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Anche la perdita di un animale può essere causa di risarcimento del danno morale, quale voce del danno non patrimoniale
Pubblicato il:
08/03/2009
Il giudice di pace può disporre l'indennizzo del danno non patrimoniale anche fuori "dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti", se il danneggiato dimostra (anche attraverso presunzioni) il pregiudizio subito. Ne consegue che anche la perdita di un animale può essere causa di risarcimento del danno morale, quale voce del danno non patrimoniale. (Cass. III Sez. Civ., Sentenza 25 febbraio 2009, n. 4493)
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In materia di responsabilità del medico incombe sul paziente l'onere di allegare l'inesatto adempimento del professionista
Pubblicato il:
05/03/2009
In materia di obbligazioni professionali e di responsabilità del medico per i danni subiti dal paziente per effetto della prestazione sanitaria eseguita, incombe sul paziente l'onere di allegare l'inesatto adempimento del professionista ma non la colpa o la sua gravità. Incombe, invece, sul medico, l'onere di provare il difetto di colpa o la non qualificabilità della colpa in termini di gravità. Ai fini della distribuzione dell'onere probatorio non rileva il grado di difficoltà della prestazione eseguita in quanto esso ha rilevanza solamente per la valutazione del grado di diligenza necessario nell'eseguire la prestazione e del relativo grado di colpa del sanitario. Perché la responsabilità possa dirsi accertata, occorre che sia accertato il nesso di causalità tra la condotta del medico e l' evento lesivo subito dal paziente, nel senso che deve risultare altamente probabile che la condotta diligente del medico non avrebbe causato l'evento o comunque lo avrebbe causato in misura minore.
(Tribunale Benevento Civile, Sentenza del 18 dicembre 2008, n. 2150)
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L'assicurazione risarcisce i danni cagionati dal commercialista in qualità di curatore fallimentare
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05/03/2009
Il professionista non esaurisce le sue attività nell'ambito del contratto di prestazione d'opera intellettuale e resta un privato anche quando svolge un incarico giudiziario. Ne consegue che la manleva scatta se non esclusa dalla polizza. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 30 gennaio 2009, n. 2460)
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La responsabilità dell'ente gestore di una scuola di equitazione per i danni cagionati all'allievo da un animale è esclusa se i danni sono ascrivibili al caso fortuito
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02/03/2009
L'ente gestore di una scuola di equitazione, per sottrarsi alla responsabilità di cui all'art. 2052 cod. civ. nel caso di danni causati da un animale ad un allievo, ha l'onere di provare che tali danni sono ascrivibili al caso fortuito, ivi compresa la condotta imprudente dell'allievo stesso, ma solo dopo che sia stato dimostrato in modo inequivoco la sussistenza del nesso di causalità tra il comportamento dell'animale, del suo cavaliere ed il danno causato.
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La responsabilità della Pa è esclusa quando il danno è attribuibile alla condotta di guida del danneggiato
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01/03/2009
La responsabilità della Pa è esclusa quando il danno è attribuibile alla condotta di guida del danneggiato ed alla non conformità del veicolo alle prescrizioni tecniche.
(Tribunale Modena Civile, Sentenza del 21 maggio 2008, n. 826)
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Il danno non patrimoniale è sempre risarcibile allo straniero, indipendentemente da qualsiasi verifica della condizione di reciprocità
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01/03/2009
Il danno non patrimoniale è sempre risarcibile allo straniero, indipendentemente da qualsiasi verifica della condizione di reciprocità, tanto per il danno alla salute conseguente a fatto illecito verificatosi in Italia, in ragione della rilevanza costituzionale ex articolo 32 della Costituzione, come pure anche per gli altri profili del danno non patrimoniale, quale il danno derivante dalla uccisione del congiunto. è irrilevante, ai fini della quantificazione del risarcimento del danno allo straniero, il luogo in cui il danneggiato vive e in cui utilizzerà il denaro ricevuto, anche nell'ipotesi in cui sia differente la realtà socio-economica e il potere di acquisto della moneta nel Paese di appartenenza della vittima, rispetto a quello del luogo ove il giudice si pronuncia. (Tribunale Milano,Sentenza del 18 dicembre 2008, n. 12099)
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E' vietato sottoporre il paziente al test dell'HIV senza il suo consenso
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26/02/2009
È onere del personale sanitario dimostrare di avere adottato tutte le misure occorrenti allo scopo di garantire il diritto del paziente alla riservatezza e di evitare che i dati relativi all'esito del test e alle condizioni di salute del paziente possano pervenire a conoscenza di terzi. (Corte di Cassazione Civile, Sentenza del 30 gennaio 2009, n. 2468)
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Risarcimento danni da inadempimento contrattuale
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25/02/2009
La sentenza di risoluzione per inadempimento produce, rispetto alle prestazioni già eseguite, un effetto liberatorio ex tunc con la conseguenza che, nel caso si versi in un'ipotesi di inadempimento del venditore, questi è tenuto a restituire quanto versato a titolo di corrispettivo della vendita. Peraltro, è bene specificare che gli interessi non maturano, in questo caso, dal momento in cui è avvenuto il pagamento giacché, venendo meno, appunto, ex tunc il vincolo contrattuale, viene meno la causa alla base del pagamento e, quindi, la disciplina applicabile, a meno di non dimostrare la malafede del venditore, è quella relativa alla ripetizione dell'indebito. Quindi, versandosi in un'ipotesi di indebito oggettivo, salva, si ripete, la buona fede del venditore, gli interessi decorrono dal momento in cui è stata proposta la domanda giudiziale (ai sensi dell'art. 2033 C.c.). (Corte d'Appello Napoli Sezione 3 Civile, Sentenza del 19 gennaio 2009, n. 139)
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E risarcibile lillegittima segnalazione alla Centrale Rischi
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23/02/2009
E risarcibile anche come danno non patrimoniale lillegittima segnalazione alla Centrale Rischi (nel caso di specie Centrale Rischi Investimenti Finanziari).
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Sul risarcimento del danno da perdita di capacità lavorativa
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21/02/2009
Ai fini del riconoscimento del danno per la perdita della capacità lavorativa rileva l'attività e non il titolo di studio. Non rileva quindi osservare che il livello d'istruzione conseguito consenta un impiego sedentario ma bisogna valutare nel concreto. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 27 gennaio 2009, n. 1969)
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Sul danno da perdita di chance
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21/02/2009
Il creditore che voglia ottenere, oltre al rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di chance - che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non è una mera aspettativa di fatto ma un'entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione - ha l'onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile dev'essere conseguenza immediata e diretta. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Civili, Sentenza 26 gennaio 2009, n. 1850)
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Il primario rimosso non viene rientegrato nell'incarico anche se la verifica negativa ha un vizio formale
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19/02/2009
In tema di rapporto di lavoro della dirigenza medica, l'art. 15 del d.lgs. n. 502 del 1992, come modificato dal d.lgs. n. 229 del 1999 nello stabilire, tra l'altro, che l'esito positivo delle verifiche, cui il dirigente sanitario è periodicamente sottoposto, "costituisce condizione per il conferimento o la conferma degli incarichi di maggior rilievo, professionali o gestionali", intende porre a salvaguardia dell'interesse pubblico della salute dei cittadini uno strumento per assicurare il miglior funzionamento della struttura sanitaria, giacché dette verifiche devono essere funzionalmente volte ad assicurare alla struttura medesima, e quindi ai fruitori della stessa, non solo la specifica competenza professionale di chi vi opera, ma anche il corretto espletamento del servizio e la realizzazione dell'appropriatezza degli interventi con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, nonché l'efficace ed efficiente gestione delle risorse. Sicché, alla luce della evidenziata "ratio" della suddetta normativa, deve escludersi che alla violazione delle regole endoprocedimentali, con conseguenti vizi formali, concernenti la verifica dell'attività del sanitario che abbia avuto un esito negativo possa conseguire l'effetto della conferma automatica nell'incarico, potendo semmai detta violazione rilevare ai fini risarcitori.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 3 dicembre 2008, n. 28714)
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L'apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole puo' essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto
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16/02/2009
L'apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole (nella specie il segno descrittivo "LIGHT" sul pacchetto di sigarette) puo' essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto, obbligando colui che l'ha commesso al risarcimento del danno, indipendentemente dall'esistenza di una specifica disposizione o di un provvedimento che vieti l'espressione impiegata.
(Corte di cassazione civile, Sezioni Unite,sentenza 1850/09 del 26/01/2009)
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I genitori del neonato vittima di lesioni gravissime riportate durante il parto hnno diritto al risarcimento del danno morale integrale e liquidato in via equitativa
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16/02/2009
Nella fattispecie di illecito sanitario da cui derivi una lesione gravissima alla salute del neonato, il danno morale richiesto iure proprio dai genitori deve essere comunque risarcito come danno non patrimoniale ed il risarcimento deve avvenire ex art.2056 c.c. secondo equità circostanziata. In particolare, specificano i giudici di legittimità, anche per il danno non patrimoniale il risarcimento deve essere integrale e tanto più elevato quanto maggiore è la lesione che determina la doverosità dellassistenza familiare ed un sacrificio totale ed amorevole verso il macroleso. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 13 gennaio 2009, n. 469)
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Deve escludersi la responsabilità del Comune che non rimedia a situazioni per cui i residenti si sentono minacciati in strada e a casa
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09/02/2009
In tema di danno esistenziale, lo stress psicologico da timore è solo una conseguenza della lesione di un possibile interesse protetto, il quale va tuttavia previamente individuato perché possa anche solo venire in considerazione il danno in ipotesi derivato dalla lesione dello stesso; peraltro, né la serenità né la sicurezza costituiscono, in se stesse considerate, diritti fondamentali di rango costituzionale inerenti la persona, la cui lesione consente il ricorso alla tutela risarcitoria del danno non patrimoniale in applicazione di tale principio, la Corte ha accolto il ricorso del Comune di Reggio Calabria presentato contro la decisione della Corte d'appello, che lo aveva condannato a risarcire il danno esistenziale ad una famiglia che viveva in un appartamento adiacente a un lampione e per questo facilmente raggiungibile dai ladri.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 12 febbraio 2008, n. 3284)
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In tema di responsabilità della P.A. per incidente da buche stradale, la suddivisione in zone a comportare "un maggior grado di possibilità di sorveglianza e di controllo sui beni del demanio stradale" per mantenerli sicuri ed efficienti
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08/02/2009
L'affidamento della manutenzione stradale in appalto a singole imprese sottrae la sorveglianza ed il controllo al Comune, per assegnarli all'impresa appaltatrice, che cosi' risponde direttamente in caso d'inadempimento: infatti, il contratto d'appalto per la manutenzione delle strade di parte del territorio comunale costituisce soltanto lo strumento tecnico - giuridico per la realizzazione in concreto del compito istituzionale, proprio dell'ente territoriale, di provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade di sua proprieta' ai sensi dell'articolo 14 C.d.S. vigente, per cui deve ritenersi che l'esistenza di tale contratto di appalto non vale affatto ad escludere la responsabilita' del Comune committente nei confronti degli utenti delle singole strade ai sensi dell'articolo 2051 c.c.. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 23 gennaio 2009, n. 1691)
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Sul risarcimento del danno parentale
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08/02/2009
In tema di risarcimento del danno da fatto illecito extracontrattuale, se la liquidazione viene effettuata per equivalente, e cioe' con riferimento al valore del bene perduto dal danneggiato all'epoca del fatto illecito, espresso poi in termini monetari che tengano conto della svalutazione monetaria intervenuta fino alla data della decisione definitiva e' dovuto inoltre il danno da ritardo e cioe' il lucro cessante provocato dal ritardato pagamento della suddetta somma, che deve essere provato dal creditore. La prova puo' essere data e riconosciuta dal giudice mediante criteri presuntivi ed equitativi e quindi anche mediante l'attribuzione degli interessi, ad un tasso stabilito valutando tutte le circostanze obiettive e soggettive inerenti alla prova del pregiudizio subito per il mancato godimento - nel tempo - del bene o del suo equivalente in denaro.
Se il giudice adotta, come criterio di risarcimento del danno da ritardato adempimento, quello degli interessi, fissandone il tasso, mentre e' escluso che gli interessi possano essere calcolati dalla data dell'illecito sulla somma liquidata per il capitale, rivalutata definitivamente, e' consentito invece calcolare gli interessi con riferimento ai singoli momenti (da determinarsi in concreto, secondo le circostanze del caso) con riguardo ai quali la somma, equivalente al bene perduto, si incrementa nominalmente, in base agli indici prescelti di rivalutazione monetaria, ovvero ad un indice medio. (Corte di Cassazione Sezioni Unite Civile, Sentenza del 14 gennaio 2009, n. 557)
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Il paziente non può essere sottoposto ad alcun trattamento sanitario contro la sua volontà
Pubblicato il:
05/02/2009
Il paziente non può essere sottoposto ad alcun trattamento sanitario contro la sua volontà, in ossequio al disposto dell'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, salvo che esistano condizioni di assoluta urgenza e di stato di incoscienza che potrebbero legittimare un intervento senza il consenso. Ciò, però, non significa che il consenso a un intervento (nella specie, a un'operazione e, quindi, all'anestesia) debba essere necessariamente espresso per iscritto, ben potendolo desumere, per implicito, dal comportamento del paziente. (Nella specie, oggetto del ricorso del procuratore generale e delle parti civili, era la decisione che aveva mandato assolto dall'imputazione relativa ai reati di cui agli articoli 613 e 586 del Cp un medico anestesista, che aveva partecipato a un intervento chirurgico nel corso del quale una paziente era deceduta per arresto cardiaco; la Corte, partendo dalla premessa di cui in massima, ha ritenuto corretta e congruamente motivata la pronuncia liberatoria, laddove, pur in difetto di consenso scritto, si era apprezzato che la paziente si era rifiutata di apporre la firma sul modulo del consenso all'intervento solo per paura, e non per una scelta cosciente e ponderata di rifiuto delle cure, onde il consenso all'intervento poteva essere desunto implicitamente dal comportamento complessivo della paziente - che aveva tenuto un atteggiamento collaborativo al momento dell'ingresso in camera operatoria - e dall'interpretazione dello stesso fatta dai più stretti congiunti, risultando che il modulo di consenso all'operazione e all'anestesia era stato formalmente firmato dal marito, ivi presente).
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Il totale risarcimento dei danni conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro va accordato anche alla casalinga
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02/02/2009
Il totale risarcimento dei danni conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro va accordato anche alla casalinga. Ne consegue che in caso di incidente stradale la casalinga ha diritto anche al risarcimento del danno patrimoniale.
Ciò in quanto il principio che consente di risarcire un danno futuro ed incerto dev'essere individuato nel diritto delle vittime al risarcimento totale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro, che compete anche alla casalinga.
(Corte di Cassazione, Sentenza n.1343/2009)
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Il cliente che non affidi gli oggetti di valore all'albergatore, corre il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno
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28/01/2009
In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, il cliente non ha l'obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all'albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso; pertanto, ove non si avvalga di tale facoltà, corre solo il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno (art. 1783 Codice Civile), a meno che non provi la colpa dell'albergatore ai sensi dell'art. 1785 bis Codice Civile". ... "l'articolo 1785 bis Codice Civile (introdotto dalla legge 10.6.1978 n.316) ha parzialmente modificato la disciplina precedente nel senso che, fermo restante la distinzione tra cose "portate" in albergo e cose consegnate all'albergatore o da quest'ultimo ingiustamente rifiutate, ha stabilito anche per le prime una responsabilità senza limite qualora il deterioramento, la distruzione o la sottrazione siano dovuti a colpa dello stesso albergatore o degli altri soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione.
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