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Oltre 273 news in Responsabilità medica sono presenti nella nostra banca dati.
Risarcimento danni per rapina di beni custoditi nella cassetta di sicurezza
Pubblicato il:
28/01/2009
In tema di locazione di cassette di sicurezza la clausola predisposta a stampa tra le condizioni generali che - in aggiunta a quanto risulta dagli accordi particolari e specifici - limiti a una determinata somma, di importo relativamente modesto, la responsabilità della banca, per la perdita dei valori depositati integra un patto limitativo non dell'oggetto del contratto, ma del debito risarcitorio della banca, in quanto impone un massimale all'entità del danno dovuto per l'inadempimento dell'obbligo di tutelare il contenuto della cassetta: obbligo che è da ritenere svincolato dal valore degli oggetti depositati, in virtù della segretezza garantita alle operazioni dell'utente. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 25 novembre 2008, n. 28067)
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Risarcimento danno morale a genitori di neonato per illecito sanitario
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27/01/2009
Nella fattispecie di illecito sanitario (per responsabilità aquiliana o contrattuale, nel rispetto del principio del devolutum) da cui derivi una lesione gravissima alla salute del neonato, il danno morale richiesto iure proprio dai genitori deve essere comunque risarcito (vedi punto 4.1. delle SU 26972 cit.) come danno non patrimoniale, nell'ampia accezione ricostruita dalle SU come principio informatore della materia (vedi punto 3.12 delle SU 26972 cit.). Il risarcimento deve avvenire secondo equità circostanziata (art. 2056 cc), tenendosi conto (punto 4.8 delle SU cit.) che anche per il danno non patrimoniale il risarcimento deve essere integrale, e tanto più elevato quanto maggiore è la lesione che determina la doverosità dell'assistenza familiare ed un sacrificio totale ed amorevole verso il macroleso (vedi punto 4.9 delle SU citate)".
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Nel caso di incidente in autostrada la prova della negligenza del gestore non grava sul danneggiato
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22/01/2009
Il pedaggio crea un rapporto contrattuale utente-concessionario: Ne consegue che la presenza di un ostacolo nella carreggiata è un inadempimento la cui non imputabilità va dimostrata dall'obbligato ex articolo 1218 Cc(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 24 aprile 2008, n. 10689)
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È valida la notificazione dell'atto giudiziario qualora eseguita presso la residenza anagrafica del destinatario dell'atto stesso, in realtà dimorante stabilmente altrove
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20/01/2009
È valida la notificazione dell'atto giudiziario (nella specie: citazione introduttiva del giudizio) qualora eseguita presso la residenza anagrafica del destinatario dell'atto stesso, in realtà dimorante stabilmente altrove, ove non possa addebitarsi al notificante l'inosservanza dell'obbligo di ordinaria diligenza nell'accertamento dell'effettiva residenza del destinatario della notifica. Al riguardo, ancorché sia dedotto e dimostrato che il destinatario della notifica ha da tempo trasferito altrove di fatto la propria dimora, senza che controparte ne fosse a conoscenza, correttamente il giudice del merito ritiene la permanenza di un legame del destinatario dell'atto con il luogo di residenza anagrafica, tale da consentirgli di essere reso edotto della corrispondenza ivi inoltrata, dalla relazione di notifica dell'ufficiale giudiziario che ha consegnato il piego al portiere dello stabile, per precaria assenza del destinatario e delle altre persone di cui all'articolo 139 del codice di procedura civile.
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Se il dislivello tra carreggiata e banchina è insidioso il Comune risarcisce l'utente danneggiato
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19/01/2009
L'area laterale delle strade extraurbane, in caso di necessità, è utilizzabile dai veicoli per manovre brevi o d'emergenza: s'impongono, pertanto, le stesse misure di prevenzione valevoli per il manto stradale. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 18 luglio 2008, n. 19941)
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Il proprietario di un cane è titolare di una posizione di garanzia collegata al fatto di essere, in quanto tale, tenuto a controllare le reazioni dell'animale
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19/01/2009
Il proprietario di un cane è titolare di una posizione di garanzia collegata al fatto di essere, in quanto tale, tenuto a controllare le reazioni dell'animale, cosicché può essere chiamato a rispondere, ai sensi dell'articolo 40 comma 2, del Cp, delle lesioni procurate a terzi dall'animale, qualora risulti che l'abbia affidato a persona non in grado di controllarne le reazioni rispetto alla forza fisica dell'animale, senza avere curato né controllato che l'uscita dell'animale avvenisse con le prescritte cautele, museruola e guinzaglio. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 8 settembre 2008, n. 34765)
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Non è infortunio in itinere in caso di incidente stradale subito dal lavoratore che si sia spostato conil proprio automezzo al luogo di prestazione dell'attività lavorativa fuori sede tra il luogo della propria dimora
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17/01/2009
In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l'infortunio "in itinere" non può essere ravvisato incaso di incidente stradale subito dal lavoratore che si sia spostato con il proprio automezzo al luogo di prestazione dell'attività lavorativa fuori sede tra il luogo della propria dimora, ove l'uso del veicolo privato non.rappresenti una necessità, inassenza di soluzioni alternative, ma una libera scelta del lavoratore, tenuto conto che il mezzo di trasporto pubblico costituisce lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio della strada.(Nella specie, il mezzo privato era stato portato il giorno prima del turno lavorativo nella città di lavoro per motivi personali, poi riportato indietro alla fine del turno - per poter essere utilizzato per recarsi al lavoro il giorno dopo - e intale occasione si era verificato l'incidente).
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La Banca può non essere responsabile dei danni derivanti dal furto di un assegno inviato alla stanza doi compensazione
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17/01/2009
La banca, che nell'esecuzione dell'incarico ricevuto dal correntista si avvalga dell'opera di sostituti, risponde delle conseguenze dannose subite dal cliente per fatto dei predetti, in base alle disposizioni di cui all'articolo 1717 c.c., essendo tenuta a rispettare le regole del mandato. Di conseguenza, al fine di stabilire se la banca sostituente, girataria per l'incasso di un assegno tratto su altra banca, debba rispondere del danno subito dal proprio cliente a seguito della mancata levata del protesto da parte della banca sostituita, occorre accertare se la sostituzione della seconda banca alla prima, nell'esecuzione del mandato ad incassare l'assegno, debba o no considerarsi autorizzata ovvero necessitata, e, in caso affermativo, se la banca girante, nella sua qualita' di mandataria per l'incasso, abbia dato alla banca girataria le necessarie istruzioni ed abbia osservato l'ordinaria diligenza, vigilando sull'operato della stessa (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 14 novembre 2008, n. 27230).
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Per l'indendio del garage causato dal corto circuito di una scatola di derivazione estranea al rapporto di utenza è responsabile ex art. 2043 c.c. la società elettrica
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17/01/2009
Per l'indendio del garage causato dal corto circuito di una scatola di derivazione estranea al rapporto di utenza è responsabile ex art. 2043 c.c. la società elettrica. E decorso il termine breve di prescrizione quinquennale non può essere richiesto il risarcimento. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 21 novembre 2008, n. 27671)
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E' infondata la pretesa ad un risarcimento per il ritardo nella corresponsione della prestazione, ulteriore a quello già attribuito a titolo di rivalutazione dellindennizzo ed interessi
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14/01/2009
Il danno non patrimoniale deve essere risarcito non solo nei casi previsti dalla legge ordinaria, ma anche nei casi di lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti (come la salute, la famiglia, la reputazione, la libertà di pensiero. E' quindi infondata la pretesa ad un risarcimento per il ritardo nella corresponsione della prestazione, ulteriore a quello già attribuito a titolo di rivalutazione dellindennizzo ed interessi.
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I comuni sono responsabili del ritardo nella celebrazione di un matrimonio e debbono risarcire il danno che da tale ritardo si può essere verificato
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14/01/2009
I comuni sono responsabili del ritardo nella celebrazione di un matrimonio e debbono risarcire il danno che da tale ritardo si può essere verificato. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 18 novembre 2008, n. 27407.
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La palestra risponde dei danni subiti dall'atleta nell'utilizzo di una cyclette difettosa
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10/01/2009
La responsabilità prevista dall'art. 2051 cod. civ. per i danni cagionati da cose in custodia presuppone la sussistenza di un rapporto di custodia della cosa e una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa; detta norma non esonera il danneggiato dall'onere di provare il nesso causale tra cosa in custodia e danno, ossia di dimostrare che l'evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa mentre resta a carico del custode offrire la prova contraria alla presunzione "iuris tantum" della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità. Nella specie la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di appello che, valutati esaurientemente tutti gli elementi del caso concreto, aveva ritenuto sussistente la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. dei gestori di una palestra per i danni provocati ad un associato da una cyclette difettosa.
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La determinazione del danno biologico trasmissibile agli eredi in caso di morte non immediata del congiunto deve essere riferita all'invalidazione totale della parte lesa, privata delle condizioni biologiche di sopravvivenza
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08/01/2009
La determinazione del danno biologico trasmissibile agli eredi in caso di morte non immediata del congiunto deve essere riferita all'invalidazione totale della parte lesa, privata delle condizioni biologiche di sopravvivenza. Anche nella liquidazione di tale danno il giudice deve provvedere a un risarcimento integrale e non parziale. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile
Sentenza del 28 novembre 2008, n. 28407)
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Il farmacista non è tenuto a controllare l'indicazione della posologia del farmaco prescritto dal medico di base e di conseguenza non è responsabile dei danni subiti dal paziente a causa di un sovradosaggio nell'assunzione del medicinale
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07/01/2009
Al di fuori dell'ipotesi di prescrizione di sostanze velenose a dosi pericolose di cui all'art. 40 del R.D. n. 1706/1938, il farmacista non è tenuto né autorizzato a sindacare i trattamenti terapeutico-farmacologici prescritti al paziente né a verificare se la posologia del farmaco indicata in ricetta sia effettivamente corrispondente alle particolari esigenze terapeutiche del paziente medesimo; deve, pertanto, escludersi la responsabilità in capo al farmacista che, a fronte dell'errore compiuto dal medico nell'indicazione della posologia del farmaco ed incorrendo nel medesimo errore, abbia apposto - sulla confezione dispensata il cui consumo avrebbe cagionato il decesso del paziente - una scritta volta descrivere le modalità di assunzione del farmaco nei dosaggi erroneamente indicati in ricetta. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile
Sentenza del 18 gennaio 2008, n. 8073)
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Ha diritto ad essere risarcito colui che sia costretto a pulire le gronde del garage della sua abitazione nonché i tombini dell'acqua piovana dalle foglie che cadono dai rami della vicina
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04/01/2009
Il proprietario ha il sacrosanto diritto di tutelare il proprio fondo e la propria abitazione dai gravi danni, materiali e igienici, causati dalla convenuta e ad evitare lavori e spese per l'incuria della vicina confinante. Ne consegue che ha diritto ad essere risarcito colui che sia costretto a pulire le gronde del garage della sua abitazione nonché i tombini dell'acqua piovana dalle foglie che cadono dai rami della vicina.(Corte di Cassazione Sezione 2 Civile
Sentenza del 21 gennaio 2008, n. 1260)
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L'accertamento della situazione di pericolo occulto integrante l' insidia stradale (e come tale fonte di responsabilità della p.a. per i danni), è un apprezzamento insindacabile in sede di legittimità
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02/01/2009
L'accertamento della situazione di pericolo occulto integrante l' insidia stradale (e come tale fonte di responsabilità della p.a. per i danni), è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, "insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato e se, come pure nella specie, mancano specifiche doglianze di incongruità e illogicità della motivazione(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 18 novembre 2008, n. 27393)
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Il datore di lavoro risponde per gli infortuni dei propri dipendenti anche se le lesioni sono provocate da macchinari conformi alle norme UE
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02/01/2009
E' configurabile la responsabilità del datore di lavoro il quale introduce nellazienda e mette a disposizione del lavoratore una macchina che per vizi di costruzione possa essere fonte di danno per le persone senza avere appositamente accertato che il costruttore, e leventuale diverso venditore, abbia sottoposto la stessa macchina a tutti i controlli rilevanti per accertarne la resistenza e lidoneità alluso, non valendo ad escludere la propria responsabilità la mera dichiarazione di avere fatto affidamento sullosservanza da parte del costruttore delle regole della migliore tecnica. (Corte di Cassazione Penale, Sentenza del 5 dicembre 2008, n. 45335)
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L'istruttore di nuoto non risponde ex art. 2051 c.c. per i danni subiti dalla minore che frequentando un corso di nuoto in piscina, scivola urtando violentemente contro il bordo della vasca
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28/12/2008
Dei danni riportati dalla minore che frequentando un corso di nuoto in piscina, scivola urtando violentemente contro il bordo della vasca, l'istruttrice ne risponderà a titolo di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c. Perché l'evento dannoso sia imputabile a titolo di responsabilità da cose in custodia, è necessario che lo stesso si sia verificato per effetto di un'insidia della cosa e che il convenuto abbia, in virtù del suo rapporto con la cosa, l'obbligo di esercitarvi la sua prudente vigilanza al fine di impedire che produca danni a terzi. Ne deriva che incombe sull'attore provare l'esistenza del nesso di causalità tra la cosa e l'evento lesivo mentre al convenuto, custode, spetta fornire la prova che l'evento è stato determinato da un fattore esterno, imprevedibile ed inevitabile. Nel caso di specie l'istruttrice avrebbe dovuto dimostrare che l'evento lesivo sofferto dalla minore non era stato determinato dalle caratteristiche specifiche dello scivolo della piscina bensì da elementi esterni che da soli avrebbero determinato comunque l'evento.
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I verbali della Commissione medico-ospedaliera istituita ai fini dell'indennizzo in favore di soggetti danneggiati da complicanze irreversibili fanno piena prova, ai sensi dell'art. 2700 cod. civ.
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27/12/2008
I verbali della Commissione medico-ospedaliera di cui all'art. 4 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 - istituita ai fini dell'indennizzo in favore di soggetti danneggiati da complicanze irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di sangue e somministrazione di emoderivati - fanno piena prova, ai sensi dell'art. 2700 cod. civ., dei fatti che la Commissione attesta essere avvenuti in sua presenza o essere stati dalla stessa compiuti, mentre le valutazioni, le diagnosi o, comunque, le manifestazioni di scienza o di opinione in essi contenuti costituiscono materiale indiziario soggetto al libero apprezzamento del giudice, il quale può valutarne l'importanza ai fini della prova ma non può mai attribuire loro il valore di vero e proprio accertamento.
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In caso di lesioni gravissime da incidente stradale il danno biologico deve essere "personalizzato", considerando anche la minor capacità lavorativa e il danno psichico
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20/12/2008
Nella valutazione del danno morale contestuale alla lesione del diritto della salute, la valutazione di tale voce, dotata di logica autonomia in relazione alla diversità del bene protetto, che pure attiene ad un diritto inviolabile della persona (la sua integrità morale: art. 2 della Costituzione in relazione allo art. 1 della Carta di Nizza, che il Trattato di Lisbona, ratificato dall'Italia con legge 2 agosto 2008 n. 190, collocando la Dignità umana come la massima espressione della sua integrità morale e biologica) deve tener conto delle condizioni soggettive della persona umana e della gravità del fatto, senza che possa considerarsi il valore della integrità morale una quota minore del danno alla salute. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 12 dicembre 2008, n. 29191)
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