va ricondotto nella dimensione del danno morale, inteso nella sua più ampia accezione, come sofferenza della vittima che lucidamente assiste allo spegnersi della propria vita. Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva qualificato la predetta sofferenza della vittima come danno morale e non come danno biologico terminale, attesane l'inidoneità - essendo stato l'intervallo di tempo tra il sinistro e la morte di tre giorni - ad integrare gli estremi di quella fattispecie di danno non patrimoniale(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile,Sentenza del 13 gennaio 2009, n. 458).
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Il danno da perdita di chance va correttamente inteso non come mancato conseguimento di un risultato probabile, bensì come mera perdita della possibilità di conseguirlo
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20/04/2009
Il danno patrimoniale da perdita di chance è un danno futuro, consistente non nella perdita di un vantaggio economico, ma nella perdita della mera possibilità di conseguirlo, secondo una valutazione "ex ante" da ricondursi, diacronicamente, al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità in termini di conseguenza dannosa potenziale. L'accertamento e la liquidazione di tale perdita, necessariamente equitativa, sono devoluti al giudice di merito e sono insindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivati. Nella specie la S.C. ha confermato, correggendone parzialmente la motivazione, la sentenza del giudice di merito che aveva liquidato un importo pari ad una annualità di stipendio in favore della vedova di una vittima della criminalità organizzata, la quale si era vista riconoscere con un anno di ritardo il beneficio dell'assunzione in una P.A., riconosciutole dalla legge 20 ottobre 1990 n. 302(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 17 aprile 2008, n. 10111).
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Debbono essere risarciti i vicini che siano stati costretti a subire gli effetti molesti, fastidiosi e insalubri del fumo passivo provenienti dal bar sottostante
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18/04/2009
Debbono essere risarciti i vicini che siano stati costretti a subire gli effetti molesti, fastidiosi e insalubri del fumo passivo provenienti dal bar sottostante e a tenere chiuse le finestre anche in piena estate per tutelare la propria salute. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile,Ordinanza del 31 marzo 2009, n. 7875)
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Il mero accertamento di una violazione quale l'uso illegittimo della altrui denominazione (e relativo acronimo) non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno morale
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16/04/2009
Il mero accertamento di una violazione quale l'uso illegittimo della altrui denominazione (e relativo acronimo) non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno morale in capo al soggetto il cui nome sia stato illecitamente utilizzato essendo, comunque, onere di quest'ultimo dimostrare, in concreto, l'esistenza di un effettivo nocumento alla propria reputazione connesso all'indebito utilizzo del proprio nome.
(Tribunale Chieti Civile, Sentenza del 10 febbraio 2009, n. 88)
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Non ha diritto al risarcimento colui cha cade dall'autobus fermo
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16/04/2009
Non può essere risarcito colui cha cada dall'autobus fermo. Il vettore può liberarsi dalla responsabilità presunta provando di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno che pure dipende dall'esecuzione del trasporto. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 23 febbraio 2009, n. 4343)
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La responsabilita' della P.A., inquadrata nell'ambito dell'articolo 2051 c.c. prescinde dalla colpa
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01/04/2009
La responsabilita' della P.A., inquadrata nell'ambito dell'articolo 2051 c.c. prescinde dalla colpa. Percio', una volta accertato il nesso causale tra la res in custodia ed il danno da essa arrecato, quindi che il sinistro si sia verificato in conseguenza delle caratteristiche o condizioni della strada, la responsabilita' dell'Ente comunale può essere esclusa solo previa dimostrazione che l'evento dannoso siariferibile al caso fortuito. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 23 febbraio 2009, n. 4341)
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Ove non sia applicabile la disciplina della responsabilità ex art. 2051 c.c., per l'impossibilità in concreto dell'effettiva custodia del bene demaniale, l'ente pubblico risponde dei danni da detti beni, subiti dall'utente, secondo la regola generale
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21/03/2009
Ove non sia applicabile la disciplina della responsabilità ex art. 2051 c.c., per l'impossibilità in concreto dell'effettiva custodia del bene demaniale, l'ente pubblico risponde dei danni da detti beni, subiti dall'utente, secondo la regola generale dettata dall'art. 2043 c.c., che non prevede alcuna limitazione della responsabilità dell'amministrazione per comportamento colposo alle sole ipotesi di insidia o trabocchetto. In questo caso graverà sul danneggiato l'onere della prova dell'anomalia del bene demaniale della strada, fatto di per sé idoneo in linea di principio a configurare il comportamento colposo della P.A., sulla quale ricade invece l'onere della prova dei fatti impeditivi della propria responsabilità, quali ad esempio la possibilità in cui l'utente si sia trovato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza la suddetta anomalia.(Tribunale di Piacenza, Sentenza 2 dicembre 2008)
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Telefonia, riparazione, misura cautelare
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19/03/2009
In materia di telefonia, costituisce periculum in mora il pregiudizio derivabile dallinadempimento del gestore del servizio di telefonia, con riferimento alle ripercussioni alla propria sfera giuridica negli specifici aspetti dei diritti alla salute, alla vita di relazione ed alla comunicazione, travalicanti, dunque il certamente leso diritto di credito.
(Tribunale di Paola, Sezione I Civile, Ordinanza del 18 febbraio 2009)
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Il creditore che voglia ottenere, oltre al rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di "chance" deve provarlo
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16/03/2009
Il creditore che voglia ottenere, oltre al rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di "chance" - che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non e' una mera aspettativa di fatto ma un'entita' patrimoniale a se' stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione - ha l'onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilita', la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile dev'essere conseguenza immediata e diretta. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 26 gennaio 2009, n. 1850)
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