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E' legittimo impedire agli “assalitori assillanti” che perseguitano le ex mogli l’accesso alla casa coniugale

È legittimo impedire agli “assalitori assillanti” che perseguitano le ex mogli l’accesso alla casa coniugale.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, sesta sezione penale, al fine di scoraggiare il fenomeno dello “stalking”. La S.C. ha invitato i giudici ad adottare la linea dura nei confronti degli uomini che perseguitano le ex compagne a rapporto concluso, se è necessario inibendo loro, anche prima del processo, l’accesso a tutti i luoghi frequentati dalla vittima.(Cassazione 16658/2009)



- Leggi la sentenza integrale -

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA PENALE


ha pronunciato la seguente


SENTENZA

sul ricorso proposto da … omissis … avverso l’ordinanza emessa in data 29 quale giudice dell’appello cautelare ex art. 310 cpp, che applicava al medesimo la misura cautelare prevista dall’art. 282 bis cpp;

esaminati gli atti, il ricorso e l’ordinanza impugnata;

udita in camera di consiglio la relazione del consigliere dott. Giacomo Paoloni;

udito il pubblico ministero in persona del sostituto Procuratore Generale dott. Vittorio Martusciello, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Motivi della decisione


Nel quadro di indagini preliminari, da plurime denunce - querele di … omissis …nei confronti del marito … omissis … aventi per oggetto i ripetuti gestidi violenza, sopraffazione e assillante invadenza in suo danno dall’uomo dopo la separazione di fatto dei due coniugi avvenuta nell’agosto 2007, il procedente pubblico ministero presso il Tribunale di Livorno chiedeva al g.i.p. del locale Tribunale l’adozione nei confronti dell’indagato […] della misura cautelare di cui all’art. 282 bis cp dell’allontanamento dalla casa familiare e dai luoghi di abituale frequentazione della persona offesa affidataria della figlia più grande della coppia, la figlia più piccola essendo stata affidata al padre dal giudice civile della separazione. Misura da applicarsi in relazione al reato dimaltrattamenti ex art. 572 c.p. [1], al […] essendo altresì contestati ulteriori reati di lesioni personali (sette episodi), ingiurie e minacce in pregiudizio della moglie separata. Il G.i.p. del Tribunale di Livorno con ordinanza del 25.3.2008 respingeva la richiesta cautelare del p.m., rilevando - senza entrare sostanzialmente nel merito che i giudici dell’appello cautelare hanno travisato le ragioni della fuga o trasferimento della […] con entrambe le figlie in Sardegna, individuandole nell’intento di sottrarsi alle violenze e al clima vessatorio instaurato dall’indagato e non valutando che - invece - la […] mirava soltanto a sottrarre tutte e due le figlie al padre e ad impedirgli ogni contatto con loro.

Le accuse di insistenti molestie e violenze (maltrattamenti) nei confronti dell’indagato sono contraddette dal provvedimento presidenziale dell’8.2. 2008 con cui, nel giudizio civile di separazione, la figlia minore era stata affidata al […] decisione che presuppone un giudizio di affidabilità dell’uomo in aperto contrasto con la fosca descrizione offertane dalle astiose denunce della […] Ciò a tacere del fatto che la consulenza tecnica disposta dal giudice civile rende inopportuna l’applicata misura cautelare, impedendo ogni tentativo di aiutare i coniugi a recuperare una "normalità di rapporto civile da genitori separati".

Le doglianze enunciate dal ricorrente non possono trovare credito e l’impugnazione deve essere dichiarata inammissibile. Vuoi perché le delineate censure si sviluppano tutte in una dinamica ricostruttiva dei rapporti coniugali incentrata su una rivalutazione meramente fattuale degli eventi che contrassegnano la separazione del […] dalla moglie. Rivalutazione non percorribile nell’odierno giudizio di legittimità, avuto riguardo alla linearità e coerenza con cui l’impugnata decisione del Tribunale di Firenze ha focalizzato gli elementi probatori che, offrendo puntuale dimostrazione dell’esistenza dei plurimi fatti di maltrattamento (stalking) attuati in danno della moglie separata, giustificano l’adozione della misura cautelare nei confronti dell’indagato. Vuoi perché le censure del ricorrente si rivelano, sul piano giuridico, palesemente infondate.

Giova rimarcare che il Tribunale di Firenze non ha affatto acriticamente privilegiato le prospettazioni accusatorie provenienti dalla persona offesa, per altro esplicitamente riscontrate dai referti medici attestanti le lesioni in più casi riportate dalia donna per effetto delle violente aggressioni dei coniuge (è appena il caso di ricordare che il p.m. contesta all’indagato ben sette autonomi episodi di lesioni personali consumati in un periodo di pochi mesi), ma le ha analizzate anche alla luce di un comparativo raffronto con gli assunti difensivi del […] considerati motivatamente incongrui ("l’indagato ha dichiarato che egli in qualche modo era costretto a sfogare questa inaccettabile carica di maltrattamenti a seguito dei torti subiti dalla moglie, che aveva portato via improvvisamente le figlie in Sardegna, quando è stata la donna costretta ad allontanarsi temporaneamente da Livorno per sfuggire alla furia dell’indagato").

Sul piano delle valutazioni di stretto diritto è opportuno ribadire che la fattispecie criminosa dei maltrattamenti infraconiugali può e deve ravvisarsi anche in situazioni di separazione e di sopravvenuta interruzione della convivenza, allorché la condotta del soggetto agente realizzi -come si registra nei caso di specie - gli elementi strutturali tipici della ipotesi criminosa di cui all’art. 572 cp attraverso ripetute e insistite manifestazioni di offensività e aggressività attuate in danno del coniuge separato (v. / Cass, Sez. 6, 27.6.2008 n. 26571, Vaienti, rv. 241253). Me l’applicata misura cautelare di cui all’art. 282 bis cpp si rende inconciliabile con uno stato di fatto integrato dal già avvenuto abbandono (allontanamento) della casa coniugale da parte del coniuge i indagato, atteso che la ratio dei provvedimento cautelare si esprime in uno spettro valutativo di più ampia portata, includente rapporti e relazioni interpersonali del […] dell’accusa mossa al … omissis … che, avendo l’indagato abbandonato il domicilio coniugale, l’invocata misura cautelare si rendeva inattuale e "di fatto inattuabile", le corrispondenti prescrizioni interdittive (divieti di presenza nel luogo di lavoro e negli altri luoghi di quotidiana frequentazione della … omissis …potendo essere assunte soltanto previa adozione della misura (principale) dell’allontanamento dalla casa familiare.

Il pubblico ministero appellava il provvedimento reiettivo del g.i.p -, rimarcandone l’incongruenza giuridica (per la riconosciuta configurabilità del reato di cui all’art. 572 cp in danno di un coniuge anche in caso di intervenuta separazione) e la superficiale valutazione della gravità dello stato di sistematica sopraffazione posto in essere dal […] nei confronti della moglie, protraentesi senza sosta e segnato da un nuovo episodio di aggressione verbale e fisica divenuto oggetto di ulteriore denuncia della … omissis … in data 19.3.2008. Ciò non senza aggiungere che l’indagato continuava a recarsi presso l’abitazione già sede della famiglia e che comunque disponeva di un appartamento in prossimità della stessa.

2.- II Tribunale di Firenze, giudice dell’appello cautelare, con l’ordinanza del 29.4.2008 indicata in epigrafe, ha accolto l’impugnazione del p.m. ed ha applicato ad […] la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare prescrivendogli di non accedere agli altri luoghi ove abiti o dimori la […] da sola o con le figlie, nonché ai luoghi di abituale frequentazione della donna e di domicilio della sua famiglia di origine e dei suoi prossimi congiunti.

Il Tribunale ha applicato la detta misura cautelare ritenendo suffragati da univoci e gravi indizi di colpevolezza i contegni antigiuridici del […] qualificanti una unitaria e abituale condotta di stalking, caratterizzata da aggressioni di carattere fisico e morale delIa […] tali da dar luogo ad opera dell’indagato (non disposto ad accettare senza virulente reazioni la separazione dalla consorte) ad una vera e propria "sindrome dell’assalitore assillante"; tanto da costringere la […] a farsi accompagnare al lavoro o in altri posti da un agente di sicurezza privato, ciò che non ha impedito in un caso l’aggressione della donna colpita con un pugno dal […] Sul piano cautelare il Tribunale ha considerato palesi e "persino tautologiche" le esigenze di prevenzione (ex art. 274, lett. e, cpp) legittimanti l’applicata misura coercitiva (valutata, tra l’altro, sin troppo mite in rapporto alla gravità del comportamento lesivo del prevenuto).

3.- Avverso tale ordinanza del giudice di appello ha proposto personalmente ricorso per cassazione il […] deducendo unitaria censura di violazione di legge e di carenza di motivazione per travisamento dei fatti, variamente articolata nei termini di seguito riassunti (art. 173 co, 1 disp. att. Cpp).

Il Tribunale ha impropriamente valorizzato i postulati accusatori della […] gratificati di piena credibilità sulla base delle numerose denunce-querele della donna (che avrebbero avuto il solo scopo di sottrarre al marito l’affidamento della seconda figlia più piccola), senza tener conto delle denunce presentate anche dal […] corredate da referti medici, a dimostrazione delle aggressioni consumate in suo danno dalla […] Ne peculiare peso può attribuirsi alle dichiarazioni (contenute in una sorta di relazione di servizio) dell’agente della sicurezza stipendiato dalla […] in merito ai contegni di petulanza e di molestia attribuiti all’indagato (che, per altro, ha denunciato l’uomo per essere stato dallo stesso malmenato).

Soggetto passivo che - come è palese nel caso oggetto del presente ricorso- trascende la mera quotidianità di vita e di abitudini nel ristretto ambito delle sole mura domestiche della casa familiare (v. Cass. 29.3.2000 n. 18990, reiterano, rv. 234625; 6, 3.7.2008 n. 28958, Pala, rv. 240664).

Alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione segue per legge la condanna del […] alla rifusione delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, che stimasi equo determinare in misura di euro 300,00 (trecento). La cancelleria si farà carico degli adempimenti informativi connessi alla definitività del provvedimento cautelare ed alla sua esecuzione (art. 28 reg. esec. cpp).


P. Q. M.

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro trecento in favore della cassa delle ammende.

Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 28 reg. esec. cpp.

DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 17/4/2009

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