Buonasera, sono un funzionario pilota dei Vigili del fuoco. A seguito di mobilità ho fatto istanza...

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Quesito risolto:
Buonasera,
sono un funzionario pilota dei Vigili del fuoco.
A seguito di mobilità ho fatto istanza di trasferimento ad altra sede in data --/--/----. La stessa veniva accettata, ufficializzata con decreto dirigenziale e successivamente notificata personalmente in data --/--/----.
A seguito del trasferimento, lo scrivente concludeva un contratto preliminare di vendita della propria abitazione al fine di acquistarne altra presso la nuova sede di lavoro.
In data --/--/---- mi veniva notificato l'avvio di un procedimento di ritiro del provvedimento di trasferimento in autotutela dell'Amministrazione a seguito di un "mero errore formale"
Il provvedimento definitivo mi è stato comunicato verbalmente che mi verrà notificato il --/--/---- presso la mia nuova sede di lavoro.
Ad oggi rischio di pagare una penale in caso di recessione dal compromesso di vendita. Vorrei sapere se in questo caso è meglio seguire la strada di una richiesta danni (all'Amministrazione o direttamente al dirigente che ha compiuto il "mero errore formale) oppure ricorrere al TAR per avere riconosciuto il diritto al trasferimento e quali sono i termini per una azione legale.
Avrei necessità di ricevere una vs. consulenza ed un parere in merito.
Grazie
Inviato: 583 giorni fa
Materia: Pubblica Amministrazione
Pubblicato il: 20/10/2015

expert
Il Professionista ha risposto: 579 giorni fa
In risposta al quesito proposto e sulla base dei dati disponibili può osservarsi quanto segue.
Il trasferimento a domanda è quel provvedimento mediante il quale l'amministrazione dispone che un militare venga assegnato ad un'altra sede rispetto a quella stabilmente occupata a seguito di un'iniziativa dello stesso militare che, in relazione a sue particolari esigenze di natura privata o di natura professionale, avanza alla propria amministrazione una formale istanza di movimentazione.
Viene, dunque, ad instaurarsi un vero e proprio procedimento amministrativo ai sensi della legge n. --- del ----, per effetto del quale, l'amministrazione avrà il dovere di rispettare alcuni principi fondamentali atteso che dovrà effettuare una necessaria istruttoria, avrà l'obbligo di concludere il procedimento in termini ristretti e di motivare il provvedimento finale così come di stabilire l'unità organizzativa responsabile del procedimento stesso.
Tale procedimento si instaura su iniziativa del militare, a fronte del quale l'amministrazione, nel valutare l'esigenze rappresentate dal dipendente, dovrà, nel contempo, verificare che le stesse non siano in contrasto con i propri assetti organizzativi.
Invero, l'amministrazione militare in applicazione del principio fissato dall'art. -- della Costituzione deve tendere alla corretta applicazione del principio generale di contemperamento degli interessi in gioco atteso che la sua puntuale applicazione costituisce garanzia della bontà della decisione adottata.
Il provvedimento di rigetto di una domanda di trasferimento da parte dell'amministrazione impone una ---- motivazione, non essendo sufficiente una mera ponderazione degli interessi in gioco.
In buona sostanza si cerca di operare un freno alla discrezionalità dell'amministrazione e, sebbene si conferma il principio secondo il quale il trasferimento è equiparato ad un ordine militare, si reputa opportuno che le domande di trasferimento avanzate dal dipendente ricevano un significativo apprezzamento da parte dell'amministrazione, allo scopo di valutare in concreto gli interessi in gioco e di esplicitarli in maniera limpida all'interessato qualora vi sia un diniego.
L'Amministrazione, dunque, deve prendere in considerazione le esigenze personali e familiari dell'interessato esposte all'amministrazione stessa e motivare l'eventuale diniego all'accoglimento.
In ogni caso, occorre rilevare, dunque, che se per un verso risulta pacifico che le esigenze personali e familiari del militare non possono prevalere sulle esigenze di servizio, per altro verso si impone una necessaria valutazione delle motivazioni del militare, una partecipazione dello stesso al procedimento relativo al trasferimento ed una manifesta motivazione del prevalere delle esigenze di servizio rispetto a quelle personali e familiari del militare stesso.
Il caso di specie, non rientra nei soliti problemi inerenti i dinieghi, anche immotivati, posti dall'amministrazione alle domande di trasferimento formulate dai militari ma piuttosto ad una situazione anomala che ha visto dapprima la concessione del trasferimento e, quasi immediatamente dopo, la revoca dello stesso.
La richiesta di revoca del provvedimento di trasferimento tende, solitamente, ad un riesame della situazione posta a base delle determinazioni già adottate e solitamente è formulata dallo stesso dipendente quando il trasferimento è disposto d'imperio dall'amministrazione datrice di lavoro.
Nel caso di specie parrebbe di capire che vi sia stato un errore formale nell'accoglimento dell'istanza di trasferimento.
I procedimenti di revoca osservano, comunque, gli stessi termini indicati in precedenza per i trasferimenti “a domanda” contenuti nei regolamenti ministeriali attuativi degli articoli - e - della legge n. ---/----.
Le conseguenze connesse ad un provvedimento illegittimo possono portare alla richiesta di un risarcimento danni, naturalmente previa dimostrazione dei danni effettivamente patiti.
Nel caso di specie, riterrei che una richiesta risarcitoria sic e simpliciter non possa essere sufficiente ad indurre l'amministrazione alla concessione del risarcimento danni, anche in assenza di un soggetto che si assuma la responsabilità di un provvedimento del genere.
Riterrei che, allo stato, sarebbe più opportuno verificare le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione alla revoca del provvedimento e, sulla scorta di tale valutazione, decidere se impugnare il provvedimento di revoca al fine di ottener il “ripristino” del provvedimento di trasferimento e, contemporaneamente ed alternativamente, in ipotesi di legittimità del provvedimento di revoca, formulare domanda risarcitoria.
Come detto, i danni patiti devono essere oggetto di specifica dimostrazione e l'eventuale perdita della caparra per l'acquisto dell'immobile a seguito della revoca del trasferimento può costituire un danno risarcibile.
Il termine per la proposizione della domanda innanzi al Tar competente è di -- giorni dalla notifica o comunicazione del provvedimento.
Ove volesse sottoporre alla nostra attenzione il provvedimento di revoca potremmo verificare la possibilità della proposizione del ricorso ed eventualmente la sua redazione.
Resto, comunque, a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

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