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E' legittima l'installazione di pensiline realizzate con materiale elegante e in armonia con le caratteristiche strutturali del fabbricato
Pubblicato il:
19/11/2011
Qualora - attraverso la valutazione delle esigenze e dei diritti degli altri partecipanti alla comunione - il giudice verifichi che l'uso della cosa comune sia avvenuto nell'esercizio dei poteri e nel rispetto dei limiti stabiliti dall'articolo 1102 cod. civ. a tutela degli altri comproprietari, deve ritenersi legittima l'opera seppure realizzata senza il rispetto delle norme dettate per regolare i rapporti fra proprieta' contigue e che trovano applicazione nel condominio, sempreche' la relativa osservanza sia compatibile con la struttura dell'edificio condominiale, in cui le singole proprieta' coesistono in unico edificio.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 25 ottobre 2011, n. 22092
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Non integra il reato di appropriazione indebita, ma mero illecito civile, la condotta del datore di lavoro che ha omesso di versare al cessionario la quota di retribuzione dovuta al lavoratore e da questo ceduta al terzo
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15/11/2011
Non integra il reato di appropriazione indebita, ma mero illecito civile, la condotta del datore di lavoro che ha omesso di versare al cessionario la quota di retribuzione dovuta al lavoratore e da questo ceduta al terzo. Non ricorrendo alcuna ipotesi di conferimento di denaro ab externo, il mero inadempimento ad opera del datore di lavoro dell'obbligazione di retribuire, con il proprio patrimonio, il dipendente e di far fronte per esso o in sua vece agli obblighi fiscali, retributivi o previdenziali, non integra la nozione di appropriazione di denaro altrui richiesta per la configurazione del delitto di cui all'art. 646 del c.p.. Non potrà dunque ritenersi responsabile di appropriazione indebita colui che non adempia ad obbligazioni pecuniarie cui avrebbe dovuto far fronte con quote del proprio patrimonio non conferite e vincolate a tale scopo.
Corte di Cassazione Sezioni Unite Penale, Sentenza del 20 ottobre 2011, n. 37954
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Sul risarcimento del danno morale in materia di espropriazione per pubblica utilità
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15/11/2011
In materia di espropriazione per pubblica utilità ed al fine di ottenere una diversa misura del risarcimento del danno, non assume alcun rilievo la distinzione tra occupazione appropriativa ed usurpativa, sia con riferimento alla giurisdizione (nel senso che residuano al Giudice ordinario le sole ipotesi in cui ab origine manchi del tutto una dichiarazione di pubblica utilità dell'opera), che alla decorrenza del termine di prescrizione, trattandosi in entrambi i casi di un illecito permanente. In tal senso, invero, l'unico elemento di differenziazione ancora esistente riguarda la individuazione del dies a quo di commissione dell'illecito, posto che, in caso di occupazione usurpativa, esso va fatto decorrere dal momento dell'immissione in possesso da parte dell'Amministrazione mentre, in caso di occupazione appropriativa, dalla scadenza del termine di occupazione legittima del terreno, rilevante al fine di individuare il momento in cui misurare il valore venale ai fini della quantificazione del risarcimento del danno.
Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 2 novembre 2011, n. 5844
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E' nullo il trasferimento di un bene se la sua causa è garantire un credito (e non il semplice scambio), nell'ambito della quale il versamento del danaro, da parte del compratore, non costituisca pagamento del prezzo ma esecuzione di un mutuo
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15/11/2011
Il divieto del patto commissorio, sancito dall'art. 2744 c.c., si estende a qualsiasi negozio, ancorchè di per se astrattamente lecito, che venga impiegato per conseguire il concreto risultato, vietato dall'ordinamento, di assoggettare il debitore all'illecita coercizione da parte del creditore, sottostando alla volontà del medesimo di conseguire il trasferimento della proprietà di un suo bene, quale conseguenza della mancata estinzione di un debito.
E', pertanto, nulla la vendita con patto di riscatto di un immmobile, benchè sia previsto il trasferimento del bene, se la sua causa è garantire un credito (e non il semplice scambio), nell'ambito della quale il versamento del danaro, da parte del compratore, non costituisca pagamento del prezzo ma esecuzione di un mutuo, ed il trasferimento del bene costituisca una provvisoria posizione di garanzia capace di evolversi a seconda dell'adempimento o meno dell'obbligazione di restituire la somma ricevuta da parte del debitore. La predetta vendita, insiste la Corte, in quanto caratterizzata dalla causa di garanzia propria del mutuo con patto commissorio, pur non integrando direttamente un patto commissorio vietato dall'art. 2744 c.c., costituisce un mezzo per eludere tale norma imperativa ed esprime, perciò, una causa illecita che rende applicabile, all'intero contratto, la sanzione di cui all'art. 1344 c.c.
Corte di Cassazione Sezione 6 Civile, Ordinanza del 12 ottobre 2011, n. 20965
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Il rimborso delle spese sostenute dal condomino è ammissibile solo nel caso in cui abbia i requisiti dell'urgenza
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08/11/2011
La diversa disciplina dettata dagli articoli 1110 e 1134 cod. civ. in materia di rimborso delle spese sostenute dal partecipante per la conservazione della cosa comune, rispettivamente, nella comunione e nel condominio di edifici, che condiziona il relativo diritto, in un caso, a mera trascuranza degli altri partecipanti e, nell'altro caso, al diverso e piu' stringente presupposto dell'urgenza, trova fondamento nella considerazione" che, nella comunione, i beni comuni costituiscono l'utilita' finale del diritto dei partecipanti, i quali, se non vogliono chiedere lo scioglimento, possono decidere di provvedere personalmente alla loro conservazione, mentre nel condominio i beni predetti rappresentano utilita' strumentali al godimento dei beni individuali, sicche' la legge regolamenta con maggior rigore la possibilita' che il singolo possa interferire nella loro amministrazione. Ne discende che, istaurandosi il condominio sul fondamento della relazione di accessorieta' tra i beni comuni e le proprieta' individuali, poiche' tale situazione si riscontra anche nel caso di condominio minimo, cioe' di condominio composto da due soli partecipanti, la spesa autonomamente sostenuta da uno di essi e' rimborsabile solo nel caso in cui abbia i requisiti dell'urgenza, ai sensi dell'articolo 1134 cod. civ." (Cass., S.U., n. 2046 del 2006).
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 12 ottobre 2011, n. 21015
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Ha diritto alla garanzia per evizione dal compratore colui che in buona fede acquista il vando di proprietà condominiale anche in assenza di colpa del venditore
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08/11/2011
La garanzia per evizione opera indipendentemente dalla sussistenza della colpa del venditore o dalla buona fede dell'acquirente e, quindi, non e' esclusa neppure dalla conoscenza, da parte del compratore, della possibile causa di futura evizione, ove la stessa effettivamente si verifichi (cfr. Cass. 26-3-80 n. 2005; Cass. 6-11-86 n, 6491; Cass. 24-4-93 n. 4853). Infatti, la S.C. ha gia' avuto modo di affermare che gli effetti della garanzia per evizione (garanzia che sanziona l'inadempimento da parte del venditore all'obbligazione di cui all'articolo 1476 c.c., n. 2) conseguono al mero fatto obiettivo della perdita del diritto acquistato (indipendentemente dalla sussistenza della colpa del venditore e dalla conoscenza da parte del compratore della possibile causa della futura evizione), in quanto fatto comportante l'alterazione dell'equilibrio del sinallagma funzionale, con la conseguente necessita' di porvi rimedio col ripristino della situazione economica dei compratore quale era prima dell'acquisto.
Corte di Cassazione Sezione 6 Civile, Ordinanza del 10 ottobre 2011, n. 20877
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L'Anas è responsabile della caduta del motociclista determinata dalla presenza di fango e detriti sulla strada
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08/11/2011
Se alla base dell'incidente stradale vi sono fango, sterpaglie e sabbia dovuti alla pioggia, l'Anas non può invocare a sua discolpa l'impossibilità di esercitare un controllo continuo sulla rete viaria per via della sua estensione e delle modalità di uso. La responsabilità dell'ente dipende dal mancato intervento manutentivo diretto alla rimozione del fango e dei detriti dalla sede stradale: il custode deve infatti ritenersi obbligato a controllare lo stato della strada e a mantenerla in condizioni ottimali d'impiego, essendo la pioggia un fattore di rischio conosciuto o conoscibile a priori dal custode.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 18 ottobre 2011, n. 21508
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La vendita di immobile destinato ad abitazione, privo del certificato di abitabilita' legittima l'acquirente a domandare il risarcimento dei danni
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07/11/2011
La vendita di immobile destinato ad abitazione, privo del certificato di abitabilita', incidendo sull'attitudine del bene compravenduto ad assolvere la sua funzione economico-sociale, si risolve nella mancanza di un requisito giuridico essenziale ai fine del legittimo godimento del bene e della sua commerciabilita' e, configurando un'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", legittima l'acquirente a domandare il risarcimento dei danni, per la ridotta commerciabilita' del bene (Cfr. Cass. n. 2729/2002; n. 1701/2009).
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 29 agosto 2011, n. 17707
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Non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione la condotta del cliente che, dopo la consumazione del rapporto di meretricio, accompagni in auto la donna nel luogo di esercizio della prostituzione
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07/11/2011
Il reato di favoreggiamento della prostituzione si qualifica per due elementi: la posizione di terzieta' del favoreggiatore nei confronti dei soggetti necessari (prostituta e cliente) e l'attivita' di intermediazione tra offerta e domanda, volta a realizzare le condizioni (o ad assicurarne la permanenza) per la formazione del futuro accordo, il quale deve rientrare nella prospettiva dell'autore del reato.
Non integra, pertanto, il reato di favoreggiamento della prostituzione la condotta del cliente che, dopo la consumazione del rapporto di meretricio, accompagni in auto la donna nel luogo di esercizio della prostituzione, in quanto tale comportamento:
- non e' posto in essere da un soggetto in posizione di terzieta' e non ha autonoma rilevanza, ma e' invece meramente accessorio al rapporto di meretricio instauratosi tra prostituta e frequentatore, rapporto (non sanzionato penalmente) che, nel caso della prostituzione da strada, esige una consumazione in un luogo diverso da quello ove la prostituta si pone in attesa dei clienti (Cass., sez. 3, 19.11.2004, n. 44918, P.M. in proc. De Virgilio);
- pur se accessorio ed ulteriore rispetto al rapporto di meretricio, non concretizza un aiuto nel senso richiesto dalla norma incriminatrice (Cass., sez. 3, 23.4.2001, n. 16536, P.M. in proc. Mazzanti);
- costituisce condotta accessoria alla consumazione del rapporto, che risponde a principi di cortesia e di rispetto della dignita' personale della prostituta (Cass., sez. 3, 21.1.2005, n. 1716, P.M. in proc. Di Teodoro).
Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 7 ottobre 2011, n. 36392
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L'affittuario di una azienda che comprenda i beni mobili oggetto della procedura espropriativa non è legittimato all'opposizione di terzo all'esecuzione
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07/11/2011
Non è legittimato all'opposizione di terzo all'esecuzione, secondo quanto previsto dall'art. 619 del c.p.c., l'affittuario di una azienda che comprenda i beni mobili oggetto della procedura espropriativa. Locazione e comodato non sono infatti titoli giuridicamente idonei a legittimare il diritto allegato dal terzo. Per tali contratti la tutela è allora meramente obbligatoria e può essere invocata esclusivamente nei confronti del dante causa, con le opportune azioni concesse appunto per la limitazione, la compressione, la soppressione delle possibilità di godimento del bene oggetto dell'obbligazione pattiziamente assunta.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 31 agosto 2011, n. 17876
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Deve ritenersi rituale la sottoscrizione del processo verbale da parte della figlia convivente dei titolari della societa' oggetto dell'accertamento fiscale
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07/11/2011
La' dove il Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, articolo 52, comma 6, (richiamato, per le imposte sui redditi, dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 33) prescrive che il verbale di ispezione deve essere sottoscritto da contribuente o da chi lo rappresenta', indica semplicemente la persona addetta all'azienda o alla casa, non implicando un potere di rappresentanza in senso tecnico-giuridico in capo alla stessa.
Ne consegue che deve ritenersi rituale la sottoscrizione del processo verbale da parte della figlia convivente dei titolari della societa' oggetto dell'accertamento fiscale.
Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Ordinanza del 23 settembre 2011, n. 19505
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Va delibata la sentenza ecclesiastica che abbia pronunciato la nullità del matrimonio per esclusione, da parte di uno dei coniugi, dei bona matrimoni
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07/11/2011
Va delibata la sentenza ecclesiastica che abbia pronunciato la nullità del matrimonio per esclusione, da parte di uno dei coniugi, dei bona matrimoni, purché tale divergenza fra volontà e dichiarazione sia stata manifestata all'altro coniuge o sia da questo conosciuta o comunque conoscibile con l'ordinaria diligenza. (Rientra in quest'ultima categoria il caso di specie, in cui il marito non avrebbe mai tenuto fede alla indissolubilità del vincolo, e la moglie si è dichiarata del tutto all'oscuro dell'esclusione dell'indissolubilità del vincolo da parte del futuro coniuge).
Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, Sentenza del 22 agosto 2011, n. 17465
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Per configurare la responsabilita' del proprietario di un'area per la realizzazione di una costruzione abusiva è necessaria la prova che egli abbia concorso materialmente o moralmente alla realizzazione dell'opera
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04/11/2011
Per configurare la responsabilita' del proprietario di un'area per la realizzazione di una costruzione abusiva e' necessaria la sussistenza di elementi in base ai quali possa ragionevolmente presumersi che questi abbia concorso, anche solo moralmente, con il committente o l'esecutore dei lavori, tenendo conto della piena disponibilita' giuridica e di fatto del suolo e dell'interesse specifico ad effettuare la nuova costruzione, cosi' come dei rapporti di parentela o affinita' tra terzo e proprietario, della sua eventuale presenza "in loco", dello svolgimento di attivita' di vigilanza dell'esecuzione dei lavori, della richiesta di provvedimenti abilitativi in sanatoria, del regime patrimoniale dei coniugi, ovvero di tutte quelle situazioni e comportamenti positivi o negativi dai quali possano trarsi elementi integrativi della colpa" (Si veda Sez. 3, n. 26121 del 12/4/2005, Rosato, Rv. 231954). Quando il proprietario non risulta formalmente quale committente dell'opera - e' stato precisato - occorre tener conto di elementi di fatto, quali la circostanza che lo stesso abiti "nello stesso territorio comunale ove e' stata eretta la costruzione abusiva, che sia stato individuato sul luogo, che sia il destinatario finale dell'opera (in tal senso Sez. 3, n. 9536 del 20/1/2004, Manco e altri, Rv. 227403); infatti il proprietario non puo' essere ritenuto responsabile per la sola qualita' rivestita, "ma occorre quantomeno la sua piena consapevolezza dell'esecuzione delle opere da parte del coimputato, nonche' il suo consenso, anche implicito o tacito, in relazione all'attivita' edilizia posta in essere" (Sez. 3, n. 44160 dell'1/10/2003, Neri, Rv. 226589).
Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 4 ottobre 2011, n. 35886
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Integra il reato di interruzione di un pubblico servizio, l'aver lasciato per due ore i pazienti in attesa
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04/11/2011
Ai fini della integrazione dell'elemento oggettivo del reato previsto dall'articolo 340 cod. pen., non ha rilievo che l'interruzione sia stata temporanea o che si sia trattato di un mero turbamento nel regolare svolgimento dell'ufficio o del servizio, atteso che la predetta fattispecie incriminatrice tutela non solo l'effettivo funzionamento di un ufficio, ovvero di un servizio pubblico o di pubblica necessita', ma anche il suo ordinato e regolare svolgimento (Cass. pen. sez. 6, 35071/2007 Rv. 238025);
Il reato de quo si realizza anche se l'interruzione o il turbamento della regolarita' dell'ufficio o del servizio siano temporalmente limitati e coinvolgano solamente un settore e non la totalita' delle attivita' (Cass. pen. sez. 6, 334/2008 Rv.);
Pertanto, anche la condotta che determini una temporanea alterazione, purche' oggettivamente apprezzabile, nella regolarita' dell'ufficio o del servizio, e' idonea a realizzare l'azione esecutiva del delitto in questione (Cass. pen. sez. 5, 27919/2009 Rv. 244337).
Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 6 ottobre 2011, n. 36253
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Deve ritenersi applicabile in via analogica e in ragione della medesima ratio sostanziale inerente a entrambi gli istituti, la disciplina del condominio edilizio anche ai consorzi di urbanizzazione
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31/10/2011
Deve ritenersi applicabile in via analogica e in ragione della medesima ratio sostanziale inerente a entrambi gli istituti, la disciplina del condominio edilizio anche ai consorzi di urbanizzazione. Pertanto, nel giudizio di opposizione promosso dal consorziato avverso il titolo ingiuntivo chiesto e ottenuto dall'ente consortile per il pagamento degli oneri, determinati sulla base dei deliberati approvativi dei relativi conti preventivi e/o consuntivi da parte degli organi interni statutariamente a ciò deputati, ciò che assume rilievo è la sola efficacia delle dette deliberazioni e non già la loro validità che può essere vagliata nel solo procedimento di loro diretta impugnativa.
Tribunale Roma Sezione 5 Civile, Sentenza del 14 giugno 2011, n. 12856
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È erronea e illegittima la deliberazione assunta dall'assemblea di un intero complesso condominiale che ometta di distinguere, ai fini del quorum, fra spese comuni a tutti e spese relative al singolo palazzo
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31/10/2011
È erronea e illegittima, per violazione del disposto di cui all'articolo 1123, comma terzo, del Cc la deliberazione assunta dall'assemblea di un intero complesso condominiale che ometta di distinguere, ai fini del quorum, fra spese comuni a tutti e spese relative al singolo palazzo, e dunque ai singoli condomini di ciascun edificio. Una tale invalidità deve intendersi configurabile come annullabilità della delibera in quanto riconducibili le censure a difetto dei quorum costitutivi e deliberativi dei gruppi di condomini, facenti parte di ciascun palazzo, relativamente agli oneri soltanto su di essi incombenti.
Tribunale Milano Sezione 13 Civile, Sentenza del 11 luglio 2011, n. 9327
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Se il datore di lavoro non può provare i pagamenti effettuati mediante le regolamentari buste paga, deve dimostrare diversamente i singoli pagamenti
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31/10/2011
Quando il lavoratore agisca in giudizio per il pagamento delle retribuzioni ed il datore di lavoro non possa provare la corresponsione di quanto dovuto, mediante la normale documentazione liberatoria data dalle regolamentari buste paga recanti la firma dell'accipiente, grava sul secondo l'onere di fornire la prova rigorosa dei relativi pagamenti che abbia in effetti eseguito in relazione ai singoli crediti vantati dal lavoratore e della cui sussistenza sia stata acquisita la dimostrazione.
Tribunale Milano Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 21 luglio 2011, n. 3806
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è illegittima la condotta del sanitario che prescrive medicinali ad atleti sani, solo per favorirne un recupero fisico o per consentirne un miglioramento delle performances sportive
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31/10/2011
E' illegittima la condotta del sanitario che prescrive medicinali ad atleti sani, solo per favorirne un recupero fisico o per consentirne un miglioramento delle performances sportive.
La S.C. ha ritenuto corrette ed esaustive le ragioni addotte dalla Commissione dell'ordine dei medici, secondo cui, il mancato collegamento della condotta del medico con un evento agonistico ha fatto venir meno solo per l'addebito relativo al doping, persistendo la responsabilità del sanitario per aver prescritto una terapia medica al paziente solo per permettere a quest'ultimo di ottenere un posto in squadra, e ciò ha comportato l'addebito di violazione dell'art. 12 del Codice deontologico.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 23 agosto 2011, n. 17496
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Un professionista è soggetto al prelievo fiscale anche nel caso in cui la struttura sia minimale
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31/10/2011
Per l'Irap e' necessaria la presenza di una struttura che costituisca un di piu' rispetto agli elementi minimi richiesti per l'esercizio dell'attivita' professionale, la quale, in mancanza di essi, costituisce l'unico dato che e' fonte del reddito derivatone. Cio' posto, tuttavia va osservato che in tema di IRAP l'applicazione dell'imposta e' esclusa soltanto qualora si tratti di attivita' non autonomamente organizzata. Infatti il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed e' insindacabile in sede di legittimita' se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilita' ed interesse; b)impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'"id quod plerumque accidit", il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attivita' in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell'imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell'assenza delle predette condizioni,
Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 27 settembre 2011, n. 19688
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Al di fuori dei casi previsti dalla legge solamente la lesione di un diritto inviolabile della persona che sia concretamente individuato può essere fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale.
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31/10/2011
Per procedere alla liquidazione equitativa di cui all'articolo 1226 del Cc occorre verificare con certezza l'esistenza del danno, non essendo configurabile il danno biologico in assenza della lesione dell'integrità psico-fisica del danneggiato, rendendosi necessaria la dimostrazione dell'entità del danno, ossia della perdita conseguente alla lesione. Il danno non patrimoniale è connotato da tipicità, essendo risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nelle ipotesi in cui esso sia cagionato da un evento consistente nella lesione di specifici diritti inviolabili della persona, atteso che, fuori dai casi determinati dalla legge, è offerta tutela risarcitoria al danno non patrimoniale solo se sia accertata la lesione di un diritto inviolabile della persona costituzionalmente protetto. Il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato, non potendosi accogliere la tesi che identifica il danno con l'evento dannoso ovvero non potendosi postulare che che il danno sarebbe in re ipsa, perché detta teorica snatura la funzione del risarcimento, il quale, diversamente, verrebbe concesso non in conseguenza dell'effettivo accertamento di un danno, ma quale pena privata per un comportamento lesivo.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 19 agosto 2011, n. 17427
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