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E' nulla la notifica al portiere se nella relata di notifica l'ufficiale giudiziario non dà atto dell'assenza degli altri soggetti legittimati a ricevere l'atto

Pubblicato il: 19/02/2008


La notifica nelle mani del portiere è valida ed efficace solo a condizione che l’ufficiale giudiziario dia atto non solo dell’assenza del destinatario, ma anche che le ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto siano risultate vane. Ne deriva che, qualora l’accertamento dell’ufficiale giudiziario non attesti chiaramente l’accertata assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell'art. 139 c.p.c., la notificazione nelle mani del portiere è da considerarsi nulla. (Corte di Cassazione, Sezione II civile, Sentenza 19 gennaio 2007, n. 1258)

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Il Comune non può prevedere oblazioni per estinguere la trasgressione prima dell’applicazione della sanzione

Pubblicato il: 19/02/2008


Il Comune non può prevedere oblazioni per estinguere la trasgressione prima dell’applicazione della sanzione, in quanto sarebbe una violazione di legge, tanto più che si tratterebbe di una previsione in contrasto con il principio gerarchico delle fonti. (Corte di Cassazione, Sezioni II Civile, Sentenza 23 febbraio – 31 maggio 2007, n. 12834)

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L'obbligo di indicare il responsabile del procedimento si estende a tutti gli atti della P.A., quindi anche all’iscrizione di ipoteca, del concessionario, ora agente, della riscossione

Pubblicato il: 18/02/2008


“Ha affermato, al riguardo, la Corte Cost, ord 5.11.2007 n. 377, che l’obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, lungi dall’essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia del diritto di difesa, che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione predicati dall’art. 97, primo comma, Cost. L’importante dictum, tra l’altro, contenuto in un’ordinanza di manifesta infondatezza della questione di legittimità, che ne accentua ancor di più l’effetto, per così dire, retroattivo, seppure riferito alle cartelle di pagamento non può non riferirsi a tutti gli atti, e, quindi, anche all’iscrizione di ipoteca, del concessionario, ora agente, della riscossione”

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Deve ritenersi nullo il verbale di accertamento privo della firma dell’Agente accertatore e del responsabile dell’Ufficio procedente

Pubblicato il: 09/02/2008


Nel giudizio di opposizione, l’opponente può dedurre vizi del provvedimento impugnato e ragioni di merito a sostegno delle proprie domande. Di conseguenza, il Giudice deve limitarsi ad esaminare il fondamento delle ragioni a sostegno dell’azione proposta, le quali costituiscono la causa petendi della domanda. Nel caso in esame, la documentazione depositata dal Comune, unitamente al verbale notificato all’opponente, è un’elaborazione meccanografica dell’originale, ma è priva della firma dell’Agente accertatore e del responsabile dell’Ufficio procedente. (Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 01/0272008)

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Ai fini della configurabilità del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata è necessario l'accumulo, più o meno sistematico ma comunque ripetuto e non occasionale, di rifiuti in un'area determinata

Pubblicato il: 07/02/2008


In tema di gestione di rifiuti, ai fini della configurabilità del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata, di cui al D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 51, comma 3, (oggi trafuso nel D.L.vo n. 152/2006) è necessario l'accumulo, più o meno sistematico ma comunque ripetuto e non occasionale, di rifiuti in un'area determinata, la eterogeneità dell'ammasso dei materiali, la definitività del loro abbandono ed il degrado, anche solo tendenziale, dello stato dei luoghi per effetto della presenza dei materiali in questione. (Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 7 gennaio 2008, n. 203.

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La mancata indicazione del provvedimento che legittima il dirigente a sottoscrivere l’ordinanza in sostituzione del Prefetto rende nulla l'ordinanza

Pubblicato il: 25/01/2008


In tema di ordinanza-ingiunzione prefettizia di irrogazione delle sanzioni per infrazioni stradali, la mancata sottoscrizione autografa dell'atto da parte del prefetto stesso consente che essa possa essere effettuata da persona abilitata per legge a sostituirlo o da persona a ciò delegata, essendo necessario, ai fini dell'imputabilità dell'atto al prefetto, che sia dichiarata l'esistenza del provvedimento che legittimi la sostituzione e la provenienza del soggetto cui è stato attribuito il relativo potere. Ne consegue che in mancanza di detti elementi di forma ed in presenza della contestazione di controparte, ove la dimostrazione non sia altrimenti acquisita al processo, l'atto non può essere attribuito al prefetto.
(Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza del 1 marzo 2007, n. 4861)

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Il risarcimento del danno nei confronti di un'impresa per la mancata aggiudicazione del contratto d'appalto va quantificato considerando l'utile economico che sarebbe derivato all'impresa dall'esecuzione dell'appalto in caso di aggiudicazione

Pubblicato il: 25/01/2008


Il risarcimento del danno nei confronti di un'impresa per la mancata aggiudicazione del contratto d'appalto conseguente ad una illegittima aggiudicazione va quantificato considerando l'utile economico che sarebbe derivato all'impresa dall'esecuzione dell'appalto in caso di aggiudicazione, quantificato nella misura del 10% dei quattro quinti del prezzo posto a base di gara, depurato dal ribasso offerto dalla ricorrente, ex art. 122 del D.P.R. 21/12/1999 n. 554 in tema di recesso unilaterale della p.a. dal contratto di appalto di opere pubbliche, recepito dall'art. 134 del D.lgvo n.163/2006, inteso come criterio generale di quantificazione del margine di profitto dell'appaltatore nei contratti con l'Amministrazione, così come lo era stato in precedenza l'art. 345 L. 20/3/1865 n. 2248 all. F.

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Il comune non può ordinare la demolizione di un manufatto realizzato in occupazione del suolo pubblico dopo avere avallato per trent'anni detta situazione

Pubblicato il: 29/12/2007


E’ illegittimo l’ordine di demolizione ingiunto a distanza di oltre trenta anni dall’occupazione del suolo comunale e dalla realizzazione del manufatto, ove dette situazioni, ben note al Comune, siano state sempre avallate da numerosi atti, con i quali è stata espressa costantemente la volontà di lasciare inalterata la situazione posta in essere dall'occupante, salvo a regolarizzarla mediante la cessione del terreno (stradale) dismesso ed occupato. E' quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo, sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), con sentenza 4 dicembre 2007 n. 924

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Responsabilità della P.A. e danno da contratto

Pubblicato il: 21/12/2007


A seguito dell'esclusione giudiziale dell'aggiudicataria, sebbene la ricorrente non abbia diritto né al risarcimento del danno da mancata aggiudicazione né a quello da perdita di chance, può configurarsi nei suoi confronti il diritto al risarcimento del cosiddetto danno da contatto, potendo la fattispecie essere sottoposta alle regole proprie dell'obbligazione contrattuale pur se il fatto generatore non è il contratto.

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Per intervenire nel processo amministraivo è sufficiente qaulsiasi interesse, anche di puro fatto o morale

Pubblicato il: 08/12/2007


Nel processo amministrativo, ai fini della legittimazione all'intervento volontario di soggetti diversi dalle parti originarie (art. 22 comma 2, l. 6 dicembre 1971 n. 1034), è sufficiente un qualsiasi interesse, anche di puro fatto o morale, anche perché l'interventore, non essendo titolare di un interesse diretto nella controversia, non può assumere una posizione autonoma ma solo aderire alla posizione di una delle due parti principali" (Consiglio Stato, sez. V, 31 gennaio 2007, n. 385). Ora il signor Se. è intervenuto nel presente giudizio ad adiuvandum della Cooperativa Ed.No. nella qualità di promissario acquirente della totalità delle quote societarie della società Si., che aveva proposto il programma integrato di intervento in questione. Ciò è sufficiente a radicare quell'interesse di fatto che gli consente di intervenire nel presente giudizio. E' qaunto pronunciato dal Consiglio di Stato, sezione 5, con Sentenza del 13 novembre 2007, n. 5810.

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In caso di assegnazione di alloggi popolari,in mancanza di comunicazione del prezzo, gli assegnatari non possono agire per il trasferimento della proprietà ex art. 2932 c.c.

Pubblicato il: 05/12/2007


Riguardo al trasferimento in proprietà agli assegnatari di alloggi di edilizia economica e popolare già assegnati in locazione semplice, lo scambio di consensi che si verifica quando alla domanda di riscatto dell'assegnatario di alloggio, inviata prima dell'entrata in vigore della legge n. 513 del 1977 ed opportunamente confermata in ottemperanza al disposto dell'art. 27 della stessa legge, sia seguita l'accettazione da parte dell'istituto, con comunicazione del prezzo di cessione, esaurisce il procedimento amministrativo, attribuendo all'assegnatario - ed agli eredi - il diritto a pretendere la valutazione della domanda e di ottenere il risarcimento del danno per la perdurante inerzia dell'amministrazione, ma non determina l'acquisizione della proprietà dell'alloggio fino alla formale stipulazione del contratto, e neppure integra, in quanto caratterizzato da connotazioni pubblicistiche, un contratto preliminare di compravendita suscettibile di esecuzione in forma specifica.(Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civile,sentenza del 17 maggio 2007, n. 11334)



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Il cittadino che impugni, tramite un Legale, una cartella esattoriale o un verbale di violazione ha diritto al riconoscimento delle spese legali

Pubblicato il: 04/12/2007


Il cittadino che impugni, tramite un Legale, una cartella esattoriale o un verbale di violazione ha diritto al riconoscimento delle spese legali. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione – Sezione seconda civile – 19 novembre 2007, n. 23993.
Il potere di compensazione delle spese processuali, spiega la S.C., può ritenersi legittimamente esercitato da parte del giudice in quanto risulti affermata e giustificata, in sentenza, la sussistenza dei presupposti cui esso è subordinato, sicché, come il mancato esercizio di tale potere non richiede alcuna motivazione, così il suo esercizio, per non risolversi in mero arbitrio, deve essere necessariamente motivato, nel senso che le ragioni in base alle quali il giudice abbia accertato e valutato la sussistenza dei presupposti di legge devono emergere, se non da una motivazione esplicitamente "specifica", quanto meno da quella complessivamente adottata a fondamento dell'intera pronuncia, cui la decisione di compensazione delle spese accede, onde la mancanza assoluta di motivazione, implicita od esplicita, della decisione di compensazione delle spese nei sensi sopra descritti integra gli estremi della violazione di legge (art. 92, secondo comma c.p.c.), denunciabile e sindacabile anche in sede di legittimità.

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Nel procedimento amministrativo il decorso del termine non preclude il deposito di documenti

Pubblicato il: 03/12/2007


Il decorso del termine per la produzione di documenti entro i venti giorni liberi prima dell'udienza di discussione del ricorso, stabilito dall'art. 23 c. 4, della legge n. 1034 del 1971, non preclude alla pubblica amministrazione di depositare ulteriore documentazione, purché direttamente connessa con l'oggetto della domanda; in tale ipotesi, il rispetto del principio del contraddittorio è garantito dalla eventuale concessione di un congruo spatium deliberandi alle parti interessate che ne facciano richiesta, differendo se del caso l'udienza di discussione per consentire alle stesse di assumere le più opportune iniziative difensive. (Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 11 settembre 2007, n. 4789)

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Il provvedimento di espulsione disposto dal Prefetto, poi confermato dal G.d.P., è illegittimo se nelle more del ricorso per Cassazione lo straniero ha acquisito lo status di cittadino comunitario

Pubblicato il: 26/11/2007


In caso di espulsione dal territorio dello Stato di un cittadino rumeno disposta dal prefetto, poi confermata dal giudice di pace, l'acquisto da parte del ricorrente, nelle more del giudizio di cassazione e, in particolare dal 1° gennaio 2007, dello status di cittadino dell'Unione europea - con conseguente inapplicabilità delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e la possibilità di espulsione solo in presenza delle ipotesi previste dall'articolo 7 del Dpr n. 54 del 2002 - determina la cassazione del provvedimento del giudice di pace e la declaratoria, con pronuncia ai sensi dell'articolo 384 del Cpc che al 1° gennaio 2007 sono cessati gli effetti dell'espulsione a suo tempo adottata dal prefetto.

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Nelle gare d’appalto, la mancata allegazione del documento di identità alla scheda dell’offerta del concorrente costituisce una irregolarità non sanabile

Pubblicato il: 19/11/2007


Nelle gare d’appalto, la mancata allegazione del documento di identità alla scheda dell’offerta del concorrente, prevista dalla lex specialis a pena di esclusione, non può essere sanata con altri dati forniti in sede di offerta, né può consentirsi la regolarizzazione successiva, poiché tale omissione costituisce una irregolarità non sanabile ed una violazione della disciplina regolatrice dell’appalto. E' quanto stabilito dal Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 7 novembre 2007 n. 5761.

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L'alienazione di un bene di proprietà comunale deve avvenire tramite gara pubblica

Pubblicato il: 17/11/2007


E' illegittima la trattativa privata per la alienazione dell'immobile di proprietà comunale in luogo della dovuta procedura ad evidenza pubblica,previa pubblicazione di idoneo bando od avviso d'asta, atteso che la gara pubblica rappresenta lo strumento più idoneo ad assicurare un maggior introito per l'amministrazione nonchè il perseguimento del pubblico interesse. Inoltre con la trattativa privata non vengono rispettati i criteri di trasparenza e pubblicità al fine di valutare concorrenti proposte di acquisto. E' quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale LAZIO - Roma Sezione 2, con sentenza del 8 novembre 2007, n. 10993



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La P.A. deve stipulare i propri contratti, a pena di nullità, in forma scritta

Pubblicato il: 08/11/2007


Costituisce principio generale fondamentale della materia delle obbligazioni, quello in forza del quale la pubblica amministrazione non può assumere impegni o concludere contratti se non nelle forme stabilite dalla legge e dai regolamenti (vale a dire nella forma scritta), il cui mancato rispetto produce la nullità assoluta dell'atto, rilevabile anche d'ufficio. La regola della forma scritta ad substantlam è, infatti, strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa, sia nell'interesse del cittadino, costituendo remora ad arbitri, sia nell'interesse della stessa pubblica amministrazione, rispondendo all'esigenza di identificare con precisione l'obbligazione assunta e il contenuto negoziale dell'atto e, specularmente, di rendere possibile l'espletamento della indispensabile funzione di controllo da parte dell'autorità tutoria. In questo senso, il requisito in parola può considerarsi espressione dei principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione sanciti dalla carta costituzionale (art. 97).
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione prima civile, con sentenza 26 ottobre 2007, n. 22537.

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La mancata o irrituale notificazione della cartella di pagamento determina l'invalidità derivata dell'avviso di mora

Pubblicato il: 07/11/2007


In tema di riscossione delle imposte dirette, nel vigore del testo del Dpr 602/1973 antecedente alle modifiche recate dal Dlgs 46/1999 la mancata o irrituale notificazione della cartella di pagamento, imposta e minuziosamente disciplinata dagli articoli 25 e 26 del Dpr 602/1973, determina l'invalidità derivata dell'avviso di mora, in occasione della cui impugnazione, tuttavia, è facoltà del contribuente impugnare, ai sensi dell'articolo 19 del Dlgs 546/1992, anche la cartella di pagamento non notificata o irritualmente notificata.

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E’ illegittima l’ammissione alla gara dell’impresa che in luogo della dichiarazione sostitutiva presentu una generica dichiarazione

Pubblicato il: 03/11/2007


E’ illegittima l’ammissione alla gara dell’impresa che in luogo della dichiarazione sostitutiva, richiesta dal disciplinare a pena di nullità, in merito all’osservanza da parte dell’azienda, degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente, abbia presentato la generica dichiarazione di non trovarsi in nessuna delle situazioni che, a norma dell’art. 75 del DPR 554/99 comportano l’esclusione dalla gara. E' quanto stabilito dal T.A.R. del Lazio, Sezione III, con sentenza del 22 ottobre 2007 n. 10227. Il giudice amministrativo ha altresì precisato che è infondata la domanda di risarcimento del danno conseguente all’illegittima mancata aggiudicazione dell’appalto.

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Il propriteario di un fondo ha diritto di accedere alla visione dei documenti relativi al procedimento di rilascio del titolo abilitativo attivato dal vicino

Pubblicato il: 31/10/2007


Il proprietario di un fondo limitrofo ha diritto al rilascio di copia di tutti gli atti del procedimento attivato dal vicino per ottenere il titolo abilitativo edilizio, a nulla rilevando la circostanza che il permesso sia o meno rilasciato, ovvero che il diniego sia o meno impugnato dal richiedente. Al vicino spetta infatti l'accesso a tutti gli atti del procedimento, o in qualità di titolare del diritto di visione fino a quando il procedimento non sia stato concluso, ovvero quale titolare del diritto di accesso, quando il procedimento sia stato definito.

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