Costringere la propria moglie a chiudersi in casa è violenza privata

Costringere la propria moglie a modificare le proprie abitudini di vita, rinunciando ad uscire a piedi, a limitare le proprie uscite, nonchè a vivere chiusa in casa, controllando continuamente le immagini provenienti da una telecamera esterna appositamente installata integra il reato di violenza privata.
E' quanto stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con sentenza n.31158/2007, con la quale è stata confermata la misura cautelare del divieto di dimora nello stesso comune di residenza della donna emessa dal tribunale del Riesame di Lecce nei confronti di un uomo che rischia, ora, una condanna fino a quattro anni per violazione dell'articolo 610 del codice penale.

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