Il provvedimento del giudice della separazione determina una cessione "ex lege" del contratto a favore del coniuge assegnatario che succede, pertanto, nella posizione di conduttore della casa coniugale

Il provvedimento del giudice della separazione determina una cessione "ex lege" del contratto a favore del coniuge assegnatario che succede, pertanto, nella posizione di conduttore della casa coniugale con la conseguenza che il rapporto in capo al coniuge originario conduttore si estingue e non é più suscettibile di reviviscenza neppure nell'ipotesi in cui la cosa locata venga abbandonata dal coniuge separato, nuovo conduttore. Peraltro, nel momento in cui si realizza detta successione, si verifica, altresì, in senso del tutto figurativo e virtuale, una sorta di riconsegna dell'immobile al locatore da parte del vecchio conduttore, con contestuale consegna, sempre in senso figurativo, della cosa locata al nuovo conduttore. Ne consegue che il termine semestrale di decadenza dall'azione di ripetizione delle somme corrisposte in violazione dei divieti e dei limiti della legge n. 392 del 1978 e di cui al secondo comma dell'art. 79 della medesima legge, comincia a decorrere dalla data del provvedimento giudiziale di separazione personale dei coniugi, fatta salva, per il coniuge conduttore non assegnatario, la possibilità di dimostrare che l'effettivo rilascio dell'immobile sia avvenuto in un momento successivo al provvedimento stesso. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 17 luglio 2008, n. 19691)



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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VARRONE Michele - Presidente

Dott. FEDERICO Giovanni - rel. Consigliere

Dott. CALABRESE Donato - Consigliere

Dott. URBAN Giancarlo - Consigliere

Dott. FRASCA Raffaele - Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

BO. GI., elettivamente domiciliato in ROMA VIA PACUVIO 34, presso lo studio dell'avvocato ROMANELLI LORENZO, che lo difende unitamente all'avvocato RONZONI ALBERTO, giusta delega in atti;

- ricorrente -

contro

BA. DA., elettivamente domiciliato in ROMA VIA GERMANICO 12, presso lo studio dell'avvocato DI LORENZO FRANCO, che lo difende unitamente all'avvocato PASINETTI ANTONIO, giusta delega in atti;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 498/04 della Corte d'Appello di BRESCIA, seconda sezione civile, emessa il 19/05/04, depositata il 15/06/04, R.G. 256/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 27/05/08 dal Consigliere Dott. Giovanni FEDERICO;

udito l'Avvocato Franco DI LORENZO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza 26.03.03 il Tribunale di Bergamo, in relazione ad un contratto di locazione ad uso abitativo stipulato l'1.10.94, rigettava la domanda di risoluzione del contratto per mancato pagamento dei canoni pattuiti proposta il 15.2.00 dal locatore B. D. contro il conduttore Bo. Gi. per difetto di legittimazione passiva, riferendosi il mancato pagamento ad un periodo (1.4.99-1.10.99) in cui nel rapporto locatizio era subentrato come conduttore il coniuge Lu. Ra. per effetto di assegnazione della casa coniugale in sede di separazione personale, e nel contempo accoglieva la domanda riconvenzionale con cui il Bo. aveva richiesto, previa determinazione del canone legalmente dovuto, la restituzione delle somme versate in eccesso, ritenendola fondata sotto il profilo del disposto dell'articolo 2033 c.c., mentre risultava inammissibile ai sensi della Legge n. 392 del 1978 articolo 79.

Proposto dal B. appello con duplice motivo, resistito dal Bo., che a sua volta proponeva appello incidentale, la Corte d'Appello di Brescia, con sentenza depositata il 15.6.04, in riforma dell'impugnata sentenza, dichiarava improponibile la domanda di ripetizione del Bo. nei confronti del B. per intervenuta decadenza.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il Bo., con un solo motivo, mentre ha resistito con controricorso il B..

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l'unico motivo il ricorrente deduce la violazione della Legge n. 392 del 1978, articolo 79, comma 2, sostenendosi che il termine di decadenza semestrale previsto dalla norma predetta decorra dalla riconsegna dell'immobile locato, termine che va ricollegato alla definitiva cessazione di fatto del rapporto locatizio.

Il motivo e' infondato.

Infatti, nessuna censura puo' muoversi in linea di massima a quanto ritenuto dalla sentenza impugnata in ordine alla decorrenza, nel caso di specie, del momento iniziale del suddetto termine semestrale di decadenza per l'esercizio dell'azione di ripetizione delle somme indebitamente corrisposte dal conduttore, ai sensi della Legge n. 392 del 1978 citato articolo 79.

Ed invero, premesso che la fattispecie in esame e' caratterizzata dalla circostanza, pacifica tra le parti, che nel rapporto di locazione in corso tra il Bo., conduttore, ed il B., locatore, sia subentrata ex lege, a far data dal 6.2.97, la moglie del Bo. medesimo in conseguenza dell'assegnazione a suo favore della casa coniugale in sede di separazione personale, e che trattasi di un caso che e' privo di precedenti specifici nella giurisprudenza di questa Corte, si rileva che le soluzioni astrattamente prospettabili in materia sono tre:

1) il semestre Legge n. 392 del 1978 ex articolo 79 decorre - come sostiene la sentenza impugnata - dalla pronuncia sulla separazione personale di coniugi, perche' e' in questo momento che al coniuge originariamente titolare del contratto subentra l'altro coniuge, assegnatario, mentre nell'ipotesi in questione deve escludersi la possibilita', da parte dell'originario conduttore, di un effettivo rilascio dell'immobile, se non nel senso figurato che piu' avanti verra' precisato;

2) il semestre decorre, anche in questo caso, dalla data dell'effettivo rilascio da parte dell'originario conduttore, data che puo' non coincidere con quella del provvedimento giudiziale di separazione e che deve essere provata dall'interessato a fronte di eventuale eccezione di decadenza;

3) in mancanza di possibilita' di un rilascio effettivo dell'immobile, si deve escludere che possa aversi una decadenza dall'azione ex articolo 79 citato, anche per evitare eventuali ritorsioni del locatore nei confronti del coniuge assegnatario subentrato nella qualita' di conduttore, per cui resterebbe soltanto il decorso della prescrizione.

L'ultima tesi va senz'altro esclusa, in quanto, in caso della sua adozione, resterebbe di fatto abrogata la decadenza sancita dalla Legge n. 392 del 1978, articolo 79, comma 2.

La soluzione del problema va, pertanto, ricercata attraverso un accorto bilanciamento delle prime due tesi, tenendo presente l'esigenza che la decorrenza del semestre resti ancorata ad una data certa, senza tuttavia porsi in contrasto con quel consolidato indirizzo giurisprudenziale di questa C.S. che richiede, per l'inizio del decorso del termine stesso, la necessita' di un effettivo rilascio dell'immobile locato, nel senso cioe' che esso "viene concretamente posto nella effettiva disponibilita' del locatore" (Cass. 22.3.2005 n. 6152).

Orbene, come ha correttamente rilevato la Corte di merito, se e' indubbiamente vero che la locuzione «riconsegna", utilizzata nell'articolo 79 per indicare il momento iniziale del termine semestrale, va normalmente interpretata nel senso che tale dies a quo coincide con quello in cui l'immobile in locazione viene rilasciato dal conduttore e posto in concreto nella disponibilita' effettiva del locatore, e' altrettanto vero che siffatta interpretazione non puo' non tenere conto anche di quelle controversie in cui, per le ragioni piu' svariate, si fosse resa necessaria la distinzione tra cessazione del rapporto di locazione e concreta riconsegna dell'immobile, intesa quest'ultima quale obbligo autonomo, a volte anche di non semplice esecuzione, che puo' richiedere la cooperazione stessa del locatore.

E' ovvio, infatti, che in questi casi, allo scopo in particolare di impedire che l'inizio della decorrenza del semestre possa essere anticipato ad un momento in cui ancora permanga la detenzione del bene da parte del conduttore, la giurisprudenza di questa C.S. abbia privilegiato una interpretazione della norma della Legge n. 392 del 1978, articolo 79 che sia strettamente vincolata al dato testuale.

E' pero' altrettanto comprensibile che, laddove debba escludersi un rilievo autonomo della riconsegna dell'immobile rispetto alla cessazione del rapporto di locazione, nel senso cioe' che la prima resta completamente assorbita nella seconda per quanto attiene alla sua tipica funzione, il termine di decadenza allora non puo' che farsi decorrere dal momento stesso della cessazione del rapporto.

In tale ambito deve farsi rientrare appunto il caso della successione del coniuge separato nella posizione di conduttore della casa coniugale, ai sensi della Legge n. 392 del 1978, articolo 6, allorquando quest'ultima gli sia stata assegnata dal giudice in sede di separazione personale, in quanto e' pacifico che si sia con cio' realizzata un'ipotesi di cessione ex lege del contratto a favore del coniuge assegnatario "con la conseguenza che il rapporto in capo al coniuge originario conduttore si estingue e non e' piu' suscettibile di reviviscenza neppure nell'ipotesi in cui la cosa locata venga abbandonata dal coniuge separato, nuovo conduttore" (v. Cass. n. 10890/1993).

Data la successione in parola, che si realizza a prescindere dalla volonta' del locatore e dalla sua stessa conoscenza del fatto successorio, sarebbe, percio', assurdo in tale ipotesi far decorrere, per il conduttore sostituito, il termine di decadenza dall'azione ex articolo 79 della legge sull'equo canone dal fatto della riconsegna dell'immobile locato cui sia tenuto un soggetto totalmente diverso da quello avente diritto alla ripetizione delle somme non dovute.

In altri termini, non sembra affatto ragionevole che l'esercizio di un proprio diritto dipenda dall'elemento temporale comunque legato alla sorte di un rapporto giuridico rispetto al quale l'agente sia divenuto totalmente estraneo.

E' comunque innegabile che, nel caso di successione nel contratto di locazione Legge n. 392 del 1978 ex articolo 6, nel momento in cui il coniuge separato ed assegnatario della casa coniugale sia subentrato nel contratto di locazione in sostituzione del coniuge, precedentemente titolare ex latere conductoris, si sia verificata una sorta di riconsegna (in senso del tutto figurativo e virtuale) dell'immobile al locatore da parte del vecchio conduttore, con contestuale consegna della cosa locata (sempre nel senso figurativo sopra specificato) al nuovo conduttore.

Conseguentemente, in questa ipotesi, la data di decorrenza del semestre va individuata - in linea di principio - in quella del provvedimento giudiziale di separazione personale dei coniugi, data dalla quale il conduttore non assegnatario cessa appunto di essere tale, pur dovendosi far salva a suo favore (come abbiamo anticipato nella premessa) la possibilita' - a fronte di eventuale eccezione di decadenza - di dimostrare che l'effettivo rilascio dell'immobile sia avvenuto in data successiva a quella del provvedimento stesso.

Deve, dunque, ritenersi che, coerentemente con le ragioni sistematiche sopra evidenziate, nel caso di specie la Corte di merito abbia correttamente ritenuto che il provvedimento di omologazione della separazione consensuale dei coniugi Bo. - Lu., emesso in data 5.2.97 dal Tribunale di Bergamo, abbia estinto definitivamente il rapporto di locazione in capo al Bo. medesimo e che quest'ultimo abbia da quel momento perduto la qualita' di conduttore, con la conseguenza che da quella data iniziava a decorrere, per il Bo., il termine di proponibilita' di eventuali azioni per la ripetizione di somme versate per canoni contra legem.

Si aggiunga che nella specie, risultando dallo stesso ricorso per separazione dei coniugi predetti che il marito aveva gia' abbandonato la casa coniugale al momento della proposizione della domanda, ne deriva che non si rende necessario alcun accertamento circa la data dell'effettivo rilascio dell'immobile da parte del Bo., dovendosi far coincidere l'inizio della decorrenza del semestre con la data del provvedimento giudiziale di separazione.

Per completezza di motivazione, si rileva che la validita' delle argomentazioni che precedono non resta inficiata dalla considerazione, fatta propria dal primo giudice, che - ove si facesse decorrere il termine di decadenza previsto dalla Legge n. 392 del 1978, articolo 79 dal subentro di un nuovo conduttore nel contratto di locazione, ai sensi dell'articolo 6 della stessa legge - l'esercizio dell'azione di ripetizione da parte dell'ex conduttore avrebbe esposto quello subentrante al rischio di ritorsioni ad opera del locatore, in quanto, come ha giustamente rilevato la Corte di merito, la soluzione della quaestio iuris qui accolta risulta la sola che appaia coerente con l'esigenza primaria di certezza dei rapporti giuridici che e' connaturata all'istituto stesso della decadenza e postula una sua preminenza rispetto all'altra esigenza, pur essa legittima, che investe la tutela del contraente piu' debole nel contratto di locazione ed era stata ritenuta piu' cogente dal giudice di prime cure.

Il ricorso va, pertanto, rigettato, mentre ricorrono, considerata la novita' della questione dibattuta, giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Spese del giudizio di Cassazione.

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