Abbiamo il riscaldamento centralizzato e ogni radiatore ha un sensore per misurare il consumo effett...

Attenzione: ogni consulenza viene modificata per rendere irriconoscibile l’autore

Quesito risolto:
Abbiamo il riscaldamento centralizzato e ogni radiatore ha un sensore per misurare il consumo effettivo. Noi abbiamo usato poco il riscaldamento e malgrado ciò ci viene addebitata, di gran lunga, la spesa maggiore per millesimo.
Il dubbio è che gli altri condomini abbiano manomensso i sensori.
E' possibile imporre a tutti di lasciar ispezionare i propri sensori da un tecnico?
Inviato: 901 giorni fa
Materia: Condominio
Pubblicato il: 01/07/2015

expert
Il Professionista ha risposto: 898 giorni fa

Riscontro la sua richiesta di consulenza, come appresso.
Nel messaggio mi riferisce che le vengono addebitate somme per consumi non dovuti.
Ritiene che ciò sia frutto di una manomissione dei sensori del riscaldamento.
Mi chiede come tutelarsi.
Va subito premesso che è un diritto del condomino verificare la esattezza delle spese condominiali addebitate.
L'amministratore ha l'obbligo di rendere conto delle spese dei consumi, oltre che quello preliminare di verificare gli impianti.
Ciò costituisce un onere dell'amministratore garantire la efficienza ed idoneità degli stessi.
Ne deriva che il singolo condominio ha diritto a chiedere le verifiche delle spese secondo le varie modalità.
Preliminarmente doverebbe richiedersi copia della documentazione per verificare la esattezza dei conteggi.
In secondo luogo, dovrebbe chiedere un accertamento tecnico per verificare la idoneità degli impianti.
Sul punto le consiglio di impugnare le richieste di pagamento nel termine breve di giorni -- dal giorno in cui le viene inoltrata la richiesta, contestando che le somme sono errate e chiedere la verifica tecnica dell'impianto di riscaldamento.
L'amministratore non può impedire detto accertamento.
Quel che non consiglio è di contestare la manomissione perchè potrebbe poi rischiare di non provarla ed andare incontro ai seguenti problemi.
Ad es potrebbe andare incontro ad una denuncia per calunnia-
Il reato di calunnia è disciplinato dall'articolo --- del Codice Penale, il quale così recita: “[I] Chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un'altra Autorità che a quella abbia l'obbligo di riferirne o alla Corte penale internazionale, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni. [II] La pena è aumentata [--] se s'incolpa taluno di un reato per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un'altra pena più grave. [III] La reclusione è da quattro a dodici anni, se dal fatto deriva una cond---- alla reclusione superiore a cinque anni; è da sei a venti anni, se dal fatto deriva una cond---- all'ergastolo”.
Il bene giuridico tutelato dalla disposizione in esame è duplice: da un lato quello del corretto funzionamento della Giustizia, dall'altro quello dell'onore e della libertà della persona ingiustamente accusata. Parte offesa è dunque sia lo Stato sia l'individuo ingiustamente incolpato.
Rientra tra i reati di pericolo, per i quali per l'integrazione del delitto è sufficiente che l'accusa sia idonea a far iniziare un processo oppure un'indagine. Il reato di calunnia può integrarsi in due modi:
A. tramite una falsa accusa rivolta ad alcuno ed effettuata per mezzo di una denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o se fatta sotto falso nome (c.d. calunnia diretta o formale);
B. tramite una falsa accusa effettuata mediante la simulazione di tracce di reato (ad esempio un'impronta, le tracce di sangue .) a carico dell'incolpato (c.d. calunnia indiretta o reale).
Integra il delitto pertanto l'incolpazione di un reato non commesso.
Tanto premesso, le consiglio di chiedere in ogni caso, la verifica tecnica con un consulenza, previa contestazione delle spese, assumendo che l'impianto non è efficiente e non manipolato.
Resto a disposizione per eventuali richieste di chiarimenti o assistenza
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Il Cliente ha chiesto un chiarimento: 898 giorni fa
Grazie per il parere.
Chiarisco che l'Amministratore ha correttamente dettagliato le spese e le mie letture sono esatte.
Il mio problema non è che l'amministratore si rifiuti di predisporre l'accertamento, ma che un condomino non apra la porta di casa al tecnico che deve fare le verifiche. Mica possiamo sfondarla, giusto?
Cortesemente, le chiedo di chiarire che succede nel caso un condomino rifiuti di lasciar entrare in casa propria il tecnico, dopo che l'amministratore ha predisposto le opportune verifiche e fatto le opportune comunicazioni. In altre parole, può essere obbligato ad aprire la porta? Oppure se si rifiuta, possiamo addebitargli consumi presunti come se avesse tenuto sempre l'impianto al massimo? Oppure, in che altro modo posso difendermi e obbligare il condomino riottoso (perchè ha manomesso i sensori) ad accettare le verifiche?
Per ultimo, chi deve pagare la parcella del tecnico?
 
Il Professionista ha risposto: 897 giorni fa
Dovete diffidarlo e dargli un termine per aprire la porta.
Se rifiuta dovete chiedere i necessari provvedimenti al Tribunale competente:
ad es. accertamento tecnico preventivo per verificare il funzionamento degli impianti comuni.
Deve chiederlo l'amministratore.
Il Tribunale nomina un tecnico che dovrà fare un accertamento tecnico della situazione.
Se il Condomino non fa entrare il CTU si può chiedere l'intervento della forza pubblica.
L'amministratore può anche chiedere un provvedimento di urgenza ex art.700 c.p.c per entrare.
Si può infine chiedere, ex art.1105 c.c. che il Presidente del Tribunale emani i necessari provvedimenti per entrare e visionare l'impianto
Le spese di CTU vengono anticipate dal richiedente ma poi devono essere rimborsate dal condomino che ha opposto resistenza.
Il Cliente ha chiesto un chiarimento: 897 giorni fa
Ultimo (spero) chiarimento. Se nessuno fa opposizione e tutti aprono la porta, e si verifica che tutti i sensori sono a posto, chi paga il lavoro di verifica (perchè il tecnico non esce gratis, anzi...)? Il condominio o chi ha chiesto la verifica (cioè io)?
 
Il Professionista ha risposto: 897 giorni fa
chi ha dato l'incarico al tecnico.
Lo faccio dare dall'assemblea

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