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Non integra il reato di invasione di terreni o edifici di cui (articolo 633 Cp) la condotta di chi continui ad abitare in un appartamento dello Iacp, dopo la morte dell'assegnatario dello stesso

Pubblicato il: 09/06/2009


Non integra il reato di invasione di terreni o edifici di cui (articolo 633 Cp) la condotta di chi continui ad abitare in un appartamento dello Iacp, dopo la morte della vedova assegnataria dello stesso, che lo aveva ospitato, continuando a versare il canone locativo, non rilevando la insussistenza delle condizioni richieste per l'assegnazione dell'alloggio; circostanza quest'ultima che può valere ai fini amministrativi o civilistici, ma che non rileva sotto il profilo penalistico sia per l'assenza del dolo specifico che per la mancanza dell'elemento materiale rappresentato dalla necessaria aribratia invasione dell'immobile. (Corte di cassazione - Sezione II penale - Sentenza 8 giugno 2009 n. 23756)

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proprietario di una vetrina telematica deve essere autorizzato dall'amministrazione del Comune di residenza proprio come se aprisse un negozio fronte strada

Pubblicato il: 29/05/2009


Il proprietario del punto vendita online è obbligato a comunicare preventivamente l'avvio dell'attività all'amministrazione competente che dovrà verificare il possesso dei requisiti previsti dalla disciplina del commercio. (Corte di cassazione - Sezione II civile - Sentenza 27 maggio 2009 n. 12355)

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È legittimo richiedere alle imprese che partecipano alle gare di appalto requisiti di capacità economica e finanziaria più rigorosi e superiori rispetto a quelli minimi previsti dalla legge

Pubblicato il: 29/05/2009


È legittimo richiedere alle imprese che partecipano alle gare di appalto requisiti di capacità economica e finanziaria più rigorosi e superiori rispetto a quelli minimi previsti dalla legge. E' qaunto stabilito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 525/2009.

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L'amministratore, prima di prima di avviare le procedure di calcolo delle tasse deve effettuare una verifica delle denunce già effettuate da parte degli occupanti dello stabile amministrato

Pubblicato il: 23/05/2009


L'amministratore, prima di prima di avviare le procedure di calcolo delle tasse deve effettuare una verifica delle denunce già effettuate da parte degli occupanti dello stabile amministrato. E' quanto stabilito dal Garante per la privacy, che ha accolto il ricorso di un inquilino milanese che aveva ritenuto scorretto ed arbitrario l'utilizzo dei propri dati personali da parte dell'amministratore.

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E' legittima la decadenza Giusta la decadenza dalla locazione dell'immobile quando la società non versa il deposito cauzionale

Pubblicato il: 17/05/2009


E' legittimo il provvedimento dell'ufficio Territoriale del Governo (U.T.G.) che ha dichiarato la società aggiudicataria di un immobile comunale appartenente al Fondo Edifici di Culto, decaduta dalla procedura di aggiudicazione sul rilievo che, in base al principio "quod sine die debetur statim debetur" la società predetta era tenuta a costituire il deposito cauzionale senza ritardo, fin dal momento della ricezione della richiesta formulata con lettera raccomandata, e ciò indipendentemente da ogni ulteriore atto di diffida dell'Amministrazione. In presenza dell'inerzia nell'assolvimento anche di detto adempimento, protrattasi per circa tre mesi, la determinazione dell'Amministrazione confermativa della decadenza dall'aggiudicazione si sottrae alle censure di eccesso di potere nei profili del difetto di motivazione e dello sviamento, trovando giustificazione nell'esigenza già posta in rilievo nel primo atto di decadenza di prevenire ogni danno patrimoniale per il mancato versamento dei canoni di locazione e configurandosi, inoltre, rivolta alla cura dell'interesse pubblico di utilizzo del bene appartenente al patrimonio dell'ente secondo criteri di economicità ed in condizioni vantaggiose per l'erario. (Consiglio di Stato Sezione 6, Sentenza del 9 aprile 2009, n. 2197)

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Il decreto Bersani trova applicazione anche a bar e ristoranti

Pubblicato il: 12/05/2009


Le limitazioni all'apertura di nuovi esercizi commerciali sono astrattamente possibili purché non si fondino su quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite. Altrimenti si viola il principio della libera concorrenza.
(Consiglio di Stato Sezione 5,Sentenza del 5 maggio 2009, n. 2808)

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Il gestore di parcheggi in concessione è legittimato a redigere e sottoscrivere verbali di accertamento

Pubblicato il: 28/04/2009


Tra le funzioni dei gestori di parcheggi in concessione rientra quella di redigere e sottoscrivere il verbale di accertamento, con l'efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 cod. civ.. Tale disposizione ( tra l'altro, pienamente applicabile, in quanto anteriore ai fatti di causa) e' stata ritenuta norma di interpretazione autentica della Legge 15 marzo 1997, n. 127, articolo 17, comma 132, il quale abilita quei gestori ad accertare le infrazioni in materia di sosta, e opera pertanto retroattivamente a partire dalla data di entrata in vigore della norma interpretata (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 19 marzo 2009, n. 6654).

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In tema di sanzioni amministrative, qualora non sia avvenuta la contestazione immediata della violazione, il momento dell'accertamento per la notifica individuato nel momento in cui l'autorità competente ha verificato l'esistenza della violazione

Pubblicato il: 25/04/2009


In tema di sanzioni amministrative, qualora non sia avvenuta la contestazione immediata della violazione, il momento dell'accertamento - in relazione al quale collocare il "dies a quo" del termine previsto dall'art. 14, secondo comma, della legge n. 689 del 1981, per la notifica degli estremi di tale violazione non coincide con quello in cui viene acquisito il "fatto" nella sua materialità da parte dell'autorità cui è stato trasmesso il rapporto, ma va individuato nel momento in cui detta autorità abbia acquisito e valutato tutti i dati indispensabili ai fini della verifica dell'esistenza della violazione segnalata, ovvero in quello in cui il tempo decorso non risulti ulteriormente giustificato dalla necessità di tale acquisizione e valutazione. (Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 6 febbraio 2009, n. 3043)

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Deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all’estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero

Pubblicato il: 28/03/2009


Deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all’estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. n. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio.
Il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva l’estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell’ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per l’effetto perdurante anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione dell’ illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.

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E' legittimo il diniego di permesso di soggiorno nei confronti del cittadino extracomunitario che non provi di avere un reddito adeguato

Pubblicato il: 16/03/2009


Il provvedimento con cui il Questore respinge la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno nei confronti di un cittadino extracomunitario in quanto lo stesso non ha provato di possedere un reddito di lavoro sufficiente a sostenere se stesso e i promi familiari conviventi e a carico, e' legittimo.
(Consiglio di Stato Sezione 6, Sentenza del 7 luglio 2008, n. 3350)

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Nel caso di domanda di risarcimento del danno conseguente al provvedimento amministrativo illegittimo grava sul danneggiato l'onere di provare tutti gli elementi costitutivi dell'illecito

Pubblicato il: 02/02/2009


Nel caso di domanda di risarcimento del danno conseguente al provvedimento amministrativo illegittimo grava sul danneggiato l'onere di provare tutti gli elementi costitutivi dell'illecito, quali il danno, la condanna colposa e il nesso di casualità, mentre spetta all'Amministrazione resistente, che ha adattato il provvedimento illegittimo, produrre a sua discolpa elementi idonei a dimostrare la sussistenza di un errore scusabile nell'adozione del provvedimento in questione.(Tribunale Amministrativo Regionale PIEMONTE -Torino Sezione 1, Sentenza del 13 giugno 2008, n. 1369)

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L’amministrazione comunale non può vincolare l’autorizzazione degli impianti di telefonia mobile all’aggiornamento del piano comunale di installazione di questo tipo di infrastrutture

Pubblicato il: 31/12/2008


In tema di installazione di impianti di telecomunicazione, se è vero che l'ente locale può regolamentare aspetti della materia nei limiti dettati dalla legge quadro 22 febbraio 2001, n. 36, non può, tuttavia, nelle more dell'adozione dei piani di installazione sospendere in via generalizzata e assoluta la realizzabilità degli interventi in questione. Ciò sia perché l'ordinamento non contempla il potere di sospensione della funzione amministrativa autorizzatoria, peraltro contrastante con i fondamentali principi di indefettibilità e di continuità della funzione pubblica e non prevista nemmeno dalle norme in materia edilizia (le misure di salvaguardia in pendenza dell'approvazione dei piani regolatori generali è figura tipica, la cui applicazione non è estensibile ad altre fattispecie), sia perché, pur spettando all'ente locale la pianificazione del territorio, non può subordinarsi la realizzazione degli impianti all'espresso intervento pianificatorio del Comune (cfr. gli articoli 86 e 87 del d. lgv. 259 del 2003, inequivocabilmente ispirati a finalità acceleratorie di favore per la pronta e spedita realizzazione della rete di telefonia mobile, trattata alla stregua di un'infrastruttura strategica per lo sviluppo).

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In tema di condono edilizio, il giudice penale, prima di sospendere il processo, ha il dovere di controllare la sussistenza delle condizioni legalmente previste per l'applicabilità del condono medesimo

Pubblicato il: 14/12/2008


In tema di condono edilizio, il giudice penale, prima di sospendere il processo, ha il dovere di controllare la sussistenza delle condizioni legalmente previste per l'applicabilità del condono medesimo, soprattutto considerando che la sospensione processuale costituisce una deroga ai principi generali dell'obbligatorietà dell'azione penale e della ragionevole durata del processo. Il giudice, quindi, deve verificare non solo il requisito temporale previsto per l'ultimazione delle opere, ma anche il rispetto dei limiti volumetrici e l'oggettiva condonabilità dell'intervento, in relazione alle sue caratteristiche tipologiche e topografiche. Se poi il contravventore ha presentato istanza per ottenere il condono, il giudice, prima di disporre la sospensione del processo, deve controllare che l'istanza sia stata presentata nei termini di legge, accompagnata dal versamento dell'oblazione e dell'anticipazione degli oneri concessori e si riferisca proprio alle opere abusive contestate nel processo. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale
Sentenza del 11 luglio 2008, n. 28812)

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In tema di condono edilizio, il giudice penale, prima di sospendere il processo, ha il dovere di controllare la sussistenza delle condizioni legalmente previste per l'applicabilità del condono medesimo

Pubblicato il: 14/12/2008


In tema di condono edilizio, il giudice penale, prima di sospendere il processo, ha il dovere di controllare la sussistenza delle condizioni legalmente previste per l'applicabilità del condono medesimo, soprattutto considerando che la sospensione processuale costituisce una deroga ai principi generali dell'obbligatorietà dell'azione penale e della ragionevole durata del processo. Il giudice, quindi, deve verificare non solo il requisito temporale previsto per l'ultimazione delle opere, ma anche il rispetto dei limiti volumetrici e l'oggettiva condonabilità dell'intervento, in relazione alle sue caratteristiche tipologiche e topografiche. Se poi il contravventore ha presentato istanza per ottenere il condono, il giudice, prima di disporre la sospensione del processo, deve controllare che l'istanza sia stata presentata nei termini di legge, accompagnata dal versamento dell'oblazione e dell'anticipazione degli oneri concessori e si riferisca proprio alle opere abusive contestate nel processo. (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale
Sentenza del 11 luglio 2008, n. 28812)

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Il diritto alla riservatezza, costituzionalmente rilevante, non include quello all'anonimato del cittadino che denuncia ai servizi sociali dei possibili soprusi

Pubblicato il: 15/11/2008


Nell'ordinamento delineato dalla L. n. 241/1990 ispirato ai principi della trasparenza, del diritto di difesa e della dialettica democratica, ogni soggetto deve poter conoscere con precisione i contenuti e gli autori di segnalazioni, esposti o denunce che, fondatamente o meno, possano costituire le basi per l'avvio di un procedimento ispettivo o sanzionatorio, non potendo la p.a. procedente opporre all'interessato esigenze di riservatezza. La tolleranza verso denunce segrete e/o anonime è un valore estraneo al nostro ordinamento giuridico (cfr. art. 111 Cost. e artt. 240, 195, c. 7 e 203 c.p.p.). Al diritto alla riservatezza, pure costituzionalmente rilevante, non può pertanto riconoscersi ampiezza tale da includere il "diritto all'anonimato" di colui che rende una dichiarazione a carico di terzi nell'ambito di un procedimento ispettivo o sanzionatorio. L'anonimato sulle denunce o sulle dichiarazioni accusatorie è, al contrario, guardato con particolare sospetto dall'ordinamento: da qui l'evanescenza e l'infondatezza di ogni tentativo volto a qualificare tale inesistente diritto all'anonimato come una prerogativa del diritto alla riservatezza. (fattispecie relativa all'istanza di accesso per acquisire copia della segnalazione pervenuta al Servizio Emergenza Infanzia 114 al fine di conoscere le generalità di chi inoltrava detta segnalazione. (Tribunale Amministrativo Regionale LOMBARDIA - Brescia Sezione 1, Sentenza del 29 ottobre 2008, n. 1469)

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Il canone di depurazione delle acque deve essere versato solo ove questo serivizio venga fornito

Pubblicato il: 12/11/2008


Il canone di depurazione delle acque deve essere si deve versare solo ove questo serivizio venga fornito.
Ne consegue che, poichè di fatto solo il 65% degli italiani ha gli scarichi direttamnete collegati ad un depuratore, una bolletta su tre è irregolare.

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L'Autorità Garante per le Telecomunicazioni ha regolementato le interruzioni pubblicitarie

Pubblicato il: 11/11/2008


Dal 1° gennaio 2009 le emittenti televisive dovranno adeguarsi alle nuove regole sulla pubblicità stabilite della deliberazione n. 211/08/CPS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 3 novembre scorso.

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Prima di sanzionare gli abusi edilizi occorre definire i procedimenti di concessione in sanatoria

Pubblicato il: 27/10/2008


I provvedimenti di repressione degli abusi edilizi per i quali è stata presentata tempestivamente la domanda di condono non possono essere adottati dalla pubblica amministrazione che ancora non si è pronunciata sulla richiesta di concessione in sanatoria.(Tribunale Amministrativo Regionale LAZIO - Roma, Sentenza del 2 ottobre 2008, n. 8705)

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In tema di cooperative per la costruzione di alloggi economici e popolari, e, in particolare, di controversie inerenti ai rapporti sociali, la giurisdizione esclusiva è del giudice amministrativo

Pubblicato il: 22/10/2008


In tema di cooperative per la costruzione di alloggi economici e popolari, e, in particolare, di controversie inerenti ai rapporti sociali, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo richiede la sussistenza non solo del requisito soggettivo, ossia la qualificazione della cooperativa come sovvenzionata dallo Stato, ma altresì del requisito oggettivo, consistente nella fruizione del contributo statale per la costruzione degli alloggi.
(Tribunale Bari Sezione 4 Civile, Sentenza del 24 giugno 2008, n. 1563)

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La revoca dell'assegnazione di un'area per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica comporta l'automatica caducazione anche della relativa convenzione

Pubblicato il: 17/10/2008


La revoca dell'assegnazione di un'area per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica comporta l'automatica caducazione anche della relativa convenzione, e ciò in quanto l'atto di assegnazione di un lotto di edilizia residenziale pubblica e la relativa convenzione attuativa compongono entrambe la fattispecie complessa della concessione amministrativa ed istituiscono tra concedente e concessionario un rapporto unitario, di tal che il venir meno di uno dei due atti di cui la fattispecie si compone comporta la caducazione anche dell'altro atto.
(Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 25 giugno 2007, n. 3637)

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