In una causa di separazione la pronuncia di addebito e quella di risarcimento del danno possono coesistere

In una causa di separazione la pronuncia di addebito e quella di risarcimento del danno possono coesistere, considerati i presupposti, i caratteri, le finalità radicalmente differenti. Dunque il risarcimento non segue solo la commissione di reati (e l'adulterio dopo le note pronunce della Consulta non lo è più), ma anche la violazione dei diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti, (nel caso di specie, l'abbandono della moglie e l'inizio di una relazione more uxorio con un'altra donna), incidendo su beni essenziali della vita. Secondo il nuovo orientamento giurisprudenziale, infatti, la logica ed i metodi della responsabilità civile entrano anche nel rapporto tra i coniugi e verso la prole, seguendo una tendenza che si inserisce nel più generale ampliamento dell'area della responsabilità aquiliana. Rileva proprio la qualità di coniuge e la violazione di obblighi nascenti dal matrimonio che, da un lato è causa di intollerabilità della convivenza, giustificando la pronuncia di addebito, con gravi conseguenze, com'è noto, anche di natura patrimoniale, dall'altro, si configura come comportamento (doloso o colposo) che, incidendo su beni essenziali della vita, produce un danno ingiusto, con conseguente risarcimento, secondo lo schema generale della responsabilità civile.

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 1 giugno 2012, n. 8862

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