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Il padre inadempiente ai propri obblighi di assistenza familiare verso il minore è punibile anche se vi provvede l'altro coniuge
Pubblicato il:
31/12/2009
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, l'obbligo di fornire i mezzi di sussistenza al figlio minore ricorre anche quando vi provveda in tutto o in parte l'altro genitore con i proventi del proprio lavoro e con l'intervento di altri congiunti, atteso che tale sostituzione non elimina lo stato di bisogno in cui versa il soggetto passivo del quale, viceversa, costituisce la prova. Questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione Sezione 6 Penale con Sentenza del 4 dicembre 2009, n. 46822 confermando un orientamento già formatosi in tema (plurimis, Sez. 6, 21 settembre 2001, dep. 17 ottobre 2001, n. 37419, Mangatia, rv. 220713);
Corte di Cassazione, Sezione 6 Penale, Sentenza del 4 dicembre 2009, n. 46822
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E' punibile per ricettazione il convivente che sottrae alla compagna un assegno
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28/12/2009
La convivenza more uxorio non e' sempre e comunque meccanicamente assimilabile al rapporto di coniugio, mancando in essa i caratteri di certezza e di (tendenziale) stabilita' propri del vincolo coniugale, essendo invece basata sull'affectio quotidiana, liberamente ed in ogni istante revocabile.
Ne consegue che è punibile per ricettazione il convivente che sottrae alla compagna un assegno.
Ciò in quanto nelle famiglie di fatto, infatti, non opera la causa di non punibilità prevista invece per quelle legittime.
Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 18 novembre 2009, n. 44047
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E' aggravato il furto commesso nel centro commerciale, potendo quest'ultimo rientrare nella categoria di "privata dimora" ex art. 624 c.p.
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15/12/2009
L'articolo 624 bis c.p., introdotto con la precitata novella normativa, configura ora autonome figure di reato e fa riferimento (oltre alla ipotesi di furto con strappo) al furto commesso "mediante introduzione in un edificio o in un altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa".
La nozione di "privata dimora" e' sicuramente piu' ampia di quello di "abitazione" e comprende qualsiasi luogo destinato permanentemente o transitoriamente all'esplicazione della vita privata o delle attivita' lavorative, culturali, professionali (cfr. ex plurimis, Cass., Sez, 4, 16 aprile 2008, n. 20022; id. Sez. 5, 18 settembre 2007, n. 43089; id., Sez. 4, 26 febbraio 2003, n. 18810; id., Sez. 4, 17 settembre 2003, n. 43671; id., Sez. 1, 9 maggio 1979, n. 8458; id., Sez. 5, 28 ottobre 1983, 10331; id., Sez. 5, Sez. 5, 14 maggio 1981, 5767). Ne consegue che in tale novero rientrano, dunque, anche gli esercizi commerciali, dovendosi, percio', ritenere la configurabilita' del reato di cui all'articolo 624 bis c.p..
Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 13 novembre 2009, n. 43452
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La violazione degli obblighi di assistenza familiare prescinde dall'accertamento dello stato di bisogno nel caso di figlio minorenne
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21/11/2009
La minore eta' dei discendenti, destinatari dei mezzi di sussistenza, rappresenta in re ipsa una condizione soggettiva dello stato di bisogno, con il conseguente obbligo per il genitore obbligato di contribuire al loro mantenimento, assicurando ad essi detti mezzi di sussistenza. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale
Sentenza del 28 settembre 2009, n. 38127)
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Il rapporto sessuale che non avviene consensualmente è sempre stupro
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21/11/2009
Il rapporto sessuale che non avviene consensualmente è sempre stupro. Ne deriva che è del tutto insignificante labbigliamento della ragazza se la parte lesa è stata costretta ad un coito da lei non consentito. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 9 settembre 2009, n. 34870)
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Non integra il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice la condotta di chi dona ai figli beni pignorati, nel caso in cui la trascrizione della donazione sia avvenuta prima di quella del pignoramento
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21/11/2009
Ai fini del pignoramento immobiliare, la trascrizione assume un'importanza determinante per dare vita al vincolo d'indisponibilita' relativa a favore del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione. Proprio perche' l'essenza del pignoramento consiste nel creare tale vincolo d'indisponibilita', la trascrizione ha in questo caso funzione costitutiva e non meramente dichiarativa, con l'effetto che il pignoramento, anche tra creditore e debitore, si perfeziona solo dal momento della trascrizione e non da quello anteriore della notificazione (cfr. articolo 2693 c.c., in relazione all'articolo 2913 c.c. e ss.). Cosi' posto, non puo' ritenersi che l'immobile donato dall'imputato - debitore al proprio figlio sia stato sottratto al pignoramento, in quanto tale atto introduttivo dell'esecuzione forzata, al momento della donazione, non era stato ancora perfezionato. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 28 settembre 2009, n. 38099)
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Risponde di sottrazione di minore la madre affidataria che allontana il figlio dal papà consentendo solo di telefonare
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20/11/2009
Risponde del delitto di sottrazione di persona incapace (articolo 574 c.p.) il genitore che, senza consenso dell'altro, porta via con se' il figlio minore, allontanandolo dal domicilio stabilito, ovvero lo trattiene presso di se', quando tale condotta determina un impedimento per l'esercizio delle diverse manifestazioni della potesta' dell'altro genitore, come le attivita' di assistenza e di cura, la vicinanza affettiva, la funzione educativa, identificandosi nel regolare svolgimento della funzione genitoriale il principale bene giuridico tutelato dalla norma (Cass. Sez. 6, 4.3.2002 n. 11415; Sez. 6, 18.2.2008 n. 21441). Ai fini della integrazione dell'elemento soggettivo della fattispecie criminosa in esame, e' richiesto il dolo generico, consistente nella coscienza e volonta' da parte dell'agente della condotta e dell'evento, ossia nella coscienza e volonta' di sottrarre (cioe' di togliere, portare via) il minore all'altro genitore esercente la potesta' genitoriale e di trattenerlo presso di se' contro la volonta' dell'altro genitore. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 4 novembre 2009, n. 42370)
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Non può essere condannato per il reato di crollo di edificio colui che lo abbia cagionato tentando il suicidio col gas
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18/11/2009
Per la sussistenza del reato di crollo di costruzione è necessario che l'agente commetta "un fatto diretto a cagionare un crollo di una costruzione o di una parte di esso ovvero ad un altro disastro...", di guisa che, nella ipotesi in cui il fatto consumato sia stato posto in essere non gia' per conseguire questo risultato, e cioe' un crollo rovinoso ovvero altro disastro, ma per conseguire altra finalita', viene a mancare sia l'elemento oggettivo del reato, che per la sua configurazione richiede, appunto, "un fatto diretto a cagionare" crolli o disastri, sia l'elemento psicologico del reato, dappoiche' il dolo delineato nella ipotesi anzidescritta dalla fattispecie criminosa in esame, comporta la volonta' diretta a cagionare detto crollo od altro disastro. Ne consgue che non può essere condannato per tale fattispecie di reato colui cha abbia cagionato il crollo tentando il suicidio col gas. (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale
Sentenza del 27 ottobre 2009, n. 41306)
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Il subappaltatore è sempre responsabile degli infortuni subiti dai propri dipendenti
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17/11/2009
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, gli obblighi di osservanza delle norme antinfortunistiche, con specifico riferimento all'esecuzione di lavori in subappalto all'interno di un unico cantiere edile predisposto dall'appaltatore, grava su tutti coloro che esercitano i lavori, quindi anche sul subappaltatore interessato all'esecuzione di un'opera parziale e specialistica, che ha l'onere di riscontrare e accertare la sicurezza dei luoghi di lavoro, pur se la sua attività si svolga contestualmente ad altra, prestata da altri soggetti e sebbene l'organizzazione del cantiere sia direttamente riconducibile all'appaltatore, che non cessa di essere titolare dei poteri direttivi generali. (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale, Sentenza del 5 novembre 2009, n. 42477)
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Lo stato di disoccupazione non fa venire meno l'obbligo per il genitore di provvedere alle esigenze del minore
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15/11/2009
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare lo stato di bisogno di un minore - il quale, appunto perché tale, non è in grado di procacciarsi un reddito proprio - è un dato di fatto incontrovertibile, sicché l'obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza ai figli di età minore grava su entrambi i genitori e permane indipendentemente dalle vicissitudini dei rapporti coniugali, laddove la semplice indicazione dello stato di disoccupazione dell'obbligato non è sufficiente a fare venire meno l'obbligo di fornire i mezzi di sussistenza alla famiglia, quando non risulti provato che le difficoltà economiche si siano tradotte in stato di vera e propria indigenza economica e nella impossibilità di adempiere, sia pure in parte, alla prestazione. (Tribunale Torino Penale, Sentenza del 4 maggio 2009)
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È risarcibile il danno non patrimoniale per chi abita in zone colpite da disastri ambientali
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09/11/2009
È risarcibile il danno non patrimoniale ravvisato nel patema d'animo indotto di ognuno dei cittadini dalla preoccupazione per il proprio stato dì salute, dopo la consumazione del reato di cui all'art. 449 c.p., in quanto si configura come delitto colposo di pericolo presunto a carattere plurisoggettivo che incide sull'ecosistema e sulla sfera personale di chi è entrato in relazione con l'area inquinata.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 13 maggio 2009, n. 11059)
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Non integra il reato di estorsione la richiesta di una integrazione "in nero" del canone di affitto con conseguente minaccia di sfratto
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08/11/2009
Non sussiste il reato di estorsione nel fatto dell'imputato che abbia preteso dal conduttore di un locale commerciale di sua proprietà, mediante la minaccia di sfratto portata verso un soggetto in gravi difficoltà economiche, la dazione di ulteriori somme di denaro quale integrazione in nero del canone: infatti, il profitto in tal modo ricavato dal locatore non può considerarsi ingiusto nel senso preteso dall'articolo 629 del Cp.. (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale, Sentenza del 17 aprile 2009, n. 16562)
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Il cameriere al servizio di una donna che si prostituisce puo' incorrere nel reato di favoreggiamento, solo se la sua opera oltrepassa i limiti delle mansioni tipiche del collaboratore domestico ed agevoli in concreto l'esercizio del meretricio
Pubblicato il:
07/11/2009
Non ogni attivita' che viene svolta a favore di una prostituta configura il delitto di favoreggiamento della prostituzione, ma solo quella che concretamente serve ad agevolare, non la prostituta come persona, ma l'esercizio della sua attivita' di meretricio in modo da renderla piu' comoda,lucrosa e sicura. Secondo l'orientamento maggioritario della Corte di Cassazione chi esercita l'attivita' di cameriere al servizio di una donna che si prostituisce puo' incorrere nel reato di favoreggiamento, a condizione che la sua opera oltrepassi i limiti delle mansioni tipiche del collaboratore domestico ed agevoli in concreto l'esercizio del meretricio da parte della sua datrice di lavoro (cfr. Cass. n. 2296 del 1999). Quindi la semplice attivita' di cameriere, specialmente quando trattasi di prestazione saltuarie svolte al di fuori di uno stabile rapporto di collaborazione domestica, non configura il reato di favoreggiamento se in concreto nessun aiuto e' stato prestato per rendere piu' agevole o sicuro l'esercizio del meretricio. Nella fattispecie la valutazione del giudice del merito, secondo il quale il prevenuto, affetto da deficit mentale, prestandosi per modeste ricompense ad acquistare qualche bibita per conto di prostitute o a portare loro della biancheria, non aveva commesso il delitto di favoreggiamento della prostituzione ne' tanto meno aveva contribuito con tale attivita' all'esistenza o al rafforzamento di un sodalizio criminoso finalizzato a commettere reati in materia di sfruttamento, reclutamento e favoreggiamento della prostituzione, non e' illogica o giuridicamente erronea.
(Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 7 ottobre 2009, n. 38924)
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Quando vi sdono bambini che giocano in strada l'automobilista deve fermarsi. Se si limita a rellentare è incriminabile per omicidio colposo
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07/11/2009
Il conducente risponde di omicidio colposo per l'investimento di un bambino - che, giocando a rincorrersi con coetanei su uno stertto marciapiede adiacente alla carreggiata stradale, si sia spostato sulla carreggiata medesim - se non ha tenuto una velocita' adeguata alla situazione di pericolo, costituita dalla presenza dei bambini. Ciò in quanto chi chi era alla guida doveva "rallentare fino a fermarsi, per evitare ogni pericolo di investimento, in quanto si trattava di bambini che non sono in grado di valutare e ovviare ai pericoli inerenti alla circolazione stradale e che compiono normalmente movimenti irregolari, inconsulti e pericolosi e che possono equipararsi a pedoni incerti che tardano a scansarsi". (Corte di Cassazione Sezione 4 Penale
Sentenza del 20 ottobre 2009, n. 40587)
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La perizia non puo' farsi rientrare nel concetto di prova decisiva
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05/11/2009
la perizia, per il suo carattere neutro connesso che la sottrae alla disponibilita' delle parti e la rimette alla discrezionalita' del giudice, non puo' farsi rientrare nel concetto di prova decisiva: ne consegue che il relativo provvedimento di diniego non e' sanzionatale ai sensi dell'articolo 606 c.p.p., comma 1, lettera d), in quanto giudizio di fatto che se sorretto da adeguata motivazione e' insindacabile in cassazione (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale
Sentenza del 28 settembre 2009, n. 38112).
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E' necessario il sequestro preventivo degli immobili costruiti a ridosso di zone con rischio frana
Pubblicato il:
02/11/2009
E' legittimo e necessario il sequestro degli immobili che, per le modalita' con le quali sono stati costruiti e per la mancanza di fognature e di sistemi di filtraggio dell'acqua, abbiano provocato un evento franoso determinando il concreto pericolo dell'estendersi del fenomeno e della rovina degli edifici con conseguente pericolo per le persone circolanti in prossimita' delle case. (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale, Sentenza del 14 ottobre 2009, n. 40034)
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Commette reato il vigile urbano che non esegue le disposizioni impartitegli dal superiore gerarchico
Pubblicato il:
02/11/2009
Si rende colpevole del reato di cui all'articolo 329 c.p., il vigile urbano che si rifiuta di obbedire agli ordini impartitigli dal superiore gerarchico, comandante del corpo di appartenenza, di instaurare un posto di controllo della circolazione stradale e di eseguire sopralluoghi per la verifica di regolarita' presso centri di attivita' artigianale. (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale, Sentenza del 28 settembre 2009, n. 38119)
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Il reato di maltrattamento in famiglia si configura anche nell'ambito di una convivenza more uxorio
Pubblicato il:
29/10/2009
Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia, non assume alcun rilievo la circostanza che lazione delittuosa sia commessa ai danni di una persona convivente "more uxorio", atteso che il richiamo contenuto nellart.572 cod. pen. alla "famiglia" deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo". (Corte di Cassazione, Sezione Seconda Penale, sentenza n.40727/2009)
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È illegittimo il provvedimento con cui il giudice, nel dichiarare l'inammissibilità dell'opposizione al decreto penale di condanna per intervenuta rinunzia, condanna l'imputato alla rifusione delle spese di costituzione di parte civile
Pubblicato il:
27/10/2009
È illegittimo il provvedimento con cui il giudice, nel dichiarare l'inammissibilità dell'opposizione al decreto penale di condanna per intervenuta rinunzia, condanna l'imputato alla rifusione delle spese di costituzione di parte civile, atteso che la condanna al risarcimento e alle restituzioni non è prevista dalla disciplina del rito speciale in oggetto e risulta comunque incompatibile con la stessa. Nella fattispecie il Tribunale aveva disposto sulla rifusione delle spese di costituzione rifacendosi al disposto dell'art. 592 cod. proc. pen., rinvio ritenuto erroneo dalla Corte, che ha evidenziato come la norma richiamata tratti esclusivamente della condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dell'impugnazione(Corte di Cassazione Sezione 4 Penale,
Sentenza del 21 maggio 2009, n. 21271).
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Affinchè la condotta di dare alloggio ad uno straniero senza permesso di soggiorno integri reato occorre che vi sia stata la volontà di trarre un ingiusto profitto
Pubblicato il:
25/10/2009
Nel reato previsto dall'art. 12, comma quinto bis, D.Lgs. n. 286 del 1998 (t.u. della disciplina dell'immigrazione), come introdotto dalla novella del D.L. n. 92 del 2008 conv. con modd. dalla L. n. 125 del 2008, la condotta del dare alloggio a titolo oneroso ad uno straniero privo del titolo di soggiorno e del cedere a questi in locazione un immobile sono entrambe qualificate dal dolo specifico, costituito dal fine di trarre un ingiusto profitto, che si realizza allorché l'equilibrio delle prestazioni sia fortemente alterato in favore del titolare dell'immobile, con sfruttamento della precaria condizione dello straniero irregolare. (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale, Sentenza del 7 maggio 2009, n. 19171)
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