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La multa è valida anche se il verbale non è firmato dall'agente

Pubblicato il: 15/01/2009


I dati estrinsecati nello stesso contesto del documento consentono di accertare, "aliunde", la sicura attribuibilità dell'atto a chi deve esserne l'autore secondo le norme positive" e che "in realtà, la funzione del verbale notificato al contravventore ha la funzione di portare a conoscenza del medesimo gli estremi della violazione: la validità della contestazione, quale che sia la forma usata, è condizionata unicamente dalla sua idoneità a garantire l'esercizio di detto diritto, al quale è preordinata, e solo la accertata inidoneità può essere causa di nullità del verbale e della successiva ordinanza-ingiunzione.(Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 22 ottobre 2007, n. 22088)

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La notifica lasciata al portiere è nulla senza la "ricerca" degli altri abilitati alla ricezione

Pubblicato il: 06/01/2009


La notificazione effettuata al portiere dello stabile del destinatario e' nulla qualora l'ufficiale giudiziario si limiti a dare atto della precaria assenza del destinatario senza certificare l'avvenuta ricerca delle ulteriori persone abilitate a ricevere l'atto salvo che le parole usate dall'incaricato alla notifica lascino intendere il mancato rinvenimento nel luogo della notifica di ogni altra persona abilitata a ricevere l'atto in luogo del destinatario.
(Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 31 gennaio 2008, n. 2304)

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L'accertamento della situazione di pericolo occulto integrante l' insidia stradale (e come tale fonte di responsabilità della p.a. per i danni), è un apprezzamento insindacabile in sede di legittimità

Pubblicato il: 02/01/2009


L'accertamento della situazione di pericolo occulto integrante l' insidia stradale (e come tale fonte di responsabilità della p.a. per i danni), è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, "insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato e se, come pure nella specie, mancano specifiche doglianze di incongruità e illogicità della motivazione(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 18 novembre 2008, n. 27393)

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In caso di lesioni gravissime da incidente stradale il danno biologico deve essere "personalizzato", considerando anche la minor capacità lavorativa e il danno psichico

Pubblicato il: 20/12/2008


Nella valutazione del danno morale contestuale alla lesione del diritto della salute, la valutazione di tale voce, dotata di logica autonomia in relazione alla diversità del bene protetto, che pure attiene ad un diritto inviolabile della persona (la sua integrità morale: art. 2 della Costituzione in relazione allo art. 1 della Carta di Nizza, che il Trattato di Lisbona, ratificato dall'Italia con legge 2 agosto 2008 n. 190, collocando la Dignità umana come la massima espressione della sua integrità morale e biologica) deve tener conto delle condizioni soggettive della persona umana e della gravità del fatto, senza che possa considerarsi il valore della integrità morale una quota minore del danno alla salute. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 12 dicembre 2008, n. 29191)

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Nel reato di fuga il dolo deve investire non solo l'evento dell'incidente, ma anche il danno alle persone e, conseguentemente, la necessità del soccorso

Pubblicato il: 08/12/2008


Nel reato di fuga, previsto dall'articolo 189 Cds, commi 6 e 7, il dolo deve investire non solo l'evento dell'incidente, ma anche il danno alle persone e, conseguentemente, la necessità del soccorso. Non è invero condivisibile la tesi secondo la quale la natura dell'evento-danno cagionato si atteggi a mera condizione di punibilità, con ciò implicando, una imputazione sostanzialmente a titolo di responsabilità oggettiva, in quanto la sostituzione di una fattispecie dolosa a una colposa sarebbe poco razionale laddove si ritenesse che la prima è punita indipendentemente dalla consapevolezza da parte dell'agente di tutti gli elementi della stessa e, quindi, anche delle conseguenze derivate dall'incidente stesso. (Tribunale Napoli Sezione 4 Penale, Sentenza del 29 ottobre 2008, n. 9333)

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Il conducente che intenda effettuare di notte e in condizioni di scarsa visibilità il sorpasso di altro veicolo deve sempre lampeggiare

Pubblicato il: 30/11/2008


Il conducente che intenda effettuare di notte e in condizioni di scarsa visibilità il sorpasso di altro veicolo è tenuto, prima di invadere la corsia opposta, ad accertarsi, con i propri mezzi di illuminazione, che nessun veicolo provenga in senso contrario".
Difatti, "onde ovviare ai rischi derivanti da situazioni impreviste, colui che si accinga a compiere la manovra di sorpasso in condizioni particolari di tempo e di luogo è legittimato a fare uso continuo dei fari abbaglianti per sopperire alla mancanza di illuminazione pubblica, ma qualora, lungo il percorso, incroci altro veicolo, ovvero segua a breve distanza altro veicolo, non gli è interdetto, come si sostiene nella sentenza impugnata, anzi gli è consentito, ex art. 153 comma 4 cod. strad. – per contemperare il fine di accertare la visibilità e la liberà dell'area antistante il veicolo sorpassante ed il fine di non disturbare il conducente del veicolo da sorpassare o quello del veicolo marciante in senso contrario – l'uso intermittente dei proiettori di profondità per dare avvertimenti utili allo scopo di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l'intenzione di effettuare una manovra potenzialmente pericolosa, qual'è il sorpasso". (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 31 ottobre 2008, n. 40914)

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La presenza di un pedone sulla carreggiata non costituisce circostanza imprevedibile qualora nei dintorni si ravvisi la presenza anche di una sola casa di abitazione

Pubblicato il: 22/11/2008


La presenza di un pedone sulla carreggiata non costituisce circostanza imprevedibile qualora nei dintorni si ravvisi la presenza anche di una sola casa di abitazione, è pertanto ravvisabile la sussistenza dell'elemento soggettivo della colpa nella condotta del conducente il quale, pur avendo avvistato l'abitazione, non abbia proceduto ad adeguare la propria velocità alle circostanze del caso. (Tribunale Monza Sezione 1 Civile, Sentenza del 26 giugno 2008, n. 1898)

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La P.A. risponde ex art. 2051 c.c. per l'incidente occorso a causa di una macchia d'olio sulla carreggiata, la cui presenza era stata segnalata all'ente competente ben due ore prima del verificarsi del sinistro

Pubblicato il: 22/11/2008


La configurabilità di una responsabilità ex art. 2051 c.c. nei confronti della P. A. non può dipendere dalla natura giuridica del bene di cui essa risulta titolare, inducendo tale conclusione ad un ingiustificato privilegio da parte dell'amministrazione rispetto a tutti gli altri consociati; occorre perciò aver riguardo, a tal fine, alla situazione di fatto; sicchè il titolo di responsabilità prospettabile nei confronti di questa sarà quello derivante dal rapporto di custodia con la res ogni qual volta, dagli elementi desunti in concreto, emerga che il fatto produttivo del danno sia riconducibile proprio all'omissione del dovere di vigilanza che a tale rapporto risulta correlato.

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Le Sezioni Unite cancellano il danno esistenziale

Pubblicato il: 15/11/2008


In assenza di reato, e al di fuori dei casi determinati dalla legge, pregiudizi di tipo esistenziale sono risarcibili purché conseguenti alla lesione di un diritto inviolabile della persona. Palesemente non meritevoli dalla tutela risarcitoria, invocata a titolo di danno esistenziale, sono i pregiudizi consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie ed in ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascuno conduce nel contesto sociale, ai quali ha prestato invece tutela la giustizia di prossimità. Non vale, per dirli risarcibili, invocare diritti del tutto immaginari, come il diritto alla qualità della vita, allo stato di benessere, alla serenità: in definitiva il diritto ad essere felici. Al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale.
(Corte di Cassazione (SS.UU.), nr. 26972, 26973, 26974, 26975)

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Sono valide le multe per infrazioni rilevate dalle porte telematiche sulle corsie preferenziali e Ztl

Pubblicato il: 15/11/2008


La previsione di uno specifico obbligo per coloro che fruiscono delle corsie preferenziali non appare in contrasto con la disciplina costituzionale che tutela il diritto al lavoro, ne' con il principio espresso dall'articolo 23 Cost., posto che deve ritenersi quanto al primo profilo che la scelta operata in concreto (acquisizione di un Telepass) non costituisca un onere tale da porre seriamente in discussione il diritto al lavoro, cosi' come, quanto al secondo profilo, non puo' ritenersi violato il disposto di cui all'articolo 23 Cost., in relazione alla modesta entita' del sacrificio imposto a fronte del beneficio che indirettamente l'utente ne riceve in conseguenza di un efficace controllo delle zone riservate e un conseguente miglior funzionamento del servizio di trasporto (vedi anche sul punto Consiglio di Stato n. 1075 del 2000).

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Il verbale di accertamento per attraversamento dell'incorcio con semaforo rosso non vale fino a querela di falso

Pubblicato il: 13/11/2008


Il verbale di accertamento di una violazione del codice della strada, in dipendenza della sua natura di atto pubblico, fa piena prova fino a querela di falso, oltre che in ordine alla provenienza dell'atto e alle dichiarazioni rese dalle parti, anche relativamente agli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, mentre l'efficacia probatoria privilegiata deve essere esclusa sia con riferimento ai giudizi valutativi in esso contenuti sia con riguardo ai fatti che in ragione della loro modalità di accadimento repentino non siano verificabili in modo oggettivo ed abbiano potuto dare luogo ad una percezione sensoriale caratterizzata da margini di apprezzamento soggettivo, come si verifica quando la rilevazione riportata sul verbale riguarda il transito, in un incrocio regolato da semaforo, di un'autovettura con il segnale rosso. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 29 agosto 2008, n. 21816)

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L'opponente avverso verbale di contestazione di infrazione alle norme sulla circolazione stradale non ha interesse a impugnare la sospensione della patente

Pubblicato il: 12/11/2008


L'opponente avverso verbale di contestazione di infrazione alle norme sulla circolazione stradale non ha interesse a impugnare la sospensione della patente. Con il verbale di accertamento, infatti, unico oggetto dell'opposizione, non può essere sospesa la patente, atteso che tale sanzione accessoria deve essere irrogata dal prefetto con specifico provvedimento che può e deve formare oggetto di autonoma opposizione, mentre non è ipotizzabile un'opposizione in prevenzione contestuale a quella al verbale nel quale il riferimento al fatto che la violazione comporti la decurtazione di punti nonché la sanzione accessoria della sospensione della patente rappresenta un'avvertenza e non un'applicazione delle dette sanzioni, per le quali gli agenti accertatori non hanno alcuna competenza. Nella specie, ha osservato la Suprema corte, detti agenti non hanno - illegittimamente - provveduto al riguardo, essendosi limitati all'avvertimento dell'adozione de futuro e da parte dell'organo competente, dei provvedimenti di decurtazione punti e sospensione patente e al ritiro della patente stessa che è atto procedimentale dovuto ex lege e non provvedimento impugnabile. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 8 maggio 2008, n. 11490)

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La firma del trasgressore sull'allegato del verbale di violazione rende inutile la notifica

Pubblicato il: 30/10/2008


La sottoscrizione dell'atto, con il quale gli interessati dichiaravano non solo di aver preso visione del verbale, ma indicavano anche chi fosse alla guida al momento della infrazione, senza alcuna riserva o contestazione relativa alla infrazione contestata, puo' ritenersi equivalente alla notificazione, si' da non richiedere la necessita' di una ulteriore notifica del verbale, che ha appunto lo scopo di consentire pienamente il diritto di difesa, finalita' questa in concreto certamente raggiunta. Occorre ulteriormente osservare che tra la data della sottoscrizione della dichiarazione e la data di accertamento dell'illecito era trascorso un termine inferiore a 150 giorni. Sicche' l'Amministrazione ha pienamente rispettato il termine di cui all'articolo 201 C.d.S..

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I punti dalla patente non possono essere decurtati se nel comune di residenza non sono stati istituti corsi di recupero

Pubblicato il: 27/10/2008


I punti della patente non possono essere tolti se nel Comune di residenza dell’automobilista non sono ancora stati istituiti i corsi di recupero. E' quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con sentenza n.20564/2008.

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Non è imputabile all'automobilista l'incidente stradale cagionato dallo scoppio di uno pneumatico

Pubblicato il: 26/10/2008


L'incidente stradale cagionato dallo scoppio di uno pneumatico, non può essere ascritto alla responsabilità soggettiva del conducente che abbia omesso di verificare, prima di mettersi alla guida, lo stato di usura dei pneumatici, quando, dall'impianto probatorio di primo grado non risulta provata la negligenza del conducente nel mettersi alla guida, ma appare piuttosto evidente che la causa scatenante l'evento sia stato l'improvviso sbandamento del mezzo causato dallo scoppio, inevitabile ed imprevedibile, dello pneumatico.
(Corte d'Appello Napoli Sezione 4 Civile, Sentenza del 10 giugno 2008, n. 2268)

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Il danno morale ha una propria fisionomia e non può essere liquidato in automatico con la metà del danno biologico

Pubblicato il: 26/10/2008


Nel caso di accertamento di un danno biologico di rilevante entità e di duratura permanenza, il danno morale, come lesione dell'integrità morale della persona non può essere liquidato in automatico e pro quota come una lesione di minor conto. Il danno morale è ingiusto così come il danno biologico, e nessuna norma costituzionale consente al giudice di stabilire che l'integrità morale valga la metà di quella fisica. Il danno morale ha una propria fisionomia, e precisi referenti costituzionali, attenendo alla dignità della persona umana, e dunque il suo ristoro deve essere tendenzialmente satisfattivo e non simbolico. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile,Sentenza del 4 marzo 2008, n. 5795)

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Il liquidatore della compagnia non rappresenta in giudizio il Fondo vittime della strada

Pubblicato il: 21/10/2008


In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, dopo la messa in liquidazione coatta amministrativa della compagnia assicuratrice, la legittimazione passiva con riguardo all'azione risarcitoria del danneggiato spetta unicamente all'impresa designata (non cessionaria) per la liquidazione dei sinistri per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada mentre resta irrilevante che il Commissario Liquidatore - litisconsorte necessario in quel giudizio - sia autorizzato, ai sensi dell'art. 9 del d.l. n. 857 del 1976, convertito, con modificazioni, nella legge n. 39 del 1977 alla liquidazione di danni per conto di detto fondo di garanzia. Siffatta autorizzazione attiene, infatti, solo alla fase stragiudiziale dei sinistri e non si concreta nel riconoscimento al Commissario Liquidatore di una legittimazione a stare in giudizio per conto del Fondo, restando anche in tal caso la legittimazione riferita solo alla detta impresa ed essendo la partecipazione del Commissario quale litisconsorte necessario finalizzata solo a rendere il giudicato opponibile alla liquidazione coatta. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 20 giugno 2008, n. 16798)



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Norme di comportamento e corresponsablità del conducente del mezzo avente diritto alla precedenza

Pubblicato il: 15/10/2008


In tema di circolazione stradale, deve affermarsi la corresponsabilità in ordine alla verificazione dell'incidente anche del conducente del mezzo favorito, ossia avente diritto di precedenza, soprattutto laddove questi abbia tenuto una velocità ccessiva approssimandosi a un'intersezione. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale,Sentenza del 12 agosto 2008, n. 33385)

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L'assicurazione che chiede la restituzione di quanto pagato in eccesso riproporre la domanda restitutoria può riproporre la domanda in separato giudizio

Pubblicato il: 14/10/2008


In relazione alla domanda - proposta nella fase di gravame - di restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado impugnata, il giudice di appello opera quale giudice di primo grado, in quanto detta domanda non poteva essere formulata precedentemente; da tanto consegue che, se il giudice dell'impugnazione omette, in tale qualità, di pronunziarsi sul punto, la parte ha la facoltà alternativa di far valere l'omessa pronunzia con ricorso in cassazione o di riproporre la domanda restitutoria in separato giudizio, senza che la mancata impugnazione della sentenza determini la formazione del giudicato. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile
Sentenza del 11 giugno 2008, n. 15461)




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È illegittima la rimozione operata da una società di soccorso stradale di un ciclomotore posteggiato in area privata ma gravata da servitù di uso pubblico

Pubblicato il: 10/10/2008


È illegittima la rimozione operata da una società di soccorso stradale di un ciclomotore posteggiato in area privata ma gravata da servitù di uso pubblico (nella specie portico condominiale) se non viene accertata dall'autorità amministrativa la violazione di un divieto al codice della strada. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 21 aprile 2008, n. 10323)



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