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Impugnazione immediata delle clausole dei bandi di gara - esclusione

Pubblicato il: 22/10/2007


Non è necessaria l'impugnazione immediata delle clausole dei bandi di gara che, pur dovendo considerarsi immediatamente lesive per il loro effetto inibente della partecipazione di determinate imprese, non risultano a tal fine univocamente chiare e vincolanti, sì da consentire interpretazioni diverse obiettivamente non temerarie.
E' quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale LAZIO - Roma Sezione 3 con Sentenza del 2 ottobre 2007, n. 9630 pronunciandosi sull' ammissibilità dell'impugnazione operata successivamente, insieme all'atto di esclusione, di clausola del bando di gara che rinviava -per la disciplina del raggruppamento d'imprese - al combinato disposto dell'articolo 186, comma 2, e dell'articolo 191 comma 9, del Dlgs 163/2006).



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Nelle procedure di affidamento di appalti pubblici, il bando non è suscettibile di disapplicazione

Pubblicato il: 21/10/2007


Nelle procedure di affidamento di appalti pubblici, il bando non è suscettibile di disapplicazione, perché tale potere è riconosciuto al giudice amministrativo nei confronti di norme a contenuto propriamente normativo, dotate di generalità ed astrattezza, come i regolamenti, mentre il bando di una gara d'appalto ha natura di provvedimento concreto. Né la disapplicazione può avvenire per contrasto con norme comunitarie, nel caso di un appalto al di sotto della soglia comunitaria. Questo è il principio di diritto enunciato dal Consiglio di Stato, Sezione V giurisdizionale, con sentenza del 9 ottobre 2007 n. 5295.


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La mancata esecuzione di un provvedimento del giudice non sempre integra il reato di cui all'art. 368, 2° comma, c.p.

Pubblicato il: 18/10/2007


"Il mero rifiuto di ottemperare ai provvedimenti giudiziali previsti dall'art. 388 comma 2 c.p. non costituisce comportamento elusivo penalmente rilevante, a meno che la natura personale delle prestazioni imposte ovvero la natura interdittiva dello stesso provvedimento esigano per l'esecuzione il contributo dell'obbligato. Infatti l'interesse tutelato dal secondo come dal primo comma dell'art. 388 c.p. non è l'autorità in sé delle decisioni giurisdizionali, bensì l'esigenza costituzionale di effettività della giurisdizione". Questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione penale con Sentenza del 5 ottobre 2007, n. 36692.

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In una procedura concorsuale la regola dell'anonimato ha carattere cogente solo nel caso in cui la prova pratica si sostanzi in una prova scritta

Pubblicato il: 11/10/2007


La redazione di un elaborato scritto deve essere anonima, anche in mancanza di una espressa previsione del bando che disciplina la procedura concorsuale. Questo principio trova la sua ratio nella necessità che l'elaborato non sia immediatamente e chiaramente riferibile ad un concorrente, in quanto l'anonimato evita il rischio, anche potenziale, di condizionamenti esterni. E' quanto affermato dal Consiglio di Stato, Sesta Sezione, con sentenza n. 4925 del 26 settembre 2007, confermando così il consolidato orientamento in materia. Tuttavia, prosegue il Consiglio di Stato che "solo se la prova pratica si sostanzia nella redazione di un elaborato scritto, la applicazione della regola dell'anonimato assume un carattere cogente; diversamente la pretesa di applicare questa
regola non ha alcun senso".

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E' illegittimo il rifiuto della P.A. di consetire l'accesso agli atti relativi alla domanda di ostensione

Pubblicato il: 11/10/2007


Il propritario di un terreno deve ritenersi legittimato a verificare la conformità del certificato di destinazione urbanistica rilasciato ed ha diritto di accedere a tutti gli atti relativi alla domanda di ostensione, compresi quelli generali di pianificazione e programmazione, attesa la definitiva conclusione del relativo procedimento.E' quanto stabilito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 4689 del 6 settembre 2007.



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La potestà della stazione appaltante di chiedere chiarimenti e integrazioni è volta a superare le regole particolarmente formalistiche previste nelle procedure di selezione del contraente

Pubblicato il: 11/10/2007


La potestà della stazione appaltante di chiedere chiarimenti e integrazioni è volta a superare le regole particolarmente formalistiche previste nelle procedure di selezione del contraente. L'operatività di siffatto principio non può spingersi fino al punto da configurare l'esistenza in capo all'amministrazione di un potere discrezionale volto a porre rimedio a eventuali insufficienze o inadempienze della impresa partecipante, soprattutto laddove le stesse appaiano imputabili esclusivamente alla impresa. e' quanto stabilito dal Consiglio di Stato, con sentenza n. 4674 del 6 settembre 2007.

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Non ha diritto al risarcimento dei danni il dottore commercialista abilitato in ritardo

Pubblicato il: 09/10/2007


Non ha diritto al risarcimento dei danni, il dottore commercialista che abbia ritardato l’inizio della sua attività professionale a causa della sospensione della procedura di iscrizione da parte dell’ordine locale dei dottori commercialisti e ciò anche se poi tale provvedimento venga annullato dal Consiglio Nazionale perché non necessario.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 18211/2007.

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E' possibile proporre opposizione solo avverso le ordinanze - ingiunzione e non contro il mero verbale di accertamento

Pubblicato il: 08/10/2007


Il verbale di accertamento e' impugnabile in sede giudiziale unicamente se concerne l'inosservanza di norme sulla circolazione stradale, essendo soltanto in questo caso idoneo ad acquisire il valore e l'efficacia di titolo esecutivo per la riscossione della pena pecuniaria nell'importo direttamente stabilito dalla legge. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 18320 del 30 agosto 2007, precisando altresì che quando invece riguarda il mancato rispetto di norme relative ad altre materie, il verbale non incide sulla situazione giuridica soggettiva del contravventore, essendo esclusivamente destinato a contestargli il fatto e a segnalargli la facolta' di pagamento in misura ridotta, in mancanza del quale l'autorita' competente valutera' se vada irrogata una sanzione determinandone eventualmente l'entita', emanando l'ordinanza ingiunzione che potra' essere oggetto di opposizione ai sensi della Legge n. 89 del 2001 articolo 2 (C.S.U. 07/16, C. 04/19243, C. 04/812, C. 03/16918).

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Il sindaco è resposabile degli infortuni subiti dai propri dipendenti

Pubblicato il: 08/10/2007


"A mente dell'art. 2 lett. b) del D.Lvo 626 del 1994, contenente l'attuazione di una serie di direttive CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale. E tuttavia perché tale disposizione trovi pratica attuazione occorre che gli organi di direzione politica procedano alla individuazione dei soggetti ai quali attribuire la qualifica di datore di lavoro di cui alla disposizione stessa, in conformità peraltro a quanto agli stessi organi imposto dall'art. 30 del D.Lvo 19.3.1996 n. 242 contenente modifiche ed integrazioni al D.Lvo n. 242 del 1994". Ne consgue che, all'interno del Comune, il Sindaco è direttamente responsabile per la inosservanza della normativa antinfortunistica a meno che non abbia delegato uno dei funzionari dell'Ente Locale, nominandolo ufficialmente datore di lavoro.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 35137 del 20 settembre 2007.

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Responsabilità del Comune per danni cagionati da cantieri stradali

Pubblicato il: 03/10/2007


In tema di danni determinati dall'esistenza di un cantiere stradale, qualora l'area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed affidata all'esclusiva custodia dell'appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all'interno di questa area risponde esclusivamente l'appaltatore, che ne è l'unico custode. Allorquando, invece, l'area su cui vengono eseguiti i lavori e quindi insiste il cantiere, risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell'ente titolare della strada, sia pure insieme all'appaltatore, consegue che la responsabilità ai sensi dell'art. 2051 cod. civ. (in concreto non escludibile a carico dell'ente per le dimensioni necessariamente ridotte dell'area adibita a cantiere) sussiste sia a carico dell'appaltatore che dell'ente, salva l'eventuale azione di regresso di quest'ultimo nei confronti del primo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale di cui al secondo comma dell'art. 2055 cod. civ., sulla base anche degli obblighi di segnalazione e manutenzione imposti dalla legge per opere e depositi stradali (art. 21 del d.lgs. n. 285 del 1992), nonché di quelli eventualmente discendenti dalla convenzione di appalto”.
Corte di Cassazione Sezione 3 Civile Sentenza del 6 luglio 2006, n. 15383


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E' di competenza del giudice ordinario la controversia relativa al rapporto che si instaura a seguito di un disciplinare tra la provincia e i liberi professonisti

Pubblicato il: 16/09/2007


Configura un rapporto di parasubordinazione, che comporta la competenza del giudice del lavoro, il rapporto che si instaura a seguito di un disciplinare tra la provincia e i liberi professonisti, poichè comporta l'instaurazione di una collaborazione, destinata a protrarsi per un apprezzabile periodo temporale, tra l'ente pubblico e detti professionisti, chiamati svolgere in piena autonomia i loro compiti, per il cui svolgiemnto è però necessario un coordinamento con l'ente territoriale al fine di perseguire le finalità che detto ente doveva assicuare.
Così si è pronunciata la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con snetnza n. 14702 del 25 giugno 2007, sulla revoca da parte della provincia di Messina di un incarico, in seguito alla firma di un disciplinare approvato regolarmente dalla giunta.

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Il telefonino usato durante la prova d'esame va sequestrato

Pubblicato il: 12/09/2007


Deve essere confermato il sequestro del telefonino nei confronti del proprietario che lo usa per ottenere, dall'esterno, suggerimenti durante una prova di esame. E' quanto stabilito dalla Quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione che con sentenza 34384/2007 ha confermato la misura cautelare, accogliendo l'istanza di riesame del P.M. contro la sentenza del Tribunale della Libertà che aveva annullato il sequestro.

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Il cittadino che usufruisce del ricovero ospedaliero in camera a pagamento non e' tenuto a pagare anche la prestazione offerta dal medico

Pubblicato il: 09/09/2007


Il cittadino che usufruisce del ricovero ospedaliero in camera a pagamento non e' tenuto a pagare anche la prestazione offerta dal medico. E' quanto stabilito dalla Prima sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 18453/07, che ha riconosciuto ad un paziente il diritto al rimoborso delle spese di degenza in una camera speciale imposta dalla carenza di posti nelle corsie ordinarie gratuite, nonchè il corrispettivo delle prestazioni dei medici in regime libero professionale.

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Non si possono richiedere dati sui pazienti visitati nelle zone ztl per annullare le multe effettuate

Pubblicato il: 07/09/2007


Con provvedimento del 14 giugno 2007, il Garante per la protezione dei dati personali, si è pronunciato sui limiti da imporre ai comuni nelle richieste, avanzate nei confronti dei medici che per ragioni di servizio abbiano avuto accesso a zone ztl, delle generalità o altre informazioni che identifichino le persone visitate a domicilio.
Il Garante, nello specifico, ha vietato ai medici di presentare documenti contenenti dati personali dei pazienti per la contestazione delle multe. Ed ha imposto ai comuni il divieto di effettuare indagini sui dati anagrafici del paziente e luogo e ora della visita, essendo incompatibili con le norme sulla protezione della privacy.

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Il trasferimento del pubblico dipendente non sempre necessita della comunicazione di avvio del procedimento

Pubblicato il: 31/08/2007


Il provvedimento di trasferimento del pubblico dipendente da un ufficio all’altro della stessa sede territoriale della Polizia di Stato, non costituisce un trasferimento in senso tecnico, ma integra soltanto una modalità di estrinsecazione dei profili organizzativi del servizio stesso, che pertanto non esige le medesime garanzie procedimentali previste per i trasferimenti in senso stretto (cfr., Cons. St., sez. IV, 31 maggio 2003 n. 3038; 30 maggio 2005 n. 2773).
E' quanto disposto dal T.A.R. della Toscana con sentenza n. 695/2007.Ne consegue che, in tale ipotesi, il trasferimento è legittimo anche se non contenga una specifica e puntuale motivazione circa le ragioni che ne hanno determinato l’adozione, né è necessario che sia dato avviso dell’inizio del relativo procedimento

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Il giudice che riduce l’ammontare di diritti ed onorari indicati nella nota spese ha l'obbligo di motivare il criterio adottato

Pubblicato il: 30/07/2007


Il giudice che riduca l’ammontare complessivo di diritti ed onorari indicati nella nota prodotta dalle parti, ha l’obbligo d’indicare il criterio di liquidazione adottato, in modo da consentire il controllo di legittimità sulle variazioni effettuate, attesa l’inderogabilità dei compensi per le prestazioni di avvocato e procuratore sancita dall’articolo 24 legge 794/42. E' qaunto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8295 del 03/04/07. La S.C. ha così confermato l'orientamento già consolidato in materia con le sentenze n. 13085/06, 8158/03, 11483/02, 5005/99, 10864/98.

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Ha diritto al risarcimento del danno esistenziale il vincitore di un concorso per pubblico impiego assunto in servizio con ritardo

Pubblicato il: 27/07/2007


Il danno esistenziale consiste nei riflessi esistenziali negativi (perdita di compiacimento o di benessere per il danneggiato) che ogni violazione di un diritto della personalità produce, ed è risarcibile ai sensi dell'art. 2059 c.c., a condizione che il diritto leso abbia rilievo costituzionale (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 18
gennaio 2006 , n. 125). Ne consegue che ha diritto al risarcimento del danno esistenziale per arrecata lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore, un soggetto, vincitore di un concorso per pubblico impiego assuma il servizio con ritardo per condotta dell'Amministrazione ascrivibile a colpa grave.

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L'autorità amministrativa è legittimata a procedere alla rimozione dei cartelli pubblicitari senza preventiva comunicazione al trasgressore

Pubblicato il: 22/07/2007


Con sentenza n. 11115 del 15/05/2007, la Seconsa Sezione Civile della Corte di Cassazione ha confermato un risalente orientamento, già espresso dalle Sez. Unite nel lontano 1978 con sentenza n. 11, secondo cui è manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art 11 del DPR 15 giugno 1959, n 393, il quale stabilisce, tra l'altro, che i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari non conformi alle Disposizioni di legge debbono essere rimossi, a cura e spese del titolare dell'autorizzazione entro quindici giorni dalla diffida dell'ente proprietario della strada, e, in mancanza, la rimozione viene effettuata dall'ente a spese del titolare della autorizzazione, sotto il profilo che la legge non prevede la necessita di un procedimento amministrativo nel quale si dovrebbe inserire un intervento del privato prima di giungere al provvedimento di rimozione della pubblicità stradale illegittima, in quanto nessuna norma costituzionale impone alla pubblica amministrazione l’obbligo di sentire il privato prima di emettere un provvedimento che lo riguardi.
La Corte, infatti, ha così dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 23, comma 13-quater del Codice della Strada, posta in relazione all'art. 24 Cost., laddove consente all'autorità amministrativa la rimozione di cartelli pubblicitari senza la preventiva comunicazione al trasgressore, trattandosi di un provvedimento tipico a tutela della pubblica incolumità, in relazione al quale è differita la difesa dei diritti dell'interessato ad un momento successivo.





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Il proprietario è responsabile delle opere abusivamente realizzate dal conduttore nellimmobile locato

Pubblicato il: 03/07/2007


L'ordinanza di demolizione, pur ascrivendosi alla categoria delle misure amministrative di natura sanzionatoria, non è correlata a un accertamento di dolo o colpa del soggetto cui si imputa la trasgressione. La responsabilità amministrativa per l'esecuzione dell'ordine, quindi, può coinvolgere anche il proprietario del terreno indipendentemente dalla consapevolezza dell'abuso. Tutto ciò senza tenere conto della responsabilità civile che possa seguire al pregiudizio subito dal proprietario per la realizzazione dell'opera abusiva e, dunque, per le conseguenze amministrative derivate, in quanto tale responsabilità concerne la sfera di rapporti tra il proprietario dell'area e il costruttore.
E' quanto stabilito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5519/2007, che ha così rigettato il ricorso promosso dal proprietario di un immobile sul quale il conduttore aveva realizzato delle opere abusive.

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Per i danni subiti dall'utente della strada la PA è responsabile ex art. 2043

Pubblicato il: 19/06/2007


In ordine ai danni subiti dall’utente in conseguenza di dell’omessa o insufficiente manutenzione di strade pubbliche, il referente normativo per l’inquadramento della responsabilità della Pa non è costituito dall’art. 2051 c.c., che sancisce una presunzione inapplicabile nei confronti della Pa con riferimento ai beni demaniali, quando risulti l’oggettiva impossibilità di un esercizio del potere di controllo di essa sulle strade in custodia, in dipendenza del loro uso generale e diretto da parte dei terzi e della notevole estensione di tali beni; ma dall’articolo 2043 c.c., che impone, nell’osservanza della norma. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Bari con sentenza n. 407 del 13 febbraio 2007.

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