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L'incollocazione al lavoro ai fini dell'assegno d'invalidità, rappresenta un elemento costitutivo del diritto alla prestazione

Pubblicato il: 29/07/2009


Ai fini dell'attribuzione dell'assegno mensile di invalidità, la "incollocazione al lavoro" - tra gli elementi costitutivi del diritto alla prestazione - assume due diversi significati, rispettivamente, per gli invalidi infracinquantacinquenni e per gli invalidi che abbiano superato i cinquantacinque anni di età, ma non ancora i sessantacinque, limite preclusivo per beneficiare della prestazione. Con riguardo ai primi, per "incollocato al lavoro" deve intendersi colui che non abbia trovato un'occupazione compatibile con le sue condizioni psicofisiche, essendo iscritto nelle liste di collocamento obbligatorio; con riferimento, invece, agli invalidi ultracinquantacinquenni e infrasessantacinquenni, - che non hanno diritto all'iscrizione nelle suddette liste - l'incollocazione al lavoro deve essere intesa come stato di effettiva disoccupazione o non occupazione ricollegato ad una riduzione di capacità di lavoro, che non consente il reperimento di un'occupazione adatta alla ridotta capacità lavorativa dell'invalido, la cui prova può essere fornita in giudizio anche mediante presunzioni, senza che sia necessaria alcuna iscrizione o domanda di iscrizione nelle liste del collocamento ordinario.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 5 dicembre 2008, n. 28852)

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L'assegno per il nucleo familiare dovuto ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilita' deve essere ridotto della metà

Pubblicato il: 28/07/2009


L'assegno per il nucleo familiare dovuto, ai sensi della Legge n. 223 del 1991, articolo 7, comma 10, ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilita' va determinato, in considerazione della specialita' della normativa che lo prevede, su base giornaliera, e cioe' secondo il criterio proprio dell'indennita' di mobilita', trovando nella relativa disciplina la sua fonte genetica, la sua ratio ed il suo specifico collegamento; esso, percio', deve essere corrisposto in ragione dei giorni di cui e' composto il mese di febbraio di ciascun anno e non nella misura intera rapportata al mese, ovvero a trenta giorni, non trovando applicazione, in considerazione della specialita' della regolamentazione, il parametro di cui al primo e secondo comma dell'articolo 59 (come sostituito dalla Legge n. 1038 del 1961, articolo 15) del T.u. sugli assegni familiari approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 797 del 1955.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 28 maggio 2009, n. 12532)

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L'accettazione di un'offerta di lavoro a tempo determinato non comporta, in ogni caso, la perdita dello stato di disoccupazione

Pubblicato il: 27/07/2009


L'accettazione di un'offerta di lavoro a tempo determinato non comporta, in ogni caso, la perdita dello stato di disoccupazione ma ciò avviene solo nel caso in cui il contratto di lavoro a tempo determinato superi una certa durata predeterminata dalla legge e precisamente allorquando il periodo di lavoro sia superiore ad otto mesi. Ciò in virtù della previsione di cui all'art. 4 comma 1, lett. c) e d), D.Lgs. 21/4/2000 n. 181, come sostituito dall'art. 5, D.Lgs. 19/12/2002 n. 297, secondo cui, il rapporto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore ad otto mesi, ovvero di quattro mesi se si tratta di giovani, non determina il venir meno dello stato di disoccupazione che, nelle more, resta semplicemente « sospeso ».

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La concreta incidenza della tredicesima nella determinazione del trattamento salariale può essere (in tutto o in parte) preclusa dal raggiungimento del massimale mensile per effetto delle altre voci della retribuzione

Pubblicato il: 26/07/2009


Con riferimento alla disciplina di cui alla Legge 13 agosto 1980, n. 427, articolo unico sia nel suo testo originario che in quello parzialmente modificato dal Decreto Legge 16 maggio 1994, n. 299, articolo 1 convertito con modificazioni dalla Legge 19 luglio 1994, n. 451, le mensilita' aggiuntive e in particolare la tredicesima mensilita' sono computabili nella retribuzione costituente base di calcolo degli importi della integrazione salariale, nell'ambito dei limiti massimi dell'importo mensile della integrazione fissati dal citato articolo unico e successive modificazioni, ed e' conseguentemente esclusa una diversa e ulteriore incidenza delle mensilita' aggiuntive sul trattamento di integrazione salariale. Ne consegue l'irrilevanza della questione di costituzionalita' in riferimento all'articolo 117 Cost., comma 1 e all'articolo 6, paragr. 1, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, della norma di interpretazione autentica di cui al Decreto Legge n. 269 del 2003, articolo 44, comma 6, nel testo di cui alla Legge di conversione n. 326 del 2003". Conseguentemente il giudice di rinvio non potra' valutare positivamente la domanda qualora la assicurata abbia gia' percepito il trattamento di integrazione salariale nella misura massima di legge in rapporto alle ore autorizzate. Al giudice di rinvio si demanda anche la regolazione delle spese del giudizio di cassazione. (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 15 aprile 2009, n. 8918)

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La casalinga ultracinquantacinquenne che non prova di essere disoccupata non ha diritto all'assgeno di invalidità

Pubblicato il: 17/07/2009


nella vigenza della Legge n. 482 del 1968, in materia di diritto all'assegno mensile di invalidita', per gli invalidi infracinquantacinquenni doveva ritenersi incollocato al lavoro non gia' l'invalido che fosse disoccupato o non occupato, bensi' colui che, essendo iscritto nelle liste di collocamento obbligatorio, non avesse trovato una occupazione compatibile con le sue condizioni psicofisiche, a nulla rilevando il fatto che non avesse ancora ottenuto il riconoscimento della percentuale di riduzione della sua capacita' di lavoro da parte delle competenti commissioni sanitarie, essendo necessaria, in questo caso, l'esistenza della domanda di iscrizione nelle predette liste, elemento al quale non si poteva supplire con la prova dello stato di disoccupazione, anche perche' era possibile inoltrare la domanda all'ufficio del lavoro senza che fosse necessario il preventivo accertamento da parte delle competenti commissioni sanitarie. Ne consegue che la casalinga ultracinquantacinquenne che non prova di essere disoccupata non ha diritto all'assgeno di invalidità.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 8 giugno 2009, n. 13175)

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Gli albergatori che utilizzano animatori turistici hanno l'obbligo di versare i contributi all'Enpals

Pubblicato il: 05/07/2009


L'evoluzione normativa del concetto di spettacolo ai fini dell'assicurazione Enpals, unitamente alla tendenza alla cosiddetta spettacolarizzazione di settori in passato estranei al settore, è culminata con la modifica della disposizione fondamentale in materia (il DlgsCps n. 708/1947) sicché, attualmente, alla stregua della disposizione della legge n. 289/2002, l'estensione della tutela avviene al di fuori dello stretto limite della categoria dei lavoratori dello spettacolo, abbracciando figure professionali "operanti nel campo dello spettacolo e dello sport". Ne consegue che il Dpr n. 203/1993, che ha esteso l'obbligo di assicurazione agli animatori turistici, non può reputarsi illegittimo, per eccesso di delega rispetto al citato decreto n. 708/1947, né disapplicarsi in fattispecie concernenti un periodo anteriore alle modifiche introdotte in materia (con il Dlgs n. 182/1997, la citata legge n. 289, il Dm 15 marzo 2005) stante la progressiva estensione dell'assicurazione Enpals a figure professionali che "operano" nel settore dello spettacolo, in consonanza con l'evoluzione del costume.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 29 aprile 2009, n. 9996)

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L'imprenditore che dimostra di non aver pagato le retribuzioni non può essere condannato per omesso versamento dei contributi previdenziali

Pubblicato il: 05/07/2009


Il reato di cui alla Legge n. 638 del 1983, articolo 2 non è configurabile senza la materiale corresponsione delle retribuzioni. Trattandosi di un elemento costitutivo del reato, la dimostrazione del materiale esborso delle somme e, quindi, della effettuazione delle ritenute, deve essere fornita dalla pubblica accusa, in quanto, diversamente argomentando, si verrebbe ad esonerare in ogni caso l'accusa dall'onere di provare la sussistenza di un fatto che costituisce un elemento integrativo della fattispecie e ad addossare, per contro, alla difesa l'onere di provare l'esistenza di questo fatto (Corte di Cassazione Sezione 3 Penale, Sentenza del 14 maggio 2009, n. 20255).

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L'addebito della separazione non è un elemento discriminante ai fini dell'erogazione della pensione di reversibilità

Pubblicato il: 09/06/2009


L'addebito della separazione non è un elemento discriminante ai fini dell'erogazione della pensione di reversibilità in favore del coniuge “superstite” nei cui confronti è stata dichiarata la separazione per colpa o con addebito. A tal fine non rileva la circostanza che il coniuge defunto non era tenuto in concreto a versare l’assegno di mantenimento o alimentare. (Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 25.02.2009 n° 4555)

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La revoca dell'assegno di invalidità può conseguire anche ad un recupero della capacità lavorativa del soggetto titolare dell'assegno derivante dal miglioramento delle sue condizioni di salute

Pubblicato il: 31/05/2009


E' legittima la revoca dell'assegno di invalidità se il laoratore può recuperare la capacità lavorativa con farmaci e dieta. (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 9 marzo 2009, n. 5639)

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La prescrizione dei crediti retributivi relativi ad un rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione decorre in costanza del rapporto stesso, sebbene questo abbia carattere temporaneo o provvisorio

Pubblicato il: 10/05/2009


La prescrizione dei crediti retributivi relativi ad un rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione decorre in costanza del rapporto stesso, sebbene questo abbia carattere temporaneo o provvisorio. Invero, in tale rapporto non si configura il pericolo di ritorsioni allorquando il dipendente agisca a tutela dei propri diritti. Inoltre, il datore di lavoro pubblico, essendo tenuto al rispetto del principio d'imparzialità, è in grado di esercitare una pressione ridotta sui propri dipendenti. Il compenso spettante al lavoratore per ferie non godute non ha natura risarcitoria, bensì retributiva, trovando il proprio fondamento nell'art. 36 della Costituzione. (Consiglio di Stato Sezione 5, Sentenza del 23 novembre 2006, n. 6905)

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L’omissione contributiva del datore di lavoro nel periodo dal licenziamento illegittimo non rientra in alcuna delle fattispecie di evasione o omissione

Pubblicato il: 30/04/2009


L’omissione contributiva del datore di lavoro nel periodo dal licenziamento, dichiarato illegittimo, alla reintegrazione non rientra in alcuna delle fattispecie di evasione o omissione sanzionate dall’art. 1 commi 217 e seguenti della legge n.662 del 1996, applicabile “ratione temporis”, né alcuna sanzione può essere irrogata per il ritardato versamento. (Cass. n. 7934 del 1° aprile 2009

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Il diritto di ritenuta del datore di lavoro sulla retribuzione è limitato al solo caso di tempestivo pagamento della contribuzione relativa al medesimo periodo

Pubblicato il: 28/04/2009


Il diritto di ritenuta del datore di lavoro sulla retribuzione è limitato al solo caso di tempestivo pagamento della contribuzione relativa al medesimo periodo, escludendo pertanto tale forma di recupero della quota a carico del lavoratore in ogni caso di pagamento parziale o di ritardato pagamento dei contributi, ivi compresa l'ipotesi in cui a essere pagati in ritardo siano insieme la retribuzione e i contributi a essa riferibili. (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 17 febbraio 2009, n. 3782)

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Nel corso della durata dell'intervento della cassa integrazione guadagni straordinaria non è consentito un mutamento dei criteri di scelta del personale da sospendere

Pubblicato il: 28/04/2009


Nel corso della durata dell'intervento della cassa integrazione guadagni straordinaria non è consentito - pena l'invalidità dell'intera procedura di messa in Cigs con le consequenziali ricadute in termini risarcitori - determinare, neppure con la copertura negoziale tramite sopravvenuti accordi collettivi sul punto, un mutamento dei criteri di scelta del personale da sospendere, con l'abbandono dei criteri
inizialmente previsti nel programma e la contestuale adozione di altri criteri diversi e privi di razionalità e congruità rispetto alla causaintegrabile, potendosi operare un mutamento dei criteri selettivi solo a seguito di un decreto ministeriale di proroga, volto ad accertare la compatibilità di tale cambiamento con la regolare esecuzione del programma, ovvero a seguito di una distinta domanda di integrazione salariale e di un successivo decreto autorizzativo sulla base di un nuovo e distinto programma.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 9 febbraio 2009, n. 3177)

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Ai fini della liquidazione di un trattamento pensionistico nella gestione dei lavoratori dipendenti, è necessario che il requisito contributivo sussista con riferimento ai contributi alla stessa gestione versati

Pubblicato il: 11/03/2009


Per individuare, in relazione alle disposizioni della Legge n. 335 del 1995, articolo 1 commi 25 e ss., le regole che disciplinano la maturazione del diritto alla pensione di anzianita', deve farsi riferimento a quelle vigenti nella gestione previdenziale che eroga la prestazione. Ed infatti la regola del cumulo, anche automatico, dei contributi accreditati in piu' gestioni, concerne, esclusivamente, la liquidazione della pensione in una delle gestioni dei lavoratori autonomi, mentre, ai fini della liquidazione di una pensione nella gestione dei lavoratori dipendenti, e' necessario che il requisito contributivo sussista con riferimento ai contributi alla stessa versati. Pertanto, ove il lavoratore dipendente, in possesso di contributi versati in parte presso la gestione lavoratori autonomi e in parte presso la gestione lavoratori dipendenti, non abbia maturato i requisiti sufficienti per il conseguimento della pensione di anzianita' nella gestione dei lavoratori dipendenti, e reclami la pensione di anzianita' sul presupposto di aver comunque maturato la relativa anzianita' contributiva, non sussiste il diritto all'attribuzione della prestazione, non potendo cumularsi i contributi versati nelle due gestioni.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 11 febbraio 2009, n. 3383)

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Nelle obbligazioni pecuniarie dell'Inps, il maggior danno da svalutazione monetaria va riconosciuto al creditore in via presuntiva

Pubblicato il: 06/03/2009


Nelle obbligazioni pecuniarie, in difetto di discipline particolari dettate da norme speciali, il maggior danno di cui all'articolo 1224 c.c., comma 2, rispetto a quello gia' coperto dagli interessi moratori e' in via generale riconoscibile in via presuntiva, per qualunque creditore che ne domandi il risarcimento, nella eventuale differenza, a decorrere dalla data di insorgenza della mora, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali determinato per ogni anno ai sensi dell'articolo 1284 c.c., comma 1, salva la possibilita' per il debitore di provare che il creditore non ha subito un maggior danno o che lo ha subito in misura inferiore e per il creditore di provare il maggior danno effettivamente subito. Si e' cosi' anche esclusa la possibilita' di cumulo tra interessi legali e danno ulteriore.
Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 19 gennaio 2009, n. 1166)

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Se un lavoratore è depresso per natura deve essergli negata la pensione speciale

Pubblicato il: 24/02/2009


Deve essere negata la pensione speciale al lavoratore se dalle consulenze espletate emerge che i disturbi depressivi sono dovuti ad una predisposizione biologica dello stesso. (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 26 gennaio 2009, n. 1838)

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Gli accessori previsti dalla legge per la ritardata erogazione delle prestazioni, previdenziali o assistenziali, sono dovuti con computo solo a partire dal suddetto termine riconosciuto all'Inps per provvedere sull'istanza amministrativa

Pubblicato il: 24/02/2009


Poiche' il beneficio della maggiorazione del periodo contributivo per esposizione ultradecennale all'amianto presuppone la relativa domanda dell'interessato, in tema di accessori per la ritardata corresponsione del consequenziale incremento della pensione trova necessariamente applicazione la regola - valorizzata da Corte cost. n. 156 del 1991 sulla rivalutazione dei crediti previdenziali e poi espressamente recepita quanto agli interessi dalla Legge n. 412 del 1991, articolo 16, comma 6 -, secondo cui gli accessori previsti dalla legge per la ritardata erogazione delle prestazioni previdenziali o assistenziali sono dovuti con computo solo a partire dal decorso del termine di 120 giorni riconosciuto all'organo competente per provvedere sulla domanda (cd. spatium deliberandi), a norma della Legge n. 533 del 1973, articolo 7 (cfr. ex plurimis Cass. n. 11304/1997, 3581/1999, 5071/2002).

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Alle controversie dirette al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità contratta, è applicabile lo stesso regime probatorio relativo alle cause aventi ad oggetto la rendita per malattie professionali

Pubblicato il: 14/02/2009


Alle controversie dirette al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità contratta, è applicabile lo stesso regime probatorio relativo alle cause aventi ad oggetto la rendita per malattie professionali, con la conseguenza che graverà sul lavoratore ricorrente l'onere di provare che le caratteristiche dell'attività lavorativa svolta, pur non avendo assunto un ruolo di causa esclusiva dell'originarsi della malattia, abbiano quantomeno contribuito in maniera rilevante alla sua insorgenza; necessità, quella appena descritta, che implica, per il ricorrente, il dovere di allegare in maniera dettagliata le mansioni concretamente espletate, nonché le precise modalità in cui esse sono state effettuate.
(Corte d'Appello Bari Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 19 maggio 2008, n. 1890)

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I contributi versati dal datore di lavoro fittizio hanno effetto satisfattivo

Pubblicato il: 09/02/2009


In tema di intermediazione vietata di manodopera, i pagamenti dei contributi da parte del datore di lavoro apparente hanno effetto estintivo del debito contributivo del datore di lavoro effettivo, totale o parziale, a secondo della loro entità e del regime contributivo del rapporto di lavoro effettivo e di quello apparente.
(Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 15 gennaio 2008, n. 657)

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E' legttimo il licenziamento del lavoratore che Il lavoratore simulò l'acquisto di un'autovettura per ottenere l'anticipazione del TFR

Pubblicato il: 07/01/2009


L'esibizione di una documentazione notarile materialmente falsa a giustificazione della spesa necessaria per ottenere la percezione dell'anticipo sul TFR, è sufficiente ad integrare gli estremi della giusta causa di licenziamento. (Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, Sentenza del 19 dicembre 2007, n. 26803)

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