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Non integra il reato di ingiuria dire alle forze di Polizia che non sono capaci di fare il proprio mestiere

Pubblicato il: 28/11/2011



In tema di ingiuria, la valenza offensiva di una determinata espressione deve essere apprezzata avendo riguardo al momento e al contesto sia ambientale che relazionale in cui viene proferita. Ne deriva che una espressione di censura dell'operato delle forze dell'ordine non può essere esclusa aprioristicamente in ragione soltanto della qualità soggettiva del destinatario, mentre la contestualizzazione delle frasi utilizzate può condurre ad affermare l'assenza di efficacia offensiva di tali frasi quando dirette solo a criticare il comportamento tenuto dai destinatari. (Nella specie, la Corte ha così rigettato il ricorso avverso la sentenza che aveva mandato assolto l'imputato dal reato di ingiuria, ritenendo corretto e congruamente motivato il ragionamento del giudice di merito che, nel valutare il comportamento del prevenuto, il quale aveva apostrofato alcuni appartenenti alle forze di polizia intervenuti a sedare un dissidio familiare affermando che «non erano in grado di fare il loro mestiere» e «non erano capaci di fare null'altro», aveva escluso alcuna concreta valenza offensiva, sul rilievo che le espressioni utilizzate, per la situazione in cui erano state pronunciate, risultavano dirette solo a esprimere insoddisfazione per una pretesa tutela non ricevuta). Corte di Cassazione, Sezione 5 penale, Sentenza 26 agosto 2011, n. 32907

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