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Se il figlio è incolpevolmente disoccupato l'obbligo al mantenimento rinasce
Pubblicato il:
13/10/2011
L'obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli, ai sensi degli articoli 147 e 148 cod. civ., non cessa, ipso facto, con il raggiungimento della loro maggiore eta' - come ora codificato dall'articolo 155-quinquies c.c., comma 1, -, ma perdura, immutato, finche' il genitore interessato alla declaratoria, della cessazione dell'obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un'attivita' economica dipende da un comportamento inerte o di rifiuto ingiustificato dello stesso, il cui accertamento non puo' che ispirarsi a criteri di relativita', in quanto necessariamente ancorato alle aspirazioni, al percorso scolastico, universitario e post-universitario del soggetto ed alla situazione attuale del mercato del lavoro, con specifico riguardo al settore nel quale il soggetto abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione (cfr., ex plurimis, le sentenze nn. 4765 del 2002, 8221 e 24498 del 2006, 1830 del 2011).
Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 26 settembre 2011, n. 19589
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L'intercettazione legittima per un reato è utilizzabile per gli illeciti connessi nello stesso procedimento
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13/10/2011
L'ombrello dell'autorizzazione unito alla condizione di unico procedimento e unico soggetto, sia pure imputato per fatti distinti ma connessi e collegati, fa sì che sia limitato anche il diritto alla privacy. La necessità di bilanciare l'inderogabile esigenza di prevenire e reprimere reati e quella di inviolabilità e segretezza delle comunicazioni, affermata dalla Corte costituzionale con la sentenza 81/1993, assume un aspetto diverso solo se nell'intercettazione emerge un fatto autonomo riguardante un terzo estraneo.
In tema di informazioni carpite con l'intercettazione che riguardano un crimine diverso da quello per cui lo strumento è stato disposto, se l'intercettazione è autorizzata, è possibile usare, nello stesso procedimento e per lo stesso imputato, anche le notizie che riguardano un reato diverso da quello per cui si procede e per il quale l'ascolto non è invece previsto. Le sole condizioni poste riguardano l'utilizzo delle notizie nello stesso procedimento, il collegamento o la connessione dei reati imputabili allo stesso indagato. A rendere possibile l'ampliamento dell'indagine è la regolarità dell'autorizzazione di partenza disposta per uno dei delitti contemplati dall'art. 266 del c.p.p. (nel caso specifico si trattava di reati contro la pubblica amministrazione) che contiene un elenco tassativo dei casi in cui può essere disposta l'intercettazione. L'articolo interessato, nel caso le notizie fossero invece destinate alla trattazione di procedimenti diversi, sarebbe il 270. In tal caso, il codice di rito consente l'uso dei dati solo quando si tratta di reati per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza.
Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 26 settembre 2011, n. 34735
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L'atto di dimissioni di un dipendente da un determinato incarico, nel caso specifico quello di direttore generale, non può essere interpretato come volontà di rescindere completamente il rapporto di lavoro subordinato
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13/10/2011
L'atto di dimissioni di un dipendente da un determinato incarico, nel caso specifico quello di direttore generale, non può essere interpretato come volontà di rescindere completamente il rapporto di lavoro subordinato, e ciò anche se vi siano degli elementi di contesto che possano lasciar pensare una cosa simile. Nell'interpretazione dei negozi unilaterali il canone ermeneutico di cui all'art. 1362, c. 1, c.c., impone di accertare esclusivamente l'intento proprio del soggetto che ha posto in essere il negozio, anche servendosi dei nessi grammaticali e sintattici di cui all'art. 1363 del c.c., dovendosi escludere, di contro, per l'unilateralità che connota il negozio, che possa fasi ricorsi al canone ermeneutico della comune intenzione delle parti. Né può indagarsi, per ricostruire la volontà negoziale unilaterale, oltre il senso letterale delle parole adoperate, dando rilievo ad atti esterni al negozio, non spiegando rilevanza, a tal fine, il contesto in cui si sia progressivamente formata la volontà negoziale, ove non incorporato nel documento scritto, o la valutazione del comportamento dei destinatari dell'atto.
Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 27 settembre 2011, n. 19709
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Commette il reato di omicidio colposo il medico sportivo che rilasci un certificato di sana e robusta costituzione fisica un paziente che abbia sofferto in passato di una patologia cardiaca senza prescrivere ulteriori approfondimenti
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11/10/2011
Commette il reato di omicidio colposo il medico sportivo che rilasci un certificato di sana e robusta costituzione fisica, utile a svolgere l'attività agonistica, ad un paziente che abbia sofferto in passato di una patologia cardiaca senza prescrivere ulteriori approfondimenti (nel caso di specie, un quattordicenne che aveva sofferto di aritmia parossistica, poi regredita, e dal cui elettrocardiogramma risultava una deviazione assiale a sinistra). Lo specialista ha infatti l'obbligo, vista l'anomalia emersa e il problema di cui aveva sofferto in passato il paziente, di non limitarsi alla semplice visita, ma di subordinare il rilascio del certificato a quegli approfondimenti che avrebbero consentito di diagnosticare una malattia ritenuta, se ben indagata, di agevole accertamento. Va anche respinto il tentativo di negare il collegamento morte-negligenza del medico. Secondo il ricorrente, infatti, il tipo di alterazione di cui soffriva il ragazzo era tale da risultare fatale in qualunque momento della giornata. Anche se con la malattia in questione (cardiomiopatia ipertrofica) aumenta il rischio di morte improvvisa, va ribadita la capacità dello sforzo e dell'emozione dovuta alla partita di far salire in maniera esponenziale le possibilità di un decesso. Senza contare che una giusta diagnosi avrebbe permesso le cure utili a contenere o ritardare la morte improvvisa.
Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 17 agosto 2011, n. 32154
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L'assistenza al padre disabile non sempre esonera il lavoratore dal trasferimento
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11/10/2011
Il diritto del genitore o del familiare lavoratore, che assiste con continuita' un portatore di handicap, di scegliere la sede di lavoro piu' vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza il proprio consenso, disciplinato dalla Legge n. 104 del 1992, articolo 33, comma 5, non si configura come assoluto ed illimitato, giacche' esso - come dimostrato anche dalla presenza dell'inciso "ove possibile" - puo' essere fatto valere allorquando, alla stregua di un equo bilanciamento tra tutti gli implicati interessi costituzionalmente rilevanti, il suo esercizio non finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive od organizzative del datore di lavoro e per tradursi - soprattutto nei casi in cui si sia in presenza di rapporto di lavoro pubblico - in un danno per l'interesse della collettivita', gravando sulla parte datoriale, privata o pubblica, l'onere della prova di siffatte circostanze ostative all'esercizio dell'anzidetto diritto.
Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Ordinanza del 5 settembre 2011, n. 18223
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Anche se il piazzale dell'autolavaggio è sempre umido e bagnato il gestore ha l'obbligo di collocare idonei dispositivi antincendio
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11/10/2011
Se per l'esercizio di una certa attivita' come quella esercitata dal gestore di un autolavaggio, la legge prescrive l'adozione, per la pericolosita' in se' dell'attivita' esercitata, di determinate misure antinfortunistiche in tutti i luoghi dell'azienda ed in ogni parte di essa ove viene svolta l'attivita', non puo' essere rimessa alla discrezionale volonta' del gestore individuare le zone ove il pericolo di incendio sussiste e quelle ove non sussiste. E', infatti, opinabile asserire che, laddove sussiste una situazione di umidita' o di bagnato, l'incendio non potrebbe mai verificarsi e che, quindi, manca l'elemento del pericolo richiesto dalla norma incriminatrice, in quanto e' scientificamente dimostrato che liquidi infiammabili (nel caso di specie veniva effettuata anche l'attivita' di lavaggio rapido di automezzi pesanti e leggeri con la possibilita' che da essi potessero fuoriuscire carburanti), pur mischiandosi con l'acqua, mantengono la loro capacita' incendiaria.
Per tale ragione è responsabile di omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro il gestore dell'autolavaggio.
Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 7 settembre 2011, n. 33294
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La notifica all'imputato eseguità in un domicilio diverso da quello dichiarato è affetta da nullità assoluta ed insanabile
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11/10/2011
Se l'imputato è stato citato a un domicilio che non era quello regolarmente dal medesimo dichiarato, la notifica è viziata da nullità assoluta e insanabile, a prescindere da quanto successivamente accaduto e dall'avviso fatto ai difensori di fiducia.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che con la sentenza 6 settembre 2011, n. 33155 ha ritenuto che fosse viziata da nullità assoluta ed insanabile la notifica di alcuni atti destinati all'imputato, in quanto contenenti un indirizzo difforme da quello indicato dal soggetto destinatario degli atti in sede di elezione di domicilio.
Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 6 settembre 2011, n. 33155
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L'istituto di credito è responsabile dei danni derivanti al correntiosta che si sia visto sottrarre fraudolentemente una somma di denaro dal proprio conto on line
Pubblicato il:
11/10/2011
I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
Per tale ragione, l'istituto di credito è responsabile dei danni derivanti al correntiosta che si sia visto sottrarre fraudolentemente una somma di denaro dal proprio conto on line, in quanto ha l'obbligo di predisporre tutte le misure possibili idonee a ridurre il rischio di accesso non autorizzato.
Tribunale Palermo, sentenza 11.06.2011 n. 2904
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Il proprietario è responsabile dei danni prodotti dai lavori di ristrutturazione nell'immobile locato, ad altro immobile
Pubblicato il:
07/10/2011
In tema di responsabilita' civile, poiche' l'omissione di una condotta rileva, quale condizione determinativa del processo causale dell'evento dannoso, soltanto quando si tratti di omissione di un comportamento di cautela imposto da una norma giuridica specifica, ovvero da una posizione del soggetto che implichi l'esistenza di particolari obblighi di prevenzione dell'evento, una volta dimostrata in giudizio la sussistenza dell'obbligo di osservare la regola cautelare omessa ed una volta appurato che l'evento appartiene al novero di quelli che la norma mirava ad evitare attraverso il comportamento richiesto, non rileva, ai fini dell'esonero dalla responsabilita', che il soggetto tenuto a detta osservanza abbia provato la non conoscenza in concreto dell'esistenza del pericolo (Cass., 5 maggio 2009, n. 10285).
Pertanto, anche il proprietario è responsabile dei danni prodotti dai lavori di ristrutturazione nell'immobile locato, ad altro immobile ma non il condominio.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 18 agosto 2011, n. 17376
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Il medico di guardia sull'autoambulanza del servizio 118 ha l'obbligo di attivarsi con urgenza in caso di grave sintomatologia del paziente
Pubblicato il:
07/10/2011
Si configura il reato previsto dall'art. 328 comma 1 c. p., quando, le omissioni di ricovero sono caratterizzate dal requisito dell'indifferibilità, cioè quelle in cui l'urgenza del ricovero sia effettiva e reale per l'esistente pericolo di conseguenze dannose alla salute della persona. (Amb.Dir.)
In tema di rifiuto di atti di ufficio, il medico di guardia sull'autoambulanza del servizio 118 è tenuto ad effettuare tutti gli interventi richiesti qualora sia posto al corrente, da parte di personale sanitario, di una grave sintomatologia del paziente, avendo l'obbligo di attivarsi con urgenza. (Amb.Dir.)
Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 21 settembre 2011, n. 34402
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E' obbligato al risarcimento del danno il mediatore che non informa il compratore del pignoramento sull'immobile
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07/10/2011
In tema di mediazione immobiliare, durante lo svolgimento della mediazione l'agente deve muoversi seguendo l'ordinaria diligenza richiesta al professionista, a pena di una condanna per truffa e anche di dover risarcire la parte lesa. Se è vero, infatti, che il mediatore non è tenuto a svolgere indagini di natura tecnico-giuridica, come l'accertamento della libertà dell'immobile oggetto del trasferimento, mediante le visure catastali e ipotecarie, tuttavia è comunque tenuto ad un obbligo di corretta informazione secondo il criterio della media diligenza professionale, e ciò comprende, in positivo, l'obbligo di comunicare le circostanze a lui note o comunque conoscibili con la comune diligenza che si richiede al mediatore, e, in negativo, il divieto di fornire informazioni su circostanze che non abbia controllato. (Nel caso di specie, una agenzia locale aveva fatto sottoscrivere un contratto preliminare di acquisto di un fondo rustico - con relativo anticipo e pagamento della commissione - senza però aver informato l'acquirente che sull'immobile gravava un'ipoteca giudiziale).
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 19 settembre 2011, n. 19095
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E' tenuto a risarcire i danni derivanti da immissioni moleste il proprietario del fondo che abbia collocato la canna fumaria a meno di 10 metri di distanza
Pubblicato il:
06/10/2011
E' tenuto a risarcire i danni derivanti da immissioni moleste il proprietario del fondo che abbia collocato la canna fumaria a meno di 10 metri di distanza.
Secondo la S.C., "il giudice di appello ha dato conto, infatti, sulla base della C.T.U., che la prossimità della canna fumaria all'appartamento degli attori (distante appena tre metri e mezzo) e l'uso della canna fumaria per il riscaldamento domestico e per la cottura dei cibi, comportava il superamento di tale limite, non rilevando che, in occasione dell'esperimento peritale, non fossero state constate immissioni di fumo a causa della mancanza di vento.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 6 settembre 2011, n. 18262
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E' nulla la delibera assembleare se l'amministratore rifiuta di di estrarre copia dei documenti contabili su richiesta del condomino
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06/10/2011
In tema di comunione dei diritti reali, ciascun comproprietario ha la facoltà (di richiedere e) di ottenere dall'amministratore del condominio l'esibizione dei documenti contabili in qualsiasi tempo (e non soltanto in sede di rendiconto annuale e di approvazione del bilancio da parte dell'assemblea) e senza l'onere di specificare le ragioni della richiesta (finalizzata a prendere visione o estrarre copia dai documenti), purché l'esercizio di tale facoltà non risulti di ostacolo all'attività di amministrazione, non sia contraria ai principi di correttezza, e non si risolva in un onere economico per il condominio (dovendo i costi relativi alle operazioni compiute gravare esclusivamente sui condomini richiedenti). (Nel caso di specie, trattasi di controversia relativa ad impugnazione di delibera assembleare di approvazione del bilancio consuntivo per lavori di manutenzione straordinaria e del relativo piano di riparto delle spese, avanzata da un condomino sul presupposto della impossibilità di visionare la documentazione relativa, non avendo l'amministratore provveduto a mostrargliela nonostante la sua esplicita richiesta prima dell'assemblea
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 21 settembre 2011, n. 19210
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Commette il delitto di truffa il datore di lavoro che induce in errore l'INPS circa la corresponsione dell'indennità di maternità
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05/10/2011
Integra il delitto di truffa, e non il meno grave reato di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 37, il datore di lavoro che, per mezzo dell'artificio costituito dalla fittizia esposizione di somme come corrisposte al lavoratore, induce in errore l'istituto previdenziale sul diritto al conguaglio di dette somme, invero mai corrisposte, realizzando così un ingiusto profitto e non già una semplice evasione contributiva.
La responsabilità per truffa all'ente pensionistico, quando il raggiro è stato messo in opera dagli amministratori di fatto, va estesa anche ai prestanome. L'amministratore della società, ancorché sia una mero prestanome di altri soggetti che hanno agito come amministratori di fatto, risponde dei reati contestati, quanto meno a titolo di omissione, in quanto per l'affermazione di responsabilità è sufficiente la consapevolezza che dalla condotta omissiva possano scaturire gli eventi tipici del reato, ovvero l'accettazione del rischio che questi si verifichino.
Corte di Cassazione Penale, Sentenza del 8 settembre 2011, n. 33330
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La semplice illegittimita' del protesto e' di per se' sufficiente per la liquidazione del danno
Pubblicato il:
05/10/2011
La semplice illegittimita' del protesto, pur costituendo un indizio in ordine alla esistenza di un pregiudizio alla reputazione, da valutare nelle sue diverse articolazioni, non e' di per se' sufficiente per la liquidazione del danno, essendo necessarie la gravita' della lesione e la non futilita' delle sue conseguenze, da provarsi anche mediante presunzioni semplici, fermo restando l'onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l'esistenza e l'entita' del pregiudizio (Cass. 25 marzo 2009, n. 7211).
Corte di Cassazione Sezione 6 Civile, Ordinanza del 8 settembre 2011, n. 18476
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Il divieto di licenziamento attuato a causa di matrimonio opera nel periodo intercorrente tra la richiesta delle pubblicazioni ed un anno dalla celebrazione
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05/10/2011
Il divieto di licenziamento attuato a causa di matrimonio opera, in forza della presunzione legale di cui alla Legge n. 7 del 1963, articolo 1, comma 3, allorche' il licenziamento sia stato intimato, senza che ricorressero i presupposti di una delle ipotesi di legittimo recesso datoriale, contemplate nell'ultimo comma dello stesso articolo 1, nel periodo intercorrente tra la richiesta delle pubblicazioni ed un anno dalla celebrazione" (v, Cass. 29-7-2009 n. 17612). (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 31 agosto 2011, n. 17845)
Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 31 agosto 2011, n. 17845
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Il datore di lavoro è obbligato a risarcire il danno subito dal lavoratore per effetto delle inesatte informazioni sui contributi
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04/10/2011
Se il datore di lavoro certifica in modo inesatto le informazioni sui contributi e, più in generale, sul rapporto col dipendente, creando un danno a quest'ultimo, è tenuto a risarcirlo.
L'obbligo di comportamento trova il proprio fondamento nel pregresso rapporto contrattuale ed è a tutela dell'affidamento che l'ex dipendente ripone nell'ex datore di lavoro, quale detentore qualificato delle informazioni relative ad un rapporto contrattuale ormai concluso, in un contesto che ha sullo sfondo la tutela costituzionale apprestata al lavoro (art. 35 Cost.).
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 21 luglio 2011, n. 15992
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La presenza di una buca sul fondo stradale giustifica l'addebito di responsabilità al comune per difetto di manutenzione
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04/10/2011
In tema di risarcimento danni, la presenza di una buca sul fondo stradale giustifica l'addebito di responsabilità al comune per difetto di manutenzione. Anche il riempimento della buca ad opera della pioggia, pur avendo contribuito a causare il danno (nascondendo le asperità del suolo, le ha rese ancora più insidiose), non costituisce causa idonea ad esimere l'ente pubblico da responsabilità, ma è piuttosto una circostanza di fatto che invece aggrava gli effetti del vizio di manutenzione. La pioggia è infatti un evento normale e largamente prevedibile e non va confusa con una causa di interruzione del nesso causale quasi che si trattasse di evento esterno e non controllabile, di per sé solo sufficiente a produrre il danno.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 24 maggio 2011, n. 11430
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Il coniuge tradito ha diritto al risarcimento del danno
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04/10/2011
I doveri che derivano ai coniugi dal matrimonio hanno natura giuridica e la loro violazione non trova necessariamente sanzione unicamente nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, discendendo dalla natura giuridica degli obblighi suddetti che la relativa violazione, ove cagioni la lesione di diritti costituzionalmente protetti, possa integrare gli estremi dell'illecito civile e dare luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell'art. 2059 del c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia preclusiva dell'azione di risarcimento relativa a detti danni.
Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 15 settembre 2011, n. 18853
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E' contrario a buona fede il comportamento di colui che riceve a titolo di caparra un assegno che non pone all'incasso, trattenendolo e non restituendolo all'acquirente
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03/10/2011
Allorquando la caparra sia costituita mediante consegna di un assegno bancario, il comportamento del prenditore del titolo che, dopo averne accettato la consegna, ometta poi di porlo all'incasso, trattenendo comunque l'assegno e non restituendolo all'acquirente, è contrario a correttezza e buona fede e comporta a carico del prenditore l'insorgenza degli obblighi propri della caparra, nel senso che ove risulti inadempiente all'obbligazione cui si riferisce la caparra, egli sarà tenuto al pagamento di una somma pari al doppio di quella indicata nell'assegno.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 9 agosto 2011, n. 17127
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