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Licenziamento in Banca per chi non rispetta le direttive interne

Pubblicato il: 11/01/2010



Con la sentenza della sez. lavoro n.25306 del 01.12.09 la Cassazione ha affermato la legittimità dell'avvenuto licenziamento, a causa della perdita di affidabilità, in relazione ad una vicenda che originava dalla costante mancata registrazione di ordini di acquisto telefonici di clienti da parte di addetta alla Borsa, la quale, a scapito delle regole aziendali, aveva pur agito al fine di privilegiare il raggiungimento di risultati aziendali (mediante la conclusione di un maggior numero di contratti) ed in assenza di alcun profitto in proprio favore. La dipendente aveva impugnato il licenziamento, sostenendo di essere stata assunta al fine di utilizzare al massimo la propria professionalità per ampliare il portafoglio clienti. Ma dopo circa due anni le era stato contestato addebito disciplinare per avere sottoscritto moduli al posto dei clienti, non averli informati sui rischi legati alle operazioni poste in essere, non aver registrato le telefonate relative agli ordini d'acquisto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della dipendente, ritenendo legittimo il licenziamento, confermando le sentenze di merito già emesse dai Giudici di primo e secondo grado, affermando il principio che nessuna circostanza può portare a concludere che la spinta aziendale verso una maggiore produttività possa avvenire senza rispetto delle direttive interne. CORTE DI CASSAZIONE sez. lavoro n.25306 del 01.12.09

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