Affidamento e tipo di procedimento

Le modalità di affidamento sono strettamente legate alla gestione più o meno conflittuale della crisi coniugale.

Le modalità di affidamento sono strettamente legate alla gestione più o meno conflittuale della crisi coniugale. Nei procedimenti di separazione e di divorzio conclusi con il rito consensuale – nel 2003 pari rispettivamente all’87,1% e al 78% del totale – il ricorso all’affidamento congiunto è più frequente. Nel 2003 l’affidamento congiunto è stato disposto nel 13% dei casi nelle separazioni consensuali, ma la percentuale scende al 4,8% nelle procedure giudiziali (Tabella 5). I dati a livello di ripartizione territoriale confermano quelli nazionali. Nel Mezzogiorno, infatti, dove le coppie ricorrono al rito contenzioso (20,7%) con più frequenza rispetto al Nord (9,9%), la quota di affidamenti congiunti e alternati è pari al 5,3%. Nell’Italia settentrionale i coniugi si accordano più facilmente per una gestione meno conflittuale della crisi matrimoniale, sicché gli affidamenti ad entrambi i genitori superano il 15%.

Nei procedimenti esauriti con rito giudiziale, inoltre, aumenta la quota di affidamenti esclusivi al padre, che sale al 6,2% nelle separazioni. Questo anche perché i procedimenti contenziosi sono caratterizzati da una maggiore frequenza di matrimoni di durata superiore ai 14 anni, con la conseguente maggiore presenza di figli con un’età più elevata.

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