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Il termine concesso al prefetto per l'emissione dell'ordinanza-ingiunzione irrogativa di una sanzione pecuniaria, in caso di lex superveniens, trova applicazione alle fattispecie non ancora esaurite al momento dell'entrata in vigore della legge

Pubblicato il: 12/04/2008


In tema di applicazione delle sanzioni amministrative per le violazioni alle norme del codice della strada, il termine concesso al prefetto per l'emissione dell'ordinanza-ingiunzione irrogativa di una sanzione pecuniaria, in caso di lex superveniens, trova applicazione alle fattispecie non ancora esaurite al momento dell'entrata in vigore della legge, ancorché la violazione sia stata accertata precedentemente, dovendosi fare riferimento alla disciplina vigente nel momento in cui il provvedimento viene adottato, in forza del principio generale, in tema di formazione degli atti amministrativi, secondo cui la nuova normativa, portatrice di un esigenza di pubblico interesse, trova immediata applicazione allorché la fase nella quale si inserisce non sia ancora conclusa. (Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza del 21 gennaio 2008, n. 1243)

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E' nulla la multa elevata nei confronti di un automobilista che abbia parcheggiato l’auto in area di sosta in concessione, senza acquistare il titolo di pagamento

Pubblicato il: 08/04/2008


E' nullo il verbale di contravvenzione redatto da un ausiliario del traffico nei confronti di un automobilista che abbia parcheggiato l’auto in area di sosta in concessione, senza acquistare il titolo di pagamento se il Comune non ha provveduto, ai sensi dell’articolo 7 del Codice della Strada a disporre, nelle immediate vicinanze, una adeguata area destinata al parcheggio gratuito. (Tribunale di Roma XII Sezione Civile n. 3868 del 19 febbraio 2008)

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In caso di investimento di minore la valutazione del danno deve tenere conto dell'evoluzione dei postumi invalidanti, della perdita della capacità lavorativa generica e delle qualità della vita

Pubblicato il: 15/03/2008


Nel caso di lesioni gravi a soggetto minorenne (5 anni) la lesione della salute include il danno biologico nella sua complessità di lesione fisica, psichica, interrelazionale e dinamica; conseguentemente la valutazione della gravità del danno deve avvenire mediante consulenza medico legale che tenga conto anche dell'evoluzione dei postumi invalidanti, della perdita della capacità lavorativa generica e delle qualità della vita, sicchè la valutazione tabellare attuariale deve avvenire ai valori attuali (al tempo della liquidazione) con elevata personalizzazione, attesa la lunga durata della invalidità rispetto alle speranze di vita. (Corte di Cassazione, sezione 3 civile, sentenza 10 marzo 2008, n. 6288)


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In caso di inosservanza dei limiti di velocità, la mancata attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso non costituisce causa di nullità del verbale

Pubblicato il: 12/03/2008


In tema di rilevazione dell'inosservanza dei limiti di velocità dei veicoli a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell'infrazione debba contenere, a pena di nullità, l'attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso, giacché, al contrario, l'efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica della velocità dei veicoli perdura sino a quando non risultano accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all'idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell'attrezzatura a pregiudicarne l'efficacia ex articolo 142 del codice della strada.(Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile,
Sentenza del 19 novembre 2007, n. 23986)

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In caso di investimento di un pedone situato oltre la sede stradale, non può affermarsi un concorso di colpa del medesimo sulla base din un eventuale ingombro del corpo

Pubblicato il: 12/03/2008


In caso d'investimento da parte di un'automobile, di un pedone situato oltre la carreggiata, con veicolo fermo per guasto, la responsabilità del conducente ex art. 2054, primo comma, cod. civ. deve presumersi esclusiva salvo l'assolvimento dell'onere della prova, incombente sull'autore del danno di aver fatto il possibile per evitare il prodursi del fatto lesivo. Non può, pertanto, il giudice del merito riconoscere l'esistenza di un concorso di colpa del pedone a causa dell'ingombro della sede stradale, se tale circostanza non costituisce concausa o condotta efficiente, equiparabile al caso fortuito e se non vi sia stata rituale deduzione ed eccezione del fatto impeditivo totale o parziale, costituito dalla prova liberatoria posta a carico del conducente. (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 28 novembre 2007, n. 24745)

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In caso di scontro tra i veicoli, la persona trasportata a titolo di cortesia non può avvalersi per ottenere il risarcimento del danno extracontrattuale nei confronti del proprio vettore ma deve agire contro il proprietario e del conducente l'altro v

Pubblicato il: 11/03/2008


In caso di scontro tra i veicoli, la persona trasportata a titolo di cortesia non può avvalersi per ottenere il risarcimento del danno extracontrattuale nei confronti del proprio vettore delle presunzioni dettate dall'articolo 2054, commi 1 e 2 del Cc, mentre tale risarcimento essa può ottenere valendosi della presunzione di responsabilità di cui all'articolo 2054, comma 1, del Cc nei confronti del proprietario e del conducente l'altro veicolo, salva l'azione di regresso di questi ultimi nei confronti del primo conducente ex articolo 2055 del Cc secondo le rispettive colpe, ove abbiano risarcito per intero il danno. (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 17 dicembre 2007, n. 26537)

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In caso di incidente in autostrada provocato dalla presenza di un cane o di un altro animale sulla sede viaria, la società autostrade è tenuta al risarcimento dei danni

Pubblicato il: 08/03/2008


La disciplina di cui all'art. 2051 cod. civ. si applica anche in tema di danni sofferti dagli utenti per la cattiva ed omessa manutenzione delle autostrade da parte dei concessionari, in ragione del particolare rapporto con la cosa che ad essi deriva dai poteri effettivi di disponibilità e controllo sulle medesime, salvo che dalla responsabilità presunta a loro carico i concessionari si liberino fornendo la prova del fortuito, consistente non già nella dimostrazione dell'interruzione del nesso di causalità determinato da elementi esterni o dal fatto estraneo alla sfera di custodia (ivi compreso il fatto del danneggiato o del terzo), bensì anche dalla dimostrazione - in applicazione del principio di c.d. vicinanza alla prova - di aver espletato, con la diligenza adeguata alla natura e alla funzione della cosa, in considerazione delle circostanze del caso concreto, tutte le attività di controllo, di vigilanza e manutenzione su di essi gravanti in base a specifiche disposizioni normative e già del principio generale del "neminem laedere", di modo che il sinistro appaia verificatosi per fatto non ascrivibile a sua colpa. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, con sentenza del 2 febbraio 2007, n. 2308. La S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha rigettato il ricorso proposto e confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto configurabile la responsabilità da omessa custodia a carico del concessionario gestore di autostrada con riferimento ad incidente verificatosi per la presenza sulla sede autostradale di un cane che aveva tagliato la strada al veicolo del controricorrente sopraggiungente, con conseguente sbandamento e ribaltamento dello stesso in virtù della collisione con i cordoli laterali e la produzione di lesioni personali, senza che la ricorrente, sulla quale incombeva il relativo onere, fosse riuscita a dimostrare che l'immissione dell'animale era riconducibile ad ipotesi di caso fortuito, quale l'abbandono del cane in una piazzola dell'autostrada ovvero il taglio vandalico della rete di recinzione od, ancora, il suo abbattimento in conseguenza di precedente incidente, per il quale non era stato possibile intervenire tempestivamente adottando le necessarie cautele.

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Nel giudizio di opposzione a sanzione amministrativa incombe alla P.A. nella sua veste sostanziale di attrice, dimostrare la fondatezza della sua pretesa

Pubblicato il: 01/03/2008


La Giurisprudenza è concorde nel ritenere che nel giudizio di opposizione, il giudicante, non deve valutare la legittimità dell’atto amministrativo, ma la legittimità della pretesa sanzionatoria, e quindi deve giudicare sulla responsabilità dell’opponente che và dimostrata in giudizio. Di conseguenza vi è un notevole alleggerimento della posizione probatoria dell’opponente, a costui è sufficiente fare opposizione ed accollare alla P.A. ed al Giudice, l’onere della prova. Incombe dunque alla P.A. nella sua veste sostanziale di attrice, dimostrare la fondatezza della sua pretesa, dinanzi all’opposizione del ricorrente.… il giudice di merito deve valutare la configurabilità o meno dell’elemento psicologico del dolo e della colpa nella commissione dell’illecito, e quindi la conoscenza e la conoscibilità, secondo l’ordinaria diligenza, dei presupposti di fatto dell’illecito”. (Giudice di Pace di Frosinone, Sentenza 15 ottobre 2007, n. 1059)


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In caso di multa elevata in zona di particolare rilevanza urbanistica l'onere della prova grava sul Comune

Pubblicato il: 28/02/2008


Non sono valide le multe che vengono elevate alle auto parcheggiate nelle cosiddette strisce blu, se vicino non è stato predisposto dal Comune un parcheggio libero con la sola eccezione delle zone a traffico limitato e zone con particolare rilievo urbanistico.
Le eccezioni ai principi sanciti dalla S. Corte a Sezioni Unite, devono essere provate con apposita documentazione urbanistica.

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L'autore materiale della violazione può proporre opposizione, anche in caso di pagamento della sanzione da parte del coobbligato, al fine di evitare l’irrogazione della autonoma sanzione della decurtazione di punti dalla patente

Pubblicato il: 26/02/2008


Nessuna norma prelude al conducente del veicolo, autore materiale dell'infrazione stradale, di adire le vie giudiziali per escludere l'applicazione a suo carico della sanzioni personali suddette. Tale sanzione, infatti, non riveste più carattere accessorio, ma assume un valore di sanzione principale per il contravventore, per tale motivo presentandosi come l'unica suscettibile di sanzione in sede giudiziaria; contestazione invece preclusa per la sanzione pecuniaria. L'iniziativa intrapresa dal contravventore,quindi, non può essere considerata "propriamente diretta all'annullamento del verbale di contestazione dell'infrazione stradale ex articolo 204 bis del codice della strada, bensì al mero accertamento della sua illegittimità, al solo e specifico scopo di escludere che lo stesso possa fungere da titolo per irrogare a tale soggetto la sanzione della decurtazione del punteggio della patente di guida.

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In caso di caduta di un pedone dentro un tombino, il Comune) preposto alla sicurezza dei pedoni e detentore del dovere di vigilanza sulla sicurezza dei tombini che si trovano sui marciapiedi, ha l'onere di dimostrare o il concorso di colpa del pedone

Pubblicato il: 25/02/2008


In presenza di un fatto storico qualificabile come illecito civile ai sensi dell'art. 2043 c.c., la parte danneggiata ha l'onere della prova degli elementi costitutivi di tale fatto, del nesso di causalità, del danno ingiusto e della imputabilità soggettiva; l'ente pubblico (nella specie il Comune) preposto alla sicurezza dei pedoni e detentore del dovere di vigilanza sulla sicurezza dei tombini che si trovano sui marciapiedi, ha l'onere di dimostrare o il concorso di colpa del pedone o la presenza di un caso fortuito che interrompe la causalità tra l'evento ed il comportamento colposamente omissivo dell'ente. (Corte Suprema di Cassazione, Sezione III Civile, Sentenza n. 390/2008)

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Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno è litisconsorte necessario

Pubblicato il: 20/02/2008


Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno, che deve essere chiamato nel giudizio sin dall'inizio, assume la veste di litisconsorte necessario, poiché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato, assicuratore e responsabile del danno) e coinvolge inscindibilmente sia il rapporto di danno, originato dal fatto illecito dell'assicurato, sia il rapporto assicurativo, con la derivante necessità che il giudizio deve concludersi con una decisione uniforme per tutti i soggetti che vi partecipano. (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile,Sentenza del 14 dicembre 2007, n. 26298)

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E' nulla la notifica al portiere se nella relata di notifica l'ufficiale giudiziario non dà atto dell'assenza degli altri soggetti legittimati a ricevere l'atto

Pubblicato il: 19/02/2008


La notifica nelle mani del portiere è valida ed efficace solo a condizione che l’ufficiale giudiziario dia atto non solo dell’assenza del destinatario, ma anche che le ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto siano risultate vane. Ne deriva che, qualora l’accertamento dell’ufficiale giudiziario non attesti chiaramente l’accertata assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell'art. 139 c.p.c., la notificazione nelle mani del portiere è da considerarsi nulla. (Corte di Cassazione, Sezione II civile, Sentenza 19 gennaio 2007, n. 1258)

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Il Comune non può prevedere oblazioni per estinguere la trasgressione prima dell’applicazione della sanzione

Pubblicato il: 19/02/2008


Il Comune non può prevedere oblazioni per estinguere la trasgressione prima dell’applicazione della sanzione, in quanto sarebbe una violazione di legge, tanto più che si tratterebbe di una previsione in contrasto con il principio gerarchico delle fonti. (Corte di Cassazione, Sezioni II Civile, Sentenza 23 febbraio – 31 maggio 2007, n. 12834)

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Deve ritenersi nullo il verbale di accertamento privo della firma dell’Agente accertatore e del responsabile dell’Ufficio procedente

Pubblicato il: 09/02/2008


Nel giudizio di opposizione, l’opponente può dedurre vizi del provvedimento impugnato e ragioni di merito a sostegno delle proprie domande. Di conseguenza, il Giudice deve limitarsi ad esaminare il fondamento delle ragioni a sostegno dell’azione proposta, le quali costituiscono la causa petendi della domanda. Nel caso in esame, la documentazione depositata dal Comune, unitamente al verbale notificato all’opponente, è un’elaborazione meccanografica dell’originale, ma è priva della firma dell’Agente accertatore e del responsabile dell’Ufficio procedente. (Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 01/0272008)

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La mancata indicazione del provvedimento che legittima il dirigente a sottoscrivere l’ordinanza in sostituzione del Prefetto rende nulla l'ordinanza

Pubblicato il: 25/01/2008


In tema di ordinanza-ingiunzione prefettizia di irrogazione delle sanzioni per infrazioni stradali, la mancata sottoscrizione autografa dell'atto da parte del prefetto stesso consente che essa possa essere effettuata da persona abilitata per legge a sostituirlo o da persona a ciò delegata, essendo necessario, ai fini dell'imputabilità dell'atto al prefetto, che sia dichiarata l'esistenza del provvedimento che legittimi la sostituzione e la provenienza del soggetto cui è stato attribuito il relativo potere. Ne consegue che in mancanza di detti elementi di forma ed in presenza della contestazione di controparte, ove la dimostrazione non sia altrimenti acquisita al processo, l'atto non può essere attribuito al prefetto.
(Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza del 1 marzo 2007, n. 4861)

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La P.A è responsable ex art. 2051 c.c. per i danni subiti dall'utente della strada a causa della cattiva manutenzione della stessa

Pubblicato il: 05/01/2008


In virtù della norma primaria del neminem laedere, sulla pubblica amministrazione proprietaria di una strada adibita al pubblico transito, grava l'obbligo di provvedere alla manutenzione della stessa, in modo che la strada medesima non integri per l'utente una situazione di pericolo occulto. Tale responsabilità è, pertanto, configurabile a condizione che venga provata dal danneggiato l'esistenza di una situazione insidiosa caratterizzata dal doppio e concorrente requisito della non visibilità oggettiva del pericolo e della non prevedibilità soggettiva del pericolo medesimo. (Tribunale Monza Civile, sentenza del 2 ottobre 2007, n. 2828)

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Non può essere accolta la domanda risarcitoria nei confronti del fondo di garanzia vittime della strada se non viene provata la dinamica del sinistro

Pubblicato il: 19/12/2007


In caso di scontro tra autovettura e ciclomotore avvenuto in prossimità di un crocevia, in occasione del quale l'autovettura, dopo aver investito il motociclo si sia data repentinamente alla fuga, non può trovare accoglimento la domanda risarcitoria avanzata dal danneggiato nei confronti dell'ente assicuratore, in qualità di impresa designata dal Fondo di garanzia, qualora non vi siano elementi sufficienti per poter ricostruire la dinamica del sinistro e per poter affermare che il conducente del ciclomotore abbia riportato delle lesioni in quanto investito da un altro veicolo. E' qaunto pronunciato dal Tribunale di Monza con sentenza del 2 ottobre 2007, n. 2823.

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Danno non patrimoniale da sinsitro stradale

Pubblicato il: 07/12/2007


In tema di risarcimento del danno non osta alla risarcibilità del danno non patrimoniale ex articolo 2059 c.c.. Il mancato positivo accertamento della colpa dell'autore del danno, se essa, come nei casi di cui all'articolo 2054 c.c., debab ritenersi, comunque, sussitente in base a ua presunzione di legge, e se, ricorrendo la colpa, il fatto sarebbe qualificato come reato; infatti non è necessario che nel processo civile il meccanismo della prova sia identico a quello previsto nel processo penale.

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I provvedimento di sospensione provvisoria della patente va adottato entro un determinato termine

Pubblicato il: 03/12/2007


Il provvedimento del prefetto di sospensione della patente di guida a norma dell'art. 223 cod. strada ha natura cautelare e trova giustificazione nella necessità di impedire nell'immediato, prima ancora che sia accertata la responsabilità penale, che il conducente del veicolo, nei confronti del quale sussistono fondati elementi di un'evidente responsabilità in ordine ad eventi lesivi dell'incolumità altrui, continui una condotta che può arrecare pericolo ad altri. Pertanto è da escludere che esso non possa più essere adottato per il solo mancato rispetto dei termini (non previsti a pena di decadenza) di cui all'art. 223, comma primo (dieci giorni per la trasmissione del rapporto al prefetto e alla direzione generale della M.T.C.) e secondo (quindici giorni per la trasmissione del parere del competente ufficio della direzione generale della M.T.C.), o perché il prefetto ometta di richiedere il parere del competente ufficio della direzione generale della M.T.C. (la cui richiesta deve effettuare "appena ricevuti gli atti") lo stesso giorno in cui gli è pervenuto il rapporto, o non provveda appena ricevuto detto parere, dovendo, invece, ritenersi che sia gli adempimenti propedeutici di cui si è detto, sia l'emissione del provvedimento di sospensione intervengano entro un tempo ragionevole - la cui valutazione in concreto è rimessa al giudice di merito - in considerazione delle finalità cautelari del provvedimento. E' qaunto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civile, con sentenza del 6 giugno 2007, n. 13226.

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