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marito tradito - diffamazione - esimente - stato d'ira

Con la sentenza n. 8097 dell'11 gennaio - 27 febbraio 2007 la Corte di Cassazione Penale ha giudicato non punibile ex art. 599, 2° comma, c.p., un marito tradito che aveva inviato a sedici professori dell’ Università di Salerno, dove la moglie lavorava, stralci del diario personale della stessa, nonché missive dal contenuto pesantemente diffamatorio. Secondo la Cassazione, infatti, affinchè l’esimente dell’articolo 599, secondo comma c.p., trovi applicazione, è sufficiente che l’azione reattiva sia condotta a termine persistendo l’accecamento dello stato d’ira provocato dal fatto ingiusto altrui, e che tra l’insorgere della reazione e tale fatto sussista una reale contiguità temporale, senza che occorra, invece, che la reazione si esaurisca in un’azione istantanea. Secondo la S.C., siffatta situazione appare all’evidenza sussistente alla luce del fatto che l’imputato reagì irato alla scoperta del tradimento, inveendo contro la moglie e minacciandola di far conoscere a tutti quanto aveva fatto, e diede seguito alla minaccia con la spedizione avvenuta nella mattinata del giorno seguente delle lettere oggetto d’imputazione contenenti stralci del diario appena letto e insulti.

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