Sentenza Google - Louis Vuitton: è responsabile il singolo inserzionista dei danni cagionati all'azienda

Google Francia era stata citata in causa da Louis Vuitton e da altre aziende perchè nel motore di ricerca tra le pubblicità a pagamento laterali, durante le normali ricerche, comparivano alcuni link verso siti che offrivano imitazioni di prodotti Vuitton o di concorrenti o anche di semplici negozi che si facevano forti del marchio. La corte Ue ha stabilito che il responsabile dell'uso dei marchi non è Google, ma l'inserzionista con la sentenza che così recita: "Se un marchio è stato utilizzato come parola chiave, il suo titolare non può pertanto far valere nei confronti della Google il diritto esclusivo che egli trae dal suo marchio. Egli può invece far valere tale diritto nei confronti degli inserzionisti che, mediante una parola chiave corrispondente al suo marchio, fanno visualizzare dalla Google annunci che non consentono, o consentono soltanto difficilmente, all'utente medio di Internet di sapere da quale impresa provengono i prodotti o servizi indicati nell'annuncio». A sostegno di ciò la Corte sostiene la seguente tesi, «in una situazione del genere (caratterizzata dal fatto che l'annuncio appare subito dopo che l'utente ha inserito il marchio quale parola da ricercare e è visualizzato in un momento in cui il marchio, in qualità di parola da ricercare, è parimenti indicato sullo schermo) l'utente di Internet può confondersi sull'origine dei prodotti o dei servizi. Sussiste pertanto una violazione della funzione del marchio che consiste nel garantire ai consumatori la provenienza del prodotto o del servizio (la 'funzione di indicazione di origine del marchio)».

sentenza C-236/08 della Corte Ue del 23 marzo 2010.

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