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Una volta impugnata l’esclusione da un concorso, occorre anche una autonoma impugnazione dell’atto conclusivo del procedimento

Pubblicato il: 13/04/2008



Una volta impugnata l’esclusione da un concorso, occorre anche una autonoma impugnazione dell’atto conclusivo del procedimento; infatti, l’impugnabilità degli atti endoprocedimentali, immediatamente lesivi, non comporta un esonero dal dovere di impugnare anche l’atto finale, con la precisazione che affinché si abbia tale necessaria impugnazione dell’atto finale del procedimento non è sufficiente indicarlo nell’epigrafe del ricorso, senza però poi proporre alcuna censura com’è imposto dal carattere impugnatorio del gravame Nella fattispecie il TAR della Campania, con sentenza 17 marzo 2008 n. 135, ha dichiarato improcedibile il ricorso dal momento che il ricorrente ha impugnato un atto endoprocedimentale, nella specie il verbale con il quale è stato dichiarato non idoneo all’ammissione al concorso, ma non l’atto conclusivo del concorso stesso, ovvero la graduatoria finale.

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