Casa:
Il pagamento fatto dal condomino direttamente al terzo creditore non estingue il debito a meno che questi non abbia un titolo esecutivo nei suoi confronti
Pubblicata il 03/03/2014
Corte di Cassazione, sezione 6 civile, sentenza 17 febbraio 2014, n. 3636
- Leggi la sentenza integrale -
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA CIVILE
SOTTOSEZIONE 2
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. PICCIALLI Luigi - Presidente
Dott. BIANCHINI Bruno - rel. Consigliere
Dott. PROTO Cesare Antonio - Consigliere
Dott. D'ASCOLA Pasquale - Consigliere
Dott. GIUSTI Alberto - Consigliere
ha pronunciato la seguente:
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n.r.g. 5433/12 proposto da:
- (OMISSIS) ved. (OMISSIS) (c.f.: (OMISSIS));
- (OMISSIS) ved. (OMISSIS) (c.f.: (OMISSIS)) parti entrambe rappresentate e difese dall'avv. (OMISSIS) ed elettivamente domiciliate presso lo
studio dell'avv. (OMISSIS) in (OMISSIS) giusta procura a margine del ricorso;
- ricorrente -
contro
- (OMISSIS);
- intimato -
avverso la sentenza del Tribunale di Napoli n. 231/2012; pubblicata il 10 gennaio 2012 e non notificata;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 22 gennaio 2014 dal Consigliere Relatore Dott. Bruno Bianchini.
FATTO E DIRITTO
RILEVATO:
che e' stata depositata relazione ex articolo 380 bis cpc del seguente tenore:
"1 - (OMISSIS) e (OMISSIS) convennero innanzi al Giudice di Pace di Napoli (OMISSIS), proprietario come le attrici, di un appartamento sito nel
Condominio in (OMISSIS), chiedendo che fosse condannato a pagar loro la quota di spettanza di spese condominiali attinenti al corrispettivo di un
contratto di appalto intercorso tra il Condominio e la societa' cooperativa (OMISSIS), rimasto inadempiuto e che aveva formato oggetto di un
ricorso per ingiunzione da parte dell'appaltatrice nei confronti dell'ente di gestione, conclusosi con l'emissione di un decreto portante l'ingiunzione
di quest'ultimo di pagare euro 16.717,43; di seguito la Cooperativa aveva pignorato detto importo, corrispondente ai fitti delle attrici, facendoselo
assegnare in sede di espropriazione.
2 - Il (OMISSIS) si costitui' sostenendo di nulla dovere, per aver gia' corrisposto, in epoca precedente al ricorso monitorio della
societa' (OMISSIS), la quota di spettanza all'amministratore del Condominio; il giudice adito respinse la domanda;
3 - Il Tribunale di Napoli rigetto' l'appello delle (OMISSIS) / (OMISSIS) che con l'impugnazione avevano inteso sottoporre a critica le due
argomentazioni poste a base della decisione del primo giudice, relative: la prima, alla carenza di efficacia solutoria ad esse opponibile del
pagamento fatto dal (OMISSIS) non gia' al creditore bensi' ad un terzo - l'amministratore del Condominio; la seconda, alla natura parziaria
dell'obbligazione posta a carico dei singoli condomini, a favore del terzo, in ragione del fatto che, all'epoca della domanda, non si dubitava della
natura solidale dell'obbligo di pagamento delle spese condominiali, essendo stata statuita la loro natura di obbligazioni parziarie solo a seguito
dell'intervento regolatore delle Sezioni Unite con sentenza n. 9148/2008.
4 - L'appello fu respinto con sentenza n. 231/2012, pronunziata nella contumacia del (OMISSIS) a condanna di quest'ultimo: per la cassazione di
tale pronunzia le predette soccombenti hanno proposto ricorso, articolandolo su un unico motivo; il (OMISSIS) non ha svolto difese.
RILEVA IN DIRITTO.
I - Con l'unico mezzo di annullamento le parti ricorrenti denunziano la violazione degli articoli 1299, 1292 e 1294 c.c., ribadendo la tesi, in
precedenza espressa, secondo cui il Condominio, ponendosi come debitore nei confronti dell'appaltatrice, non avrebbe potuto ricevere dal singolo
condomino - il (OMISSIS) - pagamenti con effetto estintivo nei confronti di detto solvens, ponendosi entrambi i soggetti come debitori solidali del
terzo.
1.a - E' convincimento del relatore che il motivo suesposto non sia fondato: invero il Tribunale, esaminando il primo motivo di appello - del tutto
analogo a quello oggetto di analisi - sostenne che nella fase di gestione condominiale, antecedente l'instaurazione di qualsiasi procedura giudiziale
da parte del creditore del Condominio, il pagamento della propria quota da parte del singolo condomino deve avvenire a mani dall'amministratore
e non gia' in quelle del terzo creditore: tale argomentazione non e' pero' stata affrontata specificamente nel ricorso, ritenendo le parti ricorrenti che
fosse assorbente logicamente la contraria considerazione del nesso di solidarieta' vigente, ad un tempo, tra i vari condomini e tra essi ed il
Condominio, nei confronti del terzo: interpretazione questa che la sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte n. 9148/2008, ha recisamente
smentito, statuendo che in riferimento alle obbligazioni assunte dall'amministratore, o comunque, nell'interesse del condominio, nei confronti di
terzi - in difetto di un'espressa previsione normativa che stabilisca il principio della solidarieta', trattandosi di un'obbligazione avente ad oggetto
una somma di denaro, e percio' divisibile, vincolando l'amministratore i singoli condomini nei limiti delle sue attribuzioni e del mandato conferitogli
in ragione delle quote, in conformita' con il difetto di struttura unitaria del condominio - la responsabilita' dei condomini e' retta dal criterio della
parziarieta', per cui le obbligazioni assunte nell'interesse del condominio si imputano ai singoli componenti soltanto in proporzione delle rispettive
quote, secondo criteri simili a quelli dettati dagli articoli 752 e 1295 c.c., per le obbligazioni ereditarie.
2 - Se le suesposte osservazioni verranno condivise, la causa puo' essere trattata in camera di consiglio per essere il ricorso dichiarato
manifestamente infondato".
RITENUTO.
che va preliminarmente specificata, in punto di fatto, la narrativa dell'antefatto processuale contenuta nella sopra riportata relazione: il
(OMISSIS) era un condomino ma non anche un comproprietario del medesimo immobile di cui le ricorrenti erano titolari.
CONSIDERATO.
che la soluzione prospettata in relazione e' condivisibile e non viene scalfita dai rilievi critici esposti nella memoria ex articolo 380 bis c.p.c..
che, a tal proposito, il principio sancente la divisibilita' delle obbligazioni dei condomini nei confronti del terzo creditore, affermato da Sez. Un. n.
9148/2008, e' perfettamente compatibile, con la ritenuta divergente soluzione portata da Sez. 2 n. 21907/2011 - in cui si riaffermava la
solidarieta' tra comproprietari di un immobile sito in condominio, nei confronti dell'azione del Condominio stesso- dal momento che, come indicato
nella parte motiva di quest'ultima decisione, la prima sentenza riguardava la diversa problematica delle obbligazioni contratte dal rappresentante
del condominio verso i terzi e non la questione - esaminata nella piu' recente decisione - relativa al se, nei confronti del Condominio, le obbligazioni
relative agli oneri condominiali, in capo ai comproprietari di un immobile - considerato come unico ai fini delle carature millesimali -, ricadano o
meno nella disciplina del debito ad attuazione solidale;
che va affermato il principio secondo il quale, ponendosi il Condominio, nei confronti dei terzi, come soggetto di gestione dei diritti e degli obblighi
dei singoli condomini - attinenti alle parti comuni -, l'amministratore dello stesso assume la qualita' di necessario rappresentante della collettivita'
dei condomini sia nella fase di assunzione di obblighi verso terzi per la conservazione delle cose comuni sia, all'interno della collettivita'
condominiale, come unico referente dei pagamenti ad essi relativi, cosi' che non e' idoneo ad estinguere il debito pro quota del singolo condomino, il
pagamento diretto eseguito a mani del creditore del Condominio le volte in cui il creditore dell'ente di gestione non si sia a sua volta munito di titolo
esecutivo nei confronti del singolo condomino.
che dunque il ricorso va rigettato, senza onere di spese, non avendo parte intimata svolto difese.
P.Q.M.
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso.